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week08-2010

27-02-2010
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Esce il Lunedì week08 22 Feb 28 Feb 2010

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Sommario

1. L'Opensource è sempre un passo indietro?
2. Amnesia di massa
3. Se è vero siamo alla follia
4. Nata una distro italiana per L'ITIS
5. Cinque distribuzioni completamente GNU
6. Il principe sul pisello II Atto

L'Opensource è sempre un passo indietro?

Non c'è niente da fare.
Sono dispiaciuto almeno quanto voi ma ogni giorno leggo notizie di questo genere.
Il software opensource è troppo spesso un passo dietro agli altri.
Lo dico con dispiacere, ma è la cruda verità.
Ogg Theora, formato opensource che, da quel che sapevo, sembrava essere estremamente affidabile e veloce, in realtà è anch'esso... obsoleto.

Leggete qua:
http://punto-informatico.it/2817544/PI/News/google-milioni-codec.aspx

Google ha completato l'acquisizione di On2, ereditando così le tecnologie di compressione video di quest'ultima. Tecnologie oggi alla base di prodotti come Flash e Skype. E FSF vuole che BigG renda tutto open source
[...]
La scelta di Google di appoggiare H.264 ha sollevato molte critiche da parte della comunità open source, soprattutto dopo che l'azienda ha dichiarato che Ogg Theora non è un codec abbastanza efficiente per essere utilizzato su YouTube (e infatti l'implementazione sperimentale di YouTube in HTML5 supporta esclusivamente il codec di MPEG).
[...]
Dal momento che Ogg Theora si basa su un vecchio codec di On2, il VP3, reso open source nel lontano 2001, l'eventuale apertura di VP8 potrebbe consentire alla comunità open source di aggiornare Theora e farne un codec capace di competere testa a testa con H.264.
Post di Teopost
Martedì 23 Febbraio

Chiunque ti abbia detto che è efficiente e veloce ti stava chiaramente mentendo.
Anche questo vp8. Qualcuno ha visto qualche filmato codificato in questo formato? Oppure tutta la comunità open source sta semplicemente sperando che, visto che 8 è maggiore di 3, il codec sia un pelo migliore di theora?
Post di Mirco Macrelli
Martedì 23 Febbraio


