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week03-2010

25-01-2010
Capo redattore Strippato
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 MailingWeek, la mailinglist settimanale di UIELinux.org
Esce il Lunedì week03 18 Jan 24 Jan 2010

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Sommario

1. La TV spazzatura? Tutti la criticano, tutti la guardano...
2. L'OpenSource è un modello autosostenibile?
3. FAPAV, ci sei o ci fai?
4. UIELinuxland is born!
5. Perché Sanremo è Sanremo!

La TV spazzatura? Tutti la criticano, tutti la guardano...

Perché ci poniamo davanti al teleschermo, nonostante gli attuali palinsensti ci propongano programmi senza grande spessore? Ha senso sacrificare la qualità a vantaggio dell'audience? E poi, altra questione: si può ancora considerare una risorsa educativa la televisione?
Attenzione: Lettura rivolta esclusivamente agli individui appartenenti al sottogruppo dei bipedi umani pensanti...
Vi siete mai chiesti perché guardiamo la tv? Ebbene, pertanto sia un quesito di apparente semplicita', difficilmente siamo in grado di darci una risposta.
L’interrogativo, nasce spontaneamente qualora ognuno di noi seduto davanti al teleschermo, presa in mano l'arma del potere (il telecomando), comincia a fare zapping alla ricerca di qualcosa di  potenzialmente interessante.
A questo punto, dati  i programmi che di frequente ci propongono i palinsesti delle nostre reti televisive, statali o private che siano, la risposta risulta essere fin troppo evidente, e all'orecchio dell'umano pensatore potrebbe avere un suono simile: “Non so, ma e' il caso di smettere subito...!”
Non è certo a questo tipo di soluzione drastica, che costituirebbe fra l’altro riflessione e comportamento eccessivo, che si vuole arrivare, semplicemente si vuole fare il punto su una situazione che talvolta risulta avere superato il limite, che altre volte tende a banalizzare anche la parte buona di sé, a minimizzare quelle onde di positività nel mare di una programmazione televisiva tipicamente poliedrica.
La cosa più grave e preoccupante è che la cosiddetta tv-spazzatura ha un vantaggio non indifferente per chi la “produce”: rende molto in termini di ascolti. Infatti, nella guerra degli ascolti, di frequente, la qualità va a perire in favore dell’audience.
Il discorso è controverso, se lo analizziamo illogico, eppure tutti criticano i reality-show, ma tutti, vuoi per piacere vuoi per curiosità, li guardano. E questo accade anche per tanti altri varietà o programmi di ipotetico intrattenimento, talk show e quant’altro.
Tale martellamento mediatico non ci risparmia inoltre spot che si colorano di non-senso e atteggiamenti che invitano al consumismo e ad un’idea distorta di benessere e di bellezza, che impongono, sotto forma di valori, ideali che valori non sono. Tutto ciò entra ogni giorno nelle case della gente senza che nessuno se ne accorga e, fatto quanto più rilevante, che lo abbia scelto.
Un tempo si diceva, o meglio si credeva, che la televisione fosse strumento utile, che educasse quel popolo di ascoltatori che ne diveniva fruitore. Ed oggi? Si potrebbe pensare che per le ragioni appena illustrate, la televisione non abbia più la sua preziosa pubblica utilità.
Non è proprio così, anzi è proprio l’esatto contrario!
Quella piccola scatola parlante, riposta in tutte le case e spesso anche nei locali pubblici, continua, anche nel terzo millennio, ad educare i suoi spettatori e, quindi, ad occupare uno spazio nettamente significativo.
Sì, perché anche quando trasmette un messaggio, per così dire, negativo, la televisione sortisce grandi effetti su quanti la guardano.
Se si chiede a molte adolescenti qual è il loro sogno nel cassetto, gran parte di queste rispondono che sognano di diventare veline.
Si pensi ai modi di dire che costanti e prepotenti entrano nel linguaggio comune, frutto di un altro tipo di linguaggio che è il meta-linguaggio che possiede quel contenitore che, apparentemente, si presenta come un semplice elettrodomestico. Una dialettica sottile, nascosta, che riesce a celare significati dietro altri, che lancia messaggi, i quali divengono mezzo d’istruzione, un’istruzione diversa, al di fuori dei canoni tradizionali, ma più forte proprio di quest’ultimi.
La sfacciataggine è oggi intesa nei termini di bravura e furbizia, la stupidità è sinonimo di divertimento. E' questa forse l'educazione a cui noi siamo abituati?
Nonostante spesso si perdano le attenzioni per le dinamiche, le problematiche, le esigenze della vita quotidiana degli spettatori, presso le quali i messaggi televisivi imperversano, invadendone a volte le specifiche dimensioni, dobbiamo, comunque, porre l’accento sulle buone trasmissioni, che instaurano una relazione specifica tra chi la tv la fa e chi la riceve.
Fortunatamente vanno ancora in onda programmi culturali, rotocalchi pomeridiani che affrontano temi importanti o anche “leggeri” ma con quel tocco di buon gusto e con una sufficiente dose di occhio critico, e di tanto in tanto abbiamo anche il “privilegio” di poter seguire un bel film o una fiction intelligente.
Insomma, siamo onesti, non sempre è tutto da buttare, magari certe volte il problema è che, anche ciò che c’è di buono viene de-contestualizzato, anche ciò che è giusto, forse proprio perché lo è, viene fatto scivolare con indifferenza e con magistrale disinvoltura.
Nell’epoca dell’apparire, che diviene dunque, per chi della televisione ne è protagonista, sinonimo di reale esistenza, dove i suoi spettatori, soprattutto se piccoli, si tramutano in spugne esposte ad assorbire quanto passa per il teleschermo, già una semplice riflessione critica e problematica, da parte di noi che osserviamo, su quanto entra quotidianamente nelle nostre vite, basterebbe a segnare l’inizio di una consapevolezza e di un’attenzione non solo a ciò che va in onda, ma anche, ed in particolar modo, al nostro più o meno immediato futuro.
Spesso comunque mi chiedo se sia la TV, che sovente viene definita come “spazzatura” ad essere terribilmente mediocre, o se sia il telespettatore medio, che crea audience e alimenta l’ Auditel, ad essere un mentecatto.
Se la televisione facesse dei programmi migliori, più qualitativi evitando il trash standard che la contraddistingue, la gente si abituerebbe “al bello” e non ne potrebbe più fare a meno.
Di contro, se la gente non guardasse la spazzatura che viene propinata, i palinsesti televisivi cambierebbero e i programmi migliorerebbero per forza.
Credo che la responsabilità maggiore ricada sulla TV stessa, in quanto essendo lei a produrre e divulgare programmi, dovrebbe anche prendersi la responsabilità di farli di qualità… ma il telespettatore ha la sua bella fetta di colpa (io in primis).
Credo che passero' il resto del mio pomeriggio a leggere un buon libro, o magari a fare una passeggiata in mezzo alla gente...
Post di Marco Sgarzi
Domenica 17 Gennaio


