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UIELinux.org Blog Quattro chiacchere in libertà ¿Che programmi hanno usato per fare il look di Ubuntu?
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Sab

13

Mar

2010

¿Che programmi hanno usato per fare il look di Ubuntu? PDF Stampa
Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Santiago   

fruttaLo ammetto. Mi piace la polemica. E quando il dialogo è monotono cerco il confronto, a volte anche forte.
Ovviamente ho i miei limiti, mica sono La Russa, non arrivo alle mani. Ma - linguisticamente parlando - come dire, me gusta echar leña al fuego, ecco.

Ora, tutti parlano del nuovo look di Ubuntu, alcuni dicono sia copiato, altri no. Non mi interessa.

Piuttosto, vi siete chiesti che programmi hanno usato per farlo?

Io non l'ho fatto. Ma naufragando per la rete ho trovato un'articolo interessante.
Poco fa, Dave Walker si recò a Londra presentare il nuovo Brand di Ubuntu, dopodiché scrisse un'articolo su Linux User & Development nel quale sono venuto a conoscenza che per sviluppare il nuovo design hanno usato dei Mac.

"Interestingly, it would seem that many of the artists that created this new design were using Apple Macs and proprietary software as their developing platform.  I’m a big believer in using the best tool for a job which leads to an important question. Is it that Ubuntu is lacking as an art and design platform and is not up to the task or is it, there aren’t any pedigree artists that are well skilled in using the Ubuntu desktop. The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point."

 "È interessante, sembra che molti degli artisti che hanno creato questo nuovo design abbiano usato Apple Macs e software proprietari come loro piattaforma di sviluppo. Io sono un ferreo sostenitore dell'idea che bisogna usare il miglior strumento disponibile per il lavoro che uno fa, per cui questo ci porta a una domanda importante. È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto? Oppure è perché non c'erano artisti, professionisti, sufficientemente abili ad usare un desktop Ubuntu? Il team di design ci ha tenuto a sottolineare che avrebbero voluto usare Ubuntu Desktop per le loro creazioni, ma al momento non avevano abbastanza familiarità con questo."

Non saprei come pronunciarmi. Comunque sia, è un peccato.

Voi cosa ne pensate?


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Commenti (39)add comment

Doc said:

...
Ora si capisce il perché delle novità estetiche della prossima release....
Ma chissenefrega? Oramai, ho tutto Debian!
Ciao
13 marzo 2010

psqcld said:

...
Gli artisti, o i creativi non amano molto le novità; apprendono l'uso di uno strumento di lavoro fin nei minimi particolari e poi lo utilizzano divinamente.
Apple Macs é stata pioniere nelle attività professionali grafiche-artistiche, ed ora si gode il vantaggio acquisito.
13 marzo 2010

CarloZ said:

...
Forse sono vere entrambe le tue ipotesi. Tuttavia io non penso che sia un peccato, in fondo quello che conta è il risultato, non gli strumenti che si usano per ottenerlo (parlando di sviluppo software, si intende smilies/tongue.gif). In questo caso quello che è venuto fuori è un bel tema, libero e destinato ad una distribuzione open source, non vedo come i software proprietari usati da chi lo ha disegnato possano influire.
13 marzo 2010

Danielsan said:

...
È altamente improbabile che uno studio grafico usi software opensource per fare grafica, la cosa non deve sorprendere più di tanto.
Qualcuno conosce studi di grafica blasonati, internazionali e nazionali, che fanno apertamente e dichiaratamente uso di software opensource?
Se crede di conoscerli farebbe bene a segnalarli a Canonical.
13 marzo 2010

Santiago said:

...
ok, ma quindi concordi con me che sia una pena in un certo senso?

Voglio dire, nel caso di Ubuntu, la filosofia che c'è dietro al sistema operativo è quella di presentare una distro GNU/Linux in grado di competere contro sistemi proprietari.
Se però ti presentano una distro del genere e ti dicono che è fatta con sistemi proprietari (intendo solo il look eh). C'è qualcosa che non va.

Anche perché ci sono alternative open in grado di fare quel lavoro. Quindi è un vero peccato che l'abbiano fatto coi Mac.

È un po' come se io decidesse di fare la guerra a Stati Uniti ma combattessi con arme comprate proprio da loro. Non trovi?
13 marzo 2010 | url

Davide Pedrelli said:

...
Forse è vero, i designer sono abituati ad usare un determinato software, lo imparano a menadito e sono poco inclini al cambiamento.

