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week02-2010

17-01-2010
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 MailingWeek, la mailinglist settimanale di UIELinux.org
Esce il Lunedì week02 11 Jan 17 Jan 2010

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Sommario

1. Google different
2.
Siamo pazzi?
3. Pollyco cheeeeeeeee?
4. I banner di Picasso
5. La polvere sotto il tappeto
6. OpenOffice.org - Biasco

Google different

Forse è ancora prematuro parlare di “rivoluzione cinese”, ma la decisione di Google di non filtrare più i suoi risultati all'ombra della Grande Muraglia va comunque applaudita. Poco importa se questo cambio di rotta sia avvenuto in seguito “all'irritazione” di BigG rispetto ai ripetuti attacchi diretti agli account di posta di militanti cinesi dei diritti civili, ciò che effettivamente conta è la rottura del fronte dei colossi dell'ICT nei confronti dei regimi dittatoriali.

Alla luce di questo cambiamento, il recente atteggiamento di Apple appare ancora più incomprensibile e miope. Oltre che estraneo all'immagine che in questi anni la multinazionale di Cupertino aveva cercato di dare di sé.

La decisione di Google non sarà economicamente indolore. Data la rigida ottusità del governo cinese non è escluso che ciò potrà comportare la chiusura di google.cn e delle relative sedi “fisiche” in quel paese.

Siccome il principale motore di ricerca raramente intraprende azioni per caso, è anche probabile che a Mountain View si sia considerato come la Cina, in questa sua fase storica di sviluppo verticale, non possa più chiamarsi fuori dalla rete. E questo perché, parafrasando Sergey Brin, chi non è nelle pagine di Google non esiste su internet. E sappiamo che non essere nel mondo digitale comporta la conseguenza diretta “dell'invisibilità” anche in quello analogico.

Del resto, nella sua posizione di quasi monopolio, Google può ormai “permettersi” di fare la “voce grossa” anche con il regime dittatoriale cinese, ben consapevole, d'altra parte, come un'economia in forte espansione non possa assolutamente prescindere dai suoi servizi.

Tuttavia, al di là di tutte le possibili implicazioni, calcoli e sviluppi, questo passo significa un mutamento sostanziale nella lotta per la conquista dei diritti umani.

Lo dico da tempo e sono convinto che lo sarà sempre più in futuro, i bit sono più forti delle pallottole. Perché i bit trasmettono le parole, cioè la stessa sostanza di cui è fatta la libertà.

Non c'è nessun cannone che possa fermarle.

Post di Giowile
Sabato 16 Gennaio


Siamo pazzi?

Avete letto questa notizia?
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830/

<<Un decreto del ministro dei beni culturali aggiorna ed estende - come in nessun paese europeo - il cosiddetto "equo compenso". Introdotti su tutti i dispositivi dotati di memoria. Piovono soldi sulla società degli autori ed editori, aumenti in arrivo per i prodotti hi-tech>>.
...
<<Cellulari, decoder, computer, lettori mp3: qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova "tassa", fra qualche giorno. È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi.>>
Post di Santiago
Venerdì 15 Gennaio

Vi invito a fare una riflessione che a me ha preoccupato non poco.
In questi giorni la Federazione Anti Pirateria Audio Visiva (FAPAV) ha stilato la classifica dei film più scaricati illegalmente nel 2009:
- Baaria (600 mila file scambiati)
- Il Grande Sogno (300mila)
- Amore 14 (200mila)
- Bruno (180mila)
- Basta che funzioni (178 mila)
- La Doppia ora (100 mila)
- Viola di Mare (60mila)

La domanda è: come ha fatto la FAPAV a calcolare i download?

Non vi sembra che ci possa essere stata una palese violazione della privacy di ciascuno di noi?
Quanto sono complici gli intermediari (hosting) in questa operazione? Se vengono monitorati i download, cosa ne è di tutto il resto? Delle mail per esempio?

Datevi le risposte che volete, ma la cosa certa è che non tira una buona aria.
Il provvedimento di fine anno del poeta Bondi è solo il primo regalino.
Armiamoci. Ovviamente, con tutte le parole di cui siamo capaci.
Post di Giowile
Venerdì 15 Gennaio

Probabilmente sono stime. Certi siti che permettono di scaricare torrent mostrano anche quante volte è stato completato il download del file in totale.
Poi ovviamente si arrotonda tutto per eccesso a causa di ftp, irc, emule e ddl ed ecco i numeri da dare in pasto alla stampa.
Post di Mirco Macrelli
Venerdì 15 Gennaio
 

Pollyco cheeeeeeeee?

