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In primo luogo, la questione della privacy. Un argomento che, per molti versi, fa il paio con l'utilizzo “etico” (leggasi nel senso di “non a fini di marketing”) delle informazioni immesse dagli “amici” nella gigantesca cyber-betoniera di Facebook. Lo sviluppo di vari movimenti di protesta, al pari del proliferare di pseudo-applicazioni in grado di evidenziare quanto siano esposte pubblicamente le nostre informazioni personali, hanno fatto cambiare rotta, a più riprese, alla policy imposta da Mark Zuckerberg.
Che siano manovre di advertising o indotte dalla paura per le azioni più volte promesse dalla Federal Trade Commission, è implicito come l'argomento sia ormai di primissimo piano nelle strategie evolutive del social network più famoso del mondo. Del resto, con i suoi 400 milioni di utenti, la questione non può che rappresentare una presenza fissa nell'agenda del suo fondatore.

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Nel suo romanzo fantapolitico, “Il Tallone di Ferro”, Jack London descrisse la lotta di classe degli anni '20. Il romanzo, però, è ambientato in una società futura del XXVI secolo. Un mondo in cui il socialismo ebbe la meglio, e per un motivo si ritrova a guardare indietro nel tempo, sorprendendosi di alcune cose che capitavano nel passato ma che per noi - tutto sommato - sono ancora normali.
