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Sab

09

Giu

2012

Perché il Linux Day non è più sufficiente
UIELinux Blog - Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Sergio Gridelli   
Il Linux Day, che abbiamo organizzato fin dal 2008, è stato uno dei momenti qualificanti della nostra attività di divulgazione sul software libero. Già dalla nostra prima adesione, ci siamo subito orientati verso un approccio molto informale e più aderente a ciò che, a tutt'oggi, riteniamo ancora essere la strategia più efficace per “narrare” l'alternativa libera e aperta ai software proprietari. Vale a dire la comunione dei saperi all'interno di una nuova fase di rimodulazione dei rapporti economici che regolano gli scambi sociali.
 
Ciò in forza della convinzione che qualsiasi cosa, prima di tutto, ha bisogno di essere conosciuta e condivisa. L'esigua diffusione di Linux, di poco superiore all'1% sul totale del parco macchine, richiede una riflessione seria che non può più risolversi esclusivamente all'interno della nostra comunità.
 
Così, quando il “nuovo” direttivo nazionale del Linux Day ha proposto il titolo dell'edizione 2012, abbiamo colto tutta la gravità della mancanza di una visione sullo stato complessivo di Linux e sulla sua possibile diffusione. Infatti, proporre un tema come "Il Software Libero nella Piccola e Media Impresa" significa non avere presenti le dinamiche del mondo imprenditoriale e, ancora meno, i meccanismi che regolano i processi delle “scelte informatiche” in ambito domestico.
 
Pensare che l'impresa, non importa se media o piccola, sposi “la giusta causa” di Linux senza nemmeno sapere di cosa si parla, è pura utopia. Questo scenario si potrà verificare solo quando le coscienze saranno diventate sensibili alle reali alternative e, di converso, quando la scuola si trasformerà in una vera e propria agenzia educativa e non, come succede oggi, in un mero contenitore di sollecitazioni informatico-commerciali. Il vero scandalo è che nelle scuole italiane “l'informatica” si riduce a Microsoft Word per scrivere e a Microsoft Explorer come sinonimo di Internet. In questo senso, appare del tutto naturale che la scuola rappresenti l'unico terreno sul quale insistere e investire tempo e risorse.
 
Continuare a pensare a Linux unicamente come un sistema operativo con i relativi software, ancorché liberi e aperti, non fa avanzare di un millimetro la sua diffusione. C'è in ballo molto di più di qualche manciata di bit organizzati per fare, più o meno, le stesse cose dei programmi venduti (e con ipocrita lungimiranza fatti anche copiare) dalle major. Il riferimento è ai diritti di espressione, alla condivisione della conoscenza, alla libertà di usare la rete come mezzo di emancipazione per tutti. Quindi, la sfida non è (solo) sulla tecnica, ma su cosa dovrebbe essere la cultura e sui modi (anche tecnologici) per renderla effettivamente partecipata.
 
Per queste ragioni decliniamo l'invito ad aderire al Linux Day 2012. In alternativa, stiamo organizzando un evento a tutto campo, in cui Linux è solo uno dei fattori che concorrono alla diffusione della conoscenza. Questo è il senso di “We're open”, una giornata dedicata alla liberazione dei saperi e a chi è convinto che un altro mondo sia possibile.
 

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Commenti (4)add comment

Davide Caminati said:

...
Sono pienamente d'accordo con voi, il salto al mondo del lavoro va preparato, purtroppo non sono sicuro di riuscire a passare in sede da voi il 28, ma cerchero' di passare prossimamente, per fare 4 chiacchere.

Davide Caminati
(Cesena)
24 giugno 2012 | url

Richez said:

...
Completamente d'accordo.
Il nostro LUG (Urbino) ha deciso comunque di aderire all'iniziativa del Linux Day ed ha già mosso qualche passo.
L'anno scorso è stato il nostro primo LD e ci è piaciuto. Siamo ancora freschi.

Non so se hai seguito le discussioni in mailing, per l'organizzazione del LD.
Forse è mancata questa voce.

Però ti faccio un appunto.
Perché non aderite al LD comunque facendolo a vostro piacere, sviluppando delle tematiche che ritenete più opportune, ed organizzate quest'altra vostra iniziativa in una data diversa in modo che anche altri possano partecipare?
06 luglio 2012

Sergio Gridelli said:

...
@Richez
Grazie per i complimenti.

Per quanta riguarda la coincidenza di date fra il LD e il nostro evento, ovviamente non è casuale. Anche se ci piacerebbe che la cosa non venisse interpretata come una mera provocazione, ma piuttosto in termini di riflessione costruttiva (come, peraltro, sta avvenendo).

Senza tornare sulle argomentazioni che ci hanno spinto a non aderire, crediamo fortemente che il LD (così come è stato inteso fino a oggi) sia solo una "testimonianza" di esistenza della comunità. Noi pensiamo che, proprio perché Linux è molto più di un sistema operativo (è filosofia, etica, economia, diritto, ecologia e, solo marginalmente, tecnica), sia indispensabile "aprire" scenari nuovi e inclusivi del maggior numero di esperienze. Solo per fare un esempio del tutto parziale, dal copyleft ai writers.

Per queste ragioni non potevamo stare dentro il LD, che ha già una sua identità formale, con il nostro progetto che va molto al di là, sia nell'impostazione di base che negli obiettivi. Sarebbe stato come presentarsi al mercato con con una cassetta di mele e metterci sopra il cartello pere.

È del tutto evidente che si tratta di una scommessa, per quanto estremamente impegnativa, ma siamo convinti di essere sulla strada giusta. Del resto, se si fanno sempre le stesse cose si finisce per ottenere sempre gli stessi risultati. E nel caso del LD i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

07 luglio 2012

Gabriele Garavini said:

...
sono in totale accordo con voi, anch'io a Forlì oltre 10 anni fa avevo avviato con altri un'associazione per la formazione all'informatica libera, ma mi sono doveto scontrare con la rigidità delle scuole e delle istituzioni. Purtroppo però anche i linuxari locali in quanto a mancanza di visione non scherzavano, e si limitavano a insegnare qualche comando complesso da eseguire su terminale, creando dei piccoli incubi ai neofiti, persino a quelli appassionati. Purtroppo lavorare con l'informnatica libera non comporta automaticamnete avere la mente liberata.
nei limiti del possibile seguirò da vicino il vostro lavoro, che già ora mi pare ottimo, e magari sui miei siti rilancerò qualcuna delle vostre pregevoli iniziative.
gabriele
11 agosto 2012 | url

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