UIE Meeting

giovedì 9 febbraio ore 20,30 - Casa delle Associazioni

Home

week11-2010

22-03-2010
Capo redattore Strippato
Contatta la redazione
 MailingWeek, la mailinglist settimanale di UIELinux.org
Esce il Lunedì week11 15 Mar 21 Mar 2010

Scarica MailingWeek da questo elenco

Sommario

1. In bianco e nero
2. Ce ne vorrebbero di più. Sempre di più.
3. IceCat Browser Web, per i "puri di cuore"


4. Oggi è un giorno speciale.
5. Che programmi hanno usato per fare il look di Ubuntu?

In bianco e nero

Di tutte le esperienze comunicative affrontate dall'uomo, per soddisfare la propria necessità o desiderio di frequentare altre persone, quella di Internet è la più recente e fantasmagorica.
Vedersi in piazza, nei pub, nelle discoteche, in macchina o in riva al mare, tra due o più persone , sono modi di fare ed essere ormai privi di quel mistero che rende affascinante incontrare consimili che spesso si reputano pericolosi o semplicemente sconosciuti.

Manca il mistero di questi incontri a viso aperto, perché tra una persona e le altre mancano quei filtri e quei veli che proteggano chi guarda da chi è guardato; veli e paraventi usati dalla persona per far intendere agli altri di essere diversi da quello che si è in realtà.
In un locale o in un luogo fisico qualsiasi, ci si può riparare dalla propria verità con abiti, trucchi, modi di gesticolare, frasario e compagnie particolari, ma non tutte le persone sono in grado di reggere questo sforzo mimetico, oppure ci sono degli aspetti fisici e culturali che non si possono proprio camuffare.
Così, nella spasmodica ricerca di mimetismo, persone di ogni genere culturale e somatico, si buttano in Internet, l'immenso specchio senza riflessi, il tollerante occhio che non vede e non giudica, oramai da considerarsi il vero grande, immenso fratello!
Nella cosmica piazza di Internet, nello sconfinato locale di ritrovo voluto dagli umani, ma popolato di segnali elettrici, ognuno entra ed esce quando e quante volte vuole, vestito anche della sola pelle, dice, ascolta e interpreta i messaggi come meglio crede e nessuno ha mai la certezza di sapere dove, come e quando si trova.
Talora parlare con le persone "face to face" mette l'angoscia non nel senso di provare per altri un qualsiasi sentimento (pena, amore, compassione, condivisione, ira, collera, desiderio o gioia), quanto per l'incertezza di sapere cosa l'altro pensa di te e delle parole che sono uscite dal tuo cervello e che l'altro interpreta secondo suoi precisi parametri che tu non conosci.
Oggi il fraintendimento, l'allusione, la speculazione e la strumentalizzazione del parlato, sono uno sport, un must societario, un buon malcostume.

La rete non consente di farsi un giudizio se non su delle parole digitate che non hanno faccia o impronta! Nessuno saprà mai se quelle parole sono state battute con rabbia, impazienza, derisione, passione, gioia, brama, voluttà o semplice noia o svogliatezza e questo lascia piacevolmente quell'alone di mistero che rende amici tutti con tutti!
Anche il digitare in maiuscolo per gridare, non allarma allo stesso modo di sentire parole taglienti deflagrate con un viso rosso di collera e le mani che si agitano, non le vede nessuno!
L'immenso parlatorio telematico non giudica, non valuta, non filtra, non ghettizza nessuno e questo è il segreto e il mistero che ha determinato il successo della grande rete di costumi e maschere online adatte ad ogni momento della giornata.
In internet il messaggio verbale, il pensiero, il concetto e l'idea si connotano di una purezza esaltante e fantastica, non offuscati da questioni morali, di costume, di mode e convenzioni che invece sono ossessionanti e traumatici nella vita reale.

