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Lun

12

Apr

2010

Ma Linux è per tutti?
UIELinux Blog - Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Santiago   

vita_di_una_fogliaDopo aver usato GNU/Linux per un po', la domanda che ti sorge in modo spontaneo è: Ma linux è per tutti? Ero abituato a usare windows e tutto ad un tratto scopro che linux è facile. Allora come mai non me lo trovo preinstallato nei pc?

Il fatto è che con Ubuntu inizi in palla, ma poi basta un'errore o qualcosa che non funziona per farti capire che sei su un altro sistema operativo, un altro modo di usare il tuo computer. Sei passato a linux, la curiosità te la sei tolta, ora però trovi il tuo primo errore, cosa fai?

A quel punto hai due opzioni: o cerchi di risolvere, sia da solo sia chiedendo aiuto (Forum, Lug, conoscenti) oppure torni indietro. E reinstalli windows.

Per coloro che sono rimasti, vedendo la strada che hanno fatto, l'interrogativo arriva da sé: Linux è alla portata di tutti?

Esistono due risposte.

- ! ormai è anche alla portata di mia nonna! e tutto grazie ad Ubuntu!

- Sì, ma solo se hai voglia di cambiare. Il che, se ci pensi, equivale ad un "NO", perché non tutti hanno voglia di cambiare. E di certo no possiamo obbligarli.

A questo punto, cari lettori, vi chiedo di scegliere una risposta tra quelle elencate: o Sì o No. E pensateci bene perché la risposta condizionerà quel che state per leggere in seguito.

Si o No?

pinguino-interessato

Nel caso abbiate scelto "Sì", allora potete smettere di leggere questo articolo e andare a fare altro. Se per caso avete scelto "No" cerchiamo di capire i motivi e  se veramente debba essere per tutti.

Vediamo, chi sceglie di continuare ad usare un sistema GNU/Linux, dopo aver sperimentato il suo primo problema, lo fa perché ha voglia di cambiare.

Quella "voglia di cambiare" è correlata ad un fattore di scelta, con tutte le beghe che ciò possa comportare. Perché le scelte hanno a che fare col libero arbitrio.

Dov'è il problema? beh, se sono rimasto per una questione di scelta allora cerchiamo il motivo.

Perché è veloce, niente antivirus, gratis, leggero e libero/aperto.

Tra questi motivi, l'unico che spicca è l'ultimo. Poiché gli altri motivi possono essere ricolmati/sostituiti coi soldi e, sopratutto, non valgono il tempo e il lavoro fatto per far funzionare un computer.

Esempio, se installo Ubuntu e non mi va la webcam, devo spendere tempo per capire come funziona tutto e non riesco ad installare photoshop, allora perché sono ancora qui?

Sei ancora qui perché hai scelto di utilizzare un sistema che ti fa sentire parte di un qualcosa. La differenza tra chi usa GNU/Linux e chi usa Mac o Windows sono le comunità di utenti.

Inoltre, che sia gratis, leggero, veloce e non usi antivirus è grazie al fatto che è Libero/Aperto.

Grazie a ciò, può essere personalizzato e modificato a piacere da chi ne ha le capacità.

E tutte queste cose, che le vogliate o no, gliele dobbiamo a Stallman. Gliele dobbiamo a GNU. Linus Torvals scelse la licenza GPL per il suo kernel, e la licenza GPL gliela dobbiamo ancora al caro Richard.

Critica alla ragion ubuntiana:

All'improvviso però entrano in scena le aziende, e dicono: hey qui c'è un mercato! qui possiamo farci i soldi! Perché non portiamo linux a tutti? Facciamolo diventare alla portata di tutti così poi possiamo vendere dei servizi, guadagniamo noi e guadagnano gli utenti, perché più gente usa il sistema più supporto hardware ci sarà per loro.

Ok, ma siamo sicuri che avere linux alla portata di tutti sia la cosa da fare? A che condizioni?

RedHat, Novell, Canonical sono aziende, e come tali devono avere un verso. Il problema col mondo GNU/Linux è che esso non ha un verso, la sua natura libera lo rende dinamico. Nascono e muoiono distribuzioni, progetti, programmi che si fusionano con altri che si separano, fork di qua e di là.

E questo, per un'azienda è un male. Bisogna avere una rotta. Ma per avere questa rotta, è necessario che gli utilizzatori finali cedano un po' di libertà.

Ecco perché Shuttleworth specifica che la sua distro non è una democrazia.

Ecco perché vorrebbe proporre uno standard che limiti, in un certo senso, lo sviluppo libero delle altre distro.

Shuttleworth si pone come uno Steve Jobs del mondo GNU/Linux, vuole fare tendenza. Essendo Ubuntu la distro più usata mancherà poco perché anche le altre distro inizino a contare in base 10 (ultima idea canonical per distinguersi). Ma da quando una cosa è migliore perché la usano tutti?

E che dire di coloro che sono rimasti su questo sistema perché avevano voglia di cambiare, perché ubuntu è cio che è per merito di cio che siamo tutti, ma poi scoprono che Canonical è una azienda, e che all'improvviso la comunità di utenti in realtà non conta poi molto?

