

Sab 13 Mar 2010 |
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Piuttosto, vi siete chiesti che programmi hanno usato per farlo? Io non l'ho fatto. Ma naufragando per la rete ho trovato un'articolo interessante. "Interestingly, it would seem that many of the artists that created this new design were using Apple Macs and proprietary software as their developing platform. I’m a big believer in using the best tool for a job which leads to an important question. Is it that Ubuntu is lacking as an art and design platform and is not up to the task or is it, there aren’t any pedigree artists that are well skilled in using the Ubuntu desktop. The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point." "È interessante, sembra che molti degli artisti che hanno creato questo nuovo design abbiano usato Apple Macs e software proprietari come loro piattaforma di sviluppo. Io sono un ferreo sostenitore dell'idea che bisogna usare il miglior strumento disponibile per il lavoro che uno fa, per cui questo ci porta a una domanda importante. È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto? Oppure è perché non c'erano artisti, professionisti, sufficientemente abili ad usare un desktop Ubuntu? Il team di design ci ha tenuto a sottolineare che avrebbero voluto usare Ubuntu Desktop per le loro creazioni, ma al momento non avevano abbastanza familiarità con questo." Visite: 1866 Commenti (39)
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Doc
said:
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... Ora si capisce il perché delle novità estetiche della prossima release.... Ma chissenefrega? Oramai, ho tutto Debian! Ciao |
psqcld
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... Gli artisti, o i creativi non amano molto le novità; apprendono l'uso di uno strumento di lavoro fin nei minimi particolari e poi lo utilizzano divinamente. Apple Macs é stata pioniere nelle attività professionali grafiche-artistiche, ed ora si gode il vantaggio acquisito. |
CarloZ
said:
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... Forse sono vere entrambe le tue ipotesi. Tuttavia io non penso che sia un peccato, in fondo quello che conta è il risultato, non gli strumenti che si usano per ottenerlo (parlando di sviluppo software, si intende ). In questo caso quello che è venuto fuori è un bel tema, libero e destinato ad una distribuzione open source, non vedo come i software proprietari usati da chi lo ha disegnato possano influire. |
Danielsan
said:
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... È altamente improbabile che uno studio grafico usi software opensource per fare grafica, la cosa non deve sorprendere più di tanto. Qualcuno conosce studi di grafica blasonati, internazionali e nazionali, che fanno apertamente e dichiaratamente uso di software opensource? Se crede di conoscerli farebbe bene a segnalarli a Canonical. |
Davide Pedrelli
said:
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... Forse è vero, i designer sono abituati ad usare un determinato software, lo imparano a menadito e sono poco inclini al cambiamento. Potremmo giustificare la cosa pensando sia una questione di tempi di realizzazione e non una difficoltà mentale a cambiare strumento. Non ne sono pienamente convinto, dato che comunque i designer acquistano gli aggiornamenti ai software proprietari e spesso questo impone loro un certo tempo per apprendere l'uso delle nuove funzionalità. Quindi, alla fine, non è solo una questione di tempi di realizzazione. Dietro c'è molto più di questo. Diciamocelo, non è lo strumento che ha realizzato il tema, ma l'uomo dietro allo strumento. E forse quell'uomo avrebbe ottenuto lo stesso risultato usando GIMP al posto di Photoshop, se solo avesse avuto una valida motivazione per farlo. Noi di uielinux.org, nel nostro piccolo, realizziamo la MailingWeek settimanale usando Scribus per la versione stampabile. Lo stesso dicasi per i contenuti grafici fatti con GIMP e Inkscape. Ci siamo imposti di usare esclusivamente Software Libero per una questione di coerenza etica, non di tempi di realizzazione. Ma forse questi sono valori che, tutto sommato, è meglio fingere siano poco importanti. Quel che conta è il risultato, giusto? |