Amnesia di massa

Dove eravamo rimasti? Ah sì, siamo ancora a parlare del potere e della rete. Un matrimonio impossibile. Alla gabella su tutti i sistemi per registrare i dati (anche su quelli che non c'entrano nulla), si è aggiunto il “video-decreto” che mette in croce chiunque voglia pubblicare uno spezzone di trasmissione televisiva sul suo blog (YouTube compreso). Per non parlare poi del disegno di legge n. 2455 ("Nuove disposizioni per la tutela del diritto all'oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale"). In sostanza, una sorta di censura postuma sulle notizie “scomode”.
C'è un filo conduttore in questa “smania” di imbrigliare internet e tutto quello che ci gira attorno. Mi sembra, infatti, che il comune denominatore sia per l'appunto la memoria. Quella che viene registrata nei vari oggetti informatici, quella dei contenuti video, quella “depositata” nella rete, il più grande contenitore di sapere di tutti i tempi.
Dunque, è una questione di memoria. E quindi sono in ballo la storia e la conoscenza, cioè noi.
Siamo neurologicamente attrezzati per ricordare, ma il cervello umano non è “programmato” per dimenticare intenzionalmente. Almeno fino a quando non intervengono fenomeni degenerativi.
Dall'invenzione della scrittura, la memoria è diventata un fatto collettivo. Una condivisione del sapere su scala planetaria. La stampa prima, e internet poi, hanno accelerato il processo di diffusione delle idee e delle informazioni.
Il potere, nei secoli, ha sempre temuto la memoria. Forse, si può arrivare a sostenere che è il suo principale rivale. Sulla memoria si costruiscono nuove idee, al contrario, la sua distruzione consente di mantenere quelle attuali.
I lager sono stati il primo tentativo di annientamento della storia personale di milioni di persone. Un individuo senza ricordo di sé non è morto, è un “non-vivo”. Spento nella caratteristica umana più importante, la creatività che nasce dal sapere.
Sappiamo come sono andate le cose. E fortunatamente siamo ancora qui che possiamo parlarne.
Le tecniche di “smemorizzazione” dei popoli non sono faccende di oggi, si sa. Il passato è da sempre il presupposto per costruire il futuro, per progredire nel sapere, per raggiungere nuove frontiere della conoscenza.
Non essendo possibile intervenire con lobotomizzazioni individuali, nelle varie epoche il potere ha pensato bene di distruggere (o rendere l'accesso impossibile) gli oggetti cui viene affidata la  memoria umana. É il caso dei libri, delle memorie artificiali, dei monumenti.
Il rogo della biblioteca di Alessandria, al di là del mito, tramanda il senso della paura di fronte alla conservazione del sapere. Infatti, le conoscenze pagane erano ritenute un serio pericolo per la città che andava via via cristianizzandosi. Ancora una volta, la memoria diventa un nemico per il potere dominante.
Passano i secoli, ma le cose non cambiano. I totalitarismi del novecento hanno mandato al rogo montagne di libri. Incenerire la memoria per conquistare il mondo. Fortunatamente non avevano fatto i conti con il fatto che i mezzi del sapere erano già relativamente distribuiti.
Oggi, il pericolo più insidioso per i libri pare essere il loro stesso supporto. Almeno da quando, attorno alla metà dell'ottocento, sono stati introdotti gli acidi nella fabbricazione della carta. Le pagine dei libri si polverizzano e ci si pone il dilemma se, e quali libri replicare. Non è facile. Analogo destino pare riservato ai floppy-disk da 3 pollici e mezzo, per non parlare di quelli da 5 e ¼. Dove li infiliamo?
Comunque, torniamo al tema della memoria.
Fino all'altro ieri la memoria veniva cancellata per sottrazione. Cioè, si distruggevano fisicamente i supporti del sapere.
Oggi, siamo di fronte a due paradigmi diversi, ma convergenti verso lo stesso obiettivo. In ogni caso, la memoria viene cancellata per sovrabbondanza.
La civiltà mass-mediatica cancella per eccesso, si moltiplicano le presenze informative e le nuove notizie fanno rapidamente dimenticare quelle immediatamente precedenti. È un problema tecnico. La bulimia di informazioni tocca anche le biblioteche che non hanno più spazio dove mettere i libri e sono costrette a selezionare. E scegliere è sempre un processo di eliminazione.
Poi c'è la cosiddetta “regolamentazione” della rete e affini. Ci sono troppe cose su YouTube? Ci vuole una legge che punisca sia l'intermediario che l'utilizzatore. La gente scarica troppo sapere protetto dal diritto d'autore? Ci vuole una tassa per tutti (altro che meno tasse!), anche per chi sui dvd ci mette le sue foto o una distro di GNU/Linux. Ci sono troppe informazioni sul conto di qualcuno? Ecco in arrivo una bella leggina, a forma di spugna, per non lasciare nessuna traccia sul web. A quando un provvedimento anche per i giornali conservati negli archivi?
Paradossalmente, il problema del potere è l'abbondanza. Il troppo viene assunto come alibi per cancellare la memoria. In questo caso, la questione non è più tecnica, ma culturale.
La memoria è la portante del sapere. Cancellarla, o comunque renderle la vita difficile, significa impedire la diffusione della conoscenza. Un popolo che non sa, è un popolo senza futuro.
Post di Giowile
Domenica 31 Gennaio


Se è vero siamo alla follia

Il link si commenta da solo,
http://www.ossblog.it/post/5836/usate-software-foss-allora-siete-dei-pirati

Questa la parte incriminata:
The Indonesian government’s policy… simply weakens the software industry and undermines its long-term competitiveness by creating an artificial preference for companies offering open source software and related services, even as it denies many legitimate companies access to the government market.
Rather than fostering a system that will allow users to benefit from the best solution available in the market, irrespective of the development model, it encourages a mindset that does not give due consideration to the value to intellectual creations.
As such, it fails to build respect for intellectual property rights and also limits the ability of government or public-sector customers (e.g., State-owned enterprise) to choose the best solutions.
Post di Baldo
Giovedì 25 Febbraio
L'analisi perfetta è in uno dei commenti.
Per i più pigri, si tratta di una frase del grandissimo Ghandi: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci."
Post di Pedro
Giovedì 25 Febbraio


Nata una distro italiana per L'ITIS

Mi sembra una bella iniziativa, spero che riescano a fare qualcosa di decente.
http://itislinux.co.cc/article/view/si-va-in-scena!

Itis Linux è una distribuzione GNU/Linux dedicata all'utilizzo negli istituti superiori di tipo tecnico industriale. È un sistema operativo completo, gratuito, semplice e sicuro che permette un utilizzo moderno del computer e perfettamente adeguato all'ambito didattico.
La dotazione software offerta, assieme ad opportuni collegamenti a siti internet e le configurazioni predefinite con tutto il necessario per essere operativi (codec, interfaccia, impostazioni) consentono ai docenti ed agli studenti che si avvalgono di questa piattaforma di poter usufruire di una esperienza informatica al massimo livello.
Itis Linux inoltre è basata sulle solide fondamenta di Ubuntu, una delle distribuzioni GNU/Linux più diffuse ed utilizzate da privati ed aziende, con la quale condivide tutto il parco software disponibile per l'installazione.
Per scaricare Itis Linux potete consultare la pagina di download.
Post di Santiago
Lunedì 22 Febbraio