Potremmo giustificare la cosa pensando sia una questione di tempi di realizzazione e non una difficoltà mentale a cambiare strumento. Non ne sono pienamente convinto, dato che comunque i designer acquistano gli aggiornamenti ai software proprietari e spesso questo impone loro un certo tempo per apprendere l'uso delle nuove funzionalità.
Quindi, alla fine, non è solo una questione di tempi di realizzazione. Dietro c'è molto più di questo.

Diciamocelo, non è lo strumento che ha realizzato il tema, ma l'uomo dietro allo strumento.
E forse quell'uomo avrebbe ottenuto lo stesso risultato usando GIMP al posto di Photoshop, se solo avesse avuto una valida motivazione per farlo.

Noi di uielinux.org, nel nostro piccolo, realizziamo la MailingWeek settimanale usando Scribus per la versione stampabile. Lo stesso dicasi per i contenuti grafici fatti con GIMP e Inkscape.

Ci siamo imposti di usare esclusivamente Software Libero per una questione di coerenza etica, non di tempi di realizzazione.
Ma forse questi sono valori che, tutto sommato, è meglio fingere siano poco importanti. Quel che conta è il risultato, giusto?
13 marzo 2010

CarloZ said:

...
Personalmente mi sento di ribadire il concetto che ho già espresso, durante la realizzazione di un qualsiasi software entrano in gioco tantissimi fattori: ci sono gli editor di schemi e diagrammi utilizzati in analisi e progettazione, ci sono i linguaggi e i framework utilizzati per lo sviluppo, ci sono gli editor grafici usati per realizzare l'interfaccia e una miriade di altri strumenti. Non è questo insieme di cose che qualifica il risultato finale in termini di libertà, altrimenti, portando il ragionamento agli estremi, non avrebbe senso parlare di software open per sistemi non liberi o non potremmo concepire la distribuzione di codice libero scritto per framework come .NET.
13 marzo 2010

Davide Pedrelli said:

...
Carlo, il contesto è importante.
Si parla della realizzazione un sistema operativo completo. Di un ambiente totalmente concepito per essere e restare Libero. Ubuntu nello specifico.

Questi "cedimenti", per piccoli che siano, alla lunga non faranno altro che indebolire/ridurre i contribuiti spontanei al progetto da parte di coloro a cui l'etica sta ancora a cuore.

Neanche furbi. Almeno si fossero tenuti la lingua in bocca quelli di Canonical!
13 marzo 2010

CarloZ mobile said:

...
Forse non si sono tenuti la lingua in bocca proprio per il motivo che non c'è nulla di scandaloso. Non so, continuo a pensare che il contesto di un sistema operativo non sia tanto l'editor con cui ai sono realizzati i componenti dell'interfaccia quanto le sue componenti.
13 marzo 2010

Davide Pedrelli said:

...
Che livello di penetrazione hanno le parole, quando i gesti le contraddicono?
13 marzo 2010

Barra said:

...
Alcuni chiarimenti:
leggendo il blog di Mark Shuttleworth si scopre che lo studio che si è occupato del rebranding è uno dei più famosi a livello internazionale. MS dice chiaramente che PER LA PRIMA VOLTA questi si sono trovati a rilasciare (su specifica richiesta del loro cliente) con licenza open un font.
Quindi è chiaro per tutti che questa gente NON È ABITUATA a lavorare con l'opensource. Lo sapeva benissimo MS, lo sapevano tutti i diretti interessati e Canonical non lo ha tenuto nascosto.

Come hanno già detto altri: quale grande studio fa uso di applicativi opensource nel campo del design e del marketing? NESSUNO....
Quindi bisogna rinunciare a una collaborazione con gente che lavora con aziende del calibro di BMW e grandi marchi della moda?

