La strana idea che ho di Libertà
Pubblico questo interessante dibattito che il 7 Febbraio ha acceso la mailing list di UIELinux.
"Non attinente ma attuale" era il titolo originale del post, che poi ho cambiato in "La strana idea che ho di Libertà".
Con questo cambio di titolo, voglio mettere l'accento non sul post iniziale che ha generato il tutto, ma su alcune affermazioni che nascono dalla sua evoluzione.
Buona lettura
Strippato
Non attinente ma attuale.
Marco Travaglio intervista Giorgio Bocca
Giorgio Bocca, lei ha appena scritto Annus Horribilis (Feltrinelli): ma si riferiva al 2009. Il 2010 si annuncia ancora più horribilis…
Vedremo. Il 2009 mi è sembrato il più orribile per una tendenza irresistibile alla democrazia autoritaria. Più Berlusconi ne combinava di cotte e di crude, più i sondaggi lo premiavano. Ora, con questi ultimi scandali, la gente potrebbe cominciare a stancarsi e capire qualcosa.
continua qui http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2439821.html
Post di Pedro
Mercoledì 7 Febbraio
Mi spiace ma le teorie e le idee di Marco Travaglio (per me) equivalgono a quelle di Emilio Fede: due facce della stessa medaglia.
A buon intenditor poche parole.
Post di Christian
Mercoledì 7 Febbraio
Paragonarlo a Emilio Fede mi sembra un po' eccessivo. Si può non essere d'accordo, però bisogna ammettere che Travaglio per lo meno è un giornalista, Fede invece...
Post di Santiago
Mercoledì 7 Febbraio
Anche Fede è un giornalista (a modo suo) e condivido con te l'idea che sia una caricatura di un giornalista.
I due personaggi rappresentano tuttavia un oppositore sfegatato e un 'lecchino' sfegatato dell'attuale presidente del consiglio (ndr due facce 'estreme' delle stessa medaglia, il mondo politico).
Dal mio punto di vista la verità è sempre nel mezzo e le analisi (in ogni ambito) le svolgo eliminando gli elementi estremi (in questo caso Travaglio e Fede o quelli che preferisci).
Per concludere credo sia meglio non discutere più questo mondo, visto che la mission dell'associazione è un altra e sopratutto dovrebbe essere apolitica... inoltre quando si parla di questo argomento si finisce sempre per litigare e sinceramente credo che tutti quanti noi abbiamo di meglio da fare.
Post di Christian
Mercoledì 7 Febbraio
Concordo pienamente con te!
...visto che la mission dell'associazione è un altra e sopratutto dovrebbe essere apolitica...
Bravo!
Post di Marco Bisaccioni
Mercoledì 7 Febbraio
Semmai l'associazione sarà apartitica.
Un'associazione apolitica è un ossimoro, una contraddizione di termini. La politica (da polis) contempla la condizione essenziale della partecipazione alla vita della città.
Dentro questa definizione vivono le attività che facciamo, anche quelle orientate a "raccontare" come si fa un copia-incolla.
Escludere la politica significa negare l'esistenza stessa delle relazioni umane.
Absit iniuria verbo.
Post di Giowile
Mercoledì 7 Febbraio
Grazie Sergio per la precisazione.
Post di Christian
Mercoledì 7 Febbraio
Anch'io penso che la verità stia in mezzo, e riconosco che neanche Travaglio, a volte, è esente da quella decontestualizzazione dei fatti che vediamo ovunque.
Quel che volevo dire è che, a mio parere, lo fa molto meno di Fede, per questo ritenevo eccessivo paragonarlo a lui.
"quando si parla di questo argomento si finisce sempre per litigare e sinceramente credo che tutti quanti noi abbiamo di meglio da fare."
Concordo.
Post di Santiago
Mercoledì 7 Febbraio
Mi fa piacere che questa discussione abbia portato a dei commenti. Significa che ancora provocano, per lo meno, un certo movimento intestino.
Mi fa meno piacere la tendenza a volerli chiudere nel cassetto, sotto chiave a doppia mandata, in considerazione "che la mission dell'associazione è un altra".
Se mi aveste chiesto, 25 anni fa', quale fosse il mio orientamento politico, avrei risposto senza alcuna esitazione. Oggi alla stessa domanda sarei costretto, mio malgrado, a rispondere "non so".
Non mi piace Giorgio Bocca, per tanti motivi. Ammetto però che questa sua, è un'analisi puntuale e sostanzialmente corretta.
Parallelamente, non sono mai stato d'accordo con le opinioni politiche del povero (in quanto defunto) Indro Montanelli. Ma ho ammirato la sua coerenza e correttezza nello svolgere la "missione" di giornalista.
Per concludere, va detto che Marco Travaglio ha fatto la gavetta nella "bottega" di Indro Montanelli. L'inpecorimento non fa parte del suo bagaglio culturale.
Sono un maledetto italiano. Corrotto e corruttore. Opportunista e voltafaccia. Lo sono io, così come lo siete anche tutti voi. Così come lo sono anche tutti coloro che gestiscono il potere dietro nostro mandato.
La verità non sta nel mezzo. Non sta a destra, ne a sinistra. La verità si è persa assieme alla dignità di un intero popolo.