Cinque distribuzioni completamente GNU

Cinque distribuzioni completamente libere e con nessun software proprietario.
Se a qualcuno interessa sono queste:
http://taringa.net/posts/linux/4707342/5-distribuciones-GNU_Linux-estrictamente-libres.html
L'articolo è in Spagnolo ma si capisce
PS: c'è pure una Italiana "dyne:bolic" e una Argentina "UTUTO XS"
Post di Santiago
Sabato 20 Febbraio

Grazie al link lasciato da Santiago ho risolto, finalmente, il problema della cpu oltre l'80% quando visualizzo i video da youtube.
Ho navigato il sito di gNewSense (una delle distro totalmente libere) per arrivare a questo link
http://wiki.gnewsense.org/Documentation:it/IceCat#toc6
Ora vedo i video fluidi e con cpu sotto il 20%.
Post di Pedro
Sabato 20 Febbraio


Il principe sul pisello II Atto

Che vergogna!
Come ex-musicista non posso che dire, che Vergogna!
Oltre un milione di voti col telefono nel corso della settimana. Oltre un milione di euro nelle casse della Rai.
Anche qui decide chi telefona. Decide chi paga.
Mi dispiace dirlo ma la democrazia, se di democrazia si tratta considerando il quorum,  non funziona, e questa ne è l'ennesima dimostrazione!
La verità è che ancora una volta non vince la canzone ma vince la televisione. Vincono i personaggi televisivi.

La mia serata di ieri sera è stata sicuramente migliore di quelli che hanno aspettato mezzanotte per  sentire la classifica dei vincitori.
Post di Teopost
Domenica 21 Febbraio

Il risultato l'ho sentito per radio in macchina, ma per poco che abbia visto il festival quest'anno è stato comunque tempo buttato
Post di Baldo
Domenica 21 Febbraio

Questa è degna di Spinoza: “Vincono scanu e porci”.
E' ancora il caso di chiedersi chi salverà la musica?
Considerato il potere delle major, il "democratico" televoto non rappresenta "solo" (mi verrebbe da dire "per niente") l'apprezzamento musicale.
Vincono due "televisivi" (i survivors di Amici e di X-Factor) e il rigurgito monarchico.
Le due derive (media e nostalgia monarchica) finiscono per essere la faccia della stessa medaglia.
La tele-dipendenza provoca stati di alterazione della realtà e della storia. Sostituendo la tele-dipendenza con la propaganda, non è difficile immaginare lo stesso scenario che si era creato in Italia attorno al 1922.
P.S. La mia serata non-sanremese, è stata di gran lunga più piacevole.
Post di Giowile
Domenica 21 Febbraio

Da quello che ho capito si possono mandare fino a 5 voti per serata dallo stesso numero anche per lo stesso cantante. Ci vuole veramente poco ad intestarsi qualche decina di sim con 10€ da usare solo per il televoto. Oltre ai vari fan sfegatati una cosa simile può tranquillamente essere fatta da una major per falsare il risultato. Basta prendere il primo che passa ed usarlo come proxy per l'acquisto delle carte e fargli firmare un contrattino di segretezza.
Post di Mirco Macrelli
Domenica 21 Febbraio

Hey io mi auguro che vinca il trio. Ma sinceramente lo dico.
Perché qui voi state facendo dei discorsi che ovviano una cosa. Italia dal punto di vista musicale, sta passando un periodo di merda. Io oserei dire Culturalmente e soltanto musicalmente.
La democrazia in questo caso ha funzionato. Sono convinto che la gente li abbia veramente votato e non mi sorprende.
D'altronde ragazzi, il presidente del consiglio è Berlusconi.
Quindi vaffanculo Sanremo. Mi auguro che vinca Filiberto. Ci godo perché mi piace vedere come crollano le cose. Se perché cambino le cose, per fare riflettere le persone bisogna che si arrivi a un punto critico. Allora che vinca il trio di merda.
Post di Santiago
Domenica 21 Febbraio

Il problema non sono le modalità, il numero di voti che si possono inviare e così via. Il problema è che il televoto non ha alcun senso: la "gente" (e mi ci metto anch'io) non ha le competenze per valutare e sceglie sulla base di simpatie, apparenze, amicizie e parametri più o meno sballati. Se è un concorso che valutino i tecnici e basta.
Post di Baldo
Domenica 21 Febbraio