Tanto più (e mi rivolgo a Davide Pedrelli e ai tanti che commentano come lui) che Canonical e il suo leader AMMETTONO DA SEMPRE l'attuale superiorità del software closed e in particolare di OSX. Stanno lavorando per migliorare le cose ma creare una suite in grado di concorrere con la soluzione di Adobe (e diffonderla all'interno dei grandi studi di design e marketing) è impensabile al giorno d'oggi, soprattutto considerando che Adobe investe su questa suite una cifra superiore di 10 volte all'intero valore di Canonical.
Pensate cmq che Ms quando affida a un'azienda una campagna di marketing controlli prima che software usino sui pc? o che BMW vada a dare un'occhio al garage per assicurarsi che i designer non acquistino Mercedes?
13 marzo 2010 | url

Davide Pedrelli said:

...
@Barra.

mi rivolgo a Davide Pedrelli e ai tanti che commentano come lui

Se solo avessi usato un minimo di rispetto in più ti avrei risposto volentieri.
13 marzo 2010

CarloZ mobile said:

...
@Barra

si, va bene, ma:
non si stava disquisendo di superiorità o meno dei software closed rispetto a quelli open, quella è estremamente relativa. Si stava parlando di libertà e del fatto che l'uso in produzione di sw. proprietario possa o meno metterla in pericolo.

P.S. Puoi evitare il maiuscolo? Stiamo solo confrontando delle opinioni in massima tranquillità
14 marzo 2010

Barra said:

...
@Davide: non mi sembra di averti assolutamente mancato di rispetto.

@CarloZ: non capisco quale possa essere il problema... Uso photoshop, ritocco mie foto e le rilascio con licenza C/C. Non è paragonabile?
Il mondo dell'opensource deve rinunciare a migliorarsi perchè mancano gli strumenti? o dobbiamo aspettare altri 10 anni, il tempo che i pochi sviluppatori a disposizione creino gli strumenti all'altezza del compito (che però probabilmente saranno cmq vecchi e superati da quando disponibile nel mondo del software closed)?

Se il cambio di look porta nuovi utenti, nuovi accordi commerciali e conseguentemente più soldi allora magari si troveranno le risorse per creare una suite al livello di quella offerta da Adobe, si dirà che i soldi spesi per Dalton Maag (http://en.wikipedia.org/wiki/Dalton_Maag) sono stati spesi bene e a nessuno importerà più dei programmi utilizzati per creare logo e nuovi design.

Roma non è stata costruita in un giorno ma certe volte mi sembra che Mark Shuttleworth sia l'unico a saperlo (questo in riferimento non solo a questo tuo post ma ai tanti che si leggono continuamente di lamentele per la "lentezza" della penetrazione di linux nel mercato desktop)
14 marzo 2010 | url

Davide Pedrelli said:

...
@Barra
Tu parli di OpenSource, io di difesa della Libertà
E'come paragonare la velocità del treno alla purezza del cioccolato.
14 marzo 2010

Santiago said:

...
@Barra:
Ciao, ti rispondo riguardo al tuo primo commento. Per quanto mi riguarda, anche se leggi l'articolo o i miei commenti non ho mai detto che non possano usare strumenti closed o addirittura che non debbano farlo.

Quel che sostengo io è che per fare certe cose si potevano usare strumenti come GIMP o INKSCAPE tranquillamente.

Visto lo sfondo? Non ci vuole un pedigree artist per fare una cosa cosi con GIMP.

Il senso dell'articolo è questo, è un po' una pena che ancora oggi per sviluppare un intorno grafico per Ubuntu ci si deva avvalere di programmi come photoshop.

Poi c'era il fattore stupore. Ero un po' sorpreso perché trattandosi di Ubuntu, una distro nata per competere contro sistemi closed, venga sviluppata(a livello grafico) da applicazioni closed. Ma ovviamente non sapevo che lo sfondo di Karmic è stato fatto con photoshop. smilies/sad.gif
se l'avessi saputo non mi sarei sorpreso più di tanto. E magari non avrei neanche scritto l'articolo.

Se però tu pensi che non ci siano applicazioni ancora per fare un lavoro del genere, e quindi che Ubuntu non sia all'altezza:
Il mondo dell'opensource deve rinunciare a migliorarsi perchè mancano gli strumenti?
allora su questo punto non siamo d'accordo.

Ma si torna sempre alla domanda che si è fatto Dave Walker. E io appunto volevo sapere come la pensavate. smilies/smiley.gif
14 marzo 2010

Santiago said:

...
Oh anche i ragazzi di windows usano Mac
smilies/cheesy.gif
14 marzo 2010

Barra said:

...
@Davide:
Della "difesa della libertà" non mi interessa molto, almeno non nei termini che usi tu. Dal mio punto di vista libertà significa essere libero di usare strumenti closed se così mi va, senza che per questo altri debbano lamentarsi. L'esistenza stessa di discussioni di questo tipo IMHO significa che qualcuno pretende che la sua libertà sia più importante della mia o di quella di Canonical che cmq non si è mai dichiarata nemica giurata dei software closed visto che hanno in programma di supportarli attivamente (vedi lotus symphony)...