Ora, se vi fa piacere, collocatemi politicamente dove meglio credete.
Post di Pedro
Mercoledì 7 Febbraio
In quest'ultima massima ho trovato delle affermazioni che mi hanno lasciato alquanto basito.
Non ho letto lo statuto dell'associazione ma non credo/credevo di trovavi riferimenti ad una realtà, quella politica, che non mi appartiene e alla quale non voglio assolutamente appartenere.
Sono diventato socio, e vi ho cercato io, perché speravo di trovare persone con i miei stessi interessi legati all'ambito informatico, non al mondo politico.
Nei rari casi in cui ho discusso (parola grossa vista la mia incompetenza) di politica, ho preferito tagliare corto, ringraziare, salutare e girare i tacchi: ognuno di noi ha una propria visione del mondo e dei vari schieramenti, ed è giusto che sia così.
Penso che per tutti noi sia più interessante vedere un video sulla Gnome Shell o su come programmare i devices tramite RS232 o le potenzialità del desktop di Gnome piuttosto che vedere un video di qualche personaggio che racconta amareggianti episodi della realtà italiana. Inoltre mi chiedo se sia necessario vederli anche su Internet, visto che c'è Porta a Porta che permette di avvelenarsi il sangue comodamente seduti sul divano.
Quello che pensi ora, quello che pensavi 25 anni fa, che tu sia un corruttore, un corrotto, opportunista o voltafaccia o che per te la verità sia su, giù, a destra o sinistra, credo che non importi a nessuno del gruppo; ciò che sicuramente importa a tutti quanti noi, associati UIE Linux, è che il giovedì sera ci si veda al Mapaleo per 2 birre, 4 chiacchiere, la mailing list, la chat, il portale che è giù, sharerent brutti bastardi :-D... almeno io la penso così.
Ribadisco che per quanto mi riguarda UIE linux ha un obiettivo ben definito (di primaria importanza) che lega gli associati UIE, che come me si sono iscritti perché credono in quella mission che sembra passata in secondo piano da una diatriba che doveva essere già morta qualche mail fa.
Ora però sono stanco... dopo questa mia ultima mail cesserò di discutere di questo argomento.
Ciao a tutti.
Post di Christian
Mercoledì 7 Febbraio
Non posso che essere d'accordo con Christian perché ho avvertito spesso lo stesso disagio.
Credo che l'idea politica (o partitica: onore a Sergio) di ognuno di noi non dovrebbe essere palesata. Questo non per essere buonisti o falsi ma perché la nostra aggregazione dovrebbe basarsi unicamente sul progetto che ci accomuna vale a dire la conoscenza e diffusione di Linux: la nostra unione e partecipazione si cementa su questa passione.
E' bello e corretto manifestare le proprie convinzioni politiche ma temo che esternata attraverso i canali comunicativi della nostra associazione possa essere controproducente, magari allontanando chi non condivide le stesse idee o non ama scadere nella discussione politica.
Post di Marco Bisaccioni
Mercoledì 7 Febbraio
Stare a parlare di informatica tutti i giovedì, quando in Italia ci sono "problemi" gravi come la tendenza a censurare la stampa, le critiche e commenti (di destra o di sinistra) mi sembra che sia (per lo meno) una questione politica.
Senza contare tutto ciò che si evince dalla politica di Google, che una volta prende le distanza dalla Cina e qualche giorno dopo si accoda alle sue richieste per evitare il peggio del peggio.
Stranamente è INFORMATICA legata alla POLITICA internazionale.
"Non ho letto lo statuto dell'associazione ma non credo/credevo di trovavi riferimenti ad una realtà, quella politica, che non mi appartiene e alla quale non voglio assolutamente appartenere."
Leggi lo statuto allora. La missione di portare l'open source e il software libero nella pubblica amministrazione e fra la gente può benissimo passare per mezzo della politica, oltre che dai bassifondi.
Una persona che non si riconosce nella politica, è una persona che dei problemi del Paese se ne frega altamente. A meno che la politica italiana lo abbia indotto a dubitare di tutto e di tutti.
In questo caso, lascia la possibilità di pensare "politicamente" a chi vuole farlo.
Post di Magnus
Mercoledì 7 Febbraio
Non mi sentirei di fare accuse simili Magnus, io nella risposta di Christian (per quanto espressa in tono leggermente brusco) ci leggo una non volontà di discutere di politica all'interno di una associazione che si occupa di ideologie open-source, non credo che Christian se ne freghi tout-court.
Per come la vedo io ci sono due modi per approcciarsi alla politica:
informarsi, costituire una propria idea ed esprimerla alle urne ogni volta che si è chiamati a votare
fare quanto sopra e in più: parlarne con amici e confrontarsi ad ogni occasione.
Il primo punto è un DOVERE e tutti (credo anche Christian) siamo tenuti a farlo, il secondo è dato da un interesse personale e può benissimo non interessare qualcuno.
Post di Baldo
Mercoledì 7 Febbraio
Non ho fatto accuse a nessuno. Erano pensieri a carattere generale.
Non intendevo dire che Christian se ne frega dei problemi politici.
