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week12-2010

28-03-2010
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 MailingWeek, la mailinglist settimanale di UIELinux.org
Esce il Lunedì week12 22 Mar 28 Mar 2010

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Sommario

1. Come aiutare un Linux newbie
2. Così Canonical manda a puttane il significato di Ubuntu
3. Quanto ci costa James Bondi?
4. Ricorso al "TOR"
5. UNetbootin, quando la GUI fa la differenza
6. NetLive
7. Video Editing

Come aiutare un Linux newbie

Sono stato una volta un novizio di Linux. Ed è stato diversi anni fa, ma mi ricordo la sensazione di utilizzarlo per la prima volta. E 'stata una miscela di eccitazione e di paura. Sono stato eccitato dalla sfida e dal fatto che fosse una porta che si apriva. E' stato terribile perché ero bravo a usare Windows e davvero non sapevo nulla di quello che stavo usando.
Purtroppo, molti neofiti aprono quella porta, ma gli si richiude in faccia. Che non è mai l'intenzione della persona che sta cercando di aiutarlo. La comunità Linux è di solito accogliente con i nuovi utenti. Vogliamo condividere le nostre competenze e conoscenze al fine di aiutarli. Sappiamo che su Linux c'è libertà e la responsabilizzazione e vorremmo che anche gli altri lo provassero. Quindi, dove stiamo sbagliando? Sebbene vi siano numerosissime persone che sanno indicare la corretta via all'apprendimento di Linux, spesso molti nuovi utenti, una volta avvicinatisi a Linux, se ne scappano rapidamente. Questa non è una critica a nessuno in particolare, ma una semplice analisi su cosa si potrebbe fare di utile per questi nuovi curiosi del mondo Linux.Buona lettura

1. Siate calorosi ed accoglienti
Questo è importante. Sembra ovvio, ma si rimarrebbe sorpresi da come molti utenti dei forum di aiuto possano essere bruschi e impersonali. Dobbiamo riconoscere i passi che un utente ha già fatto e provare a contattarlo personalmente.
Chiedere aiuto pone la persona in una condizione di vulnerabilità. Dobbiamo essere consapevoli di questo e aiutarli a rilassarsi.

2. Ottenete più  informazioni
E' importante sapere che livello di conoscenza hanno al riguardo di sistemi operativi e di Linux. In genere le persone sono in grado di comunicare il grado delle loro competenze in temi specifici, si tratta quandi di fare le domande giuste e pertinenti.
E' necessario conoscere il livello di competenze e il loro comfort al riguardo dell'argomento computer e sistema operativo. Quale sistema stanno usando? Che cosa hanno fatto in passato, che potrebbe essere pertinente? Se qualcuno non ha mai installato un sistema operativo in precedenza, avrà bisogno di essere preparato a questo con un certo anticipo. Solo se sappiamo cosa sanno di sistemi operativi e di installazione, potremo guidarli in modo più efficiente e avranno una maggior percentuale di successo.
Potrebbe essere sufficiente per costoro un semplice primo passo, ma che sia il passo giusto.

3. Determinate la gravità della situazione
La maggior parte degli utenti di solito inizia esponendo il problema con qualcosa di simile : "non funziona l'audio su Ubuntu 8.04".
Abbiamo bisogno di maggiori informazioni. Abbiamo bisogno di stabilire se il suono c'è stato e poi è scomparso. Abbiamo bisogno di sapere che cosa hanno fatto immediatamente prima dello stop o ciò che hanno provato a fare per risolvere il problema.
Ci sono situazioni in cui qualcuno è passato da forum a forum e ha fatto tutta una serie di modifiche al proprio sistema. Inizialmente essi possono aver avuto un problema completamente diverso e qualcuno ha offerto consulenza in buona fede per scoprire che ha creato un problema secondario. La consulenza della persona ha corretto il primo problema e noi stiamo cercando di risolvere il secondo problema, non sapendo in verità qual'era l'originario.
E 'altresì importante per noi, stabilire se chi ha problemi ha necessità di quel computer. Questo ci darà una idea sul livello di urgenza del problema e ci terrà lontani dal suggerire qualcosa che possa peggiorare la situazione. Non avere l'audio su un computer di lavoro è un problema, avere quel computer totalmente non funzionante è un disastro. Se si tratta di un secondo computer, possiamo permetterci di essere più aggressivi nel nostro approccio.
Molto importante è sapere che tipo di hardware posseggono, qual'è il sistema operativo, il numero di versione e precisamente quello che hanno fatto prima di aver notato il problema. Si potrebbe rimanere sorpresi a scoprire che non si tratta di un vero problema. Inoltre molti neofiti non sanno nulla su come trovare queste informazioni. Dobbiamo essere pronti a dire loro dove e come trovare ciò che abbiamo bisogno di sapere.

4. Essere affidabili e incoraggianti
Niente è peggiore che essere al buio e le cose sembrano disperate. Dobbiamo rassicurarli sul fatto che le cose possono funzionare correttamente e che non vi è nulla di cui preoccuparsi. Questo è talvolta difficile perché sono già in panico quando si rivolgono a noi.
Molte volte ci sono situazioni in cui la persona dice : "Se non funziona, me ne torno a Windows (o a qualunque altro sistema)". La risposta giusta è non deridere la loro decisione, ma di assicurare loro che, pur essendo una valida opzione, non è l'unica scelta a loro disposizione. Se tale decisione è definitiva, dobbiamo incoraggiarli a tornare e a dare un'altra chance a Linux, quando si sentono di poter dedicare più tempo ad esso o quando le circostanze saranno diverse.
Mantenere la discussione in tono positivo e la propria disponibilità, qualunque cosa l'utente abbia deciso di fare.

5. Essere disposti a investire un po' di tempo
Ci sono situazioni in cui la risposta a una domanda è stata : "Fai una ricerca su Google, non aspettarti che io faccia il tuo lavoro per te." Fare una ricerca è facile. Interpretare i risultati è difficile. Se non si dispone di competenze o conoscenze di base, la maggior parte dei risultati della ricerca saranno indecifrabili. Dovremmo essere in grado di assisterlo, effettuando una ricerca per lui e che punti nella direzione giusta.
Allo stesso tempo, dovremmo investire un po' di tempo per rendere la risposta, una risposta di qualità. Le capacità di comunicazione sono importanti. Non abbiate paura di rileggere ciò che avete scritto e cercate di immedesimarvi in coloro che vi leggeranno. Se la risposta ha un senso per voi, dovrebbe averlo anche per loro.
Aiutare gli altri può essere un'opportunità di apprendimento per voi stessi. Se siete disposti a lavorare per loro ve ne saranno grati. Se la loro gratitudine non è sufficiente, guardate all'investimento che avete fatto su voi stessi.
Se si sta partecipando ad un thread in fase di discussione, guardate i post precedenti per assicurarvi che non stiate ripetendo ciò che qualcuno ha già scritto. Questo richiederà un po 'di tempo, ma rende la nostra risposta più efficace.

6. Evitare di accusare
Non c'è niente di peggio di aver fatto qualcosa di stupido, quanto che ci venga ricordato costantemente. Non ditegli mai che avrebbe prima dovuto fare questo o quello. Se dovete proprio farlo assicuratevi che sia formulato in modo costruttivo. Ditegli che in futuro, al riguardo di un particolare problema, è meglio fare prima questo o quello.
Ricordatevi che vogliono sapere che cosa fare dopo e non sanno nulla di quello che hanno omesso di fare.

7. Ambiente in cui si trovano
Molti di noi si sentono a proprio agio con la linea di comando, ma non è così per la maggior parte di neofiti. Pensate ad essi. Se vi sembra che una soluzione grafica sia disponibile, questa ha la precedenza sulle vostre preferenze per la linea di comando. Se non è possibile aiutare in questo senso, indicate qualcuno che possa farlo.
Se pensate che la vostra soluzione sia la migliore o l'unica, fornite istruzioni precise. Non si deve dare nulla per scontato. Potrebbe essere necessario dire loro come aprire una finestra di terminale per esempio. Se ci sono più di una scelta, usate la soluzione più vantaggiosa per l'utente. Se usate nano, forse potrebbe essere meglio raccomandare gedit, per l'editing dei file di configurazione, dato che probabilmente questo lo farà nel modo più famigliare a loro.
Indicate i passaggi. Ho visto situazioni in cui qualcuno voleva installare un programma e gli è stato risposto : 'apt-get install firefox'.
A noi può sembrare ovvio, ma per qualcuno che non ha mai utilizzato un terminale, che non ha mai sentito parlare di apt-get, non lo è affatto. Una soluzione migliore può essere quella di dire loro di andare al menu e di aprire Synaptic, dicendo loro dove trovarlo. Non è quello che vogliono sapere, ma è ciò di cui hanno bisogno in questo momento. Non è il momento adatto per indicare loro come sia potente e facile la riga di comando. Non serve e li si fa cadere nel vuoto.

8. Ricordate la legge di Murphy
Conoscere i rischi. Quali sono le probabilità che la vostra soluzione, nelle mani di un dilettante, possa peggiorare le cose? Pensate a tutte le possibili cose che possono andare male e cercate di valutare il rischio.
Potrebbero essere dei rischi che l'utente non può tollerare. Chiedete, se siete nel dubbio, ma non fateli addentrare in zone che poi non sono più in grado di controllare e voi non siete più disposti a seguirli.

9. Incoraggiate le buone pratiche
Quando è possibile, incoraggiate l'utente a fare le cose sagge e sicure. Un esempio di ciò è quello di suggerire il backup dei dati prima di intraprendere qualsiasi azione che potrebbe rendere il sistema instabile o non avviabile.
Inoltre, nell'indicare come impostare all'inizio il proprio sistema, potrebbe essere più semplice incoraggiare all'uso delle impostazioni di default, ma se la persona è disposta a investire del tempo, può essere meglio indicare loro come impostarlo in modo tale da rendere le cose più facili in avvenire. Ad esempio, è più semplice indicare il partizionamento singolo, ma se la persona è disposta a imparare, è utile indicare un partizionamento separato per la home e per il sistema operativo. Si tratta di soluzioni ad ampio respiro che frutteranno in futuro.
Se si è aggiornato alla versione più recente della vostra distribuzione, non incoraggiate altri a fare lo stesso a meno che non sia nel loro interesse. Se la persona ha lavorato sodo per avere il proprio computer ritagliato per le proprie esigenze, ed è felice, non consigliatelo a fare cose che possano causargli problemi e instabilità.
Eventualmente invitate a fare l'avanzamento di versione, indicando chiaramente i vantaggi rispetto alla versione attualmente installata.
In genere l'avanzamento di versione crea sempre dei problemi e sarebbe meglio indicare una nuova installazione, specialmente se può essere necessario il CD di installazione in seguito.