@santiago:
scusami ma forse mi sono perso qualcosa:
Esistono informazioni ufficiali sui programmi utilizzati per creare lo sfondo? Da quel che so Dalton Maag si è occupata della creazione dei font, di una consulenza generale sul design (brochure, sito, custodie cd ecc). Icone, sfondo, tema in generale sono stati sviluppati internamente da Canonical e non ho letto da nessuna parte (nemmeno negli articoli da te linkati) che siano stati realizzati con programmi closed.
Magari mi sbaglio (il mio inglese è decente, nulla più).
14 marzo 2010 | url

Santiago said:

...
@Barra
riguardo allo sfondo era per fare un esempio. Se vuoi cambio la parola sfondo con logo.
Visto il logo e la scritta? Non ci vuole un pedigree artist per fare una cosa cosi con GIMP.


La sostanza di quel che sto dicendo è la stessa.

Non faccio differenza tra lo sfondo, le icone, la scritta del logo o il desing della custodia. È sempre un prodotto fatto per uno scopo ma che viene elaborato con una modalità contraria allo scopo che persegue.
È questo che trovo un po' un peccato. Perché secondo me gli strumenti alternativi per farlo ci sono.

(E se vogliamo lo trovo anche incoerente, in parte)
14 marzo 2010

Davide Pedrelli said:

...
@Barra
Della "difesa della libertà" non mi interessa molto...

A me invece interessa. Pensa che fesso!

Il fatto che tu possa tranquillamente continuare a commentare su questo sito che amministro, flammando a tuo piacimento, la dice lunga sul mio concetto di libertà, nonché di tutti gli altri associati uielinux.

L'esistenza stessa di discussioni di questo tipo IMHO significa che qualcuno pretende che la sua libertà sia più importante della mia...

Barra,
fatti un giro vai!
14 marzo 2010

Teo said:

...
Mettiamo il caso che volessi ridipindere casa mia.
Chiamo l'imbianchino e mi dice :
"Se vuoi posso imbiancare casa tua per 5000 euro. Il prezzo non e' altissimo ma noi siamo competitivi grazie al fatto che abbiamo questo bellissimo pennello stracazzuto; molto largo e molto produttivo.
Ma se volete, possiamo fare il lavoro con quest'altro pennello che è molto più stretto e che ci costringere, per questo, a impiegare il doppio del tempo. Oltre a ciò il lavoro non viene proprio con la stessa qualità. Il costo in questo caso è di 10.000 euro"
Cosa rispondereste voi ? Quale opzione scegliereste ?
Credo che alla fine tutto si riconduca a questo.
Shuttleworth ha dovuto pagare per avere un lavoro di qualità.
Lo ha fetto perchè la comunità opensource non era in grado di dargli quei livelli qualitativi di qui aveva bisogno.
Ragioniamo anche su questo!
Chi di mestiere fa il grafico, normalmente utilizza un mac o windows, e comunque non linux.

Recentemente ho effettuato un montaggio video con kdenlive. Prima usavo Magix Video De luxe.
Ho impiegato più del doppio del tempo per fare le stesse cose e il risultato è senza dubbio di qualità peggiore.
Questo perchè il rendering finale non è preciso come con Magix.
Se avessi dovuto fare questo, come lavoro, come avrei giustificato al cliente il fatto che ci avrei messo più tempo per avere un risultato peggiore ?
15 marzo 2010

Francesco Nicosia said:

...
Salve,

Probabilmente andrò un pò OFF TOPIC, ma non me la sento di discutere la scelta di Mark Shuttleworth. Vorrei piuttosto parlare della mia esperienza personale :
sono un utente (felice, anzi no ... felicissimo) di GNU/Linux (Ubuntu nel notebook, Debian nel fisso di casa) sin dal 2006 ed è da quasi un anno che ho definitivamente eliminato qualsiasi partizione di avvio con Windows da entrambi i pc.
Ripeto, sono un uomo felice... ma purtroppo ho una piccola dipendenza che viene dal mio passato. Una dipendenza che, nonostante i miei sforzi e continui studi, non riesco ad eliminare.
Sono un fotografo canonista (EOS 350D e prossima EOS 7D), che sta cercando di crescere silenziosamente in ambito professionale. Spesso, sia per lavoro che per hobby, mi ritrovo a sviluppare centinaia di foto al giorno, in formato RAW.
Premetto che sono cresciuto con Photoshop per Windows, sin dalla ver.6; Ora, che uso Linux sia per programmare che per scrivere il mio romanzo, non riesco ad adattarmi graficamente a soluzioni OpenSource, come GIMP ed altri che ho provato.
Non riesco in nessun modo, sarà una mia limitazione, ma non riesco.
Photoshop, purtroppo, si presta in maniera più rapida ed efficace nello sviluppo ed elaborazione digitale delle immagini.
Per fortuna uso WINE e Photoshop CS2, regolarmente licenziato ed acquistato.
GIMP ancora non è in grado di entrare nella testa della maggior parte degli utenti che lo usano in ambiti professionali.

