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Mer

13

Gen

2010

Google different PDF Stampa
Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Sergio Gridelli   
Forse è ancora prematuro parlare di “rivoluzione cinese”, ma la decisione di Google di non filtrare più i suoi risultati all'ombra della Grande Muraglia va comunque applaudita. Poco importa se questo cambio di rotta sia avvenuto in seguito “all'irritazione” di BigG rispetto ai ripetuti attacchi diretti agli account di posta di militanti cinesi dei diritti civili, ciò che effettivamente conta è la rottura del fronte dei colossi dell'ICT nei confronti dei regimi dittatoriali.

Alla luce di questo cambiamento, il recente atteggiamento di Apple appare ancora più incomprensibile e miope. Oltre che estraneo all'immagine che in questi anni la multinazionale di Cupertino aveva cercato di dare di sé.

La decisione di Google non sarà economicamente indolore. Data la rigida ottusità del governo cinese non è escluso che ciò potrà comportare la chiusura di google.cn e delle relative sedi “fisiche” in quel paese.

Siccome il principale motore di ricerca raramente intraprende azioni per caso, è anche probabile che a Mountain View si sia considerato come la Cina, in questa sua fase storica di sviluppo verticale, non possa più chiamarsi fuori dalla rete. E questo perché, parafrasando Sergey Brin, chi non è nelle pagine di Google non esiste su internet. E sappiamo che non essere nel mondo digitale comporta la conseguenza diretta “dell'invisibilità” anche in quello analogico.

Del resto, nella sua posizione di quasi monopolio, Google può ormai “permettersi” di fare la “voce grossa” anche con il regime dittatoriale cinese, ben consapevole, d'altra parte, come un'economia in forte espansione non possa assolutamente prescindere dai suoi servizi.

Tuttavia, al di là di tutte le possibili implicazioni, calcoli e sviluppi, questo passo significa un mutamento sostanziale nella lotta per la conquista dei diritti umani.

Lo dico da tempo e sono convinto che lo sarà sempre più in futuro, i bit sono più forti delle pallottole. Perché i bit trasmettono le parole, cioè la stessa sostanza di cui è fatta la libertà.

Non c'è nessun cannone che possa fermarle.

           

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