Post di Magnus
Mercoledì 7 Febbraio
Credo che il senso di disagio che puoi aver provato, Christian, possa essere comprensibile.
Iscriversi ad una associazione che nel suo marchio riporta la scritta Linux (un LUG fra le altre cose) per poi dover leggere mail che parlano di argomenti che hanno attinenze (sicuramente) anche politiche, mi rendo conto che possa essere fuori dalle attese e dare fastidio.
Devi però sapere che, da questo punto di vista, il vanto di UIELinux è sempre stato quello di essere una associazione "diversa".
Non il solito LUG (nome infelice) in cui discutere di funambolici tecnicismi, ma un gruppo di persone che vuole promuovere questo "credo" anche attraverso discussioni di attualità che passano inevitabilmente da argomentazioni politiche.
Come ex-presidente dell'associazione, mi prendo tutta la colpa di questa impronta data e soprattutto mi dispiaccio di non aver scritto nello statuto, a scanso di equivoci, tali modalità con cui condurre la discussione.
Ora che da più parti è arrivato il messaggio chiaro, e devi sapere che il tuo non è l'ultimo della serie, di ricondurre la discussione su aspetti più prettamente "tecnici", non deve però stupire che alcuni di noi non si ritrovino più in questo modo di fare e preferiscano farsi da parte per dare spazio alle nuove idee.
Ho già da tempo messo i feed di UIELinux nei preferiti.
Io personalmente trovo molto deboli le argomentazioni tecniche come unici aspetti su cui basarsi per promuovere l'uso del nostro beneamato pinguino, ma aspetto di capire quale sarà nuova linea strategica per comprendere se potrò ancora contribuire alla causa all'interno di UIELinux.
Saluti
Post di Teopost
Mercoledì 7 Febbraio
Vediamo un po'... a quanto pare io sono l'unico ad essersi iscritto senza aver letto statuto, motto, pensiero, filosofia, modus operandi... (Sdrammatizzo ovviamente)
Credo che indipendentemente da tutto la cosa meravigliosa sia proprio la libertà di espressione...
Ecco dov'é il bello di questa associazione, no non mi piace chiamarla cosi', preferisco definirla "gruppo di amici", accomunati da una stessa passione, e da una stessa filosofia, quella della libertà (di pensiero, di azione...), della ricerca, della condivisione...
E' la cosa bella che ho visto e provato incontrandosi al Mapaleo, già', ci ho visto un gruppo di amici, quelli che sanno usare la testa e che non sono fossilizzati in una sola cosa, non dei supergeni saccenti, ma persone normali capaci di rapporti umani...
Tornare a casa ed essere stato in un posto dove il pensiero e' stato libero di spaziare dalla figa alla "politica", dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con altri, mi da un senso di arricchimento, quel senso che appartiene agli esseri pensanti che costruiscono le proprie idee senza la paura di mettersi in discussione...
Usiamo la filosofia del pinguino (TeoPost docet), e usiamola a tutto campo, cerchiamo di essere un baluardo per gli esseri pensanti...
Post di Markuz
Mercoledì 7 Febbraio
Quoto Teopost. Tanto.
Per quanto mi riguarda, per me gli aspetti tecnici vanno sempre in secondo piano. E per fortuna c'è gente che invece li mette in primo piano. Cosi l'associazione è varia.
A me interessa di più la filosofia del software libero e cosi via... e sotto questo punto di vista trovo legittimo che si possa discutere pure di leggi che vanno incontro ad essa. Se ad esempio leggo che il governo, non interessa che fazione, fa accordi con la microsoft, non trovo niente di male di discuterne.
Questo per dire che, pensare di eliminare la politica dall'associazione è sbagliato. Come dice Sergio l'associazione è apartitica.
Ora, Christian aveva ragione quando ha detto che se si parla di questi argomenti si finisce per litigare.
E se l'ho quotato in quel senso è perché neanch'io avevo tempo, ma sopratutto voglia di litigare per Travaglio (Fede non lo considero neanché).
OT: Poi le mie idee tendono talmente tanto a sinistra che per certi versi neppure Travaglio mi va a genio. Fine OT.
La questione qui è semplice, si potrebbe discutere se evitare di postare cose come questa intervista di Travaglio che non siano attinenti.
Ma sinceramente per quanto mi riguarda, Anche se Pedro metteva un video di Emilio Fede, se non mi interessava saltavo il thread. Credo che questa sia una cosa da discutere tutti quanti.
Io sono per fare una soluzione del genere: la prossima volta che si posta qualcosa di partitico, o politico, che non abbia niente a che fare con GNU/Linux, si potrebbe mettere nel titolo [Non attinente] tra parentesi. Che poi è come ha fatto pedro, magari tra parentesi rende di più.
Se proprio vi da fastidio evitiamo topic come questi, ma sapete, mi piace considerare quest'associazione libera, e come disse Spinoza:
"In una libera Repubblica è lecito a chiunque di pensare quello che vuole e di dire ciò che pensa."
Post di Santiago
Mercoledì 7 Febbraio
Secondo me non c'è bisogno di "regolamentare" anche la nostra parte di rete.