Ciao
Francesco
15 marzo 2010 | url

Davide Pedrelli said:

...
@Francesco Nicosia
Spero di farti cosa gradita indicandoti due risorse direttamente pubblicate nella nostra area Downloads.

La prima è una video guida all'uso di GIMP
www.uielinux.org/downloads/doc...-gimp.html

La seconda è una dispensa in PDF creata da Maurizio Loreti (membro del Canon Club Italia forum)
www.uielinux.org/downloads/doc...-gimp.html
15 marzo 2010

Teo said:

...
@Francesco

Credo che il confronto non dovresti farlo fra photoshop e gimp bensì fra Photoshop e Inkscape.
Ciao
15 marzo 2010

Barra said:

...
@Davide:
Non pensi chce possa essere utile scendere a compromessi qualche volta? Dalton Maag usa Mac, secondo te Mark Shuttleworth poteva andare a bussare alla loro porta e dire: dovete usare Gimp e Inkscape?
Che fosse possibile replicare quel lavoro con programmi open è certo vero, solo che quando lavori con dei creativi non paghi solo "manovalanza" ma anche e soprattutto un'idea, magari nata dopo attento studio. Se questi lavorano x BMW (+ Puma, Vodafone, Whintertour, Guinness) evidentemente sono in gamba.

@Davide:
seconda volte che mi rispondi evitando di rispondere. Io argomento (senza offendere, eventualmente dimmi quale mia affermazione ti urta), ti butti li cose come "fatti un giro", evidentemente, a conferma della mia precendente affermazione, ritieni la tua opinione più importante della mia....
15 marzo 2010 | url

Davide Pedrelli said:

...
@Barra. Ultima replica, almeno da parte mia.
Non pensi che possa essere utile scendere a compromessi qualche volta?

Scendere? Io ambisco salire. Quanto più possibile.
Io argomento senza offendere, eventualmente dimmi quale mia affermazione ti urta ... evidentemente ... ritieni la tua opinione più importante della mia

Evidentemente non siamo compatibili. Capita. Fattene una ragione, rilassati e vivi in pace fratello.
15 marzo 2010

Santiago said:

...
Teo il discorso che fai è vero e credo che alla fine il fulcro della questione sia questo:
Lo ha fatto perché la comunità opensource non era in grado di dargli quei livelli qualitativi di qui aveva bisogno.....Chi di mestiere fa il grafico, normalmente utilizza un mac o windows, e comunque non linux.


E l'intervento di Francesco - che, ti ringrazio non è tanto off topic come sembra - ne da una conferma.

Ora, mi sorge una domanda. Secondo voi GIMP e Inkscape sono in grado di eguagliare Photoshop e Illustrator?
In base alle risposte il mio pensiero è questo:
Se sì, allora è una pena che sia stato fatto con applicazioni closed. Capisco il motivo, ma non lo giustifico. La cosa lascia un po' l'amaro in bocca.
Se no, allora la strada è lunga. E di certo, in base all'obbiettivo di Ubuntu - a livello di immagine - Canonical non si mostra molto coerente. Anche qui capisco il motivo.

Io scelgo la prima risposta. Riguardo al mio pensiero sulla seconda (nel caso sia no) dovete sapere che io non discuto il fine ma il mezzo. Il mezzo riguarda il modo, ed è dove si rispecchia la filosofia.

Di questa cosa, se ne è resa conto anche Mark. Perché sebbene sia vero che Canonical non l'abbia tenuto nascosto, è anche vero che non lo ha dato a sapere. Mi spiego meglio:

Nel blog di Shuttleworth c'è scritto soltanto che (cito Barra) "per la prima volta questi [grafici] si sono trovati a rilasciare (su specifica richiesta del loro cliente) con licenza open un font." Il che non è la stessa cosa di dire "hanno fatto il font con illustrator".
La stessa cosa vale per quel pezzo di articolo che ho citato e tradotto: "sembra che molti degli artisti che hanno creato questo nuovo design abbiano usato Apple Macs e software proprietari come loro piattaforma di sviluppo."

