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week48-2009

29-11-2009
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Esce il Lunedì week48 23 oct 29 oct 2009

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Sommario

1. GoogleOS
2. Test Multi-Distro
3. Internet for Peace
4. Internet usabilty
5. Quando le chat avevano le ruote
6. Mininova chiude i battenti
7. Ommwriter

8. Zeemaps

GoogleOS

Vi segnalo l'analisi di Mantellini su GoogleOS.
E' l'anteprima che uscirà su punto informatico nei prossimi giorni.
Mi sento di condividere tutto l'articolo, anche se ho come la sensazione che mi manchi un pezzo.
Nel senso che la logica mi fa pensare alla "fallibilità" di un sistema così congegnato da BigG, d'altra parte mi sembra impossibile che il colosso di Mantain View non abbia preso in considerazione la portabilità totale (su tutto l'hardware, per intenderci) del progetto.
Oppure, nel giro di pochissimo, tutto l'hardware diventerà Google oriented?
http://www.mantellini.it/?p=7341#more-7341
Post di Giowile
Domenica 22 Novembre

Letto, non so perché ma a me punto informatico non piace.. questi articoli sembrano sempre fatti per tante persone e tralasciano parti importanti.
Non so se voi abbiate letto l'articolo di guiodic, ve lo rilinko perché credo sia molto importante:
http://guiodic.wordpress.com/2009/11/20/google-chrome-os-ovvero-ubuntu-castrata/#more-1516
Sopratutto questa parte:
-Ma confermo: non è GNU/Linux? no, non è proprio un sistema operativo…
Sì perché non posso farci girare i miei programmi. Io vorrei masterizzare un cd, che faccio? Dov’è Brasero, dov’è K3B? E i torrent come li scarico? E BaShare? perché non posso metterci BaShare?
-Non è libero
Se non posso installarci i miei programmi, non è libero. Se devo usare Google Docs (proprietario) invece di OpenOffice, non è libero.
-Non piacerà ai developers
Mettetevi nei panni di uno sviluppatore: perché dovrei aiutare Google a migliorare ChromeOS se poi l’unica ad avvantaggiarsi è Google?
Ok, forse agli sviluppatori di applicazioni Javascript piacerà… ma questo significherà un proliferare di applicazioni web di cui non avremo mai i sorgenti.
Ancora una volta Stallman aveva visto giusto (http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&site=guiodic.wordpress.com&url=http%3A%2F%2Fwww.gnu.org%2Fphilosophy%2Fjavascript-trap.html).
Post di Santiago
Domenica 22 Novembre

Ho letto il pessimo Pessimo articolo (http://guiodic.wordpress.com/2009/11/20/google-chrome-os-ovvero-ubuntu-castrata/#more-1516)
Mi pare superficiale, scritto di getto senza pensare per un attimo a cosa è veramente Chrome OS.
Ma confermo: non è GNU/Linux? no, non è proprio un sistema operativo…
Sì perché non posso farci girare i miei programmi. Io vorrei masterizzare un cd, che faccio? Dov’è Brasero, dov’è K3B? E i torrent come li scarico? E BaShare? perché non posso metterci BaShare?
Fa funzionare il computer e girare i programmi? Si? Allora è un sistema operativo.
Usa un kernel linux con userland GNU quindi è un GNU/Linux a tutti gli effetti.
È chiaramente pensato per essere usato su computer ultraportatili con connettività internet 3g o 4g.
Non è possibile installare brasero perché su quel tipo di pc non ci sono masterizzatori e non si scarica dal torrent con una connessione 3g.

Non è libero. Se non posso installarci i miei programmi, non è libero. Se devo usare Google Docs (proprietario) invece di OpenOffice, non è libero.
Il codice sorgente è disponibile e si possono usare tutti i programmi web che si vogliono. Se voglio usare office web apps posso. Google non ha bloccato le applicazione concorrenti alle sue.

Non piacerà ai developers
Mettetevi nei panni di uno sviluppatore: perché dovrei aiutare Google a migliorare ChromeOS se poi l’unica ad avvantaggiarsi è Google?
Questa affermazione è dovuta alla convinzione dell'autore dell'articolo che non sia open source.
Ma, visto che lo è, se aiuti google allora aiuti tutta la comunità. Inoltre non è che l'unico modo per contribuire sarà scrivendo javascript.