10. Si prega di motivare
Dato che si sta collaborando con persone adulte che stanno imparando un nuovo modo di fare le cose, è bene motivare le cose che li si invita a fare, in modo che capiscano le ragioni, che apprendano meglio e che siano poi maggiormente in grado di capire la filosofia che sta alla base di Linux. Potranno divenire a loro volta delle ottime figure di supporto ad altri.

11. Evitare i pregiudizi
Tutti hanno pregiudizi. Prima o poi lo eserciteremo. Se a noi non piace l'RPM, ci sono però persone che lo usano con successo. RPM non è stato architettato e prodotto per noi e se manifestiamo il nostro pregiudizio, cerchiamo almeno di motivarlo e spiegare le ragioni per le quali il nostro sistema è migliore.
Tutti preferirebbero che gli altri usassero quello che noi usiamo, ma può succedere che ciò non sia quello che gli altri vogliono, specialmente se non hanno conoscenza approfondita al riguardo. E' bene raccomandare le cose che sono al livello di conoscenze dell'utente e indicare la propria via quando essi potranno essere pronti per ascoltare.
Non abbiate paura a proporre qualcosa al di fuori di ciò che si usa con profitto, in fondo è importante fare in modo che loro si trovino a proprio agio. Si può raccomandare PCLinuxOS, anche se non piace particolarmente RPM, ma per neofiti è un sistema che potrebbe facilitarli a familiarizzare con Linux.
Se si vuole che i neofiti raggiungano il nostro livello, è bene che possano farlo anzittutto usando un sistema che li faccia star bene e che sia semplice, anche se non è quello che usiamo noi. Se loro si sentono bene, si sta già avendo successo.
Se stiamo usando Ubuntu, si potrebbe raccomandare LinuxMint, potranno spostarsi a Ubuntu in seguito. Se si utilizza Debian, non abbiate paura di raccomandare Dreamlinux, si troveranno meglio anche se non l'avete mai usato. Non è su di voi o la vostra distro che l'utente chiede aiuto.

12. Che cosa dicono le nostre parole
Tutto quello che scriviamo su Internet è di uso pubblico. Esso ha effetti diversificati nelle persone che lo andranno a leggere. Quando scriviamo qualcosa al riguardo di un argomento, siamo ambasciatori di quel preciso argomento. Meglio non scrivere, a meno che non si voglia proprio farlo, assumendosi la responsabilità di quanto affermato. Occorre essere sinceri ed accettare le critiche.
E' bene scrivere di cose che si conoscono e non per il solo gusto di farlo. Se si affermano delle cose, è necessario poi essere in grado di rispondere alle domande che ci vengono poste al riguardo. Perciò è bene pensare a chi potrebbe leggere quanto abbiamo scritto ed a quello che potrebbero capire. Le nostre parole riflettono ciò che siamo e saremo ricordati per quello che abbiamo scritto.
Se si critica una distribuzione o la sua comunità, è necessario ricordare che sia la distribuzione, che la sua comunità, sono fatte di persone che potrebbero interpretare le nostre critiche come accuse personali.
Quando si parla della nostra distribuzione e della comunità alla quale apparteniamo, bisogna pensare in grande. Noi rappresentiamo più di noi stessi. Riflettiamo la nostra distribuzione e una comunità Linux ampia. Ricordate che Linux si diffonde con il passaparola. Siamo ambasciatori della buona volontà di una comunità che non dispone di alcun budget per farsi pubblicità.
Il mezzo che usiamo potrebbe portare a malintesi. Non vi è alcun contatto faccia a faccia e non traspaiono espressioni e inflessioni vocali. Le cose possono prendere o meno la strada sbagliata, quindi è bene fare uso misurato e consapevole di tutti quegli ausili disponibili, come emoticon e simili. Non facciamo uso di gerghi o acronimi se non universalmente conosciuti e dobbiamo comunque essere pronti a spiegare o a scusarci se siamo stati male interpretati.

13. Non datevi in pasto ai troll.
Alcune persone amano creare confusione, richiamare attenzione e sprecare il proprio tempo. Rimanetene fuori per quanto vi è possibile.
Si vedono spesso. Fanno la stessa domanda in più forum ed è evidente che sanno già quali saranno le risposte. Ciò li fa sentire importanti e ciclicamente si fanno sentire.
Non abbiate paura di rispondere solo per questo motivo. Se riconoscete un troll, fate in modo che capisca che l'avete riconosciuto, ma non siate offensivi, anche se è quello che vuole. Se si tratta veramente di un troll se ne andrà via. Se non lo è, farà tesoro delle vostre risposte e non si sentirà escluso, ma incoraggiato a chiedere aiuto seriamente.

