Mar 23 Mar 2010 |
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Sento il bisogno di fare un po' di chiarezza dopo i commenti nel mio ultimo post. E anche i commenti ricevuti sulla discussione di Pollycoke. In queste discussioni sono venute a galla tante questioni, dai pulsanti di chiusura a sinistra fino alle scelte che comporta aderire alla filosofia Free Software. Cercherò di essere il più chiaro e conciso possibile.
Cosa NON ho detto:
Cosa HO detto e/o penso:
E ora qualche parere estremamente personale sulle questioni venute a galla. Ripeto, secondo me.
Nella teoria:Nella teoria appoggio in pieno la filosofia del free software Nella pratica:Nella pratica cerco di seguire la teoria nel possibile dei limiti, dunque queste son le mie priorità: Prima - Esiste il programma adatto alle mie esigenze in versione free, allora lo uso senz'altro. Eccomi a scrivere da un computer con ArchLinux e non con Windows. Seconda - Non esiste la versione free ma c'è quella open (o semi open) allora bene, meglio di niente. Eccomi che uso Skype sotto GNU/Linux e anche il protocolo msn - aime non posso farne a meno - con Pidgin, Terza - Non esiste una alternativa open e devo ripiegarmi sul closed perché altrimenti mi licenziano, pazienza. Mi dispiace ma lo faccio. È solo questione di tempo e la versione open arriverà. Quindi rispetto chi per lavoro si vede costretto ad usare photoshop o autocad. Rispetto anche chi si trova bene con windows perché ama configurare l'antivirus e ripulire il registro ogni due secondi, non lo capisco ma per me può far quel che gli pare. Per quanto mi riguarda, sui miei computer non c'è traccia di windows da due anni o più, per i miei studi va benissimo OpenOffice e se consegno un lavoro ai professori lo invio in pdf o odt, e se lo richiedono in .doc. Non uso Gnash perché se lo facesse mia sorella mi darebbe un ceffone con la tastiera al mio “perché è libero”. Mi tocca scendere a compromessi. Ammiro chi resiste e non lo fa. Non so programmare ma contribuisco con guide e magari traducendo qualcosa (poco) su launchpad. Sul nuovo tema:Sì, non è male, mi piace l'idea che abbia un concept tutto di un pezzo. Se è vero che è stato fatto con photoshop peccato. I fantomatici pulsanti a sinistra:Non me ne frega proprio un bel (credetemi sto cercando di non scrivere la parola cazzo) [oh! l'ho scritta!] niente. Non mi stavo battendo perché i pulsanti venissero cambiati. Se non piace lo si cambia in 2 secondi. Chissenefrega. Se non piace Ubuntu si cambia distro.1 Non è questo di cui si stava parlando. Perché tutto questo casino?E io che ne so.. No dai seriamente...Beh perché credo che Ubuntu sia in contrasto con le idee che esprimo in questo articolo: L'informatica e i segni. Ultima Considerazione:Adoro l'anarchia. A livello ideale. Uno stato in cui non ci sia il bisogno di obbedire nessuno ma neppure di ribellarsi. La morte della politica. A mio parere Internet potrebbe esserlo.2 Se qualcuno di voi pensa che ci sia bisogno di un leader nel mondo GNU/Linux da seguire a occhi chiusi, uno Steve Jobs di linux, siete liberissimi di farlo. Io sono un bel po' scettico al riguardo.3
E ora, dopo tutta questa serietà accolgo la risposta di anonimo, il quale disse: il problema di linux sono le seghe mentali. Verissimo! Ecco perché dopo Lucyd Lynx ci sarà Masturbating Monkey!