La stessa comunità che ha fatto un favorino agli sviluppatori, aiutando a riempire il buco lasciato da loro, che si vede nei forum quando Ubuntu non va a dovere. Senza la quale problemi come questo non sarebbero stati risolti.

Certo le aziende possono fare soldi investendo su quello che vogliono e offrendo dei servizi. Ma quando entrano in ballo i soldi la questione della libertà viene rivista, motivo per cui ubuntu one non è neanche open source.

E poi mi devo sentir dire: Ma non vi va bene niente, vi lamentate che linux non è alla portata di tutti, ma quando Ubuntu cerca di dare un verso a questo casino iniziate a criticarlo.

Ebbene allora chiariamoci. Per quanto mi riguarda, se per fare in modo che GNU/Linux sia alla portata di tutti bisogna perdere anche una briciola di libertà, a questo punto preferisco che Linux resti di nicchia.1

---------------

EDIT 16/04/10: Nei commenti mi è stato fatto notare che c'è una conseguenza importante quando si utilizza il termine "nicchia". E vorrei approfondire il problema:
In efetti mi si potrebbe dire  "attento, perché se dici di nicchia la conseguenza potrebbe essere che si diventi una elite". Ok. Se però la conseguenza dovesse essere, appunto, che cosi facendo diventerebbe una elite, allora sono contrario anch'io. Tuttavia, continuerò a mettere in dubbio che l'alternativa giusta sia il cercare di diffonderlo ovunque.

Io credo che chiedersi, e addirittura per alcuni preoccuparsi, sul "perché linux non sfonda?" sia un interrogativo che non spetti fare a noi. La cosa riguarda piuttosto ad una azienda che voglia fare soldi con linux.  Loro sì vorrebbero diffonderlo ovunque. E si capisce il motivo in modo chiaro.
Secondo me, una delle strade giuste da fare ad esempio, sarebbe portare linux nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione, e nelle scuole. Ho sempre pensato questo e ora mi è più chiaro il perché. C'è una differenza - che si potrebbe approfondire - nel cercare di portare linux in quelle sfere a voler portarlo in ogni casa.

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1Vorrei sì che GNU/Linux venga utilizzato nella Pubblica Amministrazione, ma questo non significa “tutti”, e per questo GNU/Linux è già pronto.

Commenti (32)add comment

PhoenixFire said:

...
sono daccordo con tutto quello da te detto smilies/cheesy.gif
13 aprile 2010

borgio3 said:

...
Che Ubuntu non ti piaccia tanto l'avevo capito, ma non è con questo che voglio risponderti.
La questione è che Linux in generale e Ubuntu in particolare, sono fatti e scelte personali. Potenzialmente Linux è pronto per tutti, è tutti che non è pronto per Linux e su questo direi che c'è poco/nulla da fare.

Per quanto mi riguarda io non faccio proseliti. Chi vuole Dio se lo prega e chi vuole Linux se lo cerca.
Nel mio piccolo aiuto con il mio blog, ma non voglio convincere nessuno.
Per me Linux è il solo unico sistema che mi interessa e che "so" usare e che si lascia usare, della questione aziendale mi interessa molto poco.
Quando Ubuntu sarà dichiaratamente una filosofia votata alla chiusura, sceglierò diversamente, se mi converrà o meno
Linux è anche scegliere, ergo vivo e lascio vivere.

Ciao e grazie :-)
13 aprile 2010 | url

eujenia said:

...
non credo all'anarchia nè alla reale LIBERTÀ sia di linux che di altro. Per cui dico che la libertà assoluta non la puoi avere (guarda le distro che sono crollate in malora dopo poco tempo) ma nello stesso tempo per i puristi del "genere" mi rendo conto che una società come canonical possa infastidire!


detto ciò, sparviero, scrivi bene!
13 aprile 2010

Santiago said:

...
ma non sparviero! spammiero! smilies/cheesy.gif grazie.

comunque borgio3, neanch'io faccio proseliti, e come te della questione aziendale mi interessa poco, anzi non me ne frega niente. Il problema è che sento dire o leggo discorsi confusi che mi hanno fatto riflettere. E poi ho scritto questo.

Grazie anche a te Phoenix smilies/wink.gif
13 aprile 2010 | url

eujenia said:

...
spammo un pò allora: http://ubuntubarsport.hellospace.net/index.php LA REINCARNAZIONE DEL BARSPORT!

13 aprile 2010

sekkyo said:

...
COme già detto, Linux e le sue distro sono una scelta, ad alcuni può non andar giù le decisioni delle aziende o dei team di sviluppo alle loro spalle, ma nessuno ti impedisce di cambiare quando vuoi.
Per quanto riguarda il titolo, io mi chiederei piuttosto "esiste un sistema operativo per tutti?". Windows, ad esempio, non è per tutti, non è così facile come vuol far credere e lo vedo spesso tra familiari e amici che si ritrovano in difficoltà anche su operazioni semplici (e non sono dei vecchietti attempati ma trentenni/quarantenni). Certo i cerebrolesi ci sono, ma non fino a questo punto. L'idea che un sistema operativo vada bene per tutti è utopica e fuoriluogo, ogni utente/azienda/scelta-random ha le sue necessità, è impossibile creare un qualcosa che vada bene/soddisfi tutti.
13 aprile 2010 | url

Santiago said:

...
COme già detto, Linux e le sue distro sono una scelta, ad alcuni può non andar giù le decisioni delle aziende o dei team di sviluppo alle loro spalle, ma nessuno ti impedisce di cambiare quando vuoi.
Ma questo è verissimo, finché però non arriva qualcuno che vuol prendere le redini. E inizia a essere difeso dicendo che "c'è bisogno che qualcuno lo faccia" perché linux è caotico. Per il discorso di cambiare distro l'ho già fatto da un pezzo. Mi preoccupa però la proposta di shuttleworth o le scelte di ubuntu che iniziano a condizionare il resto delle distro perché è "maggioranza".

Per quanto riguarda il titolo, io mi chiederei piuttosto "esiste un sistema operativo per tutti?". Windows, ad esempio, non è per tutti, non è così facile come vuol far credere e lo vedo spesso tra familiari e amici che si ritrovano in difficoltà anche su operazioni semplici (e non sono dei vecchietti attempati ma trentenni/quarantenni). Certo i cerebrolesi ci sono, ma non fino a questo punto. L'idea che un sistema operativo vada bene per tutti è utopica e fuoriluogo, ogni utente/azienda/scelta-random ha le sue necessità, è impossibile creare un qualcosa che vada bene/soddisfi tutti.
Sai che ero tentato di cambiarlo con: Ma linux deve essere per tutti? ma avrei anticipato la conclussione smilies/wink.gif
13 aprile 2010 | url

terovoid said:

...
Linux e' per molti ma non per tutti. E' il suo destino: potra' conquistare un 5% del menrcato in futuro, ma non potra' impesierire Windows piu' di tanto. I problemi sono il minore supporto hardware e la minore disponibilita' di applicativi. Detto questo, potra' dare importanti contributi alla informatizzazione dei paesi arretrati, potra' essere adottato nella Pubblica Amminsitrazione (con risparmi economici importanti), ma non potra' scalzare il monopolio MS.
13 aprile 2010

stefano said:

...
Sono talmente tanti anni che uso linux che se l'avessi fatto solo per la voglia di cambiare ora sarei su OS/2 smilies/grin.gif; di fatto ho usato solo 2 distro. Perchè sono rimasto nonostante i problemi me lo chiedo spesso anch'io, e mi vergogno pure quando perdo tempo a fare una cosa con linux anzichè riavviare e spendere due secondi con XP; forse è proprio questo che ti coinvolge, quel click sulla finestrella di apport o il sito di brainstorming: per quanto poco possa essere il tuo lavoro hai la sensazione che quello che installi è anche tuo. E se vuoi iniziare bene la giornata puoi sempre dare "free -m" e pensare quanto sia meraviglioso un SO del 2010 con 3d e ammennicoli vari che consuma 200MB di ram in idle
13 aprile 2010 | url

GM said:

...
GNU Linux è proprio per tutti, cosa ben diversa da dire "l'obiettivo primario è la massima diffusione".
La gente può scegliere liberamente se usarlo o meno, possibilmente senza essere assillata da campagne marketing che enfatizzano i punti di forza e nascondono bene gli aspetti negativi.
E` una questione di libertà personale: puoi scegliere di usarlo, ma se non lo usi non c'è nessuna scomunica e non ti rigano la macchina.
Nel caso della comunità fanatica che spinge affinché la propria distribuzione sovrasti le altre ci si trova davanti al bisogno spasmodico di risultare vincenti, di soverchiare con il numero.
E` una tendenza diffusa in tanti settori e di solito porta con sé grossi danni, a volte drammatici.

Nel caso di specie di Ubuntu addirittura si è arrivati a mescolare marketing e necessità tecnica di un prodotto funzionante, introducendo il famigerato bug #1.
Mi spiace, ma il fatto che la Audi 8 non è in ogni garage non la rende meno valida.
Quindi nessuna novità: Ubuntu è nata come marketing ed esiste solo grazie a Debian ed ad una comunità di persone spesso in buonafede che si sta accorgendo delle storture.
Se dovesse venir meno l'apporto comunitario Canonical dovrebbe ripensare drasticamente la propria esistenza e probabilmente si mangerebbe le mani per aver voluto rendere il tutto ancor più commerciale.

Quando si strepita per avere un decisionista ci si priva della propria libertà (e di quella degli altri) e si ammette di non essere in grado di decidere da soli, di coordinarsi e di scegliere quel che si ritiene migliore.
Ci si degrada parecchio.
Avere "uno che decida" vuol dire avere una persona che impone secondo il suo interesse, che - spero sia ovvio - quasi mai coincide con quello della base.