14. Conoscete voi stessi
Qual è il vostro intento nell'aiutare gli altri? Volete pubblicizzare il vostro argomento nascosto o volete aiutare veramente? Se si desidera esprimere opinioni forse sarebbe meglio usare un altro mezzo, piuttosto che ingombrare il forum. Meglio un blog. Se si desidera fare entrambe le cose, occorre essere consapevoli su quando si devono esprimere opinioni e quando si deve aiutare. Provate ad imporre limiti a voi stessi, prima che lo facciano altri. I Moderatori devono lavorare sodo per mantenere la discussione positiva e sana. È possibile rendere il loro lavoro difficile o facile.
Se avete bisogno di un palco per voi, è meglio andare altrove. Qualcuno può chiedere aiuto su come riprodurre un file mp3. Se vi sentite i difensori della GPL, non è comunque il momento o il luogo per fare una lezione sul fatto che mp3 non è un buon formato e che sarebbe meglio fare uso di Ogg Vorbis. Meglio rinviare ad altro momento la disquisizione. In fondo non è stata chiesta una lezione, ma solo un aiuto.
E' necessario conoscere i propri punti di forza e di debolezza. Parlare di ciò che si conosce con fiducia, ma non per annoiare. Se non si è certi, meglio non rispondere.

15. Il silenzio è d'oro
Spesso è meglio non dire nulla.
Post di Giorgio Beltrammi
Venerdì 19 Marzo


Così Canonical manda a puttane il significato di Ubuntu

Recentemente, mi sono fatto un'idea riguardo alla politica di Canonical e il significato della parola ubuntu. Per me sono cose contrarie.
Credo che al giorno d'oggi esistano altre distro che portino nel software libero il significato della parola ubuntu più di quanto la distro di Canonical possa farlo.
L'ho pensato in seguito alla discussione che si è generata sul mio precedente articolo, In cui riflettevo sulla scelta di commissionare ad alcuni grafici privati il look di Ubuntu. E ora, la recente affermazione di Mark Shuttleworth “questa non è democrazia” mi da la conferma.
In questo lungo articolo cercherò di suscitare una riflessione sulla questione, analizzeremo la dichiarazione di Shuttleworth e vi dirò perché – a mio parere – Ubuntu non rispetta ubuntu.

Un po' di amore a Sofia:
Viviamo in una società burocratica, il materialismo e il consumismo l'hanno resa estremamente burocratica. In una società del genere lo stato, ad esempio, diventa un macchinario a cui basta una persona qualunque che sappia premere i bottoni giusti per essere mosso.
E ciò succede perché la burocrazia tende a far diventare la funzione del lavoro il fine e non il mezzo. Ciò che importa è fare bene il proprio lavoro, essere professionisti. Essere efficienti. Non importa come se ci atteniamo alle regole. Le nostre scelte vengono commissionate.
Fai questo.
Rilascialo con licenza open.
Usa lo strumento che vuoi, anche closed.

L'etica, d'altro canto, si occupa delle scelte prese in base alla libertà che abbiamo. Adoro l'etica, perché, al contrario del senso comune, essa non risolve le questioni che la riguardano ma spesso si occupa di sollevarle senza avere e trovare una risposta. In altre parole fa casino e basta. Questa disciplina studia il modo delle cose, il come, si focalizza nel mezzo e non nel fine. Mette in discussione il celebre detto “il fine giustifica i mezzi”.
Quando si agisce in maniera burocratica si annulla la dimensione morale delle nostre scelte. Scelte come quelle che ha fatto Canonical recentemente.

Ubuntu è in contrasto con ubuntu?
Poco fa è arrivata una dichiarazione di Shuttleworth, che fa un po' riflettere.
È stata pubblicata su launchpad in risposta ad un'utente che si è lamentato dei pulsanti di chiusura, massimizzazione e minimizzazione di Lucyd Lynx.
Il suddetto ha chiesto alla fine del suo intervento:
Ubuntu è fatto da tutti o è solo una gran bugia?

Risposta di Shuttleworth:
        * We all make Ubuntu, but we do not all make all of it. In other words, we delegate well. [...]
        * This is a difference between Ubuntu and several other community distributions. It may feel less democratic, but it’s more meritocratic .[…]
        * It's fair comment that this was a big change, and landed without warning. There aren't any good reasons for that, but it's also true that no amount of warning would produce consensus about a decision like this. […]
        * No. This is not a democracy.

Traduzione (ho solo tradotto i punti salienti per questioni di tempo)
        * Tutti noi facciamo Ubuntu, ma non tutti fanno tutto di esso. In altre parole, deleghiamo bene. [...]
        * Questa è una differenza tra Ubuntu e tante altre distribuzioni della comunità. Può sembrare meno democratica, ma è più meritocratica. [...]
        * È giusto commentare dicendo che questo sia stato un grande cambiamento, e che sia approdato senza nessun preavviso. Non ci sono buone ragioni per aver fatto ciò, ma è anche vero che nessun avvertimento avrebbe fatto derivare del consenso riguardo a una decisione come questa. […]
        * No. Questa non è una democrazia.