Come si può notare, neanche l'autore dell'articolo ne è sicuro al 100%. Il fatto che abbiano usato applicazioni closed lo sappiamo per un processo di inferenza e non perché ci viene detto direttamente.

@Barra:
è vero anche il tuo discorso dei creativi e dell'idea. Si paga sopratutto l'idea. Ma se pensi che replicare quel lavoro con programmi open sia possibile, allora sei d'accordo con la mia prima risposta?
PS: per noi la tua oppinione vale quanto la nostra, quindi sentiti libero di rispondere tranquillamente.
15 marzo 2010 | url

CarloZ said:

...
"per la prima volta questi [grafici] si sono trovati a rilasciare (su specifica richiesta del loro cliente) con licenza open un font."


Credo che tu abbia colto nel segno, non sappiamo cosa hanno usato i grafici ai quali il lavoro è stato commissionato, ma (mia personale opinione) il fatto che il committente gli abbia richiesto di rilasciare open il lavoro per i quali erano stati pagati, costituisce l'aspetto più innovativo della vicenda. Se questo modo di fare prende piede, sono portato a credere che il resto seguirà.
15 marzo 2010

Santiago said:

...
@Carlo
non sono molto d'accordo nel fatto che sia il fulcro del discorso. Come ho già detto prima sto mettendo in discussione il mezzo e non il fine.
15 marzo 2010 | url

Sergio Gridelli said:

...
Salto a piedi pari tutta la questione software proprietario e software opensource.

Dico solo che mi pare ci siano due livelli:
1. Il computer è "solo" un mezzo che traduce un'idea. Quindi al centro c'è sempre il pensiero che (ancora) è una peculiarità tutta umana.

2. Diverso, invece, è il discorso filosofico o, forse meglio, etico. Il software opensource è collaborativo e condiviso. Quello proprietario no.

@Santiago
Questa la mia esperienza professionale:

1. GIMP > non esporta in quadricromia, quindi pressoché inutilizzabile in ambito stampa. Invece, con qualche "acrobazia", può essere utilizzato per tutte le attività afferenti al web o, comunque, per elaborati in RGB. Per un uso casalingo è più che sufficiente.

2. Inkscape > senza montarsi troppo la testa, può surrogare Illustrator anche in ambito professionale. Io lo uso già da un po' e "dialogo" senza troppi problemi con i service di stampa.

3. Scribus > è lontano anni luce da InDesign. Ma è chiaro che se esistesse solo Scribus si farebbe con quello che c'è. Purtroppo, nelle agenzie i tempi sono sempre più paragonabili a quelli del Pronto Soccorso (il lavoro va fatto per ieri!). Al momento, non vedo alternative professionali al prodotto di Adobe.

Morale.
Se si è convinti che la "filosofia" dell'opensource sia un valore che fa rima con "libertà", si supera (quasi) ogni difficoltà. Tuttavia, in ambito professionale l'etica va a farsi friggere appena si accende il computer (che, manco a dirlo, è un iMac).
16 marzo 2010

zentili said:

...
ehm, ok, il discorso è ottimo ma c'è una sola cosa che forse non è chiara: per fare quel tema non è servito altro che un editor di testo. Se si vuole parlare di altre cose come wallpaper o boot screen beh son semplici, semplicissimi, fattbili anche con MS Paint a momenti e il fatto che i "designer" abbiamo usato software apple è semplicemente una conseguenza del fatto risaputo che i professionisti di grafica digitale, tutti, usano software apple e per un ragionevolissimo motivo: è comodo e funziona perfettamente in ogni possibile suo aspetto come nient'altro. Per chi ha lavorato su commissione importa ben poco se si tratta di artwork per ubuntu o pizza e fichi. La domanda che viene posta ("È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto?") trova la risposta in quanto ho scritto sopra che è una storia piuttosto vecchia, non di certo la notizia del momento.. non mi sembra una discussione estremamente utile, se mi posso permettere.
21 marzo 2010

Ettore said:

