Ven 27 Nov 2009 |
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| Ricapitolando. In Italia, per connettersi ad una rete WiFi pubblica, è necessario, per legge, farsi identificare. Tradotto, significa che bar, pizzerie, ristoranti, alberghi, biblioteche e chi più ne ha più ne metta, devono obbligatoriamente richiedere all'utente un documento di identità o il numero di cellulare. Prima osservazione. Siamo in Italia e sarebbe interessante conoscere quanti dei 4.086 WiFi pubblici (un quinto di quelli presenti in Francia) adottino la procedura prevista dal cosiddetto Decreto Pisanu (D.L. 27 luglio 2005, n. 144). Ma di più, quanti sono le reti pubbliche senza fili che si disinteressano completamente della legge? Quanti gestori si sono autenticati presso la Questura competente e mantengono aggiornato il logging delle navigazioni? Seconda osservazione. Il Decreto Pisanu, varato nel 2005 all'indomani degli attentati di Londra e Madrid, è stato fortemente sollecitato in quanto strumento di contrasto al terrorismo. Da notare che un provvedimento così restrittivo non esiste in nessun altro paese, e men che meno negli USA. Infatti, oltre oceano una sentenza della Corte Distrettuale di New York (giudice Victor Marrero, ottobre 2007) ha dichiarato incostituzionali le National Security Leter (entrata in vigore dopo gli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001) previste dal Patriot Act. La legge permetteva a FBI e CIA, e altre autorità di pubblica sicurezza, di chiedere le intercettazioni e il traffico internet ai provider, senza un mandato della magistratura e una notifica ai diretti interessati del materiale acquisito (Fonte Wikipedia). Terza osservazione. Come è possibile pensare che un barista o, in generale, un esercente pubblico, si trasformi in un agente di pubblica sicurezza e verifichi puntualmente la veridicità del documento di identificazione presentato? A parte che, mi viene da pensare con mezzi meno sofisticati di quelli utilizzati per falsificare gli euro, chi vuole delinquere non avrà difficoltà a duplicare una carta d'identità o, in modo ancora più semplice, fornire un numero di cellulare non riconducibile “all'aspirante terrorista”. Quarta osservazione. Il Decreto Pisanu, pronto per le terza proroga (dopo quelle del 2007 del governo Prodi e del 2008 ad opera del governo attuale), più che porsi come baluardo nei confronti delle organizzazioni terroristiche, le quali, sia detto tra noi, immaginiamo conoscano altre metodologie (anche gli smanettoni più ingenui sanno che esiste Tor) per garantirsi una “navigazione” in tutto e per tutto anonima, rappresenti un forte limite alla diffusione della democrazia digitale. A questo punto, come non sospettare che una siffatta legge non finisca, quasi esclusivamente, per “agevolare” il mercato delle varie chiavette internet? Quinta osservazione. Le dichiarazioni preoccupate del vice-ministro Paolo Romani (”il 13% della popolazione - 7,8 milioni di italiani - non ha una connessione a internet o ha una banda insufficiente”) non si conciliano né con il taglio dei famosi 800 milioni inizialmente destinati dal governo per l'abbattimento del digital divide, e tanto meno con il decantato progetto della Pubblica Amministrazione online. A questo punto, sarebbe utile capire che cosa se ne dovrebbe fare della “indispensabile” PEC un cittadino sprovvisto di connettività. Peraltro, nel contesto delle limitazioni al WiFi pubblico, queste affermazioni assumono il significato di auto-denuncia, se non addirittura di ammissione di fallimento delle politiche in materia digitale. Senza considerare la palese violazione dell'Art. 3 della nostra Carta Costituzionale. Sesta osservazione. Per scongiurare un'ulteriore proroga del Decreto Pisanu, è stata presentata una proposta di legge (la “Cassinelli-Concia”) che, stando alle anticipazioni, tende a semplificare la procedura di identificazione. E come verrà concretizzata questa benedetta semplificazione? Facile, attraverso l'autenticazione del proprio numero di cellulare. Geniale! Peccato che tutto ciò si possa già fare dal 2007. Nei McDonald's, per esempio, internet free viene attivato con un SMS. Conclusione. Il Decreto Pisanu è acqua fresca per la lotta contro gli efferati attentati terroristici. I terroristi usano i telefoni pubblici, gli autobus, i treni, le autostrade, e nessuno di noi viene identificato ogni qualvolta utilizza quei servizi o prende quei mezzi. Giusto per fare due conti, sarebbe interessante sapere quanti attentati si sono evitati grazie a questo decreto. Piuttosto, la conclusione è che il decreto abbia solo impedito lo sviluppo dell'emancipazione digitale nel nostro paese. Chi ha girato un po' l'Europa (per non parlare degli Stati Uniti) si sarà reso conto di come sia facile connettersi (gratuitamente o a pagamento) da qualsiasi strada o parco. Infine, una sensazione. Non sarà che la facilitazione digitale venga vista dai legislatori un po' come la rivoluzione di Gutenberg, mediante la quale grandissima parte dell'umanità ha avuto accesso alla conoscenza? Commenti (1)
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Christian Galeffi
said:
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... Non avremo il wifi ma fremiamo tutti dalla voglia di ricevere il digitale terrestre . |
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