Squilla il campanello. Il pizzaboy, con un leggero ritardo di una decina di minuti, consegna la “cena” ordinata online. Inizia così una delle più classiche serate casalinghe nel tempo delle relazioni liquide. Comodamente seduti sul divano, il rito gastronomico viene contestualizzato dentro una ragnatela mediatica sempre più densa. Il nostro programma televisivo preferito “rimbalza” nei social network che, contemporaneamente, commentiamo sull'iPad o sul netbook.
I media distorcono le dimensioni spaziali e temporali dello stylelife di ciascuno di noi. Salta l'aderenza fisica fra fruizione e luogo deputato a questo scopo e cambia anche la forma dell'intrattenimento “catodico”.

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