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Sab

27

Mar

2010

E ora Mark Shuttleworth vuole che le distro vengano omogeneizzate.
UIELinux Blog - Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Santiago   
mark-is-watching-2
Sinceramente mi sento un po' Feltri al partorire questi titoli degni da “Il Giornale”. Tuttavia vi prometto che il contenuto è di tutt'altro livello :)

Voglio proporvi una cosa, questa volta vi risparmierò quel che penso al riguardo e tradurrò un articolo spagnolo di Guillem Alsina. Un post che a mio parere è molto interessante e analizza la questione con buon senso. Spero gradirete :)


Mark Shuttleworth punta ad una specie d'uniformità nelle distribuzioni


Ignorando lo standard LSB, il fondatore di Canonical, nonché colui che diede impulso alla creazione di Ubuntu, propose velatamente di definire uno standard per GNU/Linux che fissi quali versioni delle librerie includere nei sistemi operativi.

Tramite uno dei suoi ultimi post Mark Shuttleworth  ha proposto, in maniera criptica, che venga fissato uno standard per quel che riguarda le versioni di determinate librerie e pacchetti chiave impiegati dalle diverse distribuzioni GNU/Linux. Non l'ha detto in modo esplicito, ma ha lasciato intravedere quest'idea.

L'imprenditore multimiliardario del Sudafrica ha esposto schematicamente, nel suddetto post, le somiglianze e differenze tra Ubuntu e Debian riguardo alle versioni delle componenti chiavi in qualunque sistema GNU/Linux. Come possono esserlo il kernel, le librerie GCC, l'interprete Python, il pacchetto di automatizzazione di ufficio OpenOffice (non è un pacchetto chiave, ma ugualmente molto importante) o addirittura il server X. Oltre a tutto ciò, ha invitato apertamente i responsabili delle altre distribuzioni affinché essi apportino i suoi dati e quelli che possano conoscere di altre distro. Shuttleworth ha anche analizzato i periodi di rilascio delle nuove versioni con cambi significativi in quelle componenti.

Quel che in fondo suggerisce il fondatore di Canonical è la creazione di un nuovo standard che fissi quali versioni delle componenti importanti del sistema dovrebbero essere incluse in tutte le distribuzioni, riuscendo così ad arrivare a un certo grado di omogeneizzazione. Allo stesso tempo sostiene che la possibilità di scelta delle altre componenti sia buona e salutare per il sistema del pinguino.


Uno standard che esiste già


La proposta lanciata nel Web da Shuttleworth non è nuova e, di fatti, esiste già uno standard sul quale fissare una distribuzione GNU/Linux per garantire che le applicazioni che vengono sviluppate per essa siano compatibili con il resto delle distribuzioni che seguono quello standard. Si tratta del Linux Standard Base (LSB).

Sviluppato dalla Linux Foundation, LSB fissa le regole che spiegano come devono essere la struttura logica del filesystem (facendo in modo che le applicazioni progettate sappiano dove prendere librerie e cartelle di cui hanno bisogno), le librerie impiegate, i runlevel o perfino lo scheduler per i lavori di stampa. Una caratteristica, quest'ultima, che può variare tanto a seconda della distribuzione.

In questo senso, la proposta di Shuttleworth non apporta niente di nuovo, tuttavia è logico che anziché adattarsi alle regole esistenti, questo imprenditore voglia fissare il suo proprio modello, visto che così potrebbe dominare il nuovo standard anche se esso dovesse essere condiviso con altre distribuzioni che possano contribuire alla sua costruzione. Nonostante ciò, a mio parere, la proposta ha poche possibilità di trionfare, In particolare perché esiste LSB, che non viene influenzato in gran misura da nessuna distribuzione concreta. Motivo per il quale tutti possono utilizzarlo senza nessuna paura di dover restare ostaggi all'arbitrio dei suoi “nemici” dell'ecosistema Linux.
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Commenti (8)add comment

Barra said:

...
LSB è un fallimento perchè SE NE FREGA degli interessi delle aziende e visto che le aziende sviluppano il 90% di linux LSB non ha senso di esistere.

La proposta di MS è allineare "certi" rilasci (LTS x ubuntu, stable x debian e così via), al fine di avere una piattaforma CERTA per sviluppo e testing di applicativi. Certificare un'applicativo come lotus notes richiede tempo e oggi viene fatto x ubuntu, debian, RH, novell ecc. Uno standard che stabilisca QUALI librerie usare in CERTIrilasci sarebbe un toccasana per aziende ed utenti.