Partecipare alle discussioni su qualunque argomento, è un piacere perché nessuno è costretto a mostrarsi per quello che in realtà è, nessuno si sente in dovere di presentarsi o stringere la mano, magari sudaticcia, di nessun altro. Discutere o chiacchierare in rete preserva dalla necessità di allontanarsi da casa, permette di cessare la conversazione senza il rischio di essere richiamati indietro a finire un discorso che magari si è iniziato, ma non si è più in grado di sostenere. Non si deve dimostrare nulla a nessuno e questo pone le persone su piani abbastanza omogenei, tutti sono belli, intelligenti, preparati e nessuno ha una faccia dalla quale potrebbero trasparire delle emozioni!
Quando accogliamo un nuovo iscritto in un forum, esprimiamo il nostro sincero benvenuto e la persona che lo legge, sa di trovarsi in una comunità che più o meno condivide lo stesso interesse, ma è al sicuro dai giudizi logici determinati dal proprio vestiario, dal proprio volto, dalla barba magari incolta o dai capelli in ordine sparso. Una rete di persone che proteggono se stesse e garantiscono difesa e protezione agli altri!
Messaggiare, chattare, digitare fa sentire al sicuro!
"Ti chiamo quando e se ne ho voglia!"
"Ti dico quello che credo e se non voglio sentire la risposta, chiudo!"
Fantastico!
"Ho paura?"
"Non saprete mai la verità!"
Ecco la grande rete di protezione!
Protegge dalle cadute, dalle verità, dalle realtà, da se stessi, dagli altri.
Protegge il proprio egoismo e la propria voglia di essere parte di qualche cosa.
Protegge dalla propria solitudine culturale e dalla propria individualità esuberante.
Non ci si può fare nulla e forse questo è proprio il bello!
Post di Giorgio Beltrammi  
Venerdì 19 Marzo


Ce ne vorrebbero di più. Sempre di più.

http://www.innovando.it/web-agency-e-letica-perduta-pubblicitari-professionisti-o-solo-programmatori-2584.html


Sto parlando del fatto che moltissime imprese si trovano ad avere siti web di scarsissima qualità sia in termini di contenuti che tecnico-realizzativi. Questo a danno dell’immagine e dell’onorabilità delle imprese e a danno della categoria nostra che mostra in questo modo il suo lato peggiore, quando in realtà esistono moltissimi professionisti capaci e professionalmente preparati e corretti.
[...]
Quindi, cominciamo col dire che un webmaster non è un web designer e che un programmatore informatico non è in grado di produrre un sito web.
[...]
Ma se il sito web aziendale è uno strumento di comunicazione, che risponde a schemi e regole della comunicazione, solo colui che conosce queste regole, può soddisfare i requisiti del professionista in grado di soddisfare le richieste dei committenti.
Altrimenti, diciamolo apertamente, se ho problemi alla valvola mitralica, posso tranquillamente rivolgermi ad un idraulico e non ad un medico specializzato in cardiologia. Che problema ci sarebbe?  Come minimo, l’idraulico che si spaccia per cardiologo, finisce dietro alle sbarre.
[...]

Post di Pedro
Domenica 14 Marzo

L'articolo è interessante ma non sono d'accordo su alcune cose che ha scritto l'autore.
Prima di tutto trovo assurdo i due paralleli smanettone/idraulico e webagency/chirurgo. Questi ultimi sono due professionisti che fanno un lavoro profondamente diverso. Smanettone e webagency si ritrovano, invece, a competere per gli stessi clienti e producono le stesso prodotto. Siti. Certo la società specializzata ha più risorse e conoscenze ma alla fine fa siti come  il nipote del capo di 14 anni che traffica nella sua cameretta.
La frase che mi ha dato più fastidio di tutte è: "un programmatore informatico non è in grado di produrre un sito web". Ci è riuscito mio padre a tirarne su due da solo. Come si fa a dire che un programmatore, magari con decine di anni di esperianza alle spalle, non può riuscirci?
L'articolo sembra scritto da una persona convinta di appartenere ad un gruppo di pochi scelti, gli unici in grado di portare a termine un dato lavoro. Posso solo ipotizzare che ultimamente abbia perso un grosso lavoro a causa di uno "smanettone" e ora abbia le palle girate.
Ps: Date un occhita al menù. Io non penso di aver mai visto qualcosa di così illeggibile. Se questo è il lavoro di una webagency professionista che dio ci scampi.
Post di Mirco Macrelli
Domenica 14 Marzo