Probabilmente, chi ha seguito il blog di Pollycoke in questi anni, fino al suo ultimo epilogo, si sarà fatto più di una domanda.
Per tutti gli altri (i Pollyco cheeeeeeeee?), dico solo che Pollycoke ha rappresentato un punto di riferimento importante nello scenario del software libero in Italia. Non fosse stato altro che per gli aggiornamenti "istantanei" sparati dalle sue news.

Ricordo, con piacere, il dibattito Gnome-KDE e il "tradimento" di Felipe (da sempre sostenitore dello gnomo) verse le luccicanti QT.

Poi, di punto in bianco, Pollycoke chiude i battenti senza una vera ragione. Se non quella "ufficiale" della stanchezza e del troppo impegno richiesto dalla gestione del suo blog.

Oggi, la svolta
http://pollycoke.wordpress.com/2010/01/13/felipe-ha-venduto-pollycoke/

ma soprattutto, Felipe si è ricomprato il glorioso dominio
http://pollycoke.org/

Io la metto giù così. Quando si guarda al software libero non solo come ad un insieme di righe di codice, è molto difficile (se non impossibile) stare per molto tempo fuori da questo mondo che vuole cambiare il mondo.
Ben tornato Felipe!
Post di Giowile
Mercoledì 13 Gennaio

I banner di Picasso

Se Picasso fosse ancora in vita e si dilettasse “artisticamente” a realizzare dei banner per il web, apparirebbe chiaro a tutti che ognuno di questi potrebbe essere riprodotto all'infinito. Il banner originale sarebbe perfettamente uguale all'ennesimo.
Mi spiego meglio, il banner picassiano che mi potrei copiare e incollare sul mio pc, sarebbe il medesimo che Pablo (mi permetto la confidenza) avrebbe sul suo notebook.
Invece, se volessi ammirare un'opera come Guernica, dovrei andare necessariamente al Museo Nazionale di Madrid. È l'unico modo? Sicuramente no, ma dovei accontentarmi di vedere delle copie. Una di queste, eventualmente, potrei anche appenderla in soggiorno, ma per quanto ben fatta, sarebbe sempre una copia. Una specie di “testimonianza”, vuota e senza alcun tipo di “tensione artistica” che invece è cristallizzata unicamente nell'originale.
In questo caso, l'opera d'arte è unica e irripetibile (lo stesso autore non riuscirebbe a farne un'altra identica) e il suo supporto è una componente fondamentale. Potremmo dire che la tela rappresenta la realtà immediata del pensiero dell'artista.
Ma cosa succede quando il supporto cessa di essere materiale (atomico, in senso lato) ed è ininfluente sulla rappresentazione artistica? Cosa succede quando un brano musicale non è più legato intimamente e indissolubilmente al suo supporto (in vinile, per esempio), ma può essere diffuso con i bit che hanno peso specifico nullo?
Succede, anzi è già successo, che la transizione dall'analogico al digitale mette in discussione prepotentemente gli equilibri della comunicazione e, conseguentemente, quelli economici.
Sicuramente il modello iTunes potrebbe essere una strada, ma credo che una volta annullata digitalmente la differenza fra originale e copia, un'ipotesi di mercato sostenibile della cultura e dell'arte dovrebbe assicurare anche l'acquisto di contenuti analogici di qualità.
Per essere chiari, se compro un CD “originale” (cioè, identico alla sua copia digitale) voglio poter disporre di materiali “atomici” (brochure, gadget, extra), sicuramente anch'essi riproducibili (come il poster su carta “uso mano” di Guernica), ma non saranno mai come l'originale che trovo nel circuito commerciale.
Purtroppo, il profitto esasperato (la contraddizione storica del capitalismo) ha fatto si che il cosiddetto “originale” diventasse indistinguibile dalla copia. Solo per fare un esempio, le prime versioni di MS Flight Simulator erano corredate da un corposa documentazione (praticamente, un vero e proprio manuale di volo!) che conferivano un notevole valore al prodotto. Oggi, nonostante il prezzo sia stato notevolmente aumentato, il programma e il suo manuale stanno entrambi sullo stesso DVD. Sono diventati un solo software, rendendo indistinguibile la confezione dalla sua copia online.
Non saranno le sentenze medievali a impedire i download “illegali”, ma solo la presa di coscienza che i bit sono una grandissima risorsa per la cultura e il sapere. Mi piacerebbe sapere quanti MS Office o Adobe Photoshop regolarmente licenziati ci sono nelle case di ciascuno di noi! Invece so che esistono migliaia di corsi su come utilizzare le suite di office automation ed elaborare contenuti grafici sul desktop. La domanda è, ci sarebbe stato questo mercato (ci sono aziende che fanno solo formazione) se tutti avessero dovuto acquistare quelle costosissime licenze? E ancora, le software house avrebbero potuto imporre i loro standard solo con la diffusione “regolare” dei loro prodotti?
In conclusione, se attraverso le rete conosco le opere di un artista talentuoso (musicista o regista non fa differenza), può darsi che mi venga anche voglia di andare a vedere i suoi concerti, le sue conferenze, i suoi vernissage. Se ne ignoro l'esistenza o ho sentito un suo pezzo solo una volta alla radio (perché è chiaro: tutto ciò che non è commerciale non viene diffuso dai network), potrò mai comprarlo? Come per il vino, mi può piacere l'etichetta, ma se una volta assaggiato “non è potabile” di sicuro non lo compro più.
Post di Giowile
Domenica 19 Aprile

