Non paga di aver invaso settori come la protezione antivirus e affini, suscitando proteste da parte delle maggiori case produttrici di tali prodotti, ora Microsoft attacca pure il mondo del Software Libero con l'arma impropria dei brevetti e "minaccia" di portare la cosa nelle aule di tribunale.
Qualche giorno fa Microsoft, nella persona di Steve Ballmer (Ceo della Microsoft), annuncia che il Software Libero vìola la bellezza di 235 brevetti di proprietà Microsoft e più precisamente:
- 42 violazioni nel kernel di Linux
- 65 in altre componenti di Linux
- 45 in OpenOffice.org
- 83 in altri prodotti di Software Libero.
Interpellato sull'argomento, l'avvocato della Free Software Fundation Eben Moglen non appare per nulla intimorito e afferma che il software è un algoritmo matematico e che, come tale, non possa essere patentato da alcuno.
Tradotto per i non addetti ai lavori, è come brevettare il percorso stradale Roma-Milano più breve e pretendere che, in base a tale brevetto, nessuno possa utilizzare le strade indicate, neppure parzialmente, se non previo ottenimento di licenza. In questo parallelo le strade sono gli algoritmi matematici e il percorso stradale completo è il software.
Tag:microsoft
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Non sempre siamo abituati a seguire passo per passo eventi importanti per la comunità mondiale, tuttavia il vertice del G8 a L'Aquila merita di essere seguito nei minimi dettagli, a prescindere dai canali televisivi o radiofonici che fanno "notizia": dettagli che spesso e volentieri sfuggono anche ai più attenti e ossessivi maniaci dell'informazione... "Windows è un prodotto, come è un prodotto Linux. Alle scuole Microsoft offre grandi vantaggi economici, le licenze hanno un costo irrisorio e tanto basta". Questo è il succo delle parole uscite dalla bocca di un nostro dipendente pubblico operante in una scuola superiore del Cesenate.
Leggi tutto... Da qualche settimana circola in rete questo video, classificato dagli esperti di advertising come marketing virale. Infatti, la scelta di veicolarlo solo su YouTube la dice lunga sugli scopi più reconditi e comunicativi del messaggio pubblicitario. Da Trieste a Gela ci sono all'incirca 1.500 chilometri. Con un'automobile efficiente, alcune soste per riprendere fiato e traffico permettendo, ci si impiegano quasi venti ore per questo “viaggetto” da nord a sud della penisola.
Leggi tutto... Allo stesso modo, la trasmissione di documenti digitali sullo stesso percorso può richiedere una manciata di secondi, variabile in relazione alla capacità della banda. Ma questa, evidentemente, non è una gara di velocità, bensì, di comprensibilità. Non mi piace fare le crociate in genere, figuriamoci se le faccio contro un sistema operativo. C'è sempre il rischio di scivolare nell'integralismo più sfrenato e perdere di vista (giuro che questa non è voluta) il senso reale della discussione.
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Da quando esiste il concetto di democrazia, l'amministrazione della cosa pubblica (al netto delle distorsioni illegali, sulle quali l'Italia rappresenta, purtroppo, un ottimo esempio negativo) ha come presupposto fondante la cura degli interessi della collettività. Per questo definiti interessi pubblici.