Per quanto riguarda la questione del presentarsi del primo problema non sono d'accordo con l'Autore.
Su Windows il problema si presenta sotto forma di codice alfanumerico indecifrabile, su GNU Linux c'è di solito una spiegazione che almeno ne fa intuire la natura e comunque i log sono facilmente accessibili.
Su Windows la soluzione è spesso demandata ad Hijack This od all'uso di altri programmi dopo aver riavviato in modalità provvisoria etc. , su GNU Linux è questione di modificare un file di testo o di reinstallare un pacchetto alla versione precedente.
Consideriamo però che tali problemi si presentano a persone che, come noi, tendono ad usare distribuzioni instabili (ramo testing o unstable di debian e derivate) o comunque programmi in fase beta.
Se si vuole rendere tranquillo il neoutente pinguinesco è forse il caso di installare Debian stable e, con l'aiuto del pinning, fare in modo che solo alcuni programmi si aggiornino pescando dal repository testing.
Purtroppo fare la stessa cosa con una Ubuntu LTS non sarebbe così facile, dato che essa ha una scadenza ed eventuali repository terzi potrebbero non tenere aggiornati i programmi per la nostra versione od anche cancellarli del tutto.
La meno immediata procedura di installazione di Debian è irrilevante, perché saremo noi ad installarlo e configurarlo; proprio come in passato abbiamo installato, configurato, messo driver e antivirus alle persone che ci chiedevano una mano per installare Windows.
13 aprile 2010

ozzolo said:

...
giusto una precisazione per la questione "contare in base 10":

Non è certo una "invenzione" di Ubuntu la differenza tra le misurazioni in base 2 e in base 10. Questa "semplificazione-equivalenza" se fino ad ora era trascurabile (ma pur sempre un errore) con l'ingresso in commercio di quantità di storage molto capienti ( > terabyte) porta a differenze del 10% e più!! Da qui l'introduzione delle unità di misura in base 2 ,KiB (kibibyte), MiB (mibibyte), GiB (gibibyte), ecc, (ma non per opera di Ubuntu!) e la differenziazione con le "classiche" Kb,Mb,Gb, è sacrosanta. Ad Ubuntu va solo il merito, imho, di contribuire a questa causa.
13 aprile 2010

Teo said:

...
Perché è veloce, niente antivirus, gratis, leggero e libero/aperto


La verita' e' che:

1. Non e' veloce. Non e' vero che e' piu' veloce di windows. Se usi le stesse funzionalità con effetti grafici e quant'altro scoprirai che ormai non c'è piu' tutta questa differenza.
2. Niente antivirus. Non e' vero. I virus su linux ci sono e sono anche molto piu' cattivi perche' sono scritti per colpire soprattutto i server. Ce ne sono di meno solo perche' se devi scrivere un virus per fare danni lo fai prima di tutti per chi ha il 90% del mercato e non per chi ha l'1%.

3. Gratis. Non e' vero. Proprio per il fatto che in realta' linux non e' per tutti ti costringe ad una formazione e ad un impegno in termini di TCO ben superiore al quello che potresti avere con sistemi Windows.

4. Leggero. Non e' vero. Vero punto precedente. Se togli l'interfaccia grafica e' chiaro. Ma a quel punto e' veloce anche il DOS.

5. Libero / Aperto. Assolutamente non vero. Tu non ne hai idea caso Santiago ma senza il coddice proprietario non funzionerebbe neanche il tuo ARC. Tu non hai idea di quanda roba proprietaria c'è nel codice della tua distribuzione.

13 aprile 2010

GM said:

...
Beh la velocità è superiore anche a parità di effetti, con tanto di prova comparata tra gli ultimi due Windows, una Ubuntu e Mac OS X Snow Leopard (tempi di avvio e esecuzione programmi).
I virus "cattivi" di cui si parla mi sfuggono, quelli forse sono attacchi che usano falle. Attacchi, non virus.
E` gratis in quanto non lo pago e l'impegno per usarlo per uno che si mette per la prima volta davanti ad un PC è identico rispetto a Windows, con il vantaggio che non deve cagarsi addosso per Active X e malware vario.
E` libero e aperto tanto che esistono diverse distribuzioni completamente libere e, non ti parrà vero, partono e funzionano.
Comunque anche se si usa una distribuzione che contiene codice proprietario esso ammonta, almeno in quella che ho ora sottomano, allo 0.9% del totale (vrms è una simpatica utilità).
Uno 0.9 % che non include neanche un pacchetto vitale, bensì mbrola, sun-java6-plugin, flashplugin-nonfree, openttd (gioco), ttf-mscorefonts (font), skype.
Questo commento giusto per evitare che un profano, leggendo Teo, possa essere ingannato.
13 aprile 2010

borgio3 said:

...
Per favore, o per carità, o per pietà, non scendiamo in crociate su questo è meglio di quello.
Secondo voi Linux è per tutti (disponibile, utile, fruibile, usabile, adattabile, condivisibile, plausibile, ...bile)?

Atteniamoci a questo grazie :-)
13 aprile 2010 | url

Claudio Magnani said:

...
Prendilo come un parere personale:

1- Linux non è per tutti, altrimenti non ci sarebbero utenti Windows o Mac.
2- Linux non è alla portata di tutti,altrmenti saremo in grado di risolvere qualsiasi problema ogniqualvolta si presenti.