Analisi personale:
La prima parte è importante, ma molto confusionaria. Per spiegarla meglio, al posto del deleghiamo bene io metterei un voi ne fatte solo una parte. Cosi è più chiaro:
Noi tutti facciamo Ubuntu, ma non tutti noi fanno tutto di esso. In altre parole, voi ne fatte solo una parte.
Nel primo "Noi" Mark e il suo team privato si includono. Nel secondo no. Questo comporta che Ubuntu è ciò che è per merito di ciò che siamo tutti, ma quel tutti in realtà sono persone scelte in base a regole precise.
Regole meritocratiche. E fin qui ok, ma, a questo punto, avrei qualcosa da ridire su quel deleghiamo bene. Poiché i bug critici di karmic mettono in mostra come nel sistema di delegazione ci sia qualche lacuna.

Questa è una differenza tra Ubuntu e tante altre distribuzioni della comunità. Può sembrare meno democratica, ma è più meritocratica.

È vero ma il loro meccanismo di scelta non è perfetto. Trovo che il sistema che abbia ArchLinux riguardo alla meritocrazia sia meglio e molto ben fatto. (Si veda il sistema di votazione di AUR)
Per quando riguarda il terzo punto, se leggete bene, il messaggio è questo:
Se vi avessimo avvertito non sarebbe cambiato niente, perché non sareste stati voi a decidere.
Finisce rispondendo in modo chiaro e conciso: No, questa non è una democrazia.

Perché manda a puttane il significato della parola ubuntu
Nel commento Mark dice più o meno questo:
Abbiamo un team che si occupa del kernel, un altro che si occupa della sicurezza, ecc. Se tu vuoi prendere decisioni al riguardo devi essere dentro al team, e per entrarci hai bisogno di guadagnarti il posto in modo meritocratico.
Il ragionamento fin qui va bene, ma riguardo alla questione discussa (estetica del sistema), non può venire applicato. Perché i professionisti sono stati assoldati in maniera privata. In questo caso il gruppo di sviluppo "team" è proprio chiuso. Mentre gli altri "team" (correggetemi se sbaglio) per lo meno sono raggiungibili per meritocrazia tramite launchpad da tutti. Se anche quei team fossero privati allora peggio ancora, perché vuol dire che il significato della parola ubuntu non c'è mai stato.
Mi spiego meglio.
Se io ho le capacità, mi metto a disposizione e, in modo meritevole, posso venir preso in considerazione. Con i designer privati questo non funziona, perché fanno il loro lavoro a pagamento e giustamente usano gli strumenti che vogliono. Ma non c'è nessun gruppo di sviluppo su launchpad che io possa raggiungere per unirmi a loro. E se hanno rilasciato i font e altre cose in versione open l'hanno fatto perché cosi gli è stato commissionato e non perché l'abbiano scelto loro.
Canonical ha commissionato e non delegato. Commissionare una scelta non ha nessuna rilevanza etica.
Di fondo troviamo una delle grandi differenze tra Stallman e Torvals. Il primo è un filosofo, il secondo è una sorta di mercenario. Il primo appoggia il free software, il secondo l'open source.

Significato di ubuntu
La prima volta che venni a conoscenza del concetto di ubuntu è stata alle superiori. Quando ho letto un discorso di Desmond Tutu, capo della “Commissione per la Verità e la Riconciliazione” del governo di Mandela, dopo la fine dell'apartheid. Egli spiega nel suo saggio “Non c'è futuro senza perdono” il significato della parola ubuntu.
Ubuntu è una parola con una carica talmente forte che a mio parere è intraducibile. Addirittura c'è chi lo traduce con “né tuo né mio”. Fatto sta che il concetto di quella parola è legato strettamente a quello della democrazia. Mandela si avvalse di esso per fare la sua politica. Una politica al cento per cento democratica.
Ora, dal sito ubuntu.it impariamo che la parola significa "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti"
Ma, in questo caso, il desktop di Ubuntu è ciò che è per merito di alcuni grafici privati che lavorano con photoshop.
Questo non succede con altre Distro. E vorrei chiarire che instaurare un sistema meritocratico è una cosa che condivido, ma ciò non deve essere per forza in contrasto con un sistema democratico. Si può sempre delegare una carica in modo meritocratico scegliendo tra persone che abbiano l'opportunità di postularsi per quella carica. Un'altro conto è commissionare seguendo delle regole personali. Senza dare l'opportunità a tutti di poter postularsi. Quello è in contrasto con “lo spirito di ubuntu” come si impegnano a chiamarlo.
Ora pongo una domanda, cosa sarebbe successo se facevano un bel contest anziché commissionare a dei grafici privati il loro brand? Probabilmente sarebbe venuto uno schifo, se non mi credete guardate il risultato del contest della CONFSL a Cagliari. Quel logo, con rispetto dell'autore, è orrendo. Giusto per fare un'esempio. Ma non è detto...

Tuttavia, nel modo in cui hanno agito, la qualità del lavoro è migliore ma il significato della parola “ubuntu” è andato a farsi fottere. E forse, addirittura, non c'è mai stato.