L'OpenSource è un modello autosostenibile?

Riprendo una vecchia discussione sottoposta a voi tutti dal sottoscritto, in una delle varie serate al Mapaleo.
Faccio un po di autocritica, vi invito a leggere questo articolo
http://www.oneopensource.it/22/01/2010/il-75-del-codice-di-linux-e-scritto-da-sviluppatori-pagati/
e mi chiedo:
Se oggi, ben il 75% del codice di linux è PAGATO da aziende che in gran parte vendono il loro software (non solo i loro servizi), potrebbe esistere il nostro amato pinguino senza il modello di business capitalistico che spesso noi linuxari critichiamo?
Il modello OpenSource sarebbe autosostenibile ?
Molti di noi hanno cominciato a usare linux fin dalle prime più ostiche distribuzioni. Debian, Slackware, o chissà cos'altro.
Poi, pian piano, abbiamo sperimentato, cambiato e provato altre distro, fino a trovare quella a noi più congeniale.
Ora che l'abbiamo trovata, ci troviamo bene. Siamo convinti che linux sia migliore e piu' usabile e in questo passaggio non ci siamo accorti che siamo approdati a distribuzioni sponsorizzate da colossi come Red-Hat (Fedora) e Novel (Opensuse).
A poco serve usare gnash per vedere youtube!
C'è qualcosa di male in tutto questo?
Forse no, ma credo che dovremmo tutti cambiare atteggiamento e smetterla di criticare quelli che crediamo essere i nemici.
Winzozz compreso.
Post di Teopost
Venerdì 22 Gennaio

La distinzione è tra Software Libero e software proprietario.
Se una grossa azienda paga i proprio sviluppatori per migliorare il kernel Linux (che è Software Libero e non potrà mai essere altro), io non ci vedo nulla di strano. Anzi, vedo con piacere che il modello di business fondato sul "paga la licenza e non rompere", evidentemente inizia a scricchiolare.
Se pagano per lo sviluppo di Linux significa che hanno un tornaconto o un progetto.
Dobbiamo comunque stare attenti a non cadere, come direbbe Stallman, in tentazione e difendere sempre l'unica arma di cui disponiamo: la licenza GNU GPL.
Post di Pedro
Venerdì 22 Gennaio
 
Potrebbe esistere il nostro amato pinguino senza il modello di business capitalistico che spesso noi linuxari critichiamo?
No.

Il modello OpenSource sarebbe autosostenibile?
No.

Siamo convinti che linux sia migliore e piu' usabile e in questo passaggio non ci siamo accorti che siamo approdati a distribuzioni sponsorizzate da colossi come Red-Hat (Fedora) e Novel (Opensuse).
Dimentichi Canonical (Ubuntu).

C'è qualcosa di male in tutto questo ?
No.

La mia personale opinione è che problemi ci sarebbero se il 75% del codice del kernel fosse scritto da una sola azienda, non ho sotto mano i dati che aveva postato Strippy qualche tempo fa, ma facendo una botta di conti dall'articolo che hai postato si vede come le 5 aziende citate abbiano contribuito per il 35% per cui ci sono almeno un'altra quindicina di aziende che contribuiscono più o meno allo sviluppo più il 25% di volontari.
La pluralità penso sia la cosa indispensabile e "vendere software" non è il male.
Post di Gallochri
Venerdì 22 Gennaio


FAPAV, ci sei o ci fai?

Come sapete, la FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audio Visiva) ha trascinato in tribunale Telecom Italia, in quanto ""intermediario" delle violazioni sul diritto d'autore (leggasi download illegali di opere protette).
Bene, il 15 gennaio la stessa ha diffuso questo "straziante" comunicato stampa:
http://www.fapav.it/news_details2.php?id=91

A parte le solite cose che sentiamo ripetere da anni, mi ha colpito questo passaggio del comunicato:
"Peraltro i dati - impressionanti per la loro dimensione - della pirateria (si ripete, film appena usciti nelle sale e la cui riproduzione è dunque sicuramente illecita) forniti da FAPAV al Tribunale di Roma sono stati ottenuti senza alcuna violazione della normativa sulla privacy, in quanto il sistema di verifica individua solo i primi tre gruppi di cifre dell'indirizzo IP (quelle che corrispondono alla rete di accesso) ed ignora del tutto gli altri numeri che, in ipotesi, potrebbero condurre ad un utente persona fisica."

Chiedo ai più ferrati di me (praticamente, tutti): è possibile ricavare SOLO "i primi tre gruppi di cifre dell'indirizzo IP", ignorando gli altri?
Oppure, come modestamente mi viene da pensare, non è che l'operazione sia possibile solo dopo aver acquisito l'indirizzo IP per intero?
Se fosse vera questa ultima supposizione, si porrebbe immediatamente un'altra domanda: il nostro, è ancora uno stato di diritto?
Post di Giowile
Mercoledì 20 Gennaio

Hai ipotizzato giusto, per leggere un dato bisogna prima ottenerlo e pertanto la affermazione che si siano fermati alle prime tre cifre è basata unicamente sulla fiducia.
Si può fare un paragone con le carte di credito: se per pagare al ristorante la dai in mano al cameriere dal tavolo puoi sperare che sia onesto e non ai copi tutto il codice compreso quei tre numeretti sul retro, ma non potrai mai averne la garanzia.
Quello che mi sorprende è che la FAPAV possa monitorare gli indirizzi di chi scarica e poi utilizzarli come prova, posso capire la polizia postale, ma un privato non dovrebbe avere il diritto di fare indagini simili.
Post di Baldo
Mercoledì 20 Gennaio


UIELinuxland is born!


Sono sicuro che qualcuno ricorderà "Second Life".
Oggi se ne parla poco,  ma un paio d'anni fa, era sulla bocca di tutti.