Ok, forse agli sviluppatori di applicazioni Javascript piacerà… ma questo significherà un proliferare di applicazioni web di cui non avremo mai i sorgenti. Ancora una volta Stallman aveva visto giusto.
Stallman purtroppo sta lentamente perdendo il contatto con la realtà.
Ogni volta che apre bocca è sempre più paranoico. Javascript può essere tranquillamente usato per scrivere applicazioni open source.
Sta alla comunità rimboccarsi le mani e tirare fuori alternative valide a quelle closed.
Il fatto che per ora tutte le migliori siano closed non significa che javascript sia il male.
Sembra di sentire di nuovo la storia su c# e .net.
Tanti "e se" che sanno tanto di teorie complottistiche e niente fatti e certezze.
Post di Mirco Macrelli
Domenica 22 Novembre

C'è bisogno di fatti e certezze in un'aula di tribunale, non quando si parla di filosofia del Software Libero.
Stallman è più importante di quel che pensi. Lui porta il "verbo", così come facevano i profeti del vecchio testamento.
Non puoi attaccarlo sul piano pratico, perché lui è un teorico della libertà in favore del bene comune.
Da un lato c'è il codice che è OpenSource e questo è sicuramente un vantaggio per la comunità.
Dall'altro posso accedere solo a software in remoto, chiuso e non controllabile.
Non posso installare ciò che voglio perché il sistema me lo vieta.
Tutti i miei dati vengono mantenuti in remoto e a causa di questo ne perdo il diretto controllo. Che poi siano criptati e illeggibili non mi rende più tranquillo, dato che l'accesso ad essi è subordinato ad una semplice coppia nome utente e password. Sappiamo bene quanto mediamente "robusti" siano i login degli utonti!
E' evidente che il vantaggio di avere questo codice sorgente tra le mani è ben poca cosa rispetto agli svantaggi pratici che si ottengono nell'usarlo quotidianamente.
La bilancia è squilibrata dalla parte di Google a danno della comunità.
Ponendo come obiettivo finale il massimo vantaggio per la collettività, ChromeOS fallisce miseramente.
Per il resto, le mie considerazioni su ChromeOS le ho scritte questa mattina qui http://uielinux.org/blog/15-novita-dal-web/221-una-semplice-qcromaturaq.html
Il pezzo di Martellini è interessante, oltre che condivisibile.
Post di Pedro
Domenica 22 Novembre

Mirco, Guiodic l'ha scritto ben chiaro:
"Ok, forse agli sviluppatori di applicazioni Javascript piacerà... ma questo significherà un proliferare di applicazioni web di cui non avremo mai i sorgenti."

Tu sei uno sviluppatore di applicazioni, ma guiodic cosi come stallman hanno ragione quando dicono che prolifereranno applicazioni web di cui non avremo i sorgenti.
Tra l'altro sì, forse è meglio Gtalk che MSN perché in fondo Gtalk è jabber e il protocolo è open, però le applicazioni restano sempre chiuse.
Post di Santiago
Domenica 22 Novembre

C'è bisogno di fatti e certezze in un'aula di tribunale, non quando si parla di filosofia del Software Libero.
Secondo me il fatto che sia filosofia open source non autorizza ad usare argomentazioni a caso.
Come si può intavolare una discussione seria ed arrivare ad una buona decisione se è possibile supportare le proprie affermazioni con fantasie, sogni o bugie.
Non volevo mettere in dubbio l'importanza di Stallman all'interno della comunità open.
So che in passato ha fatto un lavoro immenso ma questo non lo rende esente da critiche. Ultimamente ogni volta che apre bocca lo fa per criticare una nuova tecnologia.
Sarà anche un teorico ma se vuole dire la sua su qualcosa di concreto come JavaScript mi aspetto che lo abbia almeno provato e sappia di cosa sta parlando prima di sparare a zero.
Quando Stallman si è messo ad etichettare C# e .NET come closed e dannoso solo perché ci sono alcuni brevetti di Microsoft l'ho trovato incredibilmente stupido.
Seriamente crede che Microsoft abbia un piano segreto per ricattare l'intera comunità open come se fosse una organizzazione del male?
Per quanto mi riguarda le sue erano solo fantasie di una persona paranoica.