1 Attenzione però. Che resti chiaro: Questo tipo di libertà appena espresso è il minimo sindacabile. Se iniziamo a ragionare in questi termini, non ti piace cambia distro, allora non ci siamo. Trovi che l'Italia sia un paese maschilista e tu donna non hai sufficiente libertà? Beh puoi sempre cambiare sesso sai! Ecco, Non so se ho reso l'idea.2 Se qualcuno di voi la pensa diversamente, ottimo! Il mondo è bello perché è vario. Ditemelo, mandatemi pure a fanculo ma fatemi sapere cosa pensate.3 Scettico non vuol dire che non sia d'accordo. mah lo metto abbastanza in dubbio.Commenti (11)
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Davide Pedrelli
said:
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... Ubuntu è considerata, giustamente, una distro GNU/Linux (la etichetto ancora come tale) facile da installare e da usare. Amichevole. E questo è in parte il motivo del suo successo. Un altro motivo è da ricercare nella straordinaria comunità che gli si è sviluppata intorno. Fatta di persone che tentano di dare un valido supporto ai nuovi arrivati. Certo, senza i soldi "del capo" tutto questo, probabilmente, non sarebbe mai stato. Tirando le somme, e volendo guardare la cosa in ottica positiva, se anche un solo utente, dei cento che arriveranno su Ubuntu, riuscirà a cogliere e fare propri anche gli aspetti etici della sua scelta, allora il bilancio sarà positivo. |
Teo
said:
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... Davide mi ha letto nel pensiero. Quante persone ha avvicinato ubuntu a linux. Ha grandi meriti. Credo che abbia messo un po' di ordine nella enorme confusione di distribuzioni che spiazzano gli utenti ... diciamo "comuni". Inoltre, per tornare al tema, ubuntu è ancora quello che è, grazie all'enorme lavoro della comunità senza il quale tutto questo non sarebbe possibile. Io non sono così convinto i modi di Shuttleworth tradiscano lo spirito del nome ubuntu. |
Davide Pedrelli
said:
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... @Teo ... ubuntu è ancora quello che è, grazie all'enorme lavoro della comunità senza il quale tutto questo non sarebbe possibile.Non entro nel merito del tradire lo spirito Ubuntu. Sono sostanzialmente d'accordo con Santiago. Mi interessa di più la prima parte del quote. L'enorme lavoro della comunità lo si deve in gran parte all'Etica GNU per il Software Libero. Diversamente tutti noi saremmo come chi spiega come craccare un software per Windows. In cosa ci potremmo distinguere dagli utenti di software proprietario nel momento in cui cedessimo, senza critiche e discussioni interne, le nostre libertà in cambio, ad esempio, della migliore usabilità di un software? Teniamo sempre ben presenti le libertà a cui rinunciamo. Se, ancora, l'etica del Software Libero ci sta a cuore, non abbassiamo la guardia. |
GM
said:
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... Piccola osservazione: l'anarchia è la morte dei partiti, non della politica. Si fa politica anche parlando con i colleghi o dal macellaio. Sì lo so, sono pedante. Per quanto riguarda il contenuto sintetizzato in questa spiegazione di Santiago sono pienamente d'accordo: chi non è coerente si squalifica da solo agli occhi degli interlocutori. Ovviamente non a quelli dei fan e di chi ha in Canonical una mangiatoia (ne trae un guadagno concreto diretto o indiretto). |
Veleno77
said:
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... Spero proprio che internet e GNU/Linux non diventino anarchici... mi spiace ma non credo proprio nell'anarchia... credo negli ideali, nelle idee e nella divulgazione di esse, nel reciproco confronto e apertura mentale nel cercare di trovare le soluzioni migliori, e tutto ciò non credo rientri nell'anarchia.daltronde LSB è nata appunto per non avere anarchia nello sviluppo.. Che piaccia o no.. se si pensa ad un allargamento del bacino di utenza di GNU/Linux, bhè c'è bisogno anche di persone come Shuttleworth, carismatiche e che hanno delle loro idee precise, non condivisibili magari ,ma che hanno degli obbiettivi.. non si può non dire che moltissime persone, milioni nel mondo hanno scoperto linux grazie ad Ubuntu... oggi ci si sta attaccando a sto fatto delle icone da una parte o dell'altra ecc..... in ubuntu comunque esistono sviluppatori che da esterni sono entrati a far parte del progetto, intervistai tempo fa Alberto Milone. |