Sono d'accordo riguardo alla proposta più generale: se non interessa o da ai nervi si cestina o si salta, se poi una discussione non interessa nessuno o è decisamente OT muore nel giro di una mail o due :)
Post di Baldo
Mercoledì 7 Febbraio
Non avrei mai creduto ma è la prima volta che leggo una mail di Santiago e riesco a comprenderla alla prima lettura senza usare il traduttore di Google.
La cosa poi che sia d'accordo con lui mi fa anche un po' preoccupare.
Penso non ci sia bisogno di regolamentare la mailing-list o usare [Non attinente], siamo un gruppo di persone che discute, possiamo parlare come dice Markuz sia di politica che di fi.. (tra l'altro non mi ricordo una serata dedicata alla fi..) non mi piace sentire dire questo non centra con quello o con l'altro.
Se qualcuno posta la ricetta della pasta fatta in casa significa pensava che ciò sarebbe stato utile per qualcuno, e se questo scatena un flame significa che la cosa era molto interessante, per cui non vedo perché non dovremmo parlare di certe cose rispetto ad altre aldilà del fatto che siano più o meno presenti nello statuto.
Io mi sento più un tecnico che un filosofo, per cui le discussioni passate su argomenti che a prima vista sembrano lontani dal FOSS mi aiutano a farmi riflettere su argomenti che non avrei approfondito se non ne fossi stato stimolato.
Trovo che "non parlare di certe cose perché si finisce a litigare" sia una cosa alquanto infelice.
Trovo che litigare (in modo costruttivo), spesso, sia l'unico modo per confrontarsi, se non fosse così non risponderei mai a Pedro. ;-)
Post di Gallochri
Mercoledì 7 Febbraio
Poeti, navigatori e (forse) santi alla ricerca della home perduta
La parola “navigare” riferita al cyberspazio mi è sempre sembrata eccessiva. Non tanto per il riferimento “liquido” (espressione oggi tutto sommato compatibile, vista la fluidità delle informazioni digitali), piuttosto in relazione alla presunzione che la rete, come il mare, possa consentire infiniti gradi di direzione.
Non è così. Internet è “solo” l'ingrandimento del paradigma digitale, il quale consente movimenti “discontinui” all'interno di ipertesti definiti. I link, per quanto numerosi, non potranno mai aspirare alla “continuità” della realtà analogica.
Invece, mi pare interessante indagare le personalità dei “navigatori” ibridi, cioè di coloro che hanno dovuto alfabetizzarsi in termini digitali. Sotto questo punto di vista, la similitudine della rete con le trappole e gli imprevisti marini diventa sicuramente più coerente.
Senza escludere che ce ne possano essere altri, credo di avere individuato almeno quattro profili di navigatori, tutti alla ricerca di una propria dimensione esistenziale. Sia che lo anelassero, oppure che lo negassero, nelle loro traiettorie appare vividamente il riferimento ad un luogo preciso. Un posto, spesso anche solo dell'anima, che li attendeva o li aveva visti partire. La home.
Il primo della serie è Ulisse.
Ha navigato per lunghissimi anni nel Mediterraneo. Le sue rotte erano tutto sommato casuali, nel senso che non sapeva bene dove andare. Però sapeva dove voleva tornare e dove, alla fine delle dodici tappe, tornò. Itaca era la sua home e per certi versi rappresentava anche il suo destino. Grossolanamente, Ulisse è il navigatore che parte da un motore di ricerca e, link dopo link, compie un percorso non previsto e imprevedibile. Alla fine della rotta, ritorna sempre alla sua home (il motore di ricerca) e si prepara per un nuovo viaggio.
Il secondo è Sindbad, il marinaio de “Le mille e una notte”.
È un navigatore per necessità. Dopo aver sperperato tutti i beni ricevuti in eredità dal padre, è obbligato a cercare fortune nell'Oceano Indiano. Non ha esattamente una destinazione e, pertanto, nemmeno una home. Forse, non ha nemmeno un destino.
I Sindbad moderni sono tutti quelli che, complice la deriva digitale che ha assunto la loro professione, sono “costretti” (anche loro malgrado) a lavorare fra le pieghe di internet. Come per il navigatore persiano, alla fine anche per loro è una questione di sopravvivenza economica.
Il terzo è Cristoforo Colombo.
Per effetto di combinazioni anche abbastanza fortuite, riesce a farsi finanziare il viaggio per metà dalla Regina Isabella e coprendo il resto con risorse proprie. Pensa di arrivare in un posto, invece approda in un'altra home.
Colombo è il navigatore determinato. Irresistibilmente attratto dallo scoprire un nuovo mondo (ancora oggi, internet lo è per molti), ma sottovaluta il “pericolo” di trovarsi in un luogo del tutto diverso da quello atteso. Ad ogni modo, resta intatto il suo piacere della scoperta.
Infine, Robinson Crusoe.
Aveva una destinazione precisa, ma naufragò. Si ritrovò in un posto dove non voleva arrivare e si è dovuto reinventare un ruolo. Però, a differenza di Sindbad, aveva l'obiettivo di raggiungere la sua home. Il destino gli fu avverso.