Dall'altro posso accedere solo a software in remoto, chiuso e non controllabile.
Che sia in remoto è normale. JavaScript funziona così. Che sia per forza chiuso e non controllabile è falso.
Posso scrivermi la mia applicazione o scaricare i sorgenti, installarla sul mio web server ed usarla su chrome os senza problemi.

Non posso installare ciò che voglio perché il sistema me lo vieta.
Perché non è pensato per essere usato su un computer di tutti i giorni. Anche su Android non posso installare quello che mi pare ma nessuno mi pare si sia lamentato in quel caso.

Tutti i miei dati vengono mantenuti in remoto e a causa di questo ne perdo il diretto controllo. Che poi siano criptati e illeggibili non mi rende più tranquillo, dato che l'accesso ad essi è subordinato ad una semplice coppia nome utente e password. Sappiamo bene quanto mediamente "robusti" siano i login degli utonti!
Ne perdi il controllo? Solo tu puoi accederci e farci quello che ti pare.
Che le password siano mediamente poco sicure è vero ma alla fine è la stessa che si usa sul pc. Se ce ne è una. Se volessi rubarti dei dati sarebbe più facile fregarti il portatile/chiavetta usb in un momento di distrazione o fare irruzione a casa tua che tanto poi è tutto in chiaro e la password non mi serve neanche saperla.
Io mi sento più al sicuro a lasciare la mia posta nella webfarm di google in remoto, sui suoi storage criptati, con backup giornalieri, gruppi di continuità e servizi di sicurezza interni da far impallidire il pentagono.
Post di Mirco Macrelli
Domenica 22 Novembre

Dovremmo allora parlare di percezione di sicurezza, più che di sicurezza il senso assoluto.
Ad ogni buon conto, io "percepisco" più sicuro avere dati a cui tengo, fisicamente a portata di mano. Molto poco web 2.0 se vogliamo.

Che sia in remoto è normale. JavaScript funziona così.
Come funziona javascript non è in discussione.
In discussione c'è l'opportunità o meno di usarla per offrire applicazioni web based gestite non si sa come da un pincopallo qualunque dal nome Google.

Che sia per forza chiuso e non controllabile è falso. Posso scrivermi la mia applicazione o scaricare i sorgenti, installarla sul mio web server ed usarla su chrome os senza problemi.
Tu puoi certamente farlo, ne hai le capacità. Io, come la quasi totalità degli utenti, devo usare quello che trovo fatto.
La mia analisi è mirata al vantaggio per la comunità, non per il singolo.
Post di Pedro
Domenica 22 Novembre

Che sia in remoto è normale. JavaScript funziona così.
In realtà JavaScript è un linguaggio interpretato come tanti altri, nessuno obbliga a usarlo per applicazioni web. Il fatto che lo si usi a tal fine deriva da motivi storici e pratici.
Dopo a questa piccola e pignola precisazione vorrei dire che non mi sento di condividere ipotesi catastrofiste, quello di Google è un sistema nato con una concezione differente da quella tradizionale, pensato per fare girare applicazioni web (similmente a quanto inizialmente  dichiarato per il primo OSXmobile), nessuno obbliga ad usarlo al posto di un so classico.
Inoltre, tutti noi usiamo già quotidianamente una marea di applicazioni che percepiamo come locali, ma di fatto non sono altro che interfacce per servizi remoti, rinnegare tutto questo vorrebbe dire buttare alle ortiche concetti come quelli di SOA e "cloud computing", ovvero le principali innovazioni degli ultimi dieci anni (circa) nell'ambito dei sistemi distribuiti.

Tu puoi certamente farlo, ne hai le capacità. Io, come la quasi totalità degli utenti, devo usare quello che trovo fatto.
Ok, compi un atto di fiducia, ma questo vale sia per applicazioni locali che distribuite. Non ti viene preclusa la possibilità di scrivere codice o far girare codice libero.
Post di Bald0
Domenica 22 Novembre

Bald0, col software libero ho la tranquillità che mi è data dalla comunità che sta alle spalle e che "certifica" che fa quello per cui è stato progettato.
Non ho la stessa certificazione per le applicazioni distribuite.
Quello che da da pensare è, perché Google ha concepito un OS come Chrome? Le ragioni, ad oggi, credo sfuggano ai più, me compreso.
Quello che so per certo è che una multinazionale esiste per fare soldi. Se questi soldi vengono fatti contestualmente ad un arricchimento della comunità (la vedo dura), mi può anche stare bene. Diversamente no.
Post di Pedro
Domenica 22 Novembre

