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Giu

2009

CONFSL 2009, cronaca di una giornata di libertà
UIELinux Blog - Quattro chiacchere in libertà
Scritto da Sergio Gridelli   
Dopo essere mancati al Terzo Meeting di Ubuntu (marzo 2009 ), ci eravamo impegnati a dare la nostra adesione alla Conferenza Italiana sul Software Libero. Peraltro, il fatto che si tenesse a Bologna rendeva la nostra presenza molto più che un semplice proposito.

Alla fine ci siamo ritrovati in tre: io, Teo e Pedro. Non tanti, ma considerato il giorno feriale e gli impegni di lavoro o di studio, non era possibile attendersi una partecipazione più massiccia.

Già dalla settimana prima avevamo scelto di partecipare solo ai lavori della giornata di venerdì 12, soprattutto per gli interventi in programma, più di altri di nostro gradimento.

Tuttavia, causa un mio imprevisto dell'ultimo minuto, che ha fatto ritardare la partenza, ci siamo perduti il key note iniziale di Roberto Di Cosmo (Università di Parigi VII) su “Software libero: sfide e opportunità sociali, pedagogiche, scientifiche e industriali”. Peccato!

Quindi, la nostra giornata di conferenze è iniziata con il resoconto di Marco Ciurcina (“Caro Candidato. Ed ora?”) su gli eletti che avevano aderito all'appello sul software libero. I risultati, ancorché ancora modesti se paragonati a ciò che succede in altri paesi europei (Francia in primis), segnano comunque un deciso aumento dell'attenzione politica verso i temi del software e delle libertà digitali. Infatti l'appello è stato sottoscritto da ben 232 candidati in lizza nelle varie elezioni 2009 (Europee ed Amministrative).

La presenza in sala di alcuni candidati, ha messo in luce un problema che affligge anche la diffusione di Linux in senso lato. Vale a dire la mancanza di una rete di supporto a beneficio di chi si mette in gioco su questi temi; “Non lasciateci soli!” è stato il refrain più ripetuto durante gli interventi di tutti.

In questo senso, si è detto più volte nel dibattito, un ruolo fondamentale lo possono svolgere i vari LUG sparsi sul territorio. Tutto sommato, un intervento interessante.

Comunque, la nostra attesa era soprattutto per il talk di Joris Rossi (Presidente di RiminLUG) sulla sua esperienza di implementazione di un Sistema LTSP in ambito scolastico. Prima di ogni altro commento voglio congratularmi, anche nome di tutta UIELinux, per la qualità tecnica ed estetica del suo intervento. Senza ombra di dubbio una spanna sopra a tutti gli altri.

Non si confonda il complimento per qualcosa di dovuto (i nostri LUG sono di fatto “cugini”), ma davvero non capita spesso di assistere all'esposizione di un concetto, tutto sommato complesso, tradotto in un linguaggio semplificato, alla portata anche dei non addetti ai lavori.

Per il resto, le doti di Joris non le scopriamo oggi, come pure l'onestà intellettuale di dire le cose come stanno. In particolare, dopo la parte dedicata alla “semplicità” di realizzazione di un'aula informatica di questo tipo, non potevano mancare le criticità intrinseche del progetto. Difficoltà da ricercare quasi esclusivamente nella rigidità mentale dei vertici scolastici i quali, da non credere, non hanno nemmeno voluto dare pubblicità alla cosa. Bravo Joris!

Da sx: Stefano Teodorani (Teo), Christian Biasco, Davide Pedrelli (Pedro), Sergio Gridelli (Giowile)Di seguito, è toccato a Christian Biasco a fare il punto sulla video-divulgazione del software libero. Chi, come noi, apprezza da tempo i suoi lavori, non poteva che rimanere estasiato dalla sua esposizione. Un talk che, con pochissime e ben calibrate slides, ha fatto comprendere soprattutto il metodo da utilizzare quando si devono comunicare concetti complicati.

Una cosa che conforta anche il nostro punto di vista e la nostra attività di talking, è stato il resoconto sui download dei sui video. Come era prevedibile, i più scaricati sono quelli per così dire “filosofici”, in particolare uno: “Lo gnu, il pinguino e il cerbiatto esuberante”. Senza dubbio una bella ed interessante lezione di comunicazione.

Tralascio, per ovvi motivi, i dettagli sulla pausa pranzo, consumata all'insegna del più classico menù bolognese.

I lavori del pomeriggio erano tutti molto tecnici. Noi abbiamo scelto quello che ci pareva più alla nostra portata: “Il software libero per la TV digitale” a cura di Andrea Venturi (AVALPA). Di fronte a questa trattazione, in cui sono emerse inequivocabilmente le profonde conoscenze del relatore, dati i miei limiti, mi sono ritrovato con la stessa dose di comprensione che può avere una mucca quando vede passare il treno. Se volete saperne di più, chiedete pure a Pedro e a Teo che hanno seguito con interesse tutto il talk.

Non potevamo concludere la nostra giornata senza una visita alla comunità italiana di Ubuntu (“Facciamo Ubuntu!”), presente con Paolo Sammicheli (xdatap1) e Luca Falavigna (DktrKranz).

Che dire? Le due giornate sono state zeppe di interventi (troppi?) per tutti i gusti. Forse, ma questa è la nostra valutazione fatta nel viaggio di ritorno, manca ancora una comunicazione efficace a sostegno di iniziative come questa che, per qualità e intensità, non hanno nulla da invidiare a quelle delle major del software proprietario.

Dimenticavo. La Quarta Conferenza sul Software Libero si terrà a Cagliari ed io non sono mai stato in Sardegna. Ci organizziamo?

Qui trovate gli atti della Conferenza e dei Workshop.

Commenti (1)add comment

Joris Rossi said:

...
Le congratulazioni del Maestro speziano la gratificazione che è umano provare ricevendo complimenti.
___

Tra le argomentazioni dell'articolo, sono particolarmente sensibile all'osservazione circa la mancanza di una comunicazione efficace, un fenomeno che affligge il mondo del software libero in generale, ridondante di informazioni, ma carente nel trasferimento appropriato dei contenuti.

Capisco che, in una realtà tanto articolata quanto frammentaria, quasi giocoforza non si riesca a delineare una strategia di comunicazione complessiva (è al tempo stesso uno difetto ed un pregio, una connotazione intrinseca ad una filosofia sulla quale non mi soffermerò in questo contesto).

Tuttavia credo anche che manchi la consapevolezza che la comunicazione richieda una competenza specifica, o, quantomeno, la conoscenza delle regole fondamentali che la governano.

Così come non basta usare un programma di grafica 3D per essere un buon designer, non basta pubblicare dei contenuti (anche se redatti con la massima onestà) perché questi siano "trasferiti" adeguatamente.

Il mondo del software libero è ricco di tecnici, specialisti delle più disparate discipline (a tutti i livelli qualitativi). Sono convinto che avrebbe moltissimo da guadagnare se si attrezzasse anche di specialisti della comunicazione.

Gli uni sono complementari agli altri.
La diffidenza storica dei "tecnici" del mondo libero nei confronti di chi non scrive righe di codice appartiene, per paradosso, proprio a quel modello di business datato e tanto deprecato proprio dagli stessi tecnici.

Questo passaggio richiede un ulteriore avanzamento "culturale", sui tempi del quale non saprei pronunciarmi.

Nel frattempo, vado a squola ehm... scuola da Sergio e faccio i miei compitini.

Joris
18 giugno 2009

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