Grazie ad un programma gli utenti, rappresentati da avatar, possono interagire gli uni con gli altri.
Nel mondo vituale possono esplorare, socializzare, incontrare altri residenti, gestire attività di gruppo od individuali, creare partnership e perfino sposarsi e realizzare progetti o viaggiare e teleportarsi attraverso le isole e le terre che formano il mondo virtuale, i cui dati digitali sono immagazzinati in una griglia di server dislocata in tutto il mondo.

A marzo 2007 il mondo di Second life girava su più di 2000 server e utilizzano come sistema operativo la distribuzione Linux Debian e come database per i dati MySQL.
I dati creati dagli utenti ammontavano a 34 terabyte.

Dall'idea illuminante di questo progetto e soprattutto grazie al fatto che parte del codice del viewer è stato reso disponibile con licenza GPL, è nato Opensimulator (http://opensimulator.org/wiki/Main_Page),
una riscrittura OPEN del componente server di Second Life.

La cosa interessante in tutto ciò è che questa piattaforma, nata esclusivamente per un scopi "ludici", grazie al fatto che ora è Open Source, sta vivendo una nuova "era".

Molte Università ed aziende stanno i mondi di OpenSimulator con obiettivi educativi e formativi, incluse le Università di Harvard e di Oxford e, in Italia,fra le altre sempre più numerose, l'Università degli Studi di Torino e l'Università della Calabria, di Bergamo, di Milano, di Urbino, di Teramo.

La città di Mantova ad esempio è stata la prima città italiana ad avere la sua controparte fedele in Second Life.
Riproduce quanto più fedelmente possibile la Mantova reale, utilizzando misure, foto e disposizione degli edifici come dal vero.
Attualmente su tre livelli, centro storico, Palazzo Te e Castello di San Giorgio si estende su due Sim. Ricostruito il museo Tazio Nuvolari, il Teatro Bibiena, la Basilica di sant'Andrea.

La Provincia di Vicenza ha realizzato dal 21 gennaio 2008 il "Park Palladio" ovvero un'isola con le ricostruzioni artisticamente e storicamente fedeli della Basilica Palladiana, di Palazzo Barbaran Da Porto e della Villa Cordellina.
Il Park è stato dedicato al Palladio poiché proprio nel 2008 cade il cinquecentenario dalla nascita dell'illustre architetto vicentino. Il Park è stato presentato in febbraio presso il Parlamento Europeo ed è stato inaugurato con la benedizione virtuale dell'avatar del Vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia.

Sono capitato su questa notizia interessante mentre facevo una ricerca fra le varie soluzioni che qualcuno sta creando per la Pubblica Amministrazione.
Soluzioni che consentono ad esempio a chiunque di visitare il museo della città messo a disposizione in maniera "virtuale".

Io ci sto giocando e ho già fondato "UIELinuxLand".

E' solo una piccola isola di 65.000 metri quadri ma ho già cominciato a costruire la nostra città.
E' già in costruzione il "PalaCanonical" dove faremo il prossimo kick-off dell'associazione e dove tutti, finalmente, anche quelli che non possono essere presenti alle riunioni serali al Mapaleo per problemi geografici, potranno venire a trovarci.

Per trovare la nostra isola, da "MainLand" bisogna prendere per la seconda stella, ma anzichè andare a destra bisogna girare a sinistra.
Verso la sera.

Ah, dimenticavo ! Ovviamente la capitale di UIELinuxLand è Stallmangrad.
Saluti a tutti
Post di Teopost
Lunedì 18 Gennaio

Perché Sanremo è Sanremo!

Verificata la data del 18 gennaio e non quella del 1 aprile, mi resta solo da sperare che sia solo uno scherzo di qualche buontempone.

Se così non fosse, questa "reale" canzone, selezionata per il Festival di Sanremo, sarebbe la dimostrazione dell'esistenza dell'infinito. Non fai tempo a toccare il fondo (la tassa sulle memorie del poeta Bondi, tanto per dirne una), che si spalanca subito un nuovo abisso siderale.

Avvertenza. Leggere il pezzo lontano dai pasti.

ITALIA AMORE MIO

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Post di Giowile
Lunedì 18 Gennaio


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