GM
said:
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... Dici bene Veleno77, «credi che non rientrino in essa». Invece rientrano in essa, dato che contempla la libertà, il confronto e l'autogoverno delle comunità (free as in freedom...). Non l'imposizione di qualcosa. Lo scopo di GNU Linux non è una copia in ogni computer, non si tratta di un prodotto commerciale; il fine è un sistema che funzioni al meglio, non che piaccia al maggior numero di persone. Altrimenti avremmo un clone di Windows, però senza virus. Sporadicamente persone che non conoscono minimamente i principii anarchici richiedono la rimozione del pacchetto anarchism dai repository e tutte le volte qualcuno si deve premurare di ricordare che GNU attinge a piene mani da essi. Spero che la curiosità possa spingerti a verificare quanto ho scritto; mi permetto solo di consigliarti i dialoghi "Fra contadini" e "Al caffè" di Errico Malatesta, dato che sono brevissimi, diretti e chiari. Ovviamente si tratta solo di un assaggio per farsi un'idea su un movimento molto eterogeneo che ha però in comune l'amore per la libertà ed il rifiuto dello sfruttamento. |
Veleno77
said:
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... Bhè alla fine è il senso che si vuole dare ala parola anarchia, comunque nella news che citi si precisa che il team di sviluppo è una oligarchia..XD Sta di fatto che anche il termine stesso ha varie sfaccettature, comunque sia a me non piace questo termine.. anche perchè se ci penso lo steso movimento che sta alla base di GNU/linux ha creato regole, standard licenze e linee guida... Ora tu parli da arciere, che usando una rolling release ovviamente non sta dentro a queste manie di "voglia di stabilire tempistiche", anch'io per molti aspetti li trovo fuori luogo, c'è da dire però che non esistono solo le rolling release, anzi si contano sulle dita di una mano rispetto alle 300 e più distribuzioni.... Io non è che non sono d'accordo con te, anzi per molti aspetti lo sono, cerco di vedere però le varie sfaccettature... è da un pò che gira sta voce... da quanto Mark a tirato fuori dal cilindro la famosa frase "Ubuntu non è una democrazia". Ora ovviamente non è una frase felice, ma se andiamo un attimo a vedere si era creato un hype assurdo attorno a delle scelte fatte, oserei dire al limite del ridicolo, e lui ne se ne è venuto fuori con .. alla fine comando io... che per quanto possa non piacere, è la realtà dei fatti , senza lui e la canonical Ubuntu non esisterebbe.... come ti ho scritto anche dall'altra parte io penso che sia Ubuntu che si debba adeguare alo sviluppo e non il contrario, e che non è la prima volta che shuttleworth fa dichiarazioni del genere, altre volte lo hanno ascoltato altre no, mi pare che lo stesso ciclo di sviluppo di Gnome, alla fine si sia legato ai rilasci di Ubuntu... così come i driver Ati (intesi come supporto xserver e kernel) Io non saprei come pronunciarmi in merito alla questione, avrei preferito che Mark usasse la sua influenza per bacchettare i produttori hardware più che gli sviluppatori... |
yvesBsAs
said:
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... Non entro in merito a cosa ha detto, come abbiamo tutti chiaro oramai e che Ubuntu (la distribuzione) e della Canonical e alla Canonical comanda "Big Boss", punto, non ti piace? pazienza.. Cosa però temo di più è una divisione (user) (imprese) molto più marcata di adesso, ora fornisce un supporto tecnico, domani potrebbe arrivare una nuova Non ho nessuna voglia di creare flame, spero di sbagliarmi, ho usato Ubuntu dalla 5.10 e ne sono stato rapito, fortuna che Arch mi ha salvato |
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