Grazie all'esposizione che i
media tradizionali offrono alla situazione venutasi a creare negli anni a
Napoli e dintorni, gli italiani si sono (leggermente) resi conto che stiamo sempre più inesorabilmente affogando nella nostra stessa m.rda.
Ma i media si sbagliano. I media non offrono un buon servizio pubblico semplicemente limitandosi a mostrare i cumuli di immondizie. Paradossalmente, se avessero la possibilità di veicolare via etere o carta stampata anche il fetore dei rifiuti urbani sarebbere ancora più felici. Ma si sbagliano.
Rifiuto non è solo la buccia di banana gettata nell'umido.
Rifiuto è anche e soprattutto
tecnologia usa e getta, della quale spesso e volentieri si ignora la pericolosità ambientale: un prodotto tecnologico è fatto di plastiche (riciclabili), metallo (riciclabile), vetro (poco oramai, ma riciclabile), parti elettroniche (riciclabili ma
non in modo convenzionale).
Le parti elettroniche sono rifiuto speciale altamente inquinante. Le sue componenti base non si dissolvono in ambiente e devono essere trattate separatamente, con precise modalità e relativi costi gravanti sulla comunità.
Oggi è più facile comprare una stampante nuova piuttosto che farla riparare, nuova costa talmente poco che "non vale neppure la pena metterci mano". E' una tendenza, una conseguenza del consumismo rafforzata dalla
precisa volontà dei produttori nel
non consentire la riparazione dei loro prodotti.
E' impossibile ottenere uno schema elettronico di ciò che acquistiamo, per non parlare delle componenti, introvabili.
I negozi di elettronica che vendevano componenti distreti stanno via via o scomparendo o modificando l'offerta di prodotti al pubblico.
Questo è il nostro mondo dell'usa e getta.
Viviamo l'oggi scansando sotto il tappeto ciò che
non vogliamo vedere, ma che sarà ritrovato domani dai nostri figli.
Cosa possiamo fare per limitare i danni da rifiuto tecnologico?

Noi di UIE Linux abbiamo avviato un
progetto di riciclo per PC usati (
trashware).
L'obiettivo del progetto è portare
tecnologia a costo zero nelle scuole pubbliche italiane.
I risultati che possiamo raggiungere sono molteplici: