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week13-2010

04-04-2010
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 MailingWeek, la mailinglist settimanale di UIELinux.org
Esce il Lunedì week13 29 Mar 04 Apr 2010

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Sommario

1. Ubuntu 10.10 conterà in base 10!
2. E ora si cambia ! Che ne sara' di openoffice?
3. Ora Mark Shuttleworth vuole che le distro vengano omogeneizzate
4. Ubuntuwintv per i più pigri
5. Pubblicare contenuti su joomla da google docs

Ubuntu 10.10 conterà in base 10!

Se pensate che i bottoni a sinistra nella barra del titolo abbiano alzato un polverone aspettate di vedere che casino si scatenerà per questa modifica della prossima 10.10. Ricordo che quando è successo su OSX molti lo hanno etichettato come il più grande errore della storia informatica da parte di Apple. Ora che pure quelli di Ubuntu hanno intenzione di fare il salto si apriranno le porte dell'inferno.
http://feeds.blogo.it/~r/Ossblog/it/~3/3p8Gu-t5MX0/ubuntu-1010-contera-in-base-10

Ubuntu a partire dalla versione 10.10 implementerà una nuova politica per cui le unità di misura per dischi e rete saranno espresse in potenze di 10, mentre per la ram si continuerà ad utilizzare le misure in potenze di 2.
Si cercherà quindi di utilizzare correttamente i simboli perché da tempo è stabilito che i termini classici come kilo, mega, giga, ecc. rappresentano delle potenze di 10 e per questo sono stati introdotti i prefissi kibi, mebi, gibi, ecc.
Questa scelta dovrebbe anche eliminare la confusione negli utenti che comprano un nuovo disco il cui spazio viene misurato in potenze di 10. La stessa decisione è stata presa anche da Apple all’uscita di Snow Leopard.
Le applicazioni devono usare lo standard IEN per unità in base 2:

    * 1 KiB (kibibyte) = 1,024 bytes (Nota: K grande)
    * 1 MiB (mebibyte) = 1,024 KiB = 1,048,576 byte
    * 1 GiB (gibibyte) = 1,024 MiB = 1,048,576 KiB = 1,073,741,824 byte
    * 1 TiB (tebibyte) = 1,024 GiB = 1,048,576 MiB = 1,073,741,824 KiB = 1,099,511,627,776 byte

Le applicazioni devono usare lo standard SI per unità in base 10:
    * 1 kB (kilobyte) = 1,000 byte (Nota: k piccola)
    * 1 MB (megabyte) = 1,000 kB = 1,000,000 byte
    * 1 GB (gigabyte) = 1,000 MB = 1,000,000 kB = 1,000,000,000 byte
    * 1 TB (terabyte) = 1,000 GB = 1,000,000 MB = 1,000,000,000 kB = 1,000,000,000,000 byte

Per lo standard SI non si possono usare le seguenti unità per valori in base 2:
    * 1 kB ≠ 1,024 byte
    * KB (con K grande) non esiste
Post di Mirco
Giovedì 1 Aprile

Questo purtroppo non è un pesce, l'ho letto ieri o l'altro ieri.
Ma non genera confusione? su ubuntu verrà una certa dimensione e su un'altra distro o su windows un'altra?
Quando ho letto che c'era anche su MacOSX non mi sono sorpreso, pensavo però che era una iniziativa nuova di Canonical.
Post di Santiago
Giovedì 1 Aprile

Questa mi sembra veramente una delle cagate più grandi che si possano immaginare.
A questo punto, perché non usare ooxml come formato standard per i documenti?
Appena ho in mente altre cagate le sparo quì.
Post di Gallochri
Giovedì 1 Aprile


E ora si cambia ! Che ne sara' di openoffice?

http://www.oneopensource.it/30/03/2010/solaris-10-non-e-piu-gratis-ma-e-ancora-un-po-open-source/

Cominciano a sentirsi i primi cambiamenti della nuova amministrazione Oracle: cambiano i termini della distribuzione di Solaris 10.
In precedenza era possibile scaricare gratuitamente il sistema operativo Sun e usarlo oltre i 90 giorni di prova a patto di registrarlo online (non proprio free, ma pur sempre gratis).
Nelle nuove clausole introdotte da Oracle Solaris non è più gratis e nelle mani dei downloader resta solo un periodo di prova di tre mesi, al termine dei quali occorrerà sottoscrivere un contratto per continuare ad usare il sistema
[...]
Nessun cambiamento, invece, per il codice alla base di OpenSolaris
[...]

Post di Teopost
Martedì 30 Marzo

Il codice sorgente rimarrà protetto dalla LGPL.
Lo sviluppo futuro, nel caso in cui Oracle chiuda i rubinetti, merita un discorso a parte.
Post di Pedro
Martedì 30 Marzo

Solaris, invece, non era open neanche prima, per cui non cambia molto, semplicemente non è più gratis oltre il periodo di valutazione.
Post di Gallochri
Mercoledì 31 Marzo


Ora Mark Shuttleworth vuole che le distro vengano omogeneizzate

Sinceramente mi sento un po' Feltri al partorire questi titoli degni da “Il Giornale”. Tuttavia vi prometto che il contenuto è di tutt'altro livello :)
Voglio proporvi una cosa, questa volta vi risparmierò quel che penso al riguardo e tradurrò un articolo spagnolo di Guillem Alsina. Un post che a mio parere è molto interessante e analizza la questione con buon senso. Spero gradirete :)

Mark Shuttleworth punta ad una specie d'uniformità nelle distribuzioni
Ignorando lo standard LSB, il fondatore di Canonical, nonché colui che diede impulso alla creazione di Ubuntu, propose velatamente di definire uno standard per GNU/Linux che fissi quali versioni delle librerie includere nei sistemi operativi.

