Stanno finendo gli anni zero. Intensi, tragici, e tutto sommato veloci.
Un soffio, in confronto all'età dell'universo. C'è un qualche significato ragionevole in un tempo al di sotto dei diecimila anni? Chissà.
Nonostante l'enigma della vita, ogni mattina abbiamo provato ad essere un po' più felici. Con il ritmo delle cose che, ineluttabilmente, mutava intorno a noi. Senza capire i dolori invisibili, il senso delle nostre azioni inutili, il peso del male. Banalmente lasciato sulla pelle di qualcuno.
E ci rimangono, appiccicati come pezzetti di carta elettrizzati, piccolissimi ricordi. Il colore di un cappello, l'odore dell'erba appena tagliata, il fiatone dopo una corsa lanciata all'improvviso. Forse, è l'inganno della mente. Oppure, la nostra testa ci vuole semplicemente impedire di essere trafitti da sguardi che non riusciremmo più a reggere. Purtroppo.
Sarebbe il caso che riflettessimo di più. Poi, in questi giorni gelidi, vediamo due vecchi a braccetto (Marito e moglie? Amanti? Fratelli?) e senza nemmeno seguirli con lo sguardo, sorridiamo come non ci succedeva da tempo. La speranza è nelle cose perdute.
Buon Natale.
 |