CarloZ
said:
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... Personalmente mi sento di ribadire il concetto che ho già espresso, durante la realizzazione di un qualsiasi software entrano in gioco tantissimi fattori: ci sono gli editor di schemi e diagrammi utilizzati in analisi e progettazione, ci sono i linguaggi e i framework utilizzati per lo sviluppo, ci sono gli editor grafici usati per realizzare l'interfaccia e una miriade di altri strumenti. Non è questo insieme di cose che qualifica il risultato finale in termini di libertà, altrimenti, portando il ragionamento agli estremi, non avrebbe senso parlare di software open per sistemi non liberi o non potremmo concepire la distribuzione di codice libero scritto per framework come .NET. |
Davide Pedrelli
said:
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... Carlo, il contesto è importante. Si parla della realizzazione un sistema operativo completo. Di un ambiente totalmente concepito per essere e restare Libero. Ubuntu nello specifico. Questi "cedimenti", per piccoli che siano, alla lunga non faranno altro che indebolire/ridurre i contribuiti spontanei al progetto da parte di coloro a cui l'etica sta ancora a cuore. Neanche furbi. Almeno si fossero tenuti la lingua in bocca quelli di Canonical! |
CarloZ mobile
said:
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... Forse non si sono tenuti la lingua in bocca proprio per il motivo che non c'è nulla di scandaloso. Non so, continuo a pensare che il contesto di un sistema operativo non sia tanto l'editor con cui ai sono realizzati i componenti dell'interfaccia quanto le sue componenti. |
Davide Pedrelli
said:
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... Che livello di penetrazione hanno le parole, quando i gesti le contraddicono? |
Barra
said:
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... Alcuni chiarimenti: leggendo il blog di Mark Shuttleworth si scopre che lo studio che si è occupato del rebranding è uno dei più famosi a livello internazionale. MS dice chiaramente che PER LA PRIMA VOLTA questi si sono trovati a rilasciare (su specifica richiesta del loro cliente) con licenza open un font. Quindi è chiaro per tutti che questa gente NON È ABITUATA a lavorare con l'opensource. Lo sapeva benissimo MS, lo sapevano tutti i diretti interessati e Canonical non lo ha tenuto nascosto. Come hanno già detto altri: quale grande studio fa uso di applicativi opensource nel campo del design e del marketing? NESSUNO.... Quindi bisogna rinunciare a una collaborazione con gente che lavora con aziende del calibro di BMW e grandi marchi della moda? Tanto più (e mi rivolgo a Davide Pedrelli e ai tanti che commentano come lui) che Canonical e il suo leader AMMETTONO DA SEMPRE l'attuale superiorità del software closed e in particolare di OSX. Stanno lavorando per migliorare le cose ma creare una suite in grado di concorrere con la soluzione di Adobe (e diffonderla all'interno dei grandi studi di design e marketing) è impensabile al giorno d'oggi, soprattutto considerando che Adobe investe su questa suite una cifra superiore di 10 volte all'intero valore di Canonical. Pensate cmq che Ms quando affida a un'azienda una campagna di marketing controlli prima che software usino sui pc? o che BMW vada a dare un'occhio al garage per assicurarsi che i designer non acquistino Mercedes? |
Davide Pedrelli
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... @Barra. mi rivolgo a Davide Pedrelli e ai tanti che commentano come lui Se solo avessi usato un minimo di rispetto in più ti avrei risposto volentieri. |
CarloZ mobile
said:
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... @Barra si, va bene, ma: non si stava disquisendo di superiorità o meno dei software closed rispetto a quelli open, quella è estremamente relativa. Si stava parlando di libertà e del fatto che l'uso in produzione di sw. proprietario possa o meno metterla in pericolo. P.S. Puoi evitare il maiuscolo? Stiamo solo confrontando delle opinioni in massima tranquillità |
Barra
said:
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... @Davide: non mi sembra di averti assolutamente mancato di rispetto. @CarloZ: non capisco quale possa essere il problema... Uso photoshop, ritocco mie foto e le rilascio con licenza C/C. Non è paragonabile? Il mondo dell'opensource deve rinunciare a migliorarsi perchè mancano gli strumenti? o dobbiamo aspettare altri 10 anni, il tempo che i pochi sviluppatori a disposizione creino gli strumenti all'altezza del compito (che però probabilmente saranno cmq vecchi e superati da quando disponibile nel mondo del software closed)? Se il cambio di look porta nuovi utenti, nuovi accordi commerciali e conseguentemente più soldi allora magari si troveranno le risorse per creare una suite al livello di quella offerta da Adobe, si dirà che i soldi spesi per Dalton Maag (http://en.wikipedia.org/wiki/Dalton_Maag) sono stati spesi bene e a nessuno importerà più dei programmi utilizzati per creare logo e nuovi design. Roma non è stata costruita in un giorno ma certe volte mi sembra che Mark Shuttleworth sia l'unico a saperlo (questo in riferimento non solo a questo tuo post ma ai tanti che si leggono continuamente di lamentele per la "lentezza" della penetrazione di linux nel mercato desktop) |
Davide Pedrelli
said:
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... @Barra Tu parli di OpenSource, io di difesa della Libertà E'come paragonare la velocità del treno alla purezza del cioccolato. |
Barra
said:
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... @Davide: Della "difesa della libertà" non mi interessa molto, almeno non nei termini che usi tu. Dal mio punto di vista libertà significa essere libero di usare strumenti closed se così mi va, senza che per questo altri debbano lamentarsi. L'esistenza stessa di discussioni di questo tipo IMHO significa che qualcuno pretende che la sua libertà sia più importante della mia o di quella di Canonical che cmq non si è mai dichiarata nemica giurata dei software closed visto che hanno in programma di supportarli attivamente (vedi lotus symphony)... @santiago: scusami ma forse mi sono perso qualcosa: Esistono informazioni ufficiali sui programmi utilizzati per creare lo sfondo? Da quel che so Dalton Maag si è occupata della creazione dei font, di una consulenza generale sul design (brochure, sito, custodie cd ecc). Icone, sfondo, tema in generale sono stati sviluppati internamente da Canonical e non ho letto da nessuna parte (nemmeno negli articoli da te linkati) che siano stati realizzati con programmi closed. Magari mi sbaglio (il mio inglese è decente, nulla più). |
Davide Pedrelli
said:
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... @Barra Della "difesa della libertà" non mi interessa molto... A me invece interessa. Pensa che fesso! Il fatto che tu possa tranquillamente continuare a commentare su questo sito che amministro, flammando a tuo piacimento, la dice lunga sul mio concetto di libertà, nonché di tutti gli altri associati uielinux. L'esistenza stessa di discussioni di questo tipo IMHO significa che qualcuno pretende che la sua libertà sia più importante della mia... Barra, fatti un giro vai! |
Teo
said:
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... Mettiamo il caso che volessi ridipindere casa mia. Chiamo l'imbianchino e mi dice : "Se vuoi posso imbiancare casa tua per 5000 euro. Il prezzo non e' altissimo ma noi siamo competitivi grazie al fatto che abbiamo questo bellissimo pennello stracazzuto; molto largo e molto produttivo. Ma se volete, possiamo fare il lavoro con quest'altro pennello che è molto più stretto e che ci costringere, per questo, a impiegare il doppio del tempo. Oltre a ciò il lavoro non viene proprio con la stessa qualità. Il costo in questo caso è di 10.000 euro" Cosa rispondereste voi ? Quale opzione scegliereste ? Credo che alla fine tutto si riconduca a questo. Shuttleworth ha dovuto pagare per avere un lavoro di qualità. Lo ha fetto perchè la comunità opensource non era in grado di dargli quei livelli qualitativi di qui aveva bisogno. Ragioniamo anche su questo! Chi di mestiere fa il grafico, normalmente utilizza un mac o windows, e comunque non linux. Recentemente ho effettuato un montaggio video con kdenlive. Prima usavo Magix Video De luxe. Ho impiegato più del doppio del tempo per fare le stesse cose e il risultato è senza dubbio di qualità peggiore. Questo perchè il rendering finale non è preciso come con Magix. Se avessi dovuto fare questo, come lavoro, come avrei giustificato al cliente il fatto che ci avrei messo più tempo per avere un risultato peggiore ? |