Conclusione
Mark Shuttleworth è colui che finanzia Ubuntu. Canonical è sua e può fare quel che vuole. Essa appoggia l'open source e non il software libero. Quel che mi scoccia è che ora, quando sento dire Ubuntu è ciò che è per merito di ciò che siamo tutti, mi sento preso per il culo. Quel nome non gli si addice più.
PS: Quando è uscito il nuovo tema di Lucid ho espresso un giudizio positivo. E sul forum di eeepc l'utente Darko82 disse che era meglio chiedere dei temi alla comunità. Io gli dissi che non ero d'accordo perché la qualità sarebbe calata. Ma ora che ci penso, forse la qualità calava, ma la dimensione etica della parola "ubuntu" rimaneva.
Darko82 mi sono ricreduto, forse non era meglio, ma era preferibile fare come dicevi te. O forse no, io non ho soluzioni. Dico solo come la penso
Post di Santiago
Sabato 20 Marzo


Quanto ci costa James Bondi?

In tempi in cui i produttori di hardware, memorie, supporti, spaccano il centesimo per battere la concorrenza, il decretone Bondi "anti-pirateria" presenta il conto.
Ovviamente, tutto a beneficio dei consumatori.

Solo per fare un esempio, un notebook equipaggiato con un HD da 250GB costerà quasi 23 euro in più.
E poi dicono che siamo un paese informaticamente arretrato!

- supporti audio analogici: 23 centesimi per ogni ora di registrazione musicale;
- supporti audio digitali (CD, DVD, ecc): 22 centesimi per ogni ora di registrazione musicale;
- CD-R: 15 centesimi ogni 700 Mb di capacità dati e 0.22 per ogni ora di registrazione audio;
- supporto video analogico: 0.29 centesimi per ogni ora di registrazione;
- supporto video digitale: 0.29 centesimi per ogni ora di registrazione;
- DVD riscrivibili: 41 centesimi ogni 4,1 GB
- masterizzatori: +5% sul prezzo di vendita;

Memorie (MicroSD e removibili)
- tassa esclusa fina a 32 MB
- 0.05 euro a GB fino a 5 GB;
- 0.03 euro a GB oltre i 5 GB;
Per il primo e secondo anno, l'importo massimo sarà di 3 euro, mentre sarà 5 euro per il terzo anno.

Chiavette Usb
- tassa esclusa fina a 256 MB
- 0.10 euro a GB fino a 4 GB;
- 0.09 euro a GB oltre i 4 GB.
Per il primo e secondo anno, l'importo massimo sarà di 7 euro a chiavetta, mentre sarà 9 euro per il terzo anno.

Memorie (Hard Disk esterni)
- 0.02 euro a GB fino a 400 GB;
- 0.01 euro a GB oltre i 400 GB.
Per il primo e secondo anno, l'importo massimo sarà di 12 euro, mentre sarà 20 euro per il terzo anno.

Memorie (Hard Disk interni solo di Pc, Netbook e Notebook)
- 3.22 euro fino a 1 GB;
- 3.86 euro da 1 a 5 GB;
- 4.51 euro da 5 a 10 GB;
- 5.15 euro da 10 a 20 GB;
- 6.44 euro da 20 a 40 GB;
- 9.66 euro da 40 a 80 GB;
- 12.88 euro da 80 a 120 GB;
- 16.10 euro da 120 a 160 GB;
- 22.54 euro da 160 a 250 GB
- 28.98 euro oltre i 250 GB;
- 32.20 euro oltre i 400 GB con applicazione dal secondo anno;
- 2.76 euro ogni 200 GB aggiuntivi sopra i 500 con applicazione dal secondo anno.

Lettori Mp3 (quota fissa per lettore)
- 0.64 euro fino a 128 MB;
- 2.21 euro da 128 a 512 Mb;
- 3.22 euro da 512 MB a 1 GB
- 5.15 euro da 1 a 5 GB;
- 6.44 euro da 5 a 10 GB;
- 7.73 euro da 10 a 15 GB;
- 9.66 euro oltre 15 GB;
- 12.88 euro oltre i 20 GB;
- 2.76 euro ogni 10 GB aggiuntivi sopra i 20 GB con applicazione dal secondo anno.

Cellulari e Smartphone
- 0.90 centesimi di euro per dispositivo.
Post di Giowile
Giovedì 25 Marzo


Ricorso al "TOR"

Qualche giorno fa ho rivisto con piacere un mio vecchio amico che non vedevo da molto tempo.
Diego, questo è il suo nome, fa il giornalista freelance ed è corrispondente in Cina per una nota rivista americana.
Fra i vari caffè consumati durante la mattinata, Diego mi ha parlato del paese in cui lavora e di come, il controllo dell'informazione attuato dal regime Comunista, renda così difficile il suo lavoro.

In Cina infatti, ogni singolo bit che circola sulla rete, viene continuamente monitorato ed è praticamente impossibile esprimere liberamente sul web le proprie opinioni senza rischiare di essere, nel migliore dei casi, rinchiusi in galera.
Parlava continuamente e senza mai fermarsi, come se avesse bisogno di farlo da anni.
Raccontava di come la strategia adottata dal governo cinese si stia evolvendo con i tempi, e di come, oltre a mettere in carcere i dissidenti e a far scomparire le persone scomode, sempre di più vada nella direzione di adottare misure tecnologiche per mantenere il controllo delle informazioni.
 
