

Lun 06 Ott 2008 |
|
Questa ovviamente è una analisi estremamente sintetica. Una base di discussione dalla quale parire e far nascere iniziative concrete di coinvolgimento di tutte le parti in causa (studenti, docenti, dirigenti, pubbliche amministrazioni).
Cercheremo di operare in entrambe le direzioni, dal basso e dall'alto, ma per far sì che i propositi si trasformino in atti concreti, in soluzioni tecniche praticamente attuabili sul campo, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti.
Spedisci via email
Visite: 3365 Commenti (21)
![]()
ercolinux
said:
|
|
... So bene che è un compito difficilissimo cercare di far capire alle "alte sfere" che Linux non è il "male" (anzi), ma bisogna assolutamente provarci. Secondo me potrebbe essere utilie organizzare un evento simile al Linux Day ma mirato ai docenti e ai dirigenti scolastici in cui si possa mostrare come l'open source offra gli strumenti necessari all'insegnamento a qualsiasi livello: dalle basi con programmi come GCompris fino alle scuole superiori o all'università, con la possibilità di programmare in qualsiasi linguaggio, scrivere tesi o relazioni, apprendere materie scientifiche come la chimica o la fisica. Un evento del genere dovrebbe dimostrare anche la semplicità d'uso di GNU/Linux, molte volte superiore a Windows (è solo questione di abitudine) e per far questo si dovrebbe utilizzare una distribuzione mirata come Edubuntu, oppure ancor meglio crearne una tagliata su misura per la scuola italiana: lo so che è un impegno notevole, ma il bello dell'opensource è la collaborazione che permette di superare anche i problemi più grandi. Forse il problema maggiore resta quello di convincere la gente a partecipare ad una simile manifestazione, visto che non la si può obbligare. |
ercolinux
said:
|
... Un'altra strada oltre a quella obbligata dell'associazione è quella di cercare appoggi con i politici locali: lo so che può sembrare difficile e che molte volte i politici sentono solo la campana del tornaconto personale, ma nei comuni medio-piccoli spesso esistono liste civiche che hanno un qualche peso nei consigli comunali e che hanno persone con voglia di fare; se si riesce a far breccia da loro si può avere un contatto diretto con le amministrazioni o comunque almeno una voce da far sentire. Nel mio paese una lista civica ha apprezzato l'idea di diffondere l'open source (ne ho convertiti 3 in una sera ) e adesso mi stanno aiutando con l'organizzazione di un evento a settembre; è vero che la lista ha un solo consigliere in comune, ma comunque è meglio di niente e quando ci saranno da prendere decisioni relative a programmi mi avviserà (ricordate che i consigli comunali sono pubblici) e cercherà di portare mozioni a favore dell'opensource. |
Antonio Cantaro
said:
|
... Penso che anche un solo docente, purchè veramente motivato, possa, dall'oggi al domani, mutare l'ordine precostituito delle cose, almeno nella propria scuola e non solo. Ho iniziato a gennaio di quest'anno ed in pochi mesi ho generato una mezza rivoluzione, grazie, anche, al dirigente che mi ha dato carta bianca. Noi abbiamo iniziato la "battaglia" per la diffusione di Linux (Ubuntu in particolare), a Gela (CL) e contiamo di espandere la cosa, gradualmente, all'intera regione Sicilia. Il nostro progetto prevede la creazione di cinque squadre composte da un docente e due alunni cadauna, che diffonderanno il software libero nel territorio, iniziando dalle scuole per poi passare alla pubblica amministrazione. L'Italia brucia miliardi di euro l'anno in software commerciale (pensare che il 95% se non oltre) degli utenti, soprattutto negli uffici pubblici, utilizzano il computer per scrivere, collegarsi ad internet, ascoltare un poco di musica e vedere qualche filmato. Non è uno spreco enorme di denaro? La sola amministrazione provinciale di Trento (che poi non è grande), utilizzando software libero risparmia oltre un milione di euro l'anno. In primis abbiamo iniziato noi stessi con la realizzazione di una delle poche (se non la prima) aule multimediali completamente funzionante con software libero (Ubuntu), nel meridione d'Italia. Questa scelta ci ha consentito di raddoppiare le postazioni macchine a parità di costo, infatti, era stato già stipulato un contratto per la fornitura di 8 macchine. Pensate ad una sala computer che doveva ospitare classi di circa venti ragazzi, anche ad esserci qualche assente, dove li mettevi? Grazie al fornitore che ha accettato di rivedere il contratto, a parità di spesa ho ottenuto 16 postazioni, già sufficienti per una classe. Linux, open office & Co al posto di Windows & Co, ecco quale è stata la trovata. Oggi la sala open source è una realtà. Giusto ieri abbiamo chiso l'aggiudicazione di una gara per la fornitura di 19 portatili. Punto fondamentale del bando era il funzionamento degli stessi in rete con Ubuntu installato. Vi racconto un piccolo aneddoto. In sala docenti ho installato Linux al posto di Windows. Solo un paio di colleghi si sono lamentati dicendo che con Windows si trovavano meglio. Sapete cosa ho fatto? Ho inserito nel desktop (meglio dire scrivania) del computer una scritta a caratteri cubitali: "NON PUOI FARE A MENO DI WINDOWS ED OFFICE? ALLORA COMPRATELO! ...CON META' STIPENDIO RISOLVI" Non ho più sentito lamentele. Ma anche ai politici abbiamo fatto giungere la notizie, sia in forma privata quanto con convegni: http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=301&Itemid=1 e soprattutto con l'aiuto di TV locali, quaotidiani, ecc... DAre uno sguardo alla seconda parte di questa pagina: http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=187&Itemid=1 Chiudo come ho iniziato: pensate cosa potrebbe succedere in Italia se ci fosse anche un solo docente motivato in ogni scuola. Cordiali saluti a tutti. Antonio Cantaro. |
Ercole Carpanetto
said:
|
... Se davvero avessimo anche un solo Antonio Cantaro in ogni scuola penso che le cose sarebbero veramente diverse: sto contattando un po' di insegnanti qui nei dintorni di Torino per il Mappano Open Days e devo dire che solo in poche scuole l'open source è usato. E in quelle poche come diceva giustamente il prof.Cantaro la motivazione degli insegnanti è fondamentale, vista l'assoluta mancanza di iniziativa delle dirigenze o meglio ancora del ministero visto che tutto dovrebbe già partire da li. |
domenico maiuri
said:
|
... Credo di essere uno dei docenti motivati di cui parla Cantaro e anch'io nel mio piccolo ho iniziato a sondare il terreno presso le amministrazioni locali ricevendo l'impressione "classica" del "rimpallo" su un muro di gomma. Tuttavia guai ad arrendersi; così ho deciso di iniziare a settembre una serie di incontri con i Dirigenti Scolastici di alcune scuole della provincia di Messina per cercare di capire quali possano essere le soluzioni migliori per sensibilizzare la classe docente sull'utilizzo di linux. Non mi illudo circa la disponibilità dei DS su questo tema e concordo con quanto scritto da Davide sulle grandi difficoltà, tuttavia credo che la strada da seguire sia questa: "se convinci i dirigenti, magari facendo leva sull' abbattimento dei costi, avrai pochi problemi con i docenti". All'uopo spero di preparare un piccolo dossier con le informazioni necessarie, una dimostrazione video o chissà che altro... L'idea è ancora in fase embrionale, per questo vi prego di darmi qualche consiglio utile, uno spunto, la descrizione di una vostra esperienza... Dal canto mio vedrò quanto prima di socializzare la mia di esperienza, sperando che sia, almeno in parte, positiva. |
Elisa
said:
|
... OK lancio una proposta. Se siamo riusciti a inculcare il concetto di open source in Africa dobbiamo riuscirci anche in Italia. Iniziamo a fare una campagna come si deve (anche sul nostro sito se volete) cercando di sensibilizzare non solo i docenti ma anche le direzioni didattiche e il Ministero. Vedrete che quando iniziano a essere presi a pesci in faccia inizieranno anche a reagire e a valutare l'alternativa. Così non si va da nessuna parte. Da parte nostra (sempre se volete) smuoveremo quanto ci è possibile smuovere per far decollare questo progetto. Che ne dite? |
Antonio Cantaro
said:
|