Francesco Nicosia
said:
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... Salve, Probabilmente andrò un pò OFF TOPIC, ma non me la sento di discutere la scelta di Mark Shuttleworth. Vorrei piuttosto parlare della mia esperienza personale : sono un utente (felice, anzi no ... felicissimo) di GNU/Linux (Ubuntu nel notebook, Debian nel fisso di casa) sin dal 2006 ed è da quasi un anno che ho definitivamente eliminato qualsiasi partizione di avvio con Windows da entrambi i pc. Ripeto, sono un uomo felice... ma purtroppo ho una piccola dipendenza che viene dal mio passato. Una dipendenza che, nonostante i miei sforzi e continui studi, non riesco ad eliminare. Sono un fotografo canonista (EOS 350D e prossima EOS 7D), che sta cercando di crescere silenziosamente in ambito professionale. Spesso, sia per lavoro che per hobby, mi ritrovo a sviluppare centinaia di foto al giorno, in formato RAW. Premetto che sono cresciuto con Photoshop per Windows, sin dalla ver.6; Ora, che uso Linux sia per programmare che per scrivere il mio romanzo, non riesco ad adattarmi graficamente a soluzioni OpenSource, come GIMP ed altri che ho provato. Non riesco in nessun modo, sarà una mia limitazione, ma non riesco. Photoshop, purtroppo, si presta in maniera più rapida ed efficace nello sviluppo ed elaborazione digitale delle immagini. Per fortuna uso WINE e Photoshop CS2, regolarmente licenziato ed acquistato. GIMP ancora non è in grado di entrare nella testa della maggior parte degli utenti che lo usano in ambiti professionali. Ciao Francesco |
Davide Pedrelli
said:
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... @Francesco Nicosia Spero di farti cosa gradita indicandoti due risorse direttamente pubblicate nella nostra area Downloads. La prima è una video guida all'uso di GIMP www.uielinux.org/downloads/doc...-gimp.html La seconda è una dispensa in PDF creata da Maurizio Loreti (membro del Canon Club Italia forum) www.uielinux.org/downloads/doc...-gimp.html |
Teo
said:
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... @Francesco Credo che il confronto non dovresti farlo fra photoshop e gimp bensì fra Photoshop e Inkscape. Ciao |
Barra
said:
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... @Davide: Non pensi chce possa essere utile scendere a compromessi qualche volta? Dalton Maag usa Mac, secondo te Mark Shuttleworth poteva andare a bussare alla loro porta e dire: dovete usare Gimp e Inkscape? Che fosse possibile replicare quel lavoro con programmi open è certo vero, solo che quando lavori con dei creativi non paghi solo "manovalanza" ma anche e soprattutto un'idea, magari nata dopo attento studio. Se questi lavorano x BMW (+ Puma, Vodafone, Whintertour, Guinness) evidentemente sono in gamba. @Davide: seconda volte che mi rispondi evitando di rispondere. Io argomento (senza offendere, eventualmente dimmi quale mia affermazione ti urta), ti butti li cose come "fatti un giro", evidentemente, a conferma della mia precendente affermazione, ritieni la tua opinione più importante della mia.... |
Davide Pedrelli
said:
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... @Barra. Ultima replica, almeno da parte mia. Non pensi che possa essere utile scendere a compromessi qualche volta? Scendere? Io ambisco salire. Quanto più possibile. Io argomento senza offendere, eventualmente dimmi quale mia affermazione ti urta ... evidentemente ... ritieni la tua opinione più importante della mia Evidentemente non siamo compatibili. Capita. Fattene una ragione, rilassati e vivi in pace fratello. |
CarloZ
said:
..."per la prima volta questi [grafici] si sono trovati a rilasciare (su specifica richiesta del loro cliente) con licenza open un font." Credo che tu abbia colto nel segno, non sappiamo cosa hanno usato i grafici ai quali il lavoro è stato commissionato, ma (mia personale opinione) il fatto che il committente gli abbia richiesto di rilasciare open il lavoro per i quali erano stati pagati, costituisce l'aspetto più innovativo della vicenda. Se questo modo di fare prende piede, sono portato a credere che il resto seguirà. |