Va bene, ma bisogna comunque rivedere il problema, per come la vedo io, non è pensabile rifiutare in blocco tutto ciò che ha a che fare con sistemi informatici distribuiti.
Sarà necessario trovare una definizione "open" anche per queste architetture, il che vuol dire inventare un metodo per verificare che un codice che gira in remoto sia effettivamente quello di cui sono stati distribuiti i sorgenti.
Post di Bald0
Domenica 22 Novembre

Rifiutare in blocco no, valutare con cognizione di causa cosa si lascia (parlo di materiale personale) nei server in remoto sì. Perché questo si avveri manca, ad oggi, un requisito fondamentale: la consapevolezza di avere a che fare con applicazioni distribuite.
Questo tuo è un approccio lodevole riguardo alla controllabilità del software. Uno scoglio contro il quale prima o poi dovremo cozzare se vogliamo pensare ad un mondo che consenta una qualche sorta di libertà individuale.
Come sia possibile verificare la bontà di un software distribuito rispetto ai suoi sorgenti, è cosa che lascio alle vostre menti informatiche.
Per come la vedo io, con le applicazioni distribuite, la chiusura tipica del software (oggi conosciuto nella forma binaria installato in locale) raggiunge il suo massimo apice di "evoluzione", chiudendo la porta anche al reverse engineering.
Ben venga una possibile soluzione al problema.
Post di Pedro
Domenica 22 Novembre

Col software libero ho la tranquillità che mi è data dalla comunità che sta alle spalle e che "certifica" che fa quello per cui è stato progettato. Non ho la stessa certificazione per le applicazioni distribuite.
Se sono open basta leggere il codice come per programmi locali.
Lo scopo di chrome os penso sia quello di favorire la creazione e la diffusioni di sistemi economici e sempre connessi ad internet. In questo modo si porta sempre più gente online con la possibilità che questi finiscano per usare i suoi servizi come gmail.
Più utenti significa più soldi grazie ad adwords. Inoltre nessuno impedisce a google di vendere il sistema per una manciata di soldi, 5 o 10€, anche se dubito che lo farà.
Post di Mirco Macrelli
Domenica 22 Novembre

Test Multi-Distro

Qui http://www.phoronix.com/scan.php?page=article&item=chromium_moblin_benchmarks&num=1 trovate bel articolo comparativo tra:
  • Moblin v2
  • Ubuntu Netbook Remix 9.10
  • Opensuse 11.2
  • Fedora 12 Constantine
  • Chromium OS
Tutti installati sullo stesso netbook. Non vi dico chi vince e neanche chi perde.
Io tifo comunque per Moblin.
Post di Santiago
Martedì 24 Novembre

Sono un pò di parte.. ma direi che il risultato era scontato
mumble..mumble... quindi.. Ubuntu/Suse/Fedora ecc.. sarebbero degli OS?
Giuro che pensavo fossero delle distribuzioni.
Mi spiego meglio per evitare fraintendimenti: Google firma il suo Chrome con un bel "OS" al seguito e guardate questo articolo (basta il titolo):
http://www.phoronix.com/scan.php?page=article&item=macosx106_ubuntu910_final&num=1
Siccome non sono molto esperto di queste cose, qualcuno può chiarirmi se le distro Linux sono da definirsi "OS" oppure no?
Post di Pixel
Martedì 24 Novembre

Io direi che il sistema operativo è GNU/Linux e che le distribuzioni sono solamente versioni con software preinstallato dello stesso OS.
Google lo chiama OS perché google può fare quello che gli pare, anche io ho fatto una distro con Suse studio: gallochriOS.
Post di Gallochri
Martedì 24 Novembre

Secondo me, parlando del mondo GNU/Linux, la differenza tra distribuzione e OS è pari a zero. Sono la stessa cosa.
Facendo un ragionamento terra terra, se Linux è il kernel, Gnome o KDE le interfacce grafiche, non vedo perché Ubuntu, Suse, Fedora, che sono l'insieme di tutto questo più altro ancora, non possano essere definiti OS.
Post di Pedro
Martedì 24 Novembre