Sono quasi sicuro di alcune cose:
Linux ti pone di fronte una scelta: puoi sceglierlo libero/gratuito (esistono Linux a pagamento ovviamente), aperto (esistono versioni "Linux closed").
E proprio perchè è libero/aperto, tutti hanno la possibilità di invertire la sua natura di base. Basta pensare che se gli uomini sono nati liberi, è perche (se lo vogliono) possono decidere di infrangere la libertà, altrimenti il problema non si porrebbe. Sia l'hardware che il software sono sotto controllo dell'intelligenza umana.

Ora sono sicuro di una sola cosa (e che avrei scelto come titolo del tuo post):
LINUX PUO' ESSERE UTILIZZATO DA TUTTI?

Si, perchè a differenza di Win o Mac, ti è data la possibilità di sapere la modalità di funzionamento, ai fini di utilizzarlo a tuo piacimento



13 aprile 2010

magomagutto said:

...
Linux è per chi legge. Molti si lamentano delle difficoltà su linux, indipendentemente dalla distro, alcuni "piallano" l'HD e poi dicono :"che schifo linux, mi ha cancellato tutto", molti hanno dei problemi con l'hardware (acquistato a casaccio). Il fatto è che basterebbe leggere i vari wiki per evitare tutti questi problemi. Se uno acquista un cellulare legge il manuale per usarlo, perchè non farlo con un sistema operativo? Linux non è per tutti, linux non è per i "bimbi viziati" .......e per fortuna! Spero rimanga così!
13 aprile 2010

Santiago said:

...
@Teo:
5. Libero / Aperto. Assolutamente non vero. Tu non ne hai idea caso Santiago ma senza il coddice proprietario non funzionerebbe neanche il tuo ARC. Tu non hai idea di quanda roba proprietaria c'è nel codice della tua distribuzione.

Ne sei sicuro? No te lo chiedo perché io uso Arch. Non so di quale ARC parli.


GNU Linux è proprio per tutti, cosa ben diversa da dire "l'obiettivo primario è la massima diffusione".
Questo è vero ed in effetti la domanda del titolo porta quel messaggio. O per lo meno era il messaggio che volevo fare arrivare. l'obiettivo primario è la massima diffusione? sei riuscito a metterlo in parole più chiare e ti ringrazio.

Chiedo scusa per le risposte brevi, vi ho letto con attenzione e se ho tempo proverò a rispondere meglio. Intanto saluto Claudio e mi fa molto piacere risentirlo e ringrazio tutti gli altri commenti.
13 aprile 2010 | url

Panoramix said:

...
Linux è per tutti quelli che hanno voglia di sbattersi per imparare ad usare un sistema un po' diverso. Il problema non è la difficoltà, ma lo sforzo per affrontarla di nuovo dopo che, grazie al mercato, l'abbiamo già fatta per riuscire a sopravvivere nei sistemi Microsoft.
E' un po' come se in Italia introducessero delle automobili che si guidano diversamente: anche se costassero molto meno delle altre, la maggior parte degli utenti direbbe "ma chi me lo fa fare? già mi son sbattuto per imparare a guidare l'altra, con questa non mi trovo".
Se partissimo dalla situazione inversa, ovvero 90% utenti "nativi" di Linux e 5% Microsoft, probabilmente accadrebbe la medesima cosa.
Sbaglio?
15 aprile 2010

GM said:

...
Panoramix, hai ragione.
Consideriamo però che le differenze nella modalità d'uso sono davvero minime, quasi inesistenti se si usano KDE, LXDE, GNOME con il Mint menù oppure XFCE con il suo bel pulsantone con il sorcio.
Secondo me è più difficile abituarsi ad un MAC OS X.
15 aprile 2010

Panoramix said:

...
@GM
Guarda, io provengo da un lungo passato su sistemi Microsoft.
Ho iniziato con i 286 e il DOS, passando per Win98 fino ad XP (e schivando il resto, Vista e Seven compresi). Da quattro mesi giro su Koala e ti giuro: è tutto completamente diverso. Ma proprio tutto, a meno che tu non consideri fondamentali analogie il cliccare su un'icona per avviare un programma.
Come dicevo, impostazioni di guida radicalmente diverse. Non una più complicata dell'altra, semplicemente con pochissime cose in comune.

Per OSX ti saprò dire, in ambulatorio stiamo per buttare il PC e credo che la scelta cadrà sulla mela marcia...
15 aprile 2010

GM said:

...
Ti assicuro che se l'utente non deve installare e configurare alla fine si trova spaesato solo all'inizio, del resto i programmi son sempre quelli (firefox, openoffice...).
15 aprile 2010

Santiago said:

...
Vi ho riletto e proverò a rispondere in modo generale, alcune cose le ho pensato dopo i vostri commenti, per cui vi ringrazio.

Innanzitutto @Claudio: non è sbagliato quando mi questioni sul titolo, in effetti come leggi sopra, ho detto a GM che il messaggio che voleva inviare la mia domanda era un altro.
@GM, è vero che un'errore su GNU/Linux sarà sempre più propedeutico di un errore su windows, anche questo è a favore del pinguino. Per quanto riguarda, invece, la facilità di risolverlo sono dubbioso, se una persona che a fatica è riuscita a capire come si installano i programmi su windows, se le metti linux, installare un programma all'inizio, sarà considerato un problema.