...
io sì che sarò fuori tema ... pazienza!
io penso che se si è fatto ricorso a qualcuno di famoso (non per me, la grafica per me è come il latino ... meglio la matematica!) è perchè si voleva l'idea geniale, accattivante che quel qualcuno poteva mettere in campo ... il cliente mi dice cosa vuole ma il falegname sono io, decido io se usare bulino o tornio
a me il vero compromesso pare quello di voler una bella faccia per un ottimo prodotto; il bello di Linux è che funziona meglio di Win non che è più bello!
lo dice chi sta usando un Pentium III 512MB di RAM che con WinME era fermo e con Ubuntu ... vola!
questo è, secondo me, un punto di forza o, come si usa ora, un'eccellenza!
grazie e ... buoni bit a tutti!
22 marzo 2010

Zap said:

...
Arrivo tardi, ma mi sembra doveroso riportare l'INTERO paragrafo dell'articolo originale:

Interestingly, it would seem that many of the artists that created this new design were using Apple Macs and proprietary software as their developing platform. I’m a big believer in using the best tool for a job which leads to an important question. Is it that Ubuntu is lacking as an art and design platform and is not up to the task or is it, there aren’t any pedigree artists that are well skilled in using the Ubuntu desktop. The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point.

Tagliare l'ultima frase non è stato proprio corretto...
13 aprile 2010

Santiago said:

...

Arrivo tardi, ma mi sembra doveroso riportare l'INTERO paragrafo dell'articolo originale:

Interestingly, it would seem that many of the artists that created this new design were using Apple Macs and proprietary software as their developing platform. I’m a big believer in using the best tool for a job which leads to an important question. Is it that Ubuntu is lacking as an art and design platform and is not up to the task or is it, there aren’t any pedigree artists that are well skilled in using the Ubuntu desktop. The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point.

Tagliare l'ultima frase non è stato proprio corretto...

Se c'è una cosa che odio è la manipolazione dell'informazione, e per dimostrartelo ho aggiunto la frase "fondamentale" di cui parli. E non l'ho fatto perché ritengo che tu abbia ragione, ma perché credo che il pezzo non cambi per niente. Inoltre, per mancanza di tempo e per coinvolgerti ancora di più, voglio proporti di essere te stesso a tradurre la frase. Cosi potrò aggiungerla alla mia traduzione.

Tuttavia, se leggi all'inizio troverai questa frase:
Io non l'ho fatto. Ma naufragando per la rete ho trovato un articolo interessante.

e se ti rechi su quel link vedrai che il pezzo scritto qui non differisce da quello in spagnolo, sopratutto per la citazione (neanche loro hanno aggiunto quella frase). Inizialmente ho tradotto dallo spagnolo all'italiano e poi ho visto il pezzo in inglese per correggere qualcosa. Quindi mea culpa. Ma mi sono reso conto quando ho visto l'originale e metti per mancanza di tempo e voglia non l'ho tradotto, anche perché ho ritenuto che il concetto venisse espresso già prima. vedi la trad:
Oppure è perché non c'erano artisti, professionisti, sufficientemente abili ad usare un desktop Ubuntu?


Ora, mi spiegheresti però cosa cambia ora che la frase è stata aggiunta? visto che perfino il titolo di questo post è una domanda e non una affermazione? dato che neanche loro affermano niente ma lasciano interpretare che non hanno usato ubuntu, e sopratutto come ho già detto prima - e credo sia questo il motivo per cui i compagni spagnoli non abbiano aggiunto la frase - il concetto viene espresso anche prima?

Comunque sia, grazie e fammi sapere.
Santiago.
13 aprile 2010 | url

Zap said:

...
The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point.

Traduzione molto spiccia:
Il team di design ci ha tenuto a sottolineare che avrebbero voluto usare sistemi Ubuntu per le loro creazioni, ma al momento non avevano abbastanza familiarità con questi.


Il titolo del post è una domanda, sì, ma non centra niente: la risposta a tale domanda viene data nella citazione: hanno usato computer Apple.
Il punto è la domanda alla fine della citazione, prima del pezzo che ti ho suggerito di aggiungere:
È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto? Oppure è perché non c'erano artisti, professionisti, sufficientemente abili ad usare un desktop Ubuntu?"

la frase che hai trascurato risponde proprio a queste due domande: è un problema di familiarità, come han tenuto a sottolineare gli stessi designer. Volendo proprio esser puntigliosi si potrebbe malignare che visto che non hanno usato ubuntu, non possono sapere se gli strumenti a disposizione sarebbero stati all'altezza.
Ad ogni modo non c'è alcuna polemica da alimentare, a meno che uno non ne voglia iniziare una tagliando la frase che spiega i motivi della scelta di usare sistemi apple.