In pratica Distro è sinonimo di "versione".
Le Distro(o distribuzioni) sono versioni diverse di sistemi GNU/Linux.
Quindi tutto sommato Moblin è un Sistema Operativo. Cosi come lo è Ubuntu ecc.. sì, alla base sono lo stesso SO.
Google ad esempio ha buon gusto e chiama il suo S.O. ChromiumOS.
Invece Gallochri, che non ha buon gusto, lo chiama GallochriOS.
Puoi già immaginare il numero di persone che proveranno quest'ultimo.
Comunque... nel test anche Fedora 12 non scherza.
Post di Santiago
Martedì 24 Novembre

Internet for Peace

Ciao a tutti.
A questo indirizzo http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm è possibile firmare per sostenere la candidatura di Internet al Nobel per la Pace 2010.
Cliccate sui subscribe per votare.
Qui, invece è possibile scaricare il manifesto in lingua italiana http://www.internetforpeace.org/uploads/manifesto/manifesto_italian.zip.
I banner ufficiali da mettere sul sito li trovate qui http://www.internetforpeace.org/spread.cfm.
Forza Internet!

Post di Giowile
Sabato 21 Novembre

Spettacolare questa pagina http://www.internetforpeace.org/whoisjoined.cfm dove tutti quelli che hanno sottoscritto, vengono evidenziati uno per volta a caso.

Post di Pedro
Sabato 21 Novembre


Internet usabilty

Leggo sul blog di Massimo Mantellini http://www.mantellini.it/ questo microscopico sondaggio fatto alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Milano.
La domanda riguardava l'attività degli studenti sul web 2.0.
Il risultato, sebbene prevedibile, fa comunque riflettere.
Che GoogleOS abbia fiutato prima di tutti che il futuro dei computer sarà una "nuvola"?
“Avete un blog?”= zero
“Usate Friendfeed?”= zero
“Usate Twitter?”= zero
“Usate Facebook?”= tutti
Post di Giowile
Domenica 22 Novembre

 Quando le chat avevano le ruote

Alan dove sei, ti copio malissimo?
   Sono a casa. Oh Pedro ti arrivo anche così?
Sei in mezzo al QRM ma mi arrivi.
   Oh, avete sentito tutti eh? Messo così arrivo a Savignano!
Ma dove cazzo ti sei infognato Alan?
   Mi è caduta l'antenna, sono a casa, adesso esco con la rete del letto!
Te sei fuoti come un coppo! Con quanto R.O.S. esci?
   Ah non lo so, però il baracchino scotta da bestia! Oh Pedro senti...
Erre, dimmelo.
   Te ci sei domani sera a Bellaria?
Ero giù anche stasera, perchè?
   Voglio fare una cazzata, mi voglio attaccare al cavalcavia e vedere dove arrivo!
Ci sono sì cazzo! se rimedi un accordatore porto il Typhoon.
   Ci facciamo un giro in banda laterale se lo porti!
Si però bisogna accordarlo bene, costa una cifra e mi tira il culo cuocere i finali!

