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Mar

10

Nov

2009

Il digitale terrestre limita la banda larga
UIELinux Blog - Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Claudio Magnani   
Il Governo promette fondi per la costruzone di case, opere infrastrutturali, per una maggior sicurezza del Paese e chi più ne ha più ne metta. E poi si rimangia la parola.
Non è una sorpresa, vista la crisi economica che aleggia sopra il nostro Paese.
Questa volta hanno colpito dritto al cuore degli utenti "naviganti", che di Internet ne fanno un uso quotidiano.

Di quale promessa si trattava?

Il 6 Giugno 2009, il vice-ministro allo sviluppo economico (con delega alle Comunicazioni) Paolo Romani,
nonchè esponente del PdL, illustrò in Parlamento un progetto davvero unico, ovvero portare in tutta la penisola la mitica Broadband, internet a banda larga.
Nello specifico, si auspicava che entro il 2012 l'Italia intera avesse una connessione compresa tra i 2 e 20 Megabit al secondo. Il costo dell'operazione ammontava a 1,47 miliardi di euro, garantendo finalmente l'uso dei cavi a fibre ottiche. Un bel passo in avanti, visto che oggi in Italia esistono ancora territori non coperti nemmeno dalla connessione di tipo ADSL.
Il Governo si era addirittura posto un obiettivo a medio termine, e cioè implementare (negli anni successivi) la banda larga oltre i 50 Mbit, con un costo complessivo che andava oltre i 10 miliardi di euro.

Purtroppo erano solamente sogni e speranze, svaniti qualche giorno fa per opera dell'attuale Governo.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha dichiarato di aver sospeso l'utilizzo dei fondi per un semplice motivo: la crisi economica. Secondo il Presidente del Consiglio è pioritario uscire il prima possibile dalla crisi, e gestire i fondi nei settori maggiormente colpiti.

Per la Confindustria, invece, l'investimento per la banda larga era un buon modo per fronteggiare questi tempi difficili,
poichè dava la possibilità di aumentare il prodotto interno lordo (PIL) e creare nuovi posti di lavoro.
Lo stesso Romani è rimasto stupefatto della decisione, convinto che la sua promessa potesse favorire la ripresa economica.

Tuttavia non si può escludere l'ipotesi che sia stata una decisione alquanto strategica.
Estendere internet a tutti gli italiani significherebbe offrire la possibilità di far circolare liberamente (più di oggi) informazioni e opinioni, un flusso ideologico praticamente impossibile da tenere sotto controllo.
Tutto ciò porterebbe ad un'eventuale perdita di consenso. A rigor di logica, una perdita di consenso limiterebbe il potere governativo.

Il Governo non ha quindi incentivato il progetto broadband, mentre si è fatto promotore e sostenitore finanziario del nascente Digitale Terrestre. Quest'ultimo si sta espandendo (più o meno velocemente) sul territorio nazionale, come un virus.
Un virus che crea un "certo" tipo di fascino sugli italiani, imbambolati ore e ore a guardare dal salotto di casa "l'immancabile" appuntamento con la casa del Grande Fratello.
Mentre sotto il loro naso si spegne la possibilità di portare la libera comunicazione sull'intero territorio nazionale.

La buona impressione, comunque, arriva con l'entrata di questi nuovi canali gratuiti, atti a portare svariati tipi di intrattenimento, più informazione, maggiore qualità e soprattutto l'alta definizione.

Non ci resta che attendere, e sperare che in un futuro prossimo (forse più remoto) il progetto Broadband, stroncato appena sul nascere, possa tornare alla luce.

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Commenti (2)add comment

Davide Pedrelli said:

...
Beh, devi ammettere che per vedere nel dettaglio tette e culi del grande fratello, l'alta definizione è importante!

Battute a parte la situazione italiana dal punto di vista connettività a banda larga è disastrosa.

E' di un paio di settimane fa' la visita in negozio di una madre con figlio costretto in casa a causa di un grave incidente invalidante. Vive a Borghi dove l'ADSL non arriva perché i costi/benefici (non socialmente ma economicamente parlando) non sono favorevoli a TelecomItalia.

La scuola del figlio si mette a totale disposizione per fornire le lezioni in diretta streaming via internet. La madre cerca una soluzione tecnica percorribile e "non importa quanto costa, l'importante è che segua le lezioni".
Il comune di Borghi non ha intenzione di far cablare il territorio, ne ora, ne mai.
TelecomItalia le consiglia una doppia ISDN (neppure in Africa!).
Io purtroppo non conto un cazzo e sono costretto a confermare che senza una connessione ADSL seria (via parabola non si può chiamare ADSL) lo streaming è irrealizzabile.
Non è facile dire di no all'amore di una madre per il figlio.

Però consoliamoci, avremo l'alta definizione. Hurrà!
10 novembre 2009

Sergio Gridelli said:

...
E' la solita storia italiana. Una storia fatta di miseria (nel senso che, nonostante il sorriso Durban's del premier, siamo sull'orlo della bancarotta) e di strenua difesa dell'informazione "pilotata".
A tutto questo, nel caso della banda larga, si aggiunge anche la presa in giro. Infatti, già nella seduta parlamentare del 17 ottobre 2009 (http://nuovo.camera.it/470?ste...agina=s010) si dava per certa la sparizione della prima trance di 800 milioni per l'abbattimento del digital divide (in parte destinati all'Abruzzo, e in parte utilizzati per l'acquisto del vaccino contro l'influenza A).
Bisogna però aspettare il 4 novembre scorso per sentire dalla bocca del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta che le risorse per la banda larga sono state destinate ad altre emergenze. Il bello (o meglio, il brutto) della faccenda è che fino a quel momento, sia Brunetta che Romani, hanno continuato a sostenere, mentendo, il contrario.
Insomma, i soldi non ci sono più perché c'è la crisi. Mentre per uscire dalla crisi servirebbe proprio la banda larga che, secondo le stime delle stesso governo, garantirebbe qualcosa come 50.000 nuovi posti di lavoro. Sarà contenta la Carlucci che potrà contare su 50.000 pedofili in meno!
11 novembre 2009

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