@Tutti
Comunque sia, io non dico che Canonical sia il male.. anzi, se dovessi consigliare una distro a uno che sta passando a linux e se ne intende ben poco di informatica, consiglierei anche Ubuntu, Linux Mint, Mandriva ecc. poi se un giorno mi chiede: che differenza c'è tra Debian e Ubuntu, a quel punto glielo spiegherei e poi starà a lui far quel che li pare.

Certo, a me, certe cose me ne sbattono... Mi sono reso conto che una cosa è cercare di promuovere il software libero/aperto nella PA e un'altra è cercare di raggiungere la sua massima diffusione in tutte le sfere. Di quest'ultima questione me ne frega ben poco.

È sbagliato leggere o addirittura questionarsi sul "perché linux non sfonda?" ..sono stronzate.

E se ci pensate, è innegabile che le prime interessate a fare in modo che linux "sfondi" son le aziende.

Allora visto che io neppure ci guadagno niente - e non è detto che se lo facessi mi comporterei cosi - perché devo prendere le parti dell'azienda? è questo che non capisco.

Capisco che non si accettino le mie obbiezioni e le mie argomentazioni, il mondo è bello perché è vario, ma perché si difende Canonical prendendo le parti delle aziende?

Perché c'è il bisogno di volere che linux "sfondi"?
15 aprile 2010 | url

pizzinelli said:

...
io ormai ho abbandonato winzozz da tempo, e mia figlia, 15 anni, non trovandolo più sui pc di casa, usa linux senza problemi “perchè va bene e non si blocca come faceva prima...”

ritengo che alla base di tutto ci sia da stabilire cosa si vuole fare con un pc; se facciamo posta, internet, due conti con excel e due righe con word, allora linux è l'unica alternativa.

Se devi usare roba particolare, photoshop, autocad, ecc.. allora ci vuole wizozz,

per i più sburoni, magari, mettendolo dentro una VM con Virtualbox che va molto bene..

ciao a tutti
16 aprile 2010 | url

borgio3 said:

...
Ciao Santiago,
se c'è uno in italia che vorrebbe che Linux fosse un sistema di nicchia, quello sono io. Che Linux si diffonda mantenendo la sua purezza e senza scendere a compromessi, mi potrebbe anche interessare. Se Linux si deve snaturare per divenire il frigorifero di tutti, quello non solo mi dispiace, ma mi costringe a cambiare sistema operativo.
Io non voglio che Linux diventi il Windows gratuito, mi fa schifo solo l'idea, io vorrei solo che gli utenti si adattino alle proprie scelte e che ne assumano oneri e onori.

Se Ubuntu, il sistema che uso, funziona bene con qualcosa di proprietario, è un bene. Se Ubuntu, per adeguarsi alle seghe degli utenti tonti e viziati, deve smettere di funzionare liscio come ora, allora Ubuntu con me ha chiuso. Posso scegliere ed eserciterò questo privilegio.

Ripeto, Linux è potenzialmente per tutti, sono i tutti che non hanno sempre il diritto di usare Linux.

Ciao :-)
16 aprile 2010 | url

Sergio Gridelli said:

...
Leggendovi e conoscendo Fabricio (del quale si può dubitare di tutto, ma non della sua assoluta buona fede), mi sono fatto l'idea che l'etica non sia più sufficiente come "assoluto motore" motivazionale per scegliere GNU/Linux rispetto ad altri SO. O meglio, lo è solo per una piccolissima nicchia di persone (nella quale, immeritatamente, mi ci metto anch'io).

Il fatto è che quando qualsiasi cosa diventa di "nicchia", il passo successivo (per non dire istantaneo) è la trasformazione di tutto quanto in una "elite". E' forse questa la deriva che vogliamo? Personalmente, ritengo che non sia la strada giusta.

Non ho, come credo tutti, la verità in tasca. Tuttavia, voglio pensare ad un posizionamento di GNU/Linux sul versante della semplicità d'uso. Forse, quando saremo riusciti a far passare il concetto (anche pratico) che "GNU/Linux is easy", allora tutta questa discussione ci sembrerà vecchia e banale.
16 aprile 2010

Santiago said:

...
Oggi mi sono proposto di rileggere il post. L'ho fatto. Penso che la prossima volta dovrei avere i post sotto mano quando si discute, non perché sia stato tergiversato, ma perché ho visto che io stesso mi scordo di quel che ho scritto.

Ad esempio, riguardo a Ubuntu One, ho detto questo:
Certo le aziende possono fare soldi investendo su quello che vogliono e offrendo dei servizi. Ma quando entrano in ballo i soldi la questione della libertà viene rivista, motivo per cui ubuntu one non è neanche open source.
E non credo che ci sia niente di sbagliato in questo paragrafo. Come ho ribadito, non stavo dicendo che Canonical sia il male, è una azienda, stavo mettendo in evidenza che si comporta come tale. In questo caso non ho espresso neanche un giudizio se sia giusto o sbagliato. Poi che voi capiate come la penso o no è un altro conto, anche perché a me sopratutto mi interessa come la pensiate voi.