Io ascoltavo con interesse i suoi discorsi. Mi ero quasi dimenticato che in realtà parlavamo di un "mondo" per me così distante. Le similitudini con il "nostro mondo" erano davvero raccapriccianti!
Anche in Cina, come in Italia, non vanno molto d'accordo con Google, il motore di ricerca più famoso del mondo. Anche in Italia, come in Cina, le trasmissioni televisive e gli articoli sui giornali subiscono il pesante condizionamento della politica.
Sia chiaro, non voglio paragonare l'Italia alla Cina, ma le limitazioni su alcuni diritti fondamentali, come la libertà di espressione, le trovo così uguali!
 
Dopo ore di conversazione e molti caffè,  ormai alla fine della nostra piacevole colazione, mi dice:
"Conosci TOR ?"
"Intendi dire il TAR ?".
Gli argomenti di cui stavamo parlando mi facevano pensare ad altro.

"No, so benissimo cos'è il TAR!. TOR il programma!".
"No, spiega"
"E' un programma molto usato in Cina per mantenere l'anonimato sulla rete"
"Non so di cosa parli"
"Voglio usarlo, ma nel mio portatile ho linux (Ubuntu n.d.r.) e come sai io non ne capisco molto... ti chiedo un favore. Prima che riparta, puoi installarlo nel mio computer?"
"Come ti dicevo, non so di cosa parli, ma se mi lasci il portatile vedrò quello che posso fare"
 

E così ho fatto. Mi sono documentato qua e là e ho installato il programma nel suo computer prima della partenza.
Spero che TOR faccia bene il suo lavoro. Mi piacerebbe rincontrarlo ancora.

Con l'auspicio che nessuno di voi mai debba utilizzarlo, ho pensato che fosse meglio prendere appunti. Non si sa mai.
Ecco quindi un breve riepilogo delle operazioni da fare per installare TOR su Ubuntu 9.10.

1. Premessa
Vi risparmio tuttta la teoria sul programma. Sul sito ufficiale http://www.torproject.org/index.html.it troverete una validissima documentazione che spiega in maniera dettagliata il funzionamento della rete TOR.
Questa guida riassume i passi minimi per una installazione funzionante. Se avete problemi o volete installare il programma su una distribuzione diversa, fate riferimento al sito ufficiale del progetto.
Purtroppo TOR, per motivi ignoti, è presente nei repo di Ubuntu fino alla versione 9.04, ma non in quelli della 9.10. Inspiegabile!
Non è comunque un grosso problema. Armiamoci di un po' di opensource ed un pizzico di pazienza e andiamo a cominciare.

2. Aggiungiamo il repo
Per prima cosa aggiungiamo il repository di debian sid nella nostra nostra Karmic
sudo sh -c 'echo deb "http://deb.torproject.org/torproject.org sid main" >> /etc/apt/sources.list'

Poi aggiorniamo le chiavi
gpg --recv 74A941BA219EC810
gpg --export --armor 74A941BA219EC810 | sudo apt-key add -

3. Installiamo TOR
Aggiungi anche questo repo:
sudo add-apt-repository ppa:sevenmachines/tor

A questo punto possiamo effettuare la vera e propria installazione di TOR.
Digitiamo quindi:
sudo apt-get update && sudo apt-get install tor tor-geoipdb privoxy

Al termine della installazione, aprite il file di configurazione di privoxy:
sudo gedit /etc/privoxy/config
ed aggiungete alla fine del file la seguente riga (non dimenticate il puntino finale)
forward-socks4a / localhost:9050
Ora salvate il file e uscite.

4. Facciamo partire TOR
E' ora di far partire i servizi di TOR.
Sempre da linea di comando digitiamo quindi:
sudo /etc/init.d/tor start
sudo /etc/init.d/privoxy start

Adesso dobbiamo installare il "Tor Button".
Potete farlo andando in Firefox nel menu "Strumenti/Componenti aggiuntivi/Esplora", scrivete "TorButton" e installatelo.
Oppure, se siete pigri come me, potete cliccare qui https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/2275.

5. Verifichiamo il funzionamento
Dopo aver riavviato Firefox, in basso a destra comparirà una scritta rossa che dice: Tor Disattivato.
Col pulsante destro del mouse scegliete cambia lo stato di Tor per attivarlo.
Ci siamo. Ora dobbiamo solo vedere se funziona.
Nel browser digitiamo questo indirizzo:
https://check.torproject.org/?lang=it_IT
Bene se tutto è andato a buon fine, dovrebbe apparirvi una pagina che dice: Complimenti. Stai usando Tor.
Se vuoi fare altre verifiche puoi, ad esempio, andare sulla pagina di google. Google presenta la pagina iniziale nella lingua evinta dal client che si collega.
A me, ad esempio, compare Google Malesia.