Nell'articolo c'è del vero. Indubbiamente.
Purtroppo, quando si mettono 5 lettering differenti nello stesso articolo, i buoni propositi sul web design e sulla comunicazione vanno a farsi friggere.

Concordo con Mirco. Il paragone (volutamente forzato) con l'idraulico non regge. Non fosse altro che mai potremmo incontrare un esperto di tubi in una sala operatoria, mentre è più facile farsi "ingannare" da uno che smanetta nel proprio sottoscala. Il fatto che quest'ultimo usi un computer lo eleva già, agli occhi dell'azienda che vuole un website, al rango di un semi-dio.

Allo stesso modo, Mirco ha ancora ragione quando dice che anche un "programmatore" può realizzare ottimi siti.
Il problema resta il punto di vista con il quale si approccia questo tipo di realizzazioni. Se il programmatore costruisce il sito partendo dal motore (la programmazione) e ci mette sopra la carrozzeria (il web design) sicuramente il risultato non sarà di qualità (attenzione, non ho detto che non funziona). Semplicemente perché il sito web è un mezzo di comunicazione, e come tale deve rispettare i canoni con cui vengono costruiti i messaggi pubblicitari.

Queste "sensibilità" o si hanno "innate", oppure si acquisiscono. In ogni caso, non deve mai essere perso di vista il fatto che il sito web "parla" a degli esseri umani che, a loro volta, si emozionano, "navigano" paesaggi di senso, usano interfacce spesso paragonate a quelle della realtà analogica.

Perché il web, più di qualsiasi altro mezzo di comunicazione, ha impresso una fortissima velocità alla "parola" pubblicitaria. Se prima era l'anima del commercio, ora è soprattutto il commercio dell'anima.
Va da sé che le emozioni la fanno sempre da padrone.
Post di Giowile
Domenica 14 Marzo

Volevo solo puntualizzare riguardo a questo punto: un sito è un software come tutti gli altri ed è soggetto ai classici principi dell'ingegneria del software. Posso assicurarti per esperienza che sviluppare codice partendo dall'interfaccia porta a risultati funesti. 
Nel caso ideale lo sviluppo dell'interfaccia e del "motore" sono totalmente distinti e competenza di soggetti diversi. Basta pensare al motore Joomla e a tutti i temi che è possibile applicarvi.
Post di Baldo
Domenica 14 Marzo
        
Perfettamente d'accordo sulla separazione dei vari componenti. MVC tutta la vita. Però, nel caso di un sito, penso che la cosa migliore da fare sia partire dai contenuti e poi definire l'interfaccia con cui interagisce l'utente finale come dice Sergio. Senza sapere con esattezza cosa ci andrà nelle pagine e come si comporteranno e difficile fare delle buone  scelte su quali tecnologie usare e come strutturare tutta la parte "nascosta".
Post di Mirco Macrelli
Domenica 14 Marzo

Se per contenuti intendi l'architettura e il modello di business, sono perfettamente d'accordo, altrimenti no.
Ti assicuro, mi ci sono trovato.
L'interfaccia e il workflow dell'utente sono successivi alla definizione dei requisiti e al modello.
Post di Baldo
Domenica 14 Marzo


IceCat Browser Web, per i "puri di cuore"

Ognuno di noi, in atti e manifestazioni, è mosso da motivazioni personali spesso non applicabili agli altri.
A questo mondo ci sono persone che, volontariamente, dedicano parte del loro tempo a supporto di vari progetti, più o meno condivisibili.
E' utile osservare come, nell'oggi del "pago quindi ottengo", esistano ancora persone disposte ad offrire, gratis, il loro personale contributo alla comunità tutta.