È la personificazione del navigatore che si vede costretto a ripartire da zero. Deve imparare di nuovo tutto. Pensava di conoscere internet, invece si accorge che è un'isola deserta dove anche la più piccola cosa diventa un problema colossale. L'arrivo di Venerdì è il principio dei social network.
Questi tratti, evidentemente molto superficiali, assumono caratteri profondamente diversi nel caso dei nativi digitali. La rete l'hanno trovata già bella e pronta al loro arrivo. Internet è un dato di fatto, come per la mia generazione poteva essere la televisione.
Resta da vedere se nascere sopra una barca possa anche significare essere un provetto marinaio. Ma questo è un altro discorso.
Post di Giowile
Venerdì 19 Febbraio
Gnome Shell
Una giornata che voglio condividere con tutti voi, dedicata al testing di Gnome-Shell.
E' la nuova interpretazione del desktop offerta da Gnome. Ne abbiamo già parlato tempo fa'.
Oggi l'ho installato sul netbook. E' ancora in una fase di forte sviluppo ma sono certo migliorerà.
sudo apt-get install gnome-shell per tutti coloro che hanno Ubuntu Karmic e vogliono semplicemente provare la versione presente nei repository.
Chi non teme le novità può andare qui (https://launchpad.net/~ricotz/+archive/testing), aggiungere questo repository e installare l'ultima versione di sviluppo.
Una volta installato dovete disattivare Compiz: con GnomeShell non serve, anzi, fa solo casino.
Dopo di che aggiungete nelle applicazioni di avvio gnome-shell --replace , riavviate l'ambiente grafico et voilà.
NOTA:
Una chicca per netbook, dove lo spazio verticale non basta mai. E' possibile rimuovere la barra del titolo delle finestre, recuperando un centimetro di spazio. Potete farlo installando maximus, un'applicazione tipica dell'ambiente Netbook Remix.
Potreste obiettare che così facendo risulta poco pratico chiudere le finestre. Provate GnomeShell e capirete quanto questa obiezione perda di significato.
Link utile per smanettoni: http://dadexix86linux.blogspot.com/2010/01/gnome-shell-personalizziamola.html
Post di Pedro
Sabato 13 Febbraio
Gnome-shell è stata la brioche della colazione di stamattina.
Appena Pedro ce l'ha fatta vedere sul suo eeePc non abbiamo resistito ed è partito l'apt-get install.
Effettivamente, quella nei repository ufficiali è ancora molto "acerba".
Meglio la versione di sviluppo.
Una cosa che abbiamo notato, almeno noi Mapo-caffettari del sabato mattina, è che FINALMENTE si sta prendendo una strada tutta nuova. Con Gnome 3 ci sarà da divertirsi.
Post di Giowile
Sabato 13 Febbraio
Vorrei fare presente che, contrariamente a quanto accade in altri progetti, GnomeShell funziona brillantemente anche su macchine povere di risorse: il mio netbook monta un Celeron a 900Mhz, non è certo una scheggia. Con GnomeShell è rinato.
Il fatto stesso che Compiz deve essere disattivato (i pochi effetti che servono li crea GnomeShell), fa risparmiare un bel po' di risorse.
I plasmoidi? Roba vecchia. Questa cosa qui, e lo dico con parole mie, fa il culo a tutto il resto.
Post di Pedro
Sabato 13 Febbraio
Roba già vista ed implementata meglio in OSX.
Post di Mirco Macrelli
Sabato 13 Febbraio
E come mai non lo si vede in giro sui sistemi Apple?
Non vogliono che i loro utenti si "spaventino" o non sono stati in grado di fare un buon lavoro?
Tutte domande che resteranno senza risposta, dato che stiamo parlando di aziende che condividono il nulla.
Post di Pedro
Sabato 13 Febbraio
Non c'è una "super finestra" come in Gnome Shell ma trovi tutto quanto. Finder, Dock, Stacks, Spotlight, Exposé e Spaces sono tutti integrati nel cuore del sistema e fanno il loro sporco lavoro più che bene.
Uno dei punti di forza di Gnome, forse l'unico, rispetto a KDE era l'interfaccia semplice, chiara, lineare. Con questo update mi sembra che la situazione si sia invertita. Questa nuova vista mi sa tanto di finestra in cui hanno ribaltato il cassone delle idee. Più che innovativo lo definirei confusionario. Spero che prima del rilascio definitivo cambino alcune cose.
Post di Mirco Macrelli
Sabato 13 Febbraio
KDE4 consuma il 40% in meno di RAM rispetto a KDE3 e praticamente ha prestazioni simili a GNOME sia come utilizzo di RAM che come utilizzo di risorse
Io non so che migliorie, quali strabilianti novità e che incredibili features ci siano nella versione 2.28.1 di gnome-shell rispetto alla 2.28.0.3 (quella che c'è nei repository di openSUSE) che ho provato perché, sinceramente, non sono riuscito a trovare niente che non ci sia già in KDE4.4.
A me la novità sembra la confusione che prima non c'era.
Per cui ne deduco che se ti sembra una "nuova interpretazione di desktop" penso che tu abbia visto solo gnome prima di gnome-shell.