Tramite uno dei suoi ultimi post Mark Shuttleworth  ha proposto, in maniera criptica, che venga fissato uno standard per quel che riguarda le versioni di determinate librerie e pacchetti chiave impiegati dalle diverse distribuzioni GNU/Linux. Non l'ha detto in modo esplicito, ma ha lasciato intravedere quest'idea.

L'imprenditore multimiliardario del Sudafrica ha esposto schematicamente, nel suddetto post, le somiglianze e differenze tra Ubuntu e Debian riguardo alle versioni delle componenti chiavi in qualunque sistema GNU/Linux. Come possono esserlo il kernel, le librerie GCC, l'interprete Python, il pacchetto di automatizzazione di ufficio OpenOffice (non è un pacchetto chiave, ma ugualmente molto importante) o addirittura il server X. Oltre a tutto ciò, ha invitato apertamente i responsabili delle altre distribuzioni affinché essi apportino i suoi dati e quelli che possano conoscere di altre distro. Shuttleworth ha anche analizzato i periodi di rilascio delle nuove versioni con cambi significativi in quelle componenti.

Quel che in fondo suggerisce il fondatore di Canonical è la creazione di un nuovo standard che fissi quali versioni delle componenti importanti del sistema dovrebbero essere incluse in tutte le distribuzioni, riuscendo così ad arrivare a un certo grado di omogeneizzazione. Allo stesso tempo sostiene che la possibilità di scelta delle altre componenti sia buona e salutare per il sistema del pinguino.

Uno standard che esiste già

La proposta lanciata nel Web da Shuttleworth non è nuova e, di fatti, esiste già uno standard sul quale fissare una distribuzione GNU/Linux per garantire che le applicazioni che vengono sviluppate per essa siano compatibili con il resto delle distribuzioni che seguono quello standard. Si tratta del Linux Standard Base (LSB).

Sviluppato dalla Linux Foundation, LSB fissa le regole che spiegano come devono essere la struttura logica del filesystem (facendo in modo che le applicazioni progettate sappiano dove prendere librerie e cartelle di cui hanno bisogno), le librerie impiegate, i runlevel o perfino lo scheduler per i lavori di stampa. Una caratteristica, quest'ultima, che può variare tanto a seconda della distribuzione.

In questo senso, la proposta di Shuttleworth non apporta niente di nuovo, tuttavia è logico che anziché adattarsi alle regole esistenti, questo imprenditore voglia fissare il suo proprio modello, visto che così potrebbe dominare il nuovo standard anche se esso dovesse essere condiviso con altre distribuzioni che possano contribuire alla sua costruzione. Nonostante ciò, a mio parere, la proposta ha poche possibilità di trionfare, In particolare perché esiste LSB, che non viene influenzato in gran misura da nessuna distribuzione concreta. Motivo per il quale tutti possono utilizzarlo senza nessuna paura di dover restare ostaggi all'arbitrio dei suoi “nemici” dell'ecosistema Linux.

Copyleft 2009 www.imatica.org
Quest'opera contiene la seguente licenza:
La diffusione, ripproduzione e traduzione di questo testo è liberamente permessa su qualsiasi mezzo o supporto con l'unica obbligazione di mantenere la presente licenza e includere un link o referenza a la pagina nella quale si trova il post originale dentro il server www.imatica.org. In mezzi audiovisivi è  richiesta la citazione al medio www.imatica.org
Si ringrazia Massimiliano Gallieri per aver aiutato alla revisione e stillazione del testo.
Post di da Santiago
Sabato 27 Marzo


Ubuntuwintv per i più pigri

Ieri sera ho notato che alcuni di noi avevano il problema di Ubuntuwintv non funzionante...
Qui di seguito la procedura per risolvere il problema...

Aprite il terminale e digitate:

rm rai.py (se già esiste nella cartella corrente viene rimosso)

rm ubuntuwintv.py (se già esiste nella cartella corrente avendo lanciato un altro bugfix)

wget ubuntuwin.altervista.org/fileadmin/user_upload/ubuntuwintv/ubuntuwintv.py | gksudo cp ubuntuwintv.py /usr/bin/ubuntuwintv.py

wget ubuntuwin.altervista.org/fileadmin/user_upload/ubuntuwintv/rai.py | gksudo cp rai.py /usr/bin/rai.py

Ciao a tutti
Post di Markuz
Venerdì 2 Aprile


Pubblicare contenuti su joomla da google docs

Stanchi di usare il solito editor di Joomla?
Ora, se volete, potete pubblicare contenuti su joomla usando google docs.
Come?
http://forum.joomla.org/viewtopic.php?f=473&t=272566
http://www.youtube.com/watch?v=oKJBdNetBZM
Post di Teopost
Giovedì 1 Aprile

Già così non è semplice gestire i contenuti, figuriamoci se vengono pubblicati da un'altra piattaforma.
C'è  anche da non trascurare che noi abbiamo varie sezioni e categorie di pubblicazione e più di un autore da dover gestire.
Ciò che serve è imparare a usare bene i tanti strumenti già a disposizione.
Post di Pedro
Giovedì 1 Aprile

Non volevo proporne l'uso. Mi sembrava interessante l'architettura basata su XML-RPC.
Post di Teopost
Giovedì 1 Aprile


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