... Io ho già scritto a diversi ministri del governo precedente ed a tutti i ministri dell'attuale governo. Solo due, dell’attuale governo, mi hanno risposto dicendo che avrebbero preso in esame la possibilità di valutare la cosa. Visto che dall'alto mi sembra difficile che venga la svolta (dire che basterebbe una leggina, ma .. troppi interessi economici?...), ritengo che la spinta debba venire dal basso. Peraltro in basso vi sono le “fondazioni” e la scuola è il “basamento” della società. Se i ragazzi si abituano sin dal periodo del banco scolastico, al software libero, lo useranno anche da grandi. Ovviamente, oggi, con l'autonomia, ogni scuola è un piccolo centro decisionale ove molto dipende dal "dirigente scolastico". Un dirigente disinteressato o che sconosce i vantaggi del software libero, non farà nulla per mutare la consuetudine. Il mio dirigente: prof. Vito Parisi, pur non avendo una cultura specifica in materia informatica ed in particolare sul software libero, guidato dall'intuito, insito in persone intelligenti e constatata la mia determinazione, sapete cosa ha fatto? Mi ha dato carta bianca. All'inizio magari non era del tutto convinto, ma, senza mai porre “freno”, piano-piano le ha adottate senza riserva di sorta. Ora è lui che mi sprona (anche se non necessita) e la cosa non può che fare tanto piacere. Morale della favola? Cari colleghi docenti, la prima battaglia da vincere e quella col dirigente. Sarà solo l'inizio (la guerra e lunga), però ... Saluti a tutti. |
Ercole Carpanetto
said:
|
... @elisa Secondo me la tua idea è molto buona: se il ministero e le direzioni didattiche dovessero ricevere centinaia o migliaia di richieste simili da professori, ma anche da genitori di studenti e da studenti, non potranno dire di non conoscere il problema e magari qualcosa si potrà muovere. @antonio: come non essere d'accordo con te, la scuola oltre che educare forma anche i ragazzi e se questi si abituano a pensare e operare in un ambiente libero, poi lo cercheranno anche a casa e sul lavoro, innescando in questo modo una spirale che aumenterà sempre più la penetrazione del software libero. Spero con l'evento di settembre di riuscire a coinvolgere un numero sufficientemente alto di dirigenti scolastici proprio per ridurre l'ignoranza che aleggia intorno al software libero e facilitare così il lavoro di quei docenti che vogliono introdurlo nelle scuola. |
Giacinto
said:
|
L'Istituto "Capuana" di Siculiana passa al software libero! Concordo pienamente sulle difficoltà in cui ci si va a scontrare quando nelle scuole si tocca il tasto dell'informatica. Il problema (ma questa è una mia umile opinione) credo sia dovuto al fatto che il corpo insegnanti, in genere, è affetto da una sorta di idiosincrasia per le innovazioni in generale e per il computer in particolare. L'ambiente scolastico è un ambiente piatto, uno stagno! Un ambiente in cui regnano la demotivazione (e non a torto) e l'ignoranza più crassa sul computer nel suo insieme. Tutti hanno imparato in un modo e tutti insegnano in quel modo. Qualsiasi novità che comporti uno studio, una sperimentazione, che vada a scrollare quella quotidianità assuefatta nel tempo, viene ignorata quasi sempre con malcelata avversione. Questo atteggiamento si riversa per intero nel computer, uno strumento ai più sconosciuto e odiato in gran parte anche da chi, riuscendo a malapena a salvare un documento di word in un floppy o, addirittura,ad impaginare una sgargiante presentazione in Power Point, si ritiene già un esperto informatico. La realtà purtroppo è questa. Basta andare in giro per le varie scuole. E non è una realtà tipicamente del sud perché anche nelle scuole del nord la cosa cambia di poco. Io gestisco un sito scolastico che aggiorno con non poche difficoltà per il muro di gomma che trovo. A volte ho la sensazione che mi si faccia un favore quando mi viene passata una notizia da pubblicare. E che dire poi dai vari questionari di verifica e di ingresso che, molto tempo fa, realizzai con QuizFaber e che sono fruibili nel sito? Nessuno li ha mai utilizzati in 5 anni e nessuno mi ha mai detto