Post di Gallochri
Sabato 13 Febbraio
A dirla tutta non avevo pensato a KDE ma alle soluzioni che BigM ci propina ad ogni nuova uscita di un sistema operativo targato Windows. Certo Windows 7 è più snello di Vista, più reattivo anche su macchine poco performanti.
Vista, di contro, è stato l'esempio lampante di come rifilare alla gente un prodotto "nuovo" che di nuovo non aveva nulla. E che consumava risorse come, appunto, non si era mai "visto" prima. Forse è stata questa la grande novità: il consumo di risorse.
Detto questo, chi ha ritenuto di difendere quei progetti Liberi a lui cari, ha fatto bene.
Resto convinto che tra le UI evolute e Libere, GnomeShell sia un bell'esempio di equilibrio tra efficienza, consumo di risorse, facilità d'uso. Sui netbook è sin d'ora un'alternativa usabile.
E' ancora scarna la gestione da tastiera, manca di tante cose, è migliorabile? Ovviamente sì. Ma sono peccati di gioventù.
Post di Pedro
Domenica 14 Febbraio
Non so quanti di voi abbiano un'iPod. Probabilmente tutti voi lo conoscete.
Ormai il mio iPod nano avrà 3 anni, ho perso il conto. Ma ricordo la prima volta che mentre stavo ascoltando musica, per qualche motivo, ho scollegato il cavo delle cuffie. L'ipod si è messo in pausa da solo.
Fu lì quando mi sono detto: "cazzo! hanno pensato anche a questo!!"
Poi imparai tutte le limitatezze che aveva l'iPod... ma quella sensazione non me la sono scordata.
E devo dire che in questi giorni, benché stia usando il computer una o due ore al giorno, ho riprovato quella sensazione. Ma questa volta è stato con KDE 4.4
Mentre usavo il computer, spostando le finestre, aprendo applicazioni, comprimendo files, aprendo immagini, lavorando con più di una file su openoffice assieme a qualche programma di chat aperto.
A tratti notavo dei cambiamenti, dei piccoli cambiamenti che mi facevano dire: hanno pensato anche a questo. E sopratutto fanno vedere come dalla versione 4.3 alla 4.4 ci sia un abisso. Impercettibile se uno non guarda ai particolari.
Credo che in questo senso, forse si sono ispirati a MacOSX. Non lo so con certezza perché non ho mai usato quest'ultimo. Ma se ispirarsi a MacOS vuol dire questo, cercare di fare del particolare il punto di forza. Evitare che l'utente deva fare salti mortali per usare due o tre applicazioni (quel che si chiama semplicità d'uso), allora ben venga.
Non ci trovo niente di male o sbagliato perché KDE ha un ambiente tutto suo. Ha delle idee proprie e ispirarsi non vuol dire copiare.
Ora, vedendo dei video di Gnome SHELL ho trovato che ci sono degli spunti molto interessanti. Ma gli manca tantissimo per raggiungere quell'equilibrio, quella semplicità d'uso che hanno altri DE.
E quando dico altri DE, intendo quelli che girano sotto sistemi UNIX like, perché il DE di microsoft è fuori discussione, fa cagare.
Non credo proprio che i plasmoid moriranno con Gnome Shell. Anzi sono rimasto alquanto perplesso nel vedere come gli sviluppatori di KDE abbiano trovato una soluzione per i netbook molto carina e utile.
Ero convinto che KDE fosse troppo pesante per i netbook, sopratutto i plasmoid, e invece hanno pensato anche a questo e c'è una versione ultra snella dei plasmoid per netbook.
Sono contento comunque di vedere Gnome Shell, perché il desktop vecchio, quello che ormai sta diventando storia, è gnome attuale. Ce l'ho sul netbook ma ultimamente pensavo che per le risorse che mangia forse mi conveniva utilizzare uno simile e più leggero.
Se volete provare KDE 4.4 vi consiglio ArchLinux... Kubuntu è pieno di bugs.
Post di Santiago
Venerdì 19 Febbraio
Concordo pienamente, tra KDE4.3 e KDE4.4 c'è un abisso, secondo me la strada per integrare completamente il tutto e renderlo meno confusionario è lunga, ma è impressionante il numero di features introdotte e la loro qualità.
Aggiungo solamente che se volete KDE 4.4, (oltre al consiglio di Santiago su ArchLinux) provate openSUSE 11.2.
Abilitate il relativo repository e scegliete "switch system package to this repository", stessa cosa se volete provare l'ultima versione di gnome-shell.
Guarda un po'... hanno pensato anche a quello...
Post di Gallochri
Venerdì 19 Febbraio
Il principe sul pisello
Succedono cose che non ci possono lasciare indifferenti, anche se le nostre categorie di pensiero hanno la cifra esclusiva di un sistema operativo con annesso LUG di supporto.
Altrimenti, se così non fosse, un pasticcere dell'associazione pasticceri d'Italia dovrebbe parlare con i suoi pari solo di zabaioni, cannoli e bignè.
L'effetto farfalla ("Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo" - Ray Bradbury) è solo una delle dimostrazioni della interconnessione dei sistemi. Anche di quelli relazionali.
Non avendo la televisione, ho saputo solo stamattina che Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto di Savoia e i suoi due compari sono stati ripescati e ammessi direttamente alla finale del Festival di Sanremo.
