Dom 04 Mag 2008 |
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Chi fa di mestiere il tecnico informatico come me e in particolare si occupa di assemblaggio, installazione di sistemi operativi e riparazione, ha ben presente quale sia il livello di pirateria informatica nel mondo Windows.
Chi invece vive il mondo PC e internet dall'altra parte, dalla parte dell'utente per intenderci, percepisce la pirateria in modo sicuramente più superficiale, dando al problema minore importanza e, tutto sommato, fregandosene spesso e volentieri allegramente, visto che non è difficile trovare tutto il software professionale necessario senza spendere il becco di un quattrino. Detto questo non aspettatevi che sia io a darvi la ricetta per un mondo senza pirateria informatica; quel che posso fare è catalogare l'approccio che gli utenti hanno con questo fenomeno: una sorta di macro categorie viste da dietro il sipario, con l'occhio di chi assembla e assiste i vostri poveri PC Windows inside. I clienti e quindi utenti del PC in fatto di pirateria si possono dividere in:
Come dite? mancano i sostenitori del Software Libero a tutti i costi? Beh, non è che mancano, è che questi sono troppo pochi per farne una categoria. Non usano neppure più Windows. Nel mio lavoro ne incontro pochissimi (forse due o tre all'anno), non hanno alcun bisogno di me: sono in grado di fare da soli ed entrano in negozio sono per acquistare singoli componenti hardware che poi assembleranno essi stessi. Entrano, chiedono, valutano, pagano ed escono. Commenti (3)
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Ercole Carpanetto
said:
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... Bella descrizione degli utilizzatori Windows: mi sembra proprio azzeccata in pieno; per esperienza diretta il 90% delle persone che conosco o acquista un PC con il SO e i programmi preinstallati o li pirata (e non parlo solo di privati ma anche aziende) rischiando multe anche salate piuttosto che prendere in considerazione strade alternative. Non sono solo molto d'accordo con l'analisi degli utilizzatori del free-open source (a meno che la tua analisi non fosse ironica): il mondo open source è molto sommerso, in effetti chi lo usa oggi è normalmente più avanzato come cultura informatica rispetto alla maggior parte degli utenti Windows o ha amici che lo sono, oppure ancora sfrutta i canali internet per risolvere i suoi problemi, riducendo quindi di molto l'accesso ai canali "tradizionali". |
Ercole Carpanetto
said:
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... Si se parli di chi è un purista del free-open source siamo in effetti pochi, ma se consideriamo anche chi usa il dualboot e chi piano piano sta spostandosi verso l'opensource (usando ad esempio openoffice piuttosto che gimp su Windows) il numero cresce di non poco. Le soddisfazioni comunque arrivano quando installi qualche macchina in dual boot tanto per fargli provare linux e a settimane di distanza scopri che Win non è mai o quasi stato usato (mi è successo questo mese con i miei suoceri e openmamba: ormai usano solo più quello e ci fanno sopra di tutto, documenti testo, fogli di calcolo, gestione della banca via web, foto e addirittura arredamento della futura casa di mia cognata) Sul fatto di aver fatto la scelta giusta non posso che essere d'accordo con te: in questi ultimi 4-5 anni in cui utilizzo solo più software open source non ho mai avuto rimpianti. |
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