Volenti o nolenti, questa cosa ci deve far riflettere.

Questa guida, tecnicamente parlando, non serve a niente.
Non offre soluzioni per velocizzare alcunché. Non vi porta a conoscenza di chissà quale fantastico nuovo software. Non è il prototipo del teletrasporto usato dal capitano J.T.Kirk.

Questa guida, così come recita il titolo, è per i puri di cuore che vogliono sostituire il browser Firefox con un altro browser identico, GNU IceCat(nota), ma totalmente in linea con l'etica GNU riguardo al FreeSoftware. E' rivolta a chi, pur essendo sensibile a questi aspetti e non avendo sufficienti conoscenze tecniche su GNU/Linux, è vincolato, suo malgrado, ad usare il browser di default, solitamente Firefox.

La guida è mirata agli utenti Ubuntu. Benvenuto chi volesse contribuire, integrando la guida con le procedure di installazione per altre distribuzioni GNU/Linux.
Installazione di IceCat.

Partiamo con l'aggiungere i repository necessari.
sudo gedit /etc/apt/sources.list

Per Ubuntu Jaunty 9.04, aggiungiamo in fondo al file:
#ICECAT
deb http://ppa.launchpad.net/gnuzilla-team/ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/gnuzilla-team/ppa/ubuntu jaunty main

Per Ubuntu Karmik 9.10:
#ICECAT
deb http://ppa.launchpad.net/gnuzilla-team/ppa/ubuntu karmic main
deb-src http://ppa.launchpad.net/gnuzilla-team/ppa/ubuntu karmic main

Per tutte le versioni di Ubuntu. Aggiungiamo la signing key (è un unico comando)
sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys F70263F226EE3081A22EA642B302120208A255AF

Aggiorniamo l'elenco dei pacchetti software e installiamo IceCat + il supporto in lingua italiana
sudo apt-get update
sudo apt-get install icecat icecat-it

Finito.
IceCat è ora disponibile nel menu Applicazioni > Internet.

Avvio di IceCat in lingua italiana.
Se IceCat si dovesse avviare in lingua inglese, nessuna paura, la soluzione è semplicissima.

Questo che segue è il modo che ho trovati io. Non è elegante ma funziona. C'è un'altro modo, sicuramente più "pulito", indicato a fine articolo, evidenziato da Marco Simonelli (che ringrazio).

Cercate e cliccate nel menu Sistema > Preferenze l'icona Menu Principale.
Nella finestra che si è aperta, cliccate (dal menu di destra) su Internet, e poi doppio click sulla voce IceCat Browser Web.
Sostituite il comando di default con questo:
icecat -UILocale it %u
Impostare IceCat come browser predefinito di sistema.

Cliccate dal menu Sistema > Preferenze l'icona Applicazioni Preferite.
Nella scheda Internet, preferite al posto di Firefox la voce Personalizzato e aggiungete nel campo sottostante (ora attivo) il comando
icecat %s

D'ora in poi tutte le chiamate al browser verranno indirizzate verso IceCat.
Componenti aggiuntivi.

Essendo sostanzialmente identico a Firefox, IceCat supporta alla perfezione tutti gli addon disponibili sul sito Mozilla.
Tuttavia, dato l'obiettivo di totale libertà, un elenco di estensioni completamente Libere è linkato sulla pagina del progetto GNUzilla. Per i più pigri, questo è il link agli addon liberi per IceCat http://www.gnu.org/software/gnuzilla/addons.html.