Il fatto è che quando qualsiasi cosa diventa di "nicchia", il passo successivo (per non dire istantaneo) è la trasformazione di tutto quanto in una "elite". E' forse questa la deriva che vogliamo? Personalmente, ritengo che non sia la strada giusta.

Personalmente, neanch'io credo che la strada giusta da fare sia questa. Ma allo stesso tempo non credo la strada da fare sia invece l'aspirare alla sua diffusione massima in tutte le sfere.

Come ho detto ieri sera, secondo me, Linux - a livello desktop - al giorno d'oggi è di nicchia, perché è utilizzato dall'1%. Ma non ritengo assolutamente che sia di elite. Misuro spesso le mie parole, ma in effetti non sempre ci riesco. Seguendo questa logica, proprio perché la parola "nicchia", utilizzata in quel caso, non voleva essere sinonimo di "elite", non vedo in che modo la mia posizione sia contro la diffusione della conoscenza.

Ora, voi mi dite "attento, perché se dici cosi la conseguenza potrebbe essere questa". Ok. Se però la conseguenza dovesse essere, appunto, che cosi facendo diventerebbe una elite, allora sono contrario anch'io. Ma continuerò a mettere in dubbio che l'alternativa giusta sia il cercare di diffonderlo ovunque.

Io credo che chiedersi, e addirittura per alcuni preoccuparsi, sul "perché linux non sfonda" sia un interrogativo che non spetti fare a noi. La cosa riguarda piuttosto ad una azienda che voglia fare soldi con linux.
Loro sì vorrebbero diffonderlo ovunque. E si capisce il motivo in modo chiaro.
Secondo me, una delle strade giuste da fare, sarebbe portare linux nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione, e nelle scuole. Ho sempre pensato questo e ora mi è più chiaro il perché. C'è una differenza - che si potrebbe approfondire - nel cercare di portare linux in quelle sfere a voler portarlo in ogni casa.
16 aprile 2010 | url

GM said:

...
Essendoci distribuzioni a prova di idiota GNU Linux non è di nicchia e non lo sarà finché queste esisteranno.
Non confondiamo la volontà di rigettare il fine "un pinguino in ogni PC" con quella di voler un prodotto di élite: lo scopo è solo avere una distribuzione ottima ed il più semplice possibile da usare, che poi la usino in dieci o in dieci milioni è secondario.
Che poi l'interesse delle società di servizi sia quello di avere un bacino d'utenza più ampio possibile è logico, però lasciamo che il marketing se lo facciano da sole e non con schiere di fan non pagati.
16 aprile 2010

Santiago said:

...
Che poi l'interesse delle società di servizi sia quello di avere un bacino d'utenza più ampio possibile è logico, però lasciamo che il marketing se lo facciano da sole e non con schiere di fan non pagati.
Questo in effetti è un aspetto curioso se ci pensi. Perché basta frequentare il forum per trovare qualche fanatico che fa pubblicità a ubuntu proprio perché sente che è sua. Ma d'altronde la cosa capita se parli con un fan dei Mac. Quindi sotto questo punto di vista il fanatismo che si crea è sempre lo stesso.
16 aprile 2010 | url

GM said:

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E` dovuto dalla necessità di alcuni che li spinge a cercare di far parte di qualche cosa, di aderire ad un'associazione ed identificarsi pienamente con essa perdendo di vista lo sguardo d'insieme.

Di solito l'associazionismo "sano" nasce da persone con i medesimi obiettivi che scaturiscono da interessi comuni (economici, pratici o anche solo etici), in questo caso gli obiettivi vengono indicati di volta in volta.
Quel che conta è indossare la maglia della propria squadra.

Poi ci sono anche quelli che usano questa militanza per far curriculum (assurdo, ma esistono) e che hanno una mangiatoia nell'organizzazione di riferimento: se le cose van bene per il capo loro possono continuare a godere di piccoli o grandi vantaggi che altrimenti non avrebbero.
Da qui si capisce il perché di molte difese d'ufficio che scattano da persone tuttaltro che disinteressate.

Ci tengo a ribadire che la maggioranza è formata da persone in buonafede che non hanno gli strumenti per capire immediatamente che stanno lavorando gratis per una società che è tutt'altro che filantropica.
Se così non fosse non perderei tempo a discutere di questi argomenti e mi limiterei a denunciare la non attendibilità dei pochi che si nutrono alla mangiatoia.
16 aprile 2010

Claudio Magnani said:

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Rispondo e replico, con un mio parere, a 1 domanda e ad una tua affermazione che hai scritto nei post precedenti

1. "Perché c'è il bisogno di volere che linux "sfondi"?"
2. "Ma continuerò a mettere in dubbio che l'alternativa giusta sia il cercare di diffonderlo ovunque. "

Rispondo:
1- Personalmente, e a mio giudizio, ritengo che non ci sia bisogno che Linux sfondi. Una cosa che "sfonda" il mercato, sostanzialmente è come una cosa che viene messa in vendita. Sono daccordo con te quindi che Linux non ha bisogno di primeggiare nel mercato dei sistemi operativi.