Prima considerazione.
Se il testo proposto dal trio reale rappresenta la canzone italiana, io sono Domenico Modugno.
Per altro verso, sarebbe come dire che Wine è GNU/linux.
Seconda considerazione.
Fatta salva l'attenuante generica degli accoppiamenti consanguinei in casa Savoia e quindi diretta giustificazione delle tare intellettive del rampollo regale, resta la sconfitta della memoria.
Anche se uso un sistema operativo libero e, talvolta, mi piace anche disquisire di compilazioni, shell e bash, ho il diritto di fare conoscere il mio punto di vista sullo schifo sanremese.
Non stiamo parlando "solo" di un cane sotto il profilo musicale, ma di ciò che ha rappresentato per l'Italia l'ultima fase del regno dal quale discende.
E' fuori di dubbio, le colpe dei padri non possono ricadere sui figli.
Ma ciò è vero solo se i discendenti non chiedono alla Repubblica Italiana un risarcimento milionario per presunti danni subiti (Loro? E noi quanto gli dovremmo chiedere?).
Senza averlo mai rinnegato nelle forme ufficiali, i Savoia sono quelli che hanno avallato le leggi razziali e, di fatto, le conseguenze terribili dei campi di concentramento.
Se a quel tempo non ci fosse fosse stata una generazione pronta a sacrificare tutto (passioni, interessi, compresa la vita stessa), noi oggi non saremo qui. Forse non ci sarebbe stato nemmeno GNU/Linux, perché non avremmo mai avuto la libertà.
La libertà di installare il sistema operativo che ci pare e quella, ben più importante, di esprimere il nostro pensiero.
Post di Giowile
Sabato 20 Febbraio
Nell’aria c’è qualcosa che come non so
Rende d’oro l’anima e cadono coriandoli
Di luce che scintillano x noi
Amore santo oh amore in me
Ma il mondo piange vorrei sapere perché
Il mondo piange vorrei capire perché
Il mondo piange
Nell’aria c’è profumo di domenica
Nei giorni miei farfalle e malinconie
Che volano di pioggia in lacrime
Per noi, lo sai amore santo oh
Amore in me
Ma il mondo piange vorrei sapere perché
Il mondo piange vorrei capire capire perché
Il mondo piange
Che suono fa
Che bel suono fa
Uhh l’amore santo
L’amore in me! Eh eh
Ma il mondo piange vorrei sapere perché
Il mondo piange vorrei sapere perché il mondo piange
Non capisco perché il mondo piange
Questo testo, magari banale, di Irene Fornaciari e Nomadi, mette a nudo drammaticamente i nostri tempi.
E pensare che un giornalista, durante uno dei soliti teatrini di Maurizio Costanzo, lo ha stroncato dicendo che "è facile capire perché il mondo piange, basta guardare la televisione per capirlo". Miope, imbecille, incoscente.
Voglio l'abolizione dell'ordine dei giornalisti. Oltre alla ricacciata a calci nel culo degli eredi del Re d'Italia. Ma per primo l'ordine dei giornalisti. E' più importante.
Post di Pedro
Sabato 20 Febbraio
La Sera (M. Castoldi)
S’apre la sera
vedi, s’avvera
Morbida svela e distende
la sua coperta nera
ecco la sera, bella la sera
la luce s’inchina
esce di scena
poi si nasconde tra i monti
scalderà altre genti
brucerà altri campi
e altri orizzonti
avanti, entri la sera
e noi siamo ancora qui
ma niente sembra uguale: con te
Con te si può parlare
disordinare il destino
rimandare il mattino
che il modo migliore è
consumare le ore facendo l’amore
Cade la sera
e il cuore s’ispira
mentre il cielo si oscura
buio a regalar le stelle
belle illusioni, sogni lontani
anche se per oggi abbiamo dato già abbastanza
tutte le nostre forze, tutti i fianchi e gli occhi
non siamo stanchi
e d’incanto l’identico istinto ci coglie
e con me ti fai trascinare via
Guarda la sera
scende sicura
apre la notte futura e
non infonderà paure
anzi ci invita a nuove avventure
e fin che resteremo insieme non morirò
e del tormento allora ci faremo un canto
tutto il tempo che resta, ogni sera la nostra festa
e il vento come orchestra
mentre un raggio di luna rifrange
sulla pioggia che piange tu volteggi come un’onda
così volubile e profonda, stasera
l’atmosfera profuma d’incenso
quando ormai mi credevo disperso
con stupore immenso tutto ritorna per me ad avere un senso
o
almeno si spera, esce la sera, buona la sera.
http://www.youtube.com/watch?v=VBhYehFvjQU&feature=player_embedded
Troppo avanti come testo. Troppo intelligente. Troppo tutto.
Al popolo italiano non diamo quel drogato di Morgan. Tira di coca, poi scrive testi che capisce solo lui.
Diamo Emanuele, principe di sto cazzo, assieme al grande puffo e al tenore da strapazzo.
Post di Pedro
Sabato 20 Febbraio
Io vi giurò che non ce l'ho fatta a sentirla tutta. Anche se ne ho parlato sul mio blog e ho criticato il testo, non riesco a sentirla tutta.
