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giovedì 9 febbraio ore 20,30 - Casa delle Associazioni


Gio

11

Mar

2010

Mondi paralleli
UIELinux Blog - Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Sergio Gridelli   

C'è una gran voglia di altrove. La realtà analogica (ormai ridotta alla sola dimensione offline) per tanti non è più soddisfacente o, per usare un'espressione più elegante, entusiasmante.

La mutazione che vedo attorno a me (la osservo solo io?) mi costringe a considerare le possibili implicazioni sul futuro prossimo venturo. Un futuro, per certi versi, intriso di un presente già molto ingombrante.

Tutte le mattine, dal parcheggio all'ufficio, mi faccio a piedi un tratto di ZTL di circa cinquecento metri. Un percorso di una decina di minuti. Forse, l'unico tempo di tutta la giornata in cui non sono “connesso”.

È stato proprio durante uno di questi tragitti che mi sono accorto (lo ammetto, non ho una reattività esplosiva!) dell'isolamento individuale in cui viviamo.

Per la stragrande parte delle persone che incontro, il mondo (quello vero?) sembra non provocare più alcuna emozione. Il metal sparato a furia di decibel dalle cuffie dell'iPod è diventato il surrogato di un paesaggio ormai ritenuto troppo “scontato” e privo di qualsiasi interesse. Non c'è più rapport con la realtà e le mappe mentali bypassano automaticamente segnali ritenuti deboli o, alla peggio, inutili.

Un popolo di “soli”. Non nel senso astronomico del termine.

Gli sguardi non si incrociano più. L'orizzonte visivo prediletto è il selciato in cui si riflettono note digitali e sentimenti sempre più virtuali. Ciechi e sordi perfettamente adattati nel layer immateriale del nuovo paradigma esistenziale.

Non fanno eccezione i cosiddetti “professionisti”. Nella sinfonia di suonerie sempre più improbabili, dai bambini strillanti al jingle della canzonetta di Sanremo, è diventato un “sacrilegio” rifiutare una chiamata “assolutamente” urgente e non rinviabile a qualche decina di minuti dopo. Se non c'è il voice contact, si cammina consultando freneticamente la casella di posta, gli ultimi commenti su Twitter, FriendFeed, Facebook. Tutto a portata di pollice sull'amatissimo smartphone. L'occhiale scuro, anche con cielo coperto, completa l'elevazione dell'ultima barriera, quella in cui si specchiano le emozioni. Guai mostrarle!

E così non abbiamo più memoria dei nostri passi, non ci ricordiamo del vento sul nostro volto, non sentiamo il melting pot delle voci. Veniamo rapiti da connessioni immateriali in cui la componente umana è ridotta a mero pulviscolo elettronico.

Arrivo in ufficio. Accendo il computer e mi immergo nella lettura delle decine di mail arrivate nelle notte. Tutte, ovviamente, desiderose di risposte istantanee.

Mi fermo. E con me il tempo. Scrivo di getto quello che mi passa per la mente. Lo state leggendo, praticamente in presa diretta.

Squillano contemporaneamente telefoni e cellulari, la segretaria mi porta un fax (urgentissimo!), la stampante condivisa “vomita” il progress delle scadenze giornaliere, la chat di Skype mi ricorda la call conference di mezzogiorno.

È immersione totale nell'high tech.

Allora, decido di “staccare” e resettare il mio “programma digital-sinaptico”. Per oggi, ho deciso  di impormi una deriva primordiale, umana, biologica. Mi dico, l'umanità è riuscita a fare a meno di Leonardo da Vinci, figuriamoci se non riuscirà a sopportare la mia temporanea “sconnessione”!

Meccanicamente, la mano molla la presa del mouse e mi ritrovo ad accarezzarmi la guancia. Respiro ossigeno puro. L'high touch ci salverà.


           

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di Sergio Gridelli

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Commenti (4)add comment

Giorgio Beltrammi said:

...
Grazie per questo bellissimo articolo a cui, stranamente, mancano commenti.
Hai fatto una analisi di grande pregio e tristezza.
A suo tempo scrissi una cosa come questa:

Di tutte le esperienze comunicative affrontate dall'uomo, per soddisfare la propria necessità o desiderio di frequentare altre persone, quella di Internet è la più recente e fantasmagorica. ...
(Il commento è stato trasformato in post. ndr) Leggi tutto l'articolo
17 marzo 2010 | url

Sergio Gridelli said:

...
Ciao Giorgio,
grazie!

Senza sminuire quel "fantasmagorico" luogo di esperienze che è internet, è fuori di dubbio l'esistenza di una deriva ormai poco "biologica".

La tua bella riflessione mette il dito nella piaga. Volendo esagerare (nemmeno tanto), appaiono "sconcertanti" i 350 milioni di "amici" di FB quando non riusciamo nemmeno più a sorridere al nostro vicino di pianerottolo. Per non parlare delle tante "paure" rispetto agli sconosciuti incrociati nel mondo analogico.

Se non ci fosse stato internet, adesso non saremo qui. Tuttavia, sarebbe davvero un peccato se ci dimenticassimo l'emozione che provoca ascoltare il pulsare del cuore di un'altra persona.
17 marzo 2010

Davide Pedrelli said:

...
@Giorgio Beltrammi

Ho letto con grande piacere le tue parole.
Spero di interpretare correttamente anche il pensiero di Sergio Gridelli nell'invitarti a pubblicare questo testo in un vero e proprio articolo, qui, su UIELinux.org.
Merita di essere messo più in evidenza.

Se accetti l'offerta, contatta me o Sergio.

Ciao
18 marzo 2010

borgiotre said:

...
Accetterei di pubblicare il post, ho fatto anche la registrazione, ho attivato l'account con il link nella mail, ma non riesco ad accedere a nulla.
Se volete potete pubblicarlo voi.

Ciao :-)
18 marzo 2010 | url

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Commenti

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