2- Sinceramente qui non ti capisco. Per quale motivo non dovremmo diffondere Linux ovunque?
Ti capisco quando dici che secondo te è sbagliato "diffonderlo in tutte le sfere". Però la diffusione, in quanto tale, è necessaria per portare il software libero nella PA. Allora dove sta il limite?
Se io diffondo Linux, lo faccio per portare la conoscenza di questo mondo verso gli altri, nel senso che faccio sapere che c'è anche Linux, oltre ad altro. E non costringo nessuno a sceglierlo per forza. Come dissi nel post precedente, metto la persona di fronte a una scelta.
Quello che voglio dire è di distinguere la diffusione spontanea del software libero (nel senso di spontanea volontà, soggettivo quindi) da quella forzata e furba che operano le aziende, come la Canonical.
16 aprile 2010

Santiago said:

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2- Sinceramente qui non ti capisco. Per quale motivo non dovremmo diffondere Linux ovunque?
Ti capisco quando dici che secondo te è sbagliato "diffonderlo in tutte le sfere". Però la diffusione, in quanto tale, è necessaria per portare il software libero nella PA. Allora dove sta il limite?
Se io diffondo Linux, lo faccio per portare la conoscenza di questo mondo verso gli altri, nel senso che faccio sapere che c'è anche Linux, oltre ad altro. E non costringo nessuno a sceglierlo per forza. Come dissi nel post precedente, metto la persona di fronte a una scelta.
Quello che voglio dire è di distinguere la diffusione spontanea del software libero (nel senso di spontanea volontà, soggettivo quindi) da quella forzata e furba che operano le aziende, come la Canonical.
Quel "ovunque" era per non ripetere "in tutte le sfere".
Alla fine la pensiamo uguale perché anch'io penso che la diffusione a livello di conoscenza sia un bene. Quello che non avevo capito è la differenza che volevi fare, ora mi è più chiara e concordo anche. Quindi per chiarire, quando critico la "diffusione ovunque" intendo più in particolare, la "diffusione furba in tutte le sfere."

Ora, non ho capito cosa intendi per il limite della diffusione. Io credo che alla diffusione non ci sia un limite, e ti vedo d'accordo su questo punto. Quando dicevo che c'è una differenza tra cercare di diffonderlo nelle istituzioni, scuole e PA anziché cercare di farlo "in ogni casa" è perché la prima è molto più produttiva, propedeutica e utile ai fini di diffusione della conoscenza. La seconda non tanto, cercare di diffonderlo "in ogni casa" interessa ad una azienda.
Poi approfondendo la questione, nella mia mente malata, io vedo una sorta di utopia. Se tu lo fai conoscere in una scuola, la persona lo vede, lo prova, e se le piace lo installa a casa sua. Una diffusione parecchio spontanea che poi porterà i suoi frutti, perché quando la persona farà un curriculum scriverà: so usare openoffice, e cosi il datore di lavoro, al vedere che magari 9 persone su dieci sanno usare openoffice dirà: eh magari non mi conviene pagare la licenza office... giusto per fare un'esempio banale.
Ma la questione del perché è importante diffonderlo su certe sfere e su altre no, è vasta.
16 aprile 2010 | url

Claudio Magnani said:

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Ora, non ho capito cosa intendi per il limite della diffusione. Io credo che alla diffusione non ci sia un limite, e ti vedo d'accordo su questo punto. Quando dicevo che c'è una differenza tra cercare di diffonderlo nelle istituzioni, scuole e PA anziché cercare di farlo "in ogni casa" è perché la prima è molto più produttiva, propedeutica e utile ai fini di diffusione della conoscenza. La seconda non tanto, cercare di diffonderlo "in ogni casa" interessa ad una azienda.

Su quanto hai detto sono pienamente daccordo.
Tuttavia penso che la diffusione nella PA e nnelle scuole è si una diffusione più produttiva e propedeutica, ma anche una strada più difficile da intraprendere. Lo dico per esperienza personale, ho tentato nella scuola media a San Mauro, e partire dai vertici è il requisito principale. Nel senso, deve essere daccordo il preside della scuola per promuovere. E' ciò che mi fa arrabbiare, dovrebbero essere i professori a proporre ciò che io avevo proposto a loro. E invece no, il sistema scuola funziona dall'alto verso il basso.

Per cui diffondere linux "da persona a persona" mi sembra una via più logica e facile da intraprendere, anche se molto meno produttiva. Preferisco compiere il doppio della fatica e ottenre la metà, ma sapere che ho impiegato le sole mie forze per riuscire a diffondere il software libero.

Non sopporto pure le aziende, come dici tu, che vogliono portare (vendere?!) linux casa per casa. Una sorta di "spot-promozione" che snaturano l'etica del software.
Come tendo a pensare da quando uso linux, linux lo devi provare per una tua scelta, e non perchè una azienda te lo consiglia o te lo fa usare per forza.

17 aprile 2010

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