Credo che la parola giusta per descrivere la performance che hanno fatto è "patetica".
E poi ragazzi diciamocelo, Italia, musicalmente parlando, sta passando un periodo molto ma molto critico. San Remo ne è la prova.
E questa cosa non la penso solo io. L'ha detta poco fa un direttore d'orchestra famoso. Ora non ricordo il nome.
Comunque vi lascio con il parere di Paul Olden, un blogger che seguo da un po:
http://oldendailylog.wordpress.com/2010/02/16/sanremo-2010-il-principesco-plagio/
Ricordo che , da ragazzino, una volta chiesi ad una persona anziana perchè la famiglia Savoia fosse esiliata dall’Italia.
Mi rispose: “Ci sono validissimi motivi storici e politici per tenerli fuori dalle palle. Ma non bisogna mai dimenticare quell’altro motivo: sono dei totali imbecilli.”
Post di Santiago
Sabato 20 Febbraio
"Venduti venduti venduti!", grida il pubblico dell'Ariston e la Rai per voce della Clerici dice "non è colpa nostra, è il televoto".
Il trio indecente è uno dei tre finalisti.
L'orchestra accartoccia gli spartiti e li lancia sul palco.
Post di Pedro
Sabato 20 Febbraio
This is the life
Da ieri pomeriggio guardo e riguardo questo spot di Google.
Sarà stata la "svolta" cinese o, più verosimilmente, il profilo smart di Larry Page e Sergey Brin, ma raramente mi capita di venire "catturato" così intensamente da un prodotto di comunicazione.
In cinquanta secondi c'è molto più della rappresentazione di un algoritmo di ricerca. Ci vedo la costruzione di una traiettoria di senso che, unicamente con la sola cosa che il motore di ricerca sa fare, parla dell'emozione. Una delle poche chiavi di dialogo universale fra gli uomini.
Sono esagerato? Può darsi.
Però, pensate alla quota di Linux (con o senza GNU) ferma da dieci anni attorno all'1%. Non vi sembra che sia giunto il momento di passare dal cuore del kernel a quello delle persone? Ancora esagerato?
Può darsi, ancora una volta.
Mettetela come volete. Stavolta, senza esagerare, "sul qualcosa di più tecnico" difficilmente potremmo trovarci a condividere anche solo una tazzina di caffè. Con o senza zucchero.
http://www.youtube.com/watch?v=nnsSUqgkDwU&feature=player_embedded
Post di Giowile
Martedì 9 Febbraio
E' uno spot spettacolare. Magnetico.
Dopo averlo visto, devo ricredermi sulla pagina di Google che appare in dissolvenza al movimento del mouse. Col senno di poi, credo che il messaggio sia estremamente semplice (ma potente): voilà.
Vorrei fossimo noi, in grado di far sognare la gente a quel modo. Possiamo farlo, se solo ci rendiamo conto di quale occasione unica sia la giornata di Cesenatico. Per chi sarà lì ad ascoltarci e per noi stessi.
Motivare le persone è il lavoro più complicato del mondo. Ma anche il più appagante.
Non mi stancherò mai di ringraziare chi, con i suoi insegnamenti, ha messo le sue conoscenze a mia disposizione per far sì che riuscissi a parlare in pubblico. Io che sono un maledetto timido cronico, parlare davanti a una platea? Inconcepibile. Ma possibile a quanto pare.
Se credi in ciò che porti a conoscenza del pubblico, allora tutto diventa possibile. Anche il sogno prende forma.
Post di Pedro
Martedì 9 Febbraio
Dare un senso alla nostra azione
Sulla Repubblica web di Giovedì 11 Febbraio, c'è un articolo agghiacciante. Ma forse è solo una mia suggestione.
Provate a mettere in fila i fatti di questi mesi. L'immunità eterna al sovrano, le leggi bavaglio alla rete, la violazione dei più elementari diritti di libertà, lo smantellamento dei principi costituzionali, il grande fratello che spia le nostre navigazioni, non sono casuali. C'è un disegno eversivo. Non un'ipotesi futura, ma ora, qui, adesso.
Scusate se non l'ho ancora digerita, ma mi sembra che il "qualcosa di tecnico" ci renda complici di questa dittatura prossima (nemmeno tanto) ventura.
"La Fapav - dal 2008 ad oggi - ha accertato 2 milioni 200 mila casi di scarico illegale. E subito ne ha chiesto conto a Telecom. Chi scaricava era un abbonato di Telecom "tra il 57 e il 65% dei casi".
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/11/news/download_privacy-2254493/
Post di Giowile
Giovedì 11 Febbraio
"... la riservatezza del singolo ... resta più forte di fronte anche "ai diritti economici" individuali."
Questo è il diritto che siamo chiamati a difendere.
Rincaro la dose e aggiungo: l'accesso al sapere (in senso generale) del singolo, resta più forte di fronte anche alle "proprietà intellettuali" individuali.
Per chi è cosciente di cosa si parla, questo è un concetto facilmente condivisibile.
Lo è altrettanto per il "consumatore" tipo?
Post di Pedro
Giovedì 11 Febbraio
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