6. Attivare TOR con altre applicazioni
L'installazione descritta in questo articolo, rende la navigazione con firefox anonima ma tutte le altre applicazioni che girano sul vostro computer ancora non lo sono.
Se non siete contenti e volete aumentare il vostro anonimato, potete farlo configurando la sezione proxy delle vostre applicazioni e specificando nella voce Socks5 (se supportata) le seguenti informazioni:
Ip: localhost
Port: 9050
Come potrete notare, la navigazione con TOR è particolarmente lenta.
Questo infatti non è lo strumento da utilizzare per scaricare film o musica (attività illegale e fortemente sconsigliata).
Ricordate che questo è solo un modo per condividere le proprie idee in piena libertà.
Come disse Voltaire: "Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere."
Post di Teopost
Sabato 20 Marzo


UNetbootin, quando la GUI fa la differenza

Intendiamoci, la riga di comando, a valutarla bene, ha i suoi vantaggi.
E' più facile far eseguire al newbie un comando da terminale (anche lungo), piuttosto che spiegare "clicca la tab (la ta ché?) a destra in alto e poi spunta il box in basso leggermente a sinistra con su scritto ... poi salva". Col terminale, in questi casi, è sufficiente conoscere il copia incolla e il gioco è fatto.

Ma la GUI è sempre la GUI. E quando si mette in mano al novizio un programma con un'interfaccia grafica fatta davvero bene, usabile, è in quel preciso momento che la comunità GNU/Linux guadagna punti pesanti.

Trasferire una ISO avviabile di una qualunque distro GNU/Linux su chiavetta USB può essere un'impresa davvero ardua per chi manca di esperienza.
Su Ubuntu esiste già un programma con interfaccia grafica che fa questa cosa. E' nominato Creazione disco di avvio USB ma in realtà di chiama usb-creator.
Nonostante usarlo sia di una facilità disarmante, funziona ottimamente solo con le ISO Ubuntu ma non altrettanto con tutte le altre. E sono tante le immagini ISO che, magari per puro sfizio, si avrebbe voglia di provare. Soprattutto appena arrivati nel "nuovo mondo" del Software Libero.

UNetbootin fa esattamente lo stesso lavoro di usb-creator. Non è schizzinoso con le ISO ed offre una GUI a dir poco spettacolare. L'esperienza d'uso è immediatamente positiva.

Installazione
Editiamo sources.list come amministratore. Per farlo utilizziamo Gedit. Apriamo un terminale a riga di comando (si fa prima), incolliamo ed eseguiamo questo comando. Sarà richiesta la password personale.
sudo gedit /etc/apt/sources.list

Incolliamo in fondo al file le righe che individuano il repository dei pacchetti da Launchpad. Salviamo il file e chiudiamo Gedit.
Attenzione: sostituire VOSTRA_DISTRO  con il nome della distro Ubuntu in uso.

#UNETBOOTIN
deb http://ppa.launchpad.net/gezakovacs/ppa/ubuntu VOSTRA_DISTRO main
deb-src http://ppa.launchpad.net/gezakovacs/ppa/ubuntu VOSTRA_DISTRO main

Ora aggiungiamo la signing key (è un unico comando su un'unica riga).
sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys BCCCC1E2835433FA7DB85D51D45DF2E8FC91AE7E

Aggiorniamo l'elenco dei pacchetti software e installiamo UNetbootin (è un unico comando su un'unica riga).
sudo apt-get update && sudo apt-get install unetbootin unetbootin-translations

Finito.
Le spiegazioni sul come usare questo programma sono decisamente superflue, data la semplicità. Menzione speciale per lo strumento che consente il download automatico e diretto delle ISO più conosciute.
Scritto da Pedro
Sabato 27 Marzo


NetLive

Vorrei segnalarvi questo post interessante su Netlive, una distribuzione live di Linux:
http://www.pcprofessionale.it/2010/03/23/informatica-libera-a-scuola-in-pochi-minuti-con-netlive/

Post di Niki
Mercoledì 24 Marzo

Netlive è una distribuzione live di Linux sviluppata in Italia a partire da Debian-Live. A differenza di altre distribuzioni di questo tipo, Netlive è stata sviluppata appositamente per mettere in piedi in pochi minuti un’aula di informatica per le scuole italiane.
I singoli computer presenti nell’aula, che possono anche essere privi di disco rigido, vengono configurati per far girare la versione di Netlive che scaricano da rete locale durante l’avvio. Al momento sono disponibili server Netlive per SoDiLinux, la distribuzione per le scuole realizzata dal CNR, e per una versione italiana di LinuxMint.
Le applicazioni preconfigurate includono una connessione a server Windows remoto e un server web che permette di utilizzare immediatamente applicativi gestionali come Gazie, o SugarCrm.


Video Editing

Sembra che in futuro Teopost avrà meno problemi per montare i suoi video.
http://www.crismonblog.org/news/videolan-movie-creator-vlmc-0.0.1-breve-sbarco-linux.html
Post di Gallochri
Mercoledì 24 Marzo

Ed ecco che in cantiere è stato messo un nuovo interessantissimo progetto: VideoLan Movie Creator, un nuovo editor video multi-piattaforma e basato sul framework di VLC.
[...]
Tuttavia, occorre tenere presente che la prima release pubblica di VLMC, per l’appunto la 0.0.1, sarà semplicemente una preview, pertanto gli sviluppatori dovranno ancora implementare molte delle features in programma.
Allo stato attuale pare che VLMC 0.0.1 sia già in grado di importare video, ridimensionarli, tagliarne alcune sezioni, riprodurli in tempo reale e tanto altro[...].

 

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