Sergio Gridelli
said:
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... Salto a piedi pari tutta la questione software proprietario e software opensource. Dico solo che mi pare ci siano due livelli: 1. Il computer è "solo" un mezzo che traduce un'idea. Quindi al centro c'è sempre il pensiero che (ancora) è una peculiarità tutta umana. 2. Diverso, invece, è il discorso filosofico o, forse meglio, etico. Il software opensource è collaborativo e condiviso. Quello proprietario no. @Santiago Questa la mia esperienza professionale: 1. GIMP > non esporta in quadricromia, quindi pressoché inutilizzabile in ambito stampa. Invece, con qualche "acrobazia", può essere utilizzato per tutte le attività afferenti al web o, comunque, per elaborati in RGB. Per un uso casalingo è più che sufficiente. 2. Inkscape > senza montarsi troppo la testa, può surrogare Illustrator anche in ambito professionale. Io lo uso già da un po' e "dialogo" senza troppi problemi con i service di stampa. 3. Scribus > è lontano anni luce da InDesign. Ma è chiaro che se esistesse solo Scribus si farebbe con quello che c'è. Purtroppo, nelle agenzie i tempi sono sempre più paragonabili a quelli del Pronto Soccorso (il lavoro va fatto per ieri!). Al momento, non vedo alternative professionali al prodotto di Adobe. Morale. Se si è convinti che la "filosofia" dell'opensource sia un valore che fa rima con "libertà", si supera (quasi) ogni difficoltà. Tuttavia, in ambito professionale l'etica va a farsi friggere appena si accende il computer (che, manco a dirlo, è un iMac). |
zentili
said:
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... ehm, ok, il discorso è ottimo ma c'è una sola cosa che forse non è chiara: per fare quel tema non è servito altro che un editor di testo. Se si vuole parlare di altre cose come wallpaper o boot screen beh son semplici, semplicissimi, fattbili anche con MS Paint a momenti e il fatto che i "designer" abbiamo usato software apple è semplicemente una conseguenza del fatto risaputo che i professionisti di grafica digitale, tutti, usano software apple e per un ragionevolissimo motivo: è comodo e funziona perfettamente in ogni possibile suo aspetto come nient'altro. Per chi ha lavorato su commissione importa ben poco se si tratta di artwork per ubuntu o pizza e fichi. La domanda che viene posta ("È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto?") trova la risposta in quanto ho scritto sopra che è una storia piuttosto vecchia, non di certo la notizia del momento.. non mi sembra una discussione estremamente utile, se mi posso permettere. |
Ettore
said:
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... io sì che sarò fuori tema ... pazienza! io penso che se si è fatto ricorso a qualcuno di famoso (non per me, la grafica per me è come il latino ... meglio la matematica!) è perchè si voleva l'idea geniale, accattivante che quel qualcuno poteva mettere in campo ... il cliente mi dice cosa vuole ma il falegname sono io, decido io se usare bulino o tornio a me il vero compromesso pare quello di voler una bella faccia per un ottimo prodotto; il bello di Linux è che funziona meglio di Win non che è più bello! lo dice chi sta usando un Pentium III 512MB di RAM che con WinME era fermo e con Ubuntu ... vola! questo è, secondo me, un punto di forza o, come si usa ora, un'eccellenza! grazie e ... buoni bit a tutti! |
Zap
said:
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... Arrivo tardi, ma mi sembra doveroso riportare l'INTERO paragrafo dell'articolo originale: Interestingly, it would seem that many of the artists that created this new design were using Apple Macs and proprietary software as their developing platform. I’m a big believer in using the best tool for a job which leads to an important question. Is it that Ubuntu is lacking as an art and design platform and is not up to the task or is it, there aren’t any pedigree artists that are well skilled in using the Ubuntu desktop. The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point. Tagliare l'ultima frase non è stato proprio corretto... |