La polvere sotto il tappeto

Che cosa c’è in un apparecchio elettronico?
Gli articoli tecnologici sono costituiti da un insieme di diverse centinaia di materiali. Un cellulare, ad esempio, contiene dalle 500 alle 1000 componenti, che possono includere metalli pesanti tossici, come piombo, cadmio, mercurio, berillio, composti ... ... chimici pericolosi, come i ritardanti di fiamma bromurati, e la plastica in PVC.
Quali sono i rischi sulla salute di questi composti e materiali?
Le sostanze contenute nei prodotti hi-tech possono essere causa di serie ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei lavoratori sia in fase di produzione che di smaltimento di questi articoli, come ad esempio:

    * Donne in gravidanza e bambini sono particolarmente a rischio all’esposizione di piombo e mercurio, metalli tossici che possono causare danni nei feti in crescita anche a basse concentrazioni.
    * Alcuni ritardanti di fiamma bromurati, usati nei rivestimenti plastici e nei circuiti elettrici, sono persistenti e si accumulano nell’ambiente. L’esposizione a lungo termine a queste sostanze può portare a disfunzioni della memoria e dell’apprendimento, interferire sul funzionamento della tiroide e degli ormoni estrogeni oltre che determinare problemi comportamentali a quei soggetti esposti in fase uterina. Tra questi composti, 1450 tonnellate di TBBPA (tetrabromobisfenolo-A) sono state usate, nel 2006, per produrre 991 milioni di cellulari, nonostante la sua riconosciuta neurotossicità.
    * I tubi catodici (CRT) presenti nei monitor contengono piombo, la cui esposizione può causare disfunzioni intellettuali nei bambini e danneggiare il sistema nervoso, riproduttivo ed ematico degli adulti.
    * Il cadmio, impiegato nelle batterie ricaricabili dei computer, nei contatti e negli interruttori, può bioaccumularsi nell’ambiente ed è tossico per i reni e le ossa.
    * Il mercurio, usato nei dispositivi di illuminazione, può danneggiare il cervello e il sistema nervoso centrale in particolare nei primi stadi di sviluppo.
    * I composti del cromo esavalente, usati nella produzione dei rivestimenti metallici, sono molto tossici e noti cancerogeni per l’uomo.
    * Il PVC è una plastica a base di cloro usata in alcuni prodotti elettronici e per l’isolamento di fili e cavi. E’ nota la formazione ed il rilascio di diossine, composti altamente tossici ed alcuni noti cancerogeni, durante la produzione e lo smaltimento del PVC in caso di incenerimento dei prodotti e degli scarti di produzione.

Estratto da: Sintesi rapporto Toxic Tech: non nel nostro cortile

C'è forse bisogno di altro per capire che affogheremo nella nostra stessa immondizia?
E' logico ed etico continuare in questo modo?
E' salutare?
Ciò che facciamo noi di UIE Linux è poca cosa, ma sempre meglio di niente. Non buttarlo, ricicla il tuo PC.
Post di Pedro
Giovedì 07 Agosto


OpenOffice.org - Biasco

Un'altra formidabile, semplice, chiara, esilarante videoguida del nostro "partner" associativo Christian Biasco sul pacchetto applicativo OpenOffice.org:
http://biasco.ch/node/2
Post di Magnus
Sabato 10 Gennaio

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