Per saperne di più:
IceCat, Wikipedia
Progetto GNUzilla
Chi c'è nel progetto IceCat
GNUzilla in LaunchPad
Qualcosa su Giuseppe Scrivano

In tutto il post ho usato il nome IceCat senza mai usare quello corretto, GNU IceCat.
Ringrazio Superlex per avermelo fatto notare.
Post di Pedro
Lunedì 15 Marzo
Avviare IceCat in lingua italiana.
Aprite IceCat e digitate nella barra degli indirizzi: about:config (un messaggio vi avvertirà di fare attenzione, confermate).
Cercate la stringa general.useragent.locale, doppio-cliccate su di essa e cambiate en-US con it.
Riavviate IceCat.
Contributo di Marco Simonelli
Lunedì 15 Marzo


Oggi è un giorno speciale

Il sottoscritto è riuscita a editare (finalmente) un video senza le finestre di Guglielmo Cancelli, noto agli amici col nome di Bill Gates.

Siccome a noi youtube ci va stretto, ho scoperto un'altro servizio di hosting di video che non ha limiti di lunghezza dei film e che consente di creare una vera e propria televisione tutta nostra.
Inoltre è possibile fare l'upload via ftp, che non è male!
il sito è www.blip.tv. Sicuramente molti di voi lo conoscono già.

Ed ora i link :
Ecologia dello GNU. 1a puntata: http://uielinux.blip.tv/file/3342183/
Ecologia dello GNU. 2a puntata: http://uielinux.blip.tv/file/3342719/
Fiera elettronica di Cesena 2008: http://uielinux.blip.tv/file/3342261/
Buona visione

PS:
Cerchero' di aggiungere anche il video della presentazione di Pedro e Giowile... se riesco.
Dimenticavo.
Il sito della nostra televisione è il seguente: uielinux.blip.tv
Post di Teopost
Domenica 14 Marzo


Che programmi hanno usato per fare il look di Ubuntu?

Lo ammetto. Mi piace la polemica. E quando il dialogo è monotono cerco il confronto, a volte anche forte.
Ovviamente ho i miei limiti, mica sono La Russa, non arrivo alle mani. Ma - linguisticamente parlando - come dire, me gusta echar leña al fuego, ecco.
Ora, tutti parlano del nuovo look di Ubuntu, alcuni dicono sia copiato, altri no. Non mi interessa.
Piuttosto, vi siete chiesti che programmi hanno usato per farlo?
Io non l'ho fatto. Ma naufragando per la rete ho trovato un'articolo interessante.
Poco fa, Dave Walker si recò a Londra presentare il nuovo Brand di Ubuntu, dopodiché scrisse un'articolo su Linux User & Development nel quale sono venuto a conoscenza che per sviluppare il nuovo design hanno usato dei Mac.

"Interestingly, it would seem that many of the artists that created this new design were using Apple Macs and proprietary software as their developing platform.  I’m a big believer in using the best tool for a job which leads to an important question. Is it that Ubuntu is lacking as an art and design platform and is not up to the task or is it, there aren’t any pedigree artists that are well skilled in using the Ubuntu desktop."
"È interessante, sembra che molti degli artisti che hanno creato questo nuovo design abbiano usato Apple Macs e software proprietari come loro piattaforma di sviluppo. Io sono un ferreo sostenitore dell'idea che bisogna usare il miglior strumento disponibile per il lavoro che uno fa, per cui questo ci porta a una domanda importante. È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto? Oppure è perché non c'erano artisti, professionisti, sufficientemente abili ad usare un desktop Ubuntu?"

Non saprei come pronunciarmi. Comunque sia, è un peccato.
Voi cosa ne pensate?
Post di Santiago
Sabato 13 Marzo


Consulta online tutti i numeri di MailingWeek su UIELinux.org

Commenti

Utenti On-Line

 42 visitatori online
Utenti : 169
Contenuti : 88
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 172579

UIELinux, oltre il Rubicone (anche oltre i soliti luoghi comuni)
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL
UIElinux All UIELinux Blog UIELinux Guide UIELinux Progetti