Non ci avete capito niente? era un dialogo tra CB.
CB, ovvero Citizen Band, gli 11 metri, la 27 Mhz o come preferite chiamarla voi.
Era l'epoca dei baracchini, quando ci si teneva in contatto via radio, quando i telefoni cellulari li usava solo il capitano Kirk, quando internet non era neppure un'utopia.
Ah, giusto per completezza dovete sapere che poi lo abbiamo fatto veramente. La sera successiva abbiamo attaccato il cavo coassiale al cavalcavia della strada statale N.16 Adriatica a Bellaria Igea Marina e lo abbiamo usato come antenna.
Un esperimento mal riuscito, una pessima idea ma comunque divertente.
Del resto non era importante il risultato, quanto l'essere stati i primi imbecilli a concepirlo e metterlo in atto.
Comunicare attraverso la radio è sognare ad occhi aperti: ti arriva solo la voce, e tu cerchi di dare un volto a quella voce, catturandone le sfumature, interpretandone il tono, l'inflessione, la cadenza.
Quando poi la curiosità reciproca ha il sopravvento (possono passare mesi, anni, può non accadere mai) ci si accorda per fare un "verticale".
Cos'è un verticale?  Ma insomma, un po' di fantasia, dovete entrare nello spirito della cosa. Un verticale è quando due o più CB si incontrano faccia faccia.  In verticale per l'appunto!
Un buon CB che si rispetti ha anche una buona dose di carogna addosso.
Ed ecco che un invito troppo repentino ad un incontro in verticale è spesso preludio di bidone imminente. Un CB navigato lo sà e se fiuta la fregatura, forte dell'esperienza e della sua carogna, è lui per primo che tira il bidone per non essere bidonato a sua volta.
Ma sono solo gogliardate alla "Amici miei", non c'è mai vera cattiveria nel dare un bidone. Ci si sfotte un po' e tutto finisce a tarallucci e vino.
Tra CB non esiste distinzione nè di età, nè di sesso, nè di alcunchè possa creare discriminazione.
Tra CB non esiste formalismo, ci si dà del tu sempre e comunque, anche se dall'altra parte c'è il Presidente della Repubblica a modulare con te.
I CB che modulano in barra mobile si spalleggiano e corrono sempre in aiuto se chiamati e se nei paraggi.
L'etere aveva le sue leggende viventi.
Ricordo il "grande vecchio" della frequenza, il Petrosino da Cesena. La sua voce suonava alle mie orecchie talmente anziana che  mi sono sempre immaginato dall'altra parte un antico signore dai modi aristocratici e gentili.
Non ho mai conosciuto il Petrosino in verticale e non ho neppure mai conosciuto nessuno che lo abbia conosciuto.
Brillante il Petrosino.
Fresco nei pensieri, sempre attento sul canale e fermo, ma pacato, nel gestire la ruota.
Sarei e sono rimasto ore ed ore in macchina ad ascoltare le sue ruote notturne. Infiniti ping pong che portavano ad albeggiare.
Era il Maurizio Costanzo dell'etere ma con una piccola differenza rispetto all'originale: non ti rompeva le palle e non era soporifero.
E se poi volevi intervenire per dare un saluto alla ruota o semplicemente per far sapere che anche tu eri lì e che ti accontentavi di starli ad ascoltare, bastava attendere lo stacco tra un intervento e l'altro, prendere bene il tempo (ci vuole tecnica), aprire per un istante il mike, dire "break" e attendere pazientemente il successivo stacco.
Sarebbe stato lui, in qualità di padrone di casa, a stoppare la ruota dicendo "ho sentito un break, mandiamo avanti il break, poi riprendiamo la ruota".
In frequenza ti scegli tu il nome. E quel nome ti resta appiccicato finchè campi.
E' fuori discussione cambiarlo se non ti piace più o ti pentito della scelta, non farlo, ti prenderebbero per il culo finchè campi e continuerebbero a chiamarti col vecchio nick.
In frequenza non si raccontano segreti, non si parla alle spalle, non si argomenta di cose private, perché la frequenza ha sempre entrambe le orecchie ben aperte, soprattutto quando è silenziosa e non senti volare neppure una mosca.
In frequenza vige un linguaggio gergale che và imparato. Và imparato per rispetto nei confronti di coloro che a suo tempo lo hanno imparato.
In frequenza vige una sola regola imperativa, assoluta e non scritta: rispetto reciproco e democrazia.
Perchè la frequenza è libera, perchè la frequenza è di tutti e per tutti.
Quando le chat avevano le ruote, il nostro social network correva lungo un esile potente stilo di ferro, con la punta rivolta verso il cielo.
Post di Pedro
Sabato 21 Febbraio

 Mininova chiude i battenti

Anche mininova, dopo pirate bay, e' costretta a chiudere l'upload di file "sospetti"
http://punto-informatico.it/2761174/PI/News/mininova-scatta-ora-legale.aspx
Post di Teopost
Giovedì 26 Novembre

Ommwriter

L'idea di questo wordprocessor newage è intrigante.
Non ho idea del tipo di successo che potrà avere (al momento è disponibile solo su piattaforma Mac), ma per gli "scrittori" a tutti i livelli (blogger, copywriter, poeti, romanzieri, giocolieri di parole, twitteristi, giornalisti) lo "strumento" stuzzica, e non poco.
http://www.ommwriter.com/
Post di Giowile
Martedì 23 Novembre

Zeemaps

Puoi creare mappe e importare indirizzi.
Puoi inoltre collegare un foglio di  google docs alla mappa per aggiornare automaticamente il tutto.
Esempio: http://www.zeemaps.com/map?group=138827
Post di Teopost
Domenica 22 Novembre

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