

Dom 05 Ott 2008 |
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| Ma come raggiungere le scuole? Donare computer trashware senza offrire null'altro, sarebbe un inutile spreco di energie, visto anche il bassissimo livello di informatizzazione degli insegnanti delle scuole primarie (soprattutto). Ad ogni modo la donazione di PC riciclati è una strada che stiamo faticosamente percorrendo, ma dovrà essere parallelamente integrata con attività didattiche di supporto. ![]() Qualche tempo fa', Teo (the big president), parlando con alcuni insegnanti di suo figlio (scuola elementare), ha riscontrato grande interesse e disponibilità alla realizzazione di lezioni didattiche mirate all'informatica. Ci venne offerta l'aggregazione al corpo insegnanti e le giornate di sabato per incontri-lezioni con gli studenti. Direi che anche questa è una strada percorribile. Anche più interessante della semplice fornitura di PC. Perché, diciamocelo chiaramente, di cosa ha più bisogno la scuola? Di personal computer o di cultura informatica? Alla scuola serve l'hardware o il software? Procedendo in questa ottica, se intendiamo il software nelle scuole, come semplice fornitura di programmi liberi, siamo nuovamente fuori strada. Certo, è importante far capire che il software libero è lo strumento didattico per eccellenza, che insegna la condivisione, che è prima di tutto una scelta etica oltre che economica. Ma prima di questo, prima ancora di portare il free software nelle scuole, occorre portare cultura informatica. Se anche noi confondiamo l'informatica con l'insegnamento del copia e incolla, del "clicca qui per formattare in grassetto", non andremo da nessuna parte, avremo fallito prima ancora di cominciare. Alla scuola serve cultura informatica. Una materia che si insegna molto più facilmente se il computer resta spento. Perché se acceso paradossalmente introduce distrazione da quella che è la materia di insegnamento. Chi di voi ha, anche marginalmente, studiato la matematica dei numeri binari, non lo ha fatto certo con l'ausilio di un PC. Detto questo, vi lascio la possibilità di studiare un bellissimo libro (Unplugged Teacherss) redatto in tantissime lingue, rilasciato con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs e curato nell'edizione italiana da Giovanni Michele Bianco e Renzo Davoli.
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