Quando ho parlato di poco corretto non ho specificato se lo fosse da parte tua o dello spagnolo perché non sapevo se tu avessi effettivamente letto l'originale.

non ho altro da aggiungere, 'notte!

13 aprile 2010

Zap said:

...
scusa, ho in effetti una cosa in più da dire: sei stato TU a dire che ti piace gettar legna sul fuoco delle polemiche. E per questo motivo sarebbe stato corretto riportare l'intera citazione, onde evitare di polemizzare inutilmente. buonanotte per davvero!
13 aprile 2010

Santiago said:

...
@Zap, mi sono permesso di cambiare sistemi Ubuntu con "Ubuntu Desktop" e di metterlo al singolare. Ma per il resto la tua traduzione non cambia.

Il titolo del post è una domanda, sì, ma non centra niente: la risposta a tale domanda viene data nella citazione: hanno usato computer Apple.
Anche in inglese si guarda bene di affermare, dice: "it would seem" il ché è molto lontano da usare un presente.

la frase che hai trascurato risponde proprio a queste due domande: è un problema di familiarità, come han tenuto a sottolineare gli stessi designer. Volendo proprio esser puntigliosi si potrebbe malignare che visto che non hanno usato ubuntu, non possono sapere se gli strumenti a disposizione sarebbero stati all'altezza.
Si può essere anche questo. A suo tempo avevo pensato che per fare lo sfondo o altre cose GIMP ne era all'altezza.

Quando ho parlato di poco corretto non ho specificato se lo fosse da parte tua o dello spagnolo perché non sapevo se tu avessi effettivamente letto l'originale.
Si l'originale l'avevo letto, ma come ti ho detto solo per correggere la parte che avevo tradotto dallo spagnolo. Poi io non so se loro l'hanno fatto in buona fede o no, io non volevo creare una polemica per non riportare la fonte, se mai chiedevo pareri su ciò che è successo. Ruota tutto intorno al fatto che "sembra" - ironicamente, perché lo capiamo - che abbiano usato dei Mac. E anche se fosse perché non avevano dimestichezza il dispiacere rimane lo stesso.. o rimaneva nel mio caso, visto che i miei pareri su ubuntu sono cambiati di parecchio.

14 aprile 2010 | url

Zap said:

...
Beh il dispiacere c'è, effettivamente. D'altronde Ubuntu - e Linux in generale - deve ancora conquistarsi la fiducia e l'interesse di questa fetta di mercato. Percui almeno per il momento penso sia accettabile che per far sviluppare il nuovo branding da dei professionisti ci si sia trovati ad usare strumenti apple (perché si parla del branding, se ho capito bene, quindi del nuovo logo, del nuovo sito, delle nuove "faccine stilizzate" che si vedono nei mockup del sito, e ovviamente dei nuovi colori - non del tema Gtk).

Speriamo che le cose cambino presto, personalmente non sono in grado di giudicare lo stato del pinguino per lavori di questo genere (per il wallpaper bastava di sicuro Gimp / Inkscape ;P ).
15 aprile 2010

burt said:

...
Personalmente, trovo la cosa un po ridicola ,ma solo da un certo punto di vistasmilies/smiley.gif la cosa che mi da piu fastidio e che gli utilizzatori di altri os ci prenderanno in giro per questo , dicendo "TÒ ALLA FINE PER APPARIRE PIU BELLI SIETE ANDATI DALLO ZIO JOBS" in realtà o perlomeno la realtà che ho percepito io e che Canonical a voluto dare in mano a dei grafici di professione lo style del tema , poi che abbiano usate delle macchine e dei programmi proprietari e un peccato ma probabilmente quelle hanno quelle usano.
Poi questo studio di proffessionisti che cosa ha fatto in concreto, dei disegni ? tirato giu il gtkrc completo ? perche allora la cosa cambierebbe ancora un pò , in pratica lo "studio grafico" potrebbe essere stato incaricato di buttare giu delle idee poi canonical le ha realizzate,indi per cui arrivando in fondo al ragionamento, non e importante il mezzo con cui si e ottenuto il risultato, ma il fine ultimo ottenuto, che e sempre free vero ?.

smilies/smiley.gif
24 maggio 2010

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