La cosa che mi stupisce di più e' vedere il nostro popolo perdere le nostre radici, la nostra storia, la conoscenza ed il sapere...
La televisione ci sta plasmando, ci danno da bere qualsiasi cosa, e continuano a propinarla fino a quando dopo i primi risentimenti (se ce ne fossero) tutto sembra essere normale...
Esempi lampanti sono i Gay, nulla in contrario con le idee e le tendenze di ognuno di noi, ma e' disgustoso l'ostentare ad ogni costo...
Il principe sul pisello, ormai ce lo propinano in tutte le salse, sopratutto mediatiche, in programmi che sono davvero la morte del pensiero, ma alla fine prima o poi, diventerà simpatico a qualcuno e da li' comincia il processo di salita fino ai vertici, esattamente come lo e' stato per tutti i personaggi della nostra storia. Anche Hitler comincio' con un gruppo di pochi fanatici, e guardate cosa e' successo, questo a dimostrazione che anche gente senza cultura o con idee balorde puo' raggiungere i vertici di una societa'...
Credo che dato il malcontento del popolo italiano dovuto alla situazione attuale (politica, economica, culturale) ci possiamo aspettare di tutto, anche il ritorno di Cicciolina al parlamento, almeno lei, a differenza di tanti politici, di qualcosa era esperta.
Strano che il collegamento fin troppo evidente tra la televisione, il principe sul pisello, i vecchi simboli di successo canoro, non siano notati...
Ma solo io e pochi altri malpensanti vedono nella loro mente contorta fatta di fantapolitica un meschino disegno politico?
Riuscirà il nostro principe sul pisello a rientrare in patria e ottenere i risarcimenti tanto reclamati?
Per tornare alle virtuosità' musicali, non c'e' molto da dire, il festival di Sanremo non e' più la manifestazione canora per eccellenza da molti, moltissimi anni, e credetemi, non ne ho visto nemmeno un minuto, per evitare di collezionare ulteriori pensieri negativi anche in un banale spettacolo televisivo.
Post di Markuz
Domenica 21 Febbraio

Si questo discorso vale per tutto. Anche per Xfactor e Amici.
Ma qui la musica scarseggia... al giorno d'oggi, c'è un artista che paragoneresti a Fabrizio De André?
Artisti bravi ci sono, ma rimangono underground.
Non hanno più il successo di una volta. Ecco perché Sanremo Filiberto arriva in finale.
Post di Santiago
Domenica 21 Febbraio

I regolamenti di televoto sono una lettura interessante. Li ho rinvenuti facilmente con Bing, non con Google.
Emerge palesemante quello che già, dentro di noi, immaginavamo: il televoto è solo un enorme business, per i gestori telefonici e per tutti quelli che gravitano attorno allo "spettacolo" che usa questo strumento "democratico".

Gira e rigira, chi gestisce la macchina del televoto sono sempre le stesse società.
Da notare il contratto riguardante Sanremo 2007, dove, contrariamente agli altri, non si menziona alcun tetto per voti partiti dalla medesima utenza telefonica. La backdoor del sistema sta tutta nel numero di voti per singola utenza.
Per chi volesse farsi del male, click and go

Unione nazionale Consumatori:
http://www.consumatori.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1290&Itemid=442

Contratti RAI:
http://www.imigliorianni.rai.it/Contents/files/2009/9/imiglioriannitelevoto2009.pdf
http://www.lasposaperfetta.rai.it/Contents/files/2007/4/voting.pdf
http://www.tilasciounacanzone.rai.it/Contents/files/2009/4/tilasciounacanzonetelevoto.pdf
http://www.scommettiamoche.rai.it/Contents/files/2008/5/RegolamentoDelTelevoto.pdf
http://www.sanremo2007.rai.it/Contents/files/2007/1/Sanremo2007Regolamentodeltelevoto.pdf
Post di Pedro
Domenica 21 Febbraio
Ascoltandolo meglio si capisce che non e' poi cosi' male.
Sentite qua:
http://www.youtube.com/watch?v=FP80IYMjfnM
Post di Teopost
Lunedì 22 Febbraio
Ricordo un Sanremo, e una canzone (degna di essere chiamata tale) che vinse il concorso.
Fu l'ultimo Sanremo che vidi volentieri.
La canzone vincitrice fu "Luce" di Elisa. 2001. La sua voce mi aprii il cuore:
http://www.youtube.com/watch?v=Tnj4LgpP2Hs
(guardatela e ascoltatela bene quando canta, sembra un angelo)
Non ricordo dal 2001 ad oggi una canzone che mi ha lasciato un impatto così forte, sia musicalmente che emotivamente.
Forse si avvicinò "Angelo" di Francesco Renga (tra l'altro l'UNICO cantante italiano che ascolto, dato che io ascolto solo musica straniera), vincitore del festival di Sanremo 2005:
http://www.youtube.com/watch?v=go0_c0Ia1FA
Loro erano i cantanti, con le canzoni degne di un festival.
Post di Magnus
Lunedì 22 Febbraio


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