Zap
said:
...The design team were keen to stress that they wanted to move towards using the Ubuntu desktop for their creations, but didn’t have enough familiarity at this point. Traduzione molto spiccia: Il team di design ci ha tenuto a sottolineare che avrebbero voluto usare sistemi Ubuntu per le loro creazioni, ma al momento non avevano abbastanza familiarità con questi. Il titolo del post è una domanda, sì, ma non centra niente: la risposta a tale domanda viene data nella citazione: hanno usato computer Apple. Il punto è la domanda alla fine della citazione, prima del pezzo che ti ho suggerito di aggiungere: È perché Ubuntu fallisce come piattaforma di desing e arte, e dunque non è all'altezza del compito richiesto? Oppure è perché non c'erano artisti, professionisti, sufficientemente abili ad usare un desktop Ubuntu?" la frase che hai trascurato risponde proprio a queste due domande: è un problema di familiarità, come han tenuto a sottolineare gli stessi designer. Volendo proprio esser puntigliosi si potrebbe malignare che visto che non hanno usato ubuntu, non possono sapere se gli strumenti a disposizione sarebbero stati all'altezza. Ad ogni modo non c'è alcuna polemica da alimentare, a meno che uno non ne voglia iniziare una tagliando la frase che spiega i motivi della scelta di usare sistemi apple. Quando ho parlato di poco corretto non ho specificato se lo fosse da parte tua o dello spagnolo perché non sapevo se tu avessi effettivamente letto l'originale. non ho altro da aggiungere, 'notte! |
Zap
said:
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... scusa, ho in effetti una cosa in più da dire: sei stato TU a dire che ti piace gettar legna sul fuoco delle polemiche. E per questo motivo sarebbe stato corretto riportare l'intera citazione, onde evitare di polemizzare inutilmente. buonanotte per davvero! |
Zap
said:
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... Beh il dispiacere c'è, effettivamente. D'altronde Ubuntu - e Linux in generale - deve ancora conquistarsi la fiducia e l'interesse di questa fetta di mercato. Percui almeno per il momento penso sia accettabile che per far sviluppare il nuovo branding da dei professionisti ci si sia trovati ad usare strumenti apple (perché si parla del branding, se ho capito bene, quindi del nuovo logo, del nuovo sito, delle nuove "faccine stilizzate" che si vedono nei mockup del sito, e ovviamente dei nuovi colori - non del tema Gtk). Speriamo che le cose cambino presto, personalmente non sono in grado di giudicare lo stato del pinguino per lavori di questo genere (per il wallpaper bastava di sicuro Gimp / Inkscape ;P ). |
burt
said:
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... Personalmente, trovo la cosa un po ridicola ,ma solo da un certo punto di vista la cosa che mi da piu fastidio e che gli utilizzatori di altri os ci prenderanno in giro per questo , dicendo "TÒ ALLA FINE PER APPARIRE PIU BELLI SIETE ANDATI DALLO ZIO JOBS" in realtà o perlomeno la realtà che ho percepito io e che Canonical a voluto dare in mano a dei grafici di professione lo style del tema , poi che abbiano usate delle macchine e dei programmi proprietari e un peccato ma probabilmente quelle hanno quelle usano. Poi questo studio di proffessionisti che cosa ha fatto in concreto, dei disegni ? tirato giu il gtkrc completo ? perche allora la cosa cambierebbe ancora un pò , in pratica lo "studio grafico" potrebbe essere stato incaricato di buttare giu delle idee poi canonical le ha realizzate,indi per cui arrivando in fondo al ragionamento, non e importante il mezzo con cui si e ottenuto il risultato, ma il fine ultimo ottenuto, che e sempre free vero ?. |
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Lo ammetto. Mi piace la polemica. E quando il dialogo è monotono cerco il confronto, a volte anche forte.

). In questo caso quello che è venuto fuori è un bel tema, libero e destinato ad una distribuzione open source, non vedo come i software proprietari usati da chi lo ha disegnato possano influire.