Questo non avverrà mai perchè alla comunità ha più interesse a SPACCARE I MARONI piuttosto che lavorare per ottenere un prodotto migliore (questo IMHO. Nell'ultimo periodo viste le lamentele stupide della comunità ho pensato più volte che forse hanno più ragione Gates e jobs del nostro MS!)
27 marzo 2010 | url

gorneman said:

...
Personalmente penso che ogni team di sviluppo debba seguire la propria via, cioè il percorso di sviluppo e i tempi di sviluppo che pensa siano più giusti.

28 marzo 2010

Reve said:

...
penso che quello che ha detto Barra sia corretto...si risparmierebbe un sacco di tempo...
28 marzo 2010

Santiago said:

...
Questo non avverrà mai perchè alla comunità ha più interesse a SPACCARE I MARONI piuttosto che lavorare per ottenere un prodotto migliore (questo IMHO. Nell'ultimo periodo viste le lamentele stupide della comunità ho pensato più volte che forse hanno più ragione Gates e jobs del nostro MS!)
ahhahahahha smilies/cheesy.gif
28 marzo 2010 | url

Veleno77 said:

...
mmmm io vedo la cosa sotto altri aspetti, a parte che non è la prima volta che il cosmonauta a tempo perso tira fuori questa questione, ruppe le scatole anche al team di KDE per avere rilasci regolari, se non erro, in passato. Per quanto riguarda la proposta, non voglio dire una castroneria, e correggetemi se sbaglio, ma esiste un problema di diversità per quanto riguarda i file di configurazione e la locazione di molti file tra le varie distro prendiamo in esame anche solo Red Hat e Debian... o no?

Ovvio poi che Mark tiri l'acqua al suo mulino, lui vorrebbe che il mondo di linux ruoti con rilasci regolari intorno al suo prodotto, forse dovrebbe fare il contrario, come fanno la maggior parte delle distribuzioni.... magari si lamenta del fatto, che una versione del kernel che servirebbe, ho un aggiornamento importante di X non sia previsto entro lo sviluppo di Ubuntu e questo, a suo modo di vedere ne limita lo sviluppo stesso.. Ma in questo caso dovrebbe essere lui ad adeguarsi non tutto il mondo... se poi invece ci sia l'intenzione di creare una grande macchina organizzativa che punti ad uno sviluppo globale uniforme ... bhè forse per principio non sarebbe una cattiva idea, di certo sarebbe cattiva se fosse soggiogata ai rilasci di una distro... un conto e avere grossomodo le idee chiare di quando uscirà tutta una serie di pacchetti, un conto e forzarne l'uscita in tempi fissi.
29 marzo 2010

AirPort said:

...
Mi sembra che l'articolo che è qui tradotto travisi COMPLETAMENTE ciò che dice Shuttleworth (che parla solo di sincronizzazione tra i rilasci debian stable e ubuntu LTS) e metta in ballo cose che non c'entrano niente con quello che dice lui.
02 aprile 2010

Santiago said:

...
Mi sembra che l'articolo che è qui tradotto travisi COMPLETAMENTE ciò che dice Shuttleworth (che parla solo di sincronizzazione tra i rilasci debian stable e ubuntu LTS) e metta in ballo cose che non c'entrano niente con quello che dice lui.
Sono abbastanza sicuro che l'autore sappia inglese per cui puoi commentare nel suo blog o dirglielo in qualche modo.smilies/wink.gif

Tuttavia a mio parere non travisa il significato, piuttosto ne trova uno nascosto. Come avrai letto, più di una volta l'autore cerca di far capire che queste cose non sono state dette da Shuttleworth in maniera esplicita. Per cui l'articolo è un'analisi delle parole di Shuttleworth
02 aprile 2010 | url

Gianluca Sforna said:

...
La proposta di MS è allineare "certi" rilasci (LTS x ubuntu, stable x debian e così via), al fine di avere una piattaforma CERTA per sviluppo e testing di applicativi. Certificare un'applicativo come lotus notes richiede tempo e oggi viene fatto x ubuntu, debian, RH, novell ecc. Uno standard che stabilisca QUALI librerie usare in CERTIrilasci sarebbe un toccasana per aziende ed utenti.


In realtà MS non è così altruista, ma ha già scoperto quanto costa (tanto!) mantenere per più di 6 mesi una LTS e vorrebbe riuscere a risparmiarsi almeno una parte del lavoro basandosi su patch prodotte da altri. Oggi non lo può fare proprio perchè le versioni usate sono diverse; per questo dubito che il leader odierno delle distibuzioni LTS (Red Hat) abbia un qualche interesse nella proposta, anzi è probabile che più le due aziende entrano in competizione, più Red Hat farà di tutto per avere i suoi rilasci lontani da quelli di Canonical.
02 aprile 2010 | url

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