 Certo, installare Ubuntu, avendo a disposizione una connessione ad internet per gli aggiornamenti e i software extra è semplice, oltre che comodo. Fare la stessa cosa dovendo lavorare in parallelo con 4, 5 o più PC ed una sola connessione ad internet non è la stessa cosa: i tempi si allungano non poco, dovendo dividere la banda in download tra più macchine.
Soluzione: scarichiamo l'intero repository in locale con apt-mirror.
Cosa ci serve
- Una connessione ad internet ADSL sufficientemente veloce (presto capirete il perché)
- Apt-Mirror (per scaricare i repository)
- Apache2 (web server, per poter accedere ai repo in locale)
- Manualità per le operazioni di messa a punto di apt-mirror (difficoltà: easy)
- Tempo ed energia elettrica (presto capirete il perché)
Installazione
Apriamo il terminale ed installiamo i programmi necessari: apt-mirror e apache2
sudo apt-get install apt-mirror apache2
Ora, sempre usando il terminale andiamo a personalizzare l'unico file di configurazione di apt-mirror
sudo gedit /etc/apt/mirror.list
Se osserviamo il file di configurazione di apt-mirror, notiamo una certa somiglianza con il file sources.list attraverso il quale il nostro sistema Ubuntu accede agli aggiornamenti e al software disponibile online. La semplicità d'uso e di configurazione di apt-mirror sta tutta un questo (trascurabile?) dettaglio.
Per i più pigri, allego qui il mio mirror.list ottimizzato per scaricare tutti i repo ufficiali di Ubuntu Lucid Lynx + Medibuntu. Da notare che ho modificato il percorso di salvataggio del mio repository locale (set mirror_path), in quanto la mia partizione di root non ha sufficiente spazio per contenere tutti i pacchetti. Possiamo aggiungere tutti i repository di cui avremo bisogno, apt-mirror scaricherà tutto in locale, organizzando per noi la struttura dei repo.
Apache2
Grazie a questo software, trasformeremo il nostro PC in un vero e proprio web server e renderemo disponibile sulla rete locale i repositori scaricati con apt-mirror.
L'operazione da fare è solo una: fare in modo che apache2 punti verso il percorso in cui si trovano i repo scaricati.
Prendendo ad esempio il percorso set mirror_path del mio file mirror.list, aprimo un terminale e portiamoci nel percorso a cui di default punta apache2
cd /var/www
ora creiamo un link simbolico verso il percorso in cui si trovano i nostri repo
sudo ln -s /home/ibm/apt-mirror/apt NOME_MIRROR_LOCALE
Dove /home/ibm/apt-mirror/apt è il percorso dei repo e NOME_MIRROR_LOCALE è il nome (arbitrario) che darete al vostro repository e che sarà accessibile attraverso il browser all'indirizzo http://localhost/NOME_MIRROR_LOCALE.
Ricordo nuovamente, per i meno attenti, che i percorsi indicati sono i miei personali.
Se copiaincollate "bovinamente" i comandi sono tutti c..zi vostri!
Non ci resta che dare fuoco alle polveri e iniziare il download di qualche cosa come 65 Gb di pacchetti precompilati e pronti all'uso.
E poi c'è chi dice che per GNU/Linux non ci sono i programmi!
Da terminale diamo semplicemente
sudo apt-mirror
Ora serve la pazienza (ricordate?) e l'energia elettrica.
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