



Dom 17 Gen 2010 |
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| Perché ci poniamo davanti al teleschermo, nonostante gli attuali palinsensti ci propongano programmi senza grande spessore? Ha senso sacrificare la qualità a vantaggio dell'audience? E poi, altra questione: si può ancora considerare una risorsa educativa la televisione? Attenzione: Lettura rivolta esclusivamente agli individui appartenenti al sottogruppo dei bipedi umani pensanti... Vi siete mai chiesti perché guardiamo la tv? Ebbene, pertanto sia un quesito di apparente semplicita', difficilmente siamo in grado di darci una risposta. A questo punto, dati i programmi che di frequente ci propongono i palinsesti delle nostre reti televisive, statali o private che siano, la risposta risulta essere fin troppo evidente, e all'orecchio dell'umano pensatore potrebbe avere un suono simile: “Non so, ma e' il caso di smettere subito...!” Non è certo a questo tipo di soluzione drastica, che costituirebbe fra l’altro riflessione e comportamento eccessivo, che si vuole arrivare, semplicemente si vuole fare il punto su una situazione che talvolta risulta avere superato il limite, che altre volte tende a banalizzare anche la parte buona di sé, a minimizzare quelle onde di positività nel mare di una programmazione televisiva tipicamente poliedrica. La cosa più grave e preoccupante è che la cosiddetta tv-spazzatura ha un vantaggio non indifferente per chi la “produce”: rende molto in termini di ascolti. Infatti, nella guerra degli ascolti, di frequente, la qualità va a perire in favore dell’audience. Tale martellamento mediatico non ci risparmia inoltre spot che si colorano di non-senso e atteggiamenti che invitano al consumismo e ad un’idea distorta di benessere e di bellezza, che impongono, sotto forma di valori, ideali che valori non sono. Tutto ciò entra ogni giorno nelle case della gente senza che nessuno se ne accorga e, fatto quanto più rilevante, che lo abbia scelto. Un tempo si diceva, o meglio si credeva, che la televisione fosse strumento utile, che educasse quel popolo di ascoltatori che ne diveniva fruitore. Ed oggi? Si potrebbe pensare che per le ragioni appena illustrate, la televisione non abbia più la sua preziosa pubblica utilità. Quella piccola scatola parlante, riposta in tutte le case e spesso anche nei locali pubblici, continua, anche nel terzo millennio, ad educare i suoi spettatori e, quindi, ad occupare uno spazio nettamente significativo. Nonostante spesso si perdano le attenzioni per le dinamiche, le problematiche, le esigenze della vita quotidiana degli spettatori, presso le quali i messaggi televisivi imperversano, invadendone a volte le specifiche dimensioni, dobbiamo, comunque, porre l’accento sulle buone trasmissioni, che instaurano una relazione specifica tra chi la tv la fa e chi la riceve. Nell’epoca dell’apparire, che diviene dunque, per chi della televisione ne è protagonista, sinonimo di reale esistenza, dove i suoi spettatori, soprattutto se piccoli, si tramutano in spugne esposte ad assorbire quanto passa per il teleschermo, già una semplice riflessione critica e problematica, da parte di noi che osserviamo, su quanto entra quotidianamente nelle nostre vite, basterebbe a segnare l’inizio di una consapevolezza e di un’attenzione non solo a ciò che va in onda, ma anche, ed in particolar modo, al nostro più o meno immediato futuro. Spesso comunque mi chiedo se sia la TV, che sovente viene definita come “spazzatura” ad essere terribilmente mediocre, o se sia il telespettatore medio, che crea audience e alimenta l’ Auditel, ad essere un mentecatto. Se la televisione facesse dei programmi migliori, più qualitativi evitando il trash standard che la contraddistingue, la gente si abituerebbe “al bello” e non ne potrebbe più fare a meno. Di contro, se la gente non guardasse la spazzatura che viene propinata, i palinsesti televisivi cambierebbero e i programmi migliorerebbero per forza. Credo che la responsabilità maggiore ricada sulla TV stessa, in quanto essendo lei a produrre e divulgare programmi, dovrebbe anche prendersi la responsabilità di farli di qualità… ma il telespettatore ha la sua bella fetta di colpa (io in primis). Credo che passero' il resto del mio pomeriggio a leggere un buon libro, o magari a fare una passeggiata in mezzo alla gente...
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Hits: 412 Commenti (4)
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ClaudioMagnani
said:
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Per me non esiste Io ho scelto di meglio. La TV non la guardo più. La utilizzo come elettrodomestico per riprodurre contenuti multimediali personali, che di sicuro rispondono alle mie esigenze. Di fatto i palinsesti televisivi non sono più di mio gradimento, sia che presentino contenuti trash o meno trash. Per cui posso anche affermare che la TV è svanita dalla mia vita. E se proprio devo guardarla, un bel applicativo di Ubuntu mi permette di farlo tramite computer, senza dover accendere quel rottame, anzi, quella spazzatura parlante. magnus |
Davide Pedrelli
said:
Pier Paolo lo aveva capitoSe la televisione facesse dei programmi migliori, più qualitativi evitando il trash standard che la contraddistingue, la gente si abituerebbe “al bello” e non ne potrebbe più fare a meno. Ripescando nel passato, ho rintracciato un vecchio programma RAI del 1971. Sono 5 minuti di televisione da non perdere assolutamente, con un Pasolini che per pudore e rispetto nei confronti di chi assiste impotente all'altro capo dello schermo si morde la lingua e trattiene le parole. http://www.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ |
Alessandra
said:
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L'alternativa alla tv trash Ossia ho scoperto questa nuova web tv ricca di film ,serie tv, e musica. Sono un'appassionata di cinema e sono sempre in cerca di film da visionare. In questa web tv ho trovato finalmente l'alternativa alla tv trash e demenziale... Cosa ne pensate dei film che ci sono? ah già dovete andare su questo sito: www.popcorntv.it ciao alessandra |
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