Mer 02 Giu 2010 |
|
Sta accadendo qualcosa di nuovo sul web, qualcosa di rivoluzionario che non a tutti è così evidente.
Da qualche anno a questa parte, grazie all'idea di un brillante studente di Harward, è dilagata in tutto il mondo la mania del social network.
Oggi, negli Stati Uniti, stiamo assistendo a qualcosa che potrebbe essere definita una vera e propria “corsa all’oro”.
Se seguite i più importanti blog americani, scoprirete che non c'è un solo giorno in cui non viene annunciata la creazione di nuove start-up che si occupano di creare infrastrutture dei nuovi servizi di social network. Milioni di dollari investiti da venture capitalist con quotazioni veramente impressionanti. Tutti questi segnali che provengono dal nuovo continente, mettono in forte discussione il modo con cui tutti noi viviamo la presenza sul web. Se fino a ieri era “obbligatorio” stare nel web e, quindi, pur di esserci andava bene anche il sito realizzato dall'amico smanettone, oggi non è più così.
Al proliferare di milioni di pagine “inutili” e non aggiornate su ristoranti, negozi di scarpe o macellerie, si è di fatto sostituita la “presenza” sui social network. In sostanza, molto di più di una pagina da cercare su google. Nel social network si formano relazioni, si trovano vecchi amici, si pubblicano i propri gusti personali e si impara a conoscere quelli degli altri. Ve ne siete accorti? Ho appena parlato di alcuni importanti fondamenti del marketing. Anche io sono presente su Facebook. Non l'ho mai usato molto, ma solo perché non ne avevo mai capito l'utilità.
Fino a quando non ho visitato le pagine di una cara e visionaria amica che gestisce un negozio di abbigliamento. ![]() Paola, su Facebook, pubblica la nuova collezione, scatta e carica le foto di tutti i vestiti e, con un piccolo messaggio, arriva istantaneamente ai migliaia di amici che la seguono.
Lei mi ha insegnato come usare la rete. Lei ha capito la vera utilità del social network. Probabilmente io le avrei fatto il solito inutile sito.
Ma se avesse avuto un sito web con la pubblicità dei nuovi arrivi dell'estate, credete che avrebbe avuto lo stesso successo?
Questo, ovviamente, è solo un esempio, ma non è l'unico caso, anzi. All'interno della nostra associazione, quelle poche volte in cui si parla di Facebook, nascono i “soliti” discorsi sull'etica e sulla violazione della privacy.
Certo, sono tutti ragionamenti che mi trovano d'accordo, ma non esprimono veramente la reale portata socio-culturale dei social network. La parola cloud è importante solo perché presente in qualche copertina del DVD di Ubuntu, ma non ci si rende conto che dietro a quel termine si nasconde anche un nuovo modo di pensare al web. Fra pochi giorni UIELinux sarà presente al Centro Sociale Autogestito della Grotta Rossa di Rimini. Si tratterà di un evento il cui scopo principale sarà quello di installare il pinguino sul maggior numero di notebook. Almeno, ce lo auguriamo. Se UIELinux avesse un gruppo su Facebook, basterebbe un post per raggiungere istantaneamente migliaia di persone. Non è una provocazione, facciamoci un pensiero. Seriamente e serenamente. Commenti (6)
![]()
Luigi Bertuzzi
said:
|
|
... Dove sta la rivoluzione? Cambia il modo di "raggiungere migliaia di persone" ma si mantiene l'Economia di Mercato. La rivoluzione non dovrebbe essere "culturale"? Non dovrebbe portarci verso l'Economia della Conoscenza? Proviamo a farci un "pensierone"! Ci vorrà del tempo e tanta pazienza. Forse qualcuno [guess who ;-)] non arriverà a vederne i benifici [del pensierone]. E' per questo che ho deciso di chiamare "Chiarofiume" i miei contributi al "pensierone" .. Sperando che possano sopravvivermi. Luigi Bertuzzi |
Luigi Bertuzzi
said:
|
... @Stefano Teodorani Dal mio "posto di osservazione" quella che tu chiami a buon diritto "rivoluzione" è un adeguamento all'evoluzione della tecnologia. Quando Bill Gates definì la rivoluzionaria missione di Microsoft [un computer su ogni scrivania] migliaia di persone cominciarono ad adeguarsi [a quell'evoluzione] .. perfino le strategie aziendali di chi avrebbe voluto diventare leader dell'informatica europea [percependosi però come "follower" dell'evoluzione di qualcun altro]. Chi ha assistito al fallimento di quelle strategie può [come capita a me] trovarsi a desiderare un diverso tipo di "rivoluzione", non facile da spiegare [dopo una trentina d'anni di vita da "follower"] .. ma spero ancora che ci si possa riuscire. |
Lascia la tua opinione
About
Community
Commenti
Tags
Utenti On-Line
44 visitatori online
Utenti : 169
Contenuti : 89
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 172859
Contenuti : 89
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 172859