o chiesto nulla. Per non parlare poi dei vari tabulati elettronici per le verifiche finali. Qualcuno si è stampato il foglio, per compilarlo poi con la penna. E delle aule multimediali? Funzionano solo quelle degli Istituti superiori che hanno una disponibilità finanziaria notevole rispetto agli Istituti comprensivi. In quest'ultimi, infatti, le aule informatiche rappresentano, solamente, un adempimento burocratico. L'importante è avercele, poi se non si usano tanto meglio. Così si eviteranno i costi per l'acquisto di carta, cartucce, CD, DVD, periferiche varie e per la manutenzione ordinaria. Tutto ciò però non deve essere vissuto come una resa ma, al contrario, come uno stimolo. Infatti proprio stamattina ho completato le installazioni di Edubuntu (le distro personalizzate da Ubuntu Iacta Est) sui computer dell'aula multimediale del mio Istituto ed ho pubblicato la notizia nella home. Sono così ben 16 le postazioni completamente funzionanti con software libero. L'accoglienza, superate le perplessità iniziali, complessivamente è stata buona.Si spera, adesso, che, grazie alle preziosissime guide video del Prof Cantaro, con il quale insieme abbiamo patito momenti di delusione ed ora, invece, ne condividiamo le soddisfazioni, alunni e docenti possano avvicinarsi, con estrema facilità, al mondo del software libero. Un cordiale saluto ed un grazie! Giacinto Lo Bianco http://www.ic-capuana.org/home/ |
Antonio Cantaro
said:
|
Ma guarda te sto ....modestone.... Ma guarda te sto..modestone.. Giacinto, sei ancora pessimista? Quanta modestia nel tuo scritto. Mettiti da parte che adesso parlo io per te e senza modestia: Giacinto è stato un grande. Ha fatto ancor più di me, in quanto era solo ed aveva tutti contro. Anche io ero e sono solo, però, nella mia scuola ho potere assoluto per l'informatica e per il sito. Giacinto no. Quì sta l'importanza di quanto ha fatto. Però in un mio articolo gli ho dato tutto il dovuto merito. Eccone uno stralcio: "...Prima il Majorana, poi il Comune di Gela, adesso il Capuana di Siculiana (AG), ormai tutto è software libero. Il fiume è in piena, l’onda dilaga ed il software libero,insieme con i formati aperti prendono piede. Aspettiamo voi tutti e siamo pronti a sostenervi con la nostra esperienza. .... ...Adesso anche l'Istituto comprensivo "L.Capuana" di Siculiana (AG), dispone di un'aula multimediale con 16 postazioni tutte funzionanti con software OpenSource ed esattamente con Edubuntu. Probabilmente è la seconda scuola in Sicilia dopo il nostro Istituto ad avere adottato il software libero. Questo grazie alla passione ed allo slancio del prof. Giacinto Lo Bianco, col quale, insieme, abbiamo patito momenti di delusione ed ora, invece, condividiamo le soddisfazioni. ..... Giacinto, è riuscito a realizzare un'aula con Linux. Mi dice che l'ausilio delle nostre video guide e manuali è stato determinante per aiutare, alunni e docenti ad avvicinarsi con semplicità a questo stupendo mondo. Ormai la strada è tracciata e sono sicuro che Giacinto, da pioniere quale è stato, continuerà a lottare con tenacia, vicino a noi e con noi, affinché altri percorrano la pista che ormai abbiamo aperto...." Se proprio volete leggere i due articoli ecco i link (prima quello di Giacinto): http://www.ic-capuana.org/home/index.php?option=com_content&task=view&id=236&Itemid=1 http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=550&Itemid=1 Vai Giacinto, sei grande!!! |
Antonio Cantaro
said:
|
@ Davide Ehi.. ragazzo, non esagerare altrimenti finisce che io e Giacinto ci mettiamo a pancia in su ed in pieno rilassamento. Abbiamo appena iniziato, il riposo ed i complimenti verranno dopo. Giacinto, non è che adesso ti adagi sugli allori? Vento in poppa e comincia a contattare le altre scuole del territorio. Oggi ho parlato con due Dirigenti scolastici di Gela (buone prospettive). Saluto tutti ed un particolare abbraccio a Davide. Antonio. |
Giacinto Lo Bianco
said:
|
... Ciao Davide, ti ringrazio per i complimenti, sicuramente sinceri! I complimenti ricevuti da persone che non ti conoscono personalmente sono i più graditi, poiché privi di qualsiasi ombra di ipocrisia. Antonio carissimo, non preoccuparti che non mi cullerò sugli allori. Sono in primo luogo un appassioanto del computer, con cui condivido moltissime ore della mia giornata. Mi sono già fatto qualche giro in alcune scuole, mi è stato risposto con un "vediamo, ci faremo sentire". Mi è sembrato di fare un provino per accedere ad un posto di lavoro. Non ci spero molto, perchè dalle mie parti la situazione è quella descritta nel primo post. Sono i dirigenti quelli che spingono e 9 su 10 sono tutti presi dai vari PON e compagnia bella e sono tabula rasa in informatica. Tu pensa che ricevo commissioni per la realizzazione di siti, e finora ne ho realizzati diversi, solamente da ambienti esterni alla scuola. Da quest'ultima non ci ho ricavato mai un centesimo. In passato, il sito della scuola, per farmi conoscere, lo facevo interamente a mie spese. E' da l'anno scorso che mi sono state assegnate 80 ore delle quali non ho ancora ricevuto nulla. Cordialità, Giacinto! |
Antonio Cantaro
said:
|
Giacinto, stai, su! Mi sembra di ricordare che anche nella tua scuola le cose non andavano granchè bene, eppure...., hai visto, ci sei riuscito. La cosa migliore e non scoraggiarsi, peraltro, se fosse così semplice non staremmo qui a parlarne. Aspetta che passi il periodo dei PON (soldi, sovente, spesi inutilmente) e poi fai vedere ai vari dirigenti che la cosa si può fare, ora abbiamo i precedenti. Mi raccomando, in GAMBA!!! (tanto, ormai ti conosco, prima ti abbatti, poi ci ripensi e parti in quarta). Ciao, Antonio. |
Antonio Cantaro
said:
|
errori Scusate ma prima nella fretta di scrivere è spuntato qualche errore (comprese le "e" senza accento). Chi va di fretta consideri. Ancora ciao a tutti. |
Giacinto Lo Bianco
said:
|
... Sì, in effetti sono per come mi hai descritto ma stai tranquillo che con te al fianco non mi arrenderò facilmente! Ciao,Giacinto! |
Paolo Manfrin
said:
|
Allusioni "motivi economici non sempre cristallini e trasparenti (non chiedetemi altro, cercate di capire a cosa alludo" Mi prendo io la responsabilità: significa che chi stipula i contratti con Microsoft per l'acquisto di software per la pubblica amministrazione, ad esempio, lo fa perchè riceve laute mazzette. Tanto laute da gridare allo scandalo degli sprechi nelle PA salvo poi perpetrare la pratica e addirittura mettendo il bavaglio a chi cerca le famose alternative libere, le propone, mette a disposizione anche gratis la sua competenza e poi si ritrova appunto con un bel calcio in c**o. Esempio pratico di vita vissuta: scuola superiore pubblica, 23 Luglio 2006, al lavoro ci sono solo i soliti non docenti compreso il segretario (o DSGA); all'improvviso si presenta un docente, consulente della scuola per l'informatica, con oltre un centinaio di licenze per antivirus da installare in tutti i pc dell'istituto. Nessuno glielo aveva chiesto, i pc non vedevano virus dal 2000 in quanto ben protetti da firewall e sistemi di sicurezza Open Source GNU/Linux fatto in casa da esperti a zero euro e via discorrendo. Mi sono chiesto, ma perchè? perchè la mandorla (così la chiamiamo noi la tangente) era consistente. Maledetto! Tutto chiaro? |
Lascia la tua opinione
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Tags Cloud
apple
associazione
censura
cina
codec
compiz
condivisione
configurazione
copia
digitale
edubuntu
eeepc
ext4
facebook
fedora
fiera
firefox
gallo
giochi
gmail
gnome
google
grafica
howtobuntu
immagini
indicatore
informazione
installazione
internet
joomla
libertà
linux
lucid
majorana
meeting
memoria
microsoft
mint
nautilus
opensource
personalizzare
pirateria
scuola
shuttleworth
social network
software
software libero
stallman
twitter
ubuntu
ubuntu iacta est
windows











) e adesso mi stanno aiutando con l'organizzazione di un evento a settembre; è vero che la lista ha un solo consigliere in comune, ma comunque è meglio di niente e quando ci saranno da prendere decisioni relative a programmi mi avviserà (ricordate che i consigli comunali sono pubblici) e cercherà di portare mozioni a favore dell'opensource.
