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Dom

04

Mag

2008

Quelli che... il software pirata
UIELinux Blog - Usare Windows
Scritto da Davide Pedrelli   
Chi fa di mestiere il tecnico informatico come me e in particolare si occupa di assemblaggio, installazione di sistemi operativi e riparazione, ha ben presente quale sia il livello di pirateria informatica nel mondo Windows.
Chi invece vive il mondo PC e internet dall'altra parte, dalla parte dell'utente per intenderci, percepisce la pirateria in modo sicuramente più superficiale, dando al problema minore importanza e, tutto sommato, fregandosene spesso e volentieri allegramente, visto che non è difficile trovare tutto il software professionale necessario senza spendere il becco di un quattrino.

Detto questo non aspettatevi che sia io a darvi la ricetta per un mondo senza pirateria informatica; quel che posso fare è catalogare l'approccio che gli utenti hanno con questo fenomeno: una sorta di macro categorie viste da dietro il sipario, con l'occhio di chi assembla e assiste i vostri poveri PC Windows inside.
 
 I clienti e quindi utenti del PC in fatto di pirateria si possono dividere in:
  1. Quelli che conoscono e sanno come e dove trovare ciò che vogliono
    Sono i più smaliziati. Non ti stressano perché gli installi questo o quello, si arrangiano da soli.
    Sono anche i più spudorati. Non si pongono alcun problema, ne morale, ne legale; vanno dritti per la loro strada. E' del tutto inutile parlare loro del fatto che esistono alternative gratuite perché fingono di ascoltarti ma di fatto il loro cervello è terreno drenante che non trattiene nulla di questi argomenti.
    Sono infine i più ignoranti (nel senso che ignorano) perché non hanno alcuna capacità di adattamento nel caso ad esempio siano costretti ad usare OpenOffice al posto di Office.
    Le loro domande più frequenti riguardano il settaggio dei P2P, gli unici software free che usano abitualmente.
  2. Quelli che conoscono ma NON sanno come e dove trovare ciò che vorrebbero
    Come i precedenti non si pongono problemi morali o legali, ma contrariamente a quelli, questi pretendono sia il tecnico ad installare loro i software piratati.
    In realtà è facile fare in modo che capiscano che le loro richieste non possono essere esaudite, ma ad ogni modo ci provano e più spesso di quanto si pensi trovano chi li accontenta.
  3. Quelli che conoscono ma fingono di non sapere cosa sia una licenza d'uso
    Adottano questa strategia nella speranza di trovare un tecnico accondiscendente che installi e configuri per loro tutto il software piratato che gli passa per la mente. Li ho distinti dai precedenti solo per evidenziare la loro strategia, ma va da se che sono della stessa pasta, solo più tenaci.
    Capita sovente dopo un diniego di perderli per sempre come clienti. Tendono a lamentarsi col titolare sostenendo che "il tecnico è stato scortese e poco disponibile" o che "nessuno gli aveva mai fatto problemi prima d'ora"!
  4. Quelli che ignorano anche come si accende un PC
    Non si può certo pretendere che sappiano cosa sia una licenza d'uso, però si può spiegarglielo.
    Inizialmente (quando ancora non hanno un'opinione in merito) sono come delle spugne che assorbono tutto ciò che gli si insegna. Nei loro PC installo solitamente tutto il software necessario a fare qualsiasi cosa; tutto software free, spesso Software Libero e rigorosamente in lingua Italiana.
    Bene, questa categoria di utenti è però allo stato embrionale; ciò significa che si evolverà e presto o tardi si unirà ad una delle precedenti categorie.
    Pochi, pochissimi di loro entreranno a far parte della quinta categoria, diventando dei ferventi sostenitori del Software Libero e dell'OpenSource; ancor meno saranno quelli disposti a pagare una licenza d'uso per poter utilizzare un software commerciale.
  5. Quelli che seguono le regole
    Quelli che acquistano tutto il software a loro necessario sono pochi, pochissimi. Molti di loro prima o poi si scocciano e confluiscono in una delle prime tre categorie, gli altri che restano e pagano sono per lo più persone che finanziariamente possono permetterselo o troppo pigri per abbracciare altre soluzioni.
Non manca nessuno, ho inserito tutti.

Come dite? mancano i sostenitori del Software Libero a tutti i costi?
Beh, non è che mancano, è che questi sono troppo pochi per farne una categoria. Non usano neppure più Windows. Nel mio lavoro ne incontro pochissimi (forse due o tre all'anno), non hanno alcun bisogno di me: sono in grado di fare da soli ed entrano in negozio sono per acquistare singoli componenti hardware che poi assembleranno essi stessi.
Entrano, chiedono, valutano, pagano ed escono.

Commenti (3)add comment

Ercole Carpanetto said:

...
Bella descrizione degli utilizzatori Windows: mi sembra proprio azzeccata in pieno; per esperienza diretta il 90% delle persone che conosco o acquista un PC con il SO e i programmi preinstallati o li pirata (e non parlo solo di privati ma anche aziende) rischiando multe anche salate piuttosto che prendere in considerazione strade alternative.
Non sono solo molto d'accordo con l'analisi degli utilizzatori del free-open source (a meno che la tua analisi non fosse ironica): il mondo open source è molto sommerso, in effetti chi lo usa oggi è normalmente più avanzato come cultura informatica rispetto alla maggior parte degli utenti Windows o ha amici che lo sono, oppure ancora sfrutta i canali internet per risolvere i suoi problemi, riducendo quindi di molto l'accesso ai canali "tradizionali".
07 settembre 2008 | url

Davide Pedrelli said:

...
Nessuna ironia Ercole. Citando me stesso, mi riferisco a coloro che "Non usano neppure più Windows" e quindi ai veri sostenitori del Free Software e/o dell'OpenSource.

Dobbiamo essere onesti con noi stessi e constatare che siamo pochi ma, allo stesso tempo, in continua crescita. Se mi guardo indietro e ripenso alla strada che ha fatto ad esempio Ubuntu negli ultimi due anni, non posso che pensare di aver fatto la giusta scelta abbandonando il software proprietario.
07 settembre 2008

Ercole Carpanetto said:

...
Si se parli di chi è un purista del free-open source siamo in effetti pochi, ma se consideriamo anche chi usa il dualboot e chi piano piano sta spostandosi verso l'opensource (usando ad esempio openoffice piuttosto che gimp su Windows) il numero cresce di non poco.
Le soddisfazioni comunque arrivano quando installi qualche macchina in dual boot tanto per fargli provare linux e a settimane di distanza scopri che Win non è mai o quasi stato usato (mi è successo questo mese con i miei suoceri e openmamba: ormai usano solo più quello e ci fanno sopra di tutto, documenti testo, fogli di calcolo, gestione della banca via web, foto e addirittura arredamento della futura casa di mia cognata)
Sul fatto di aver fatto la scelta giusta non posso che essere d'accordo con te: in questi ultimi 4-5 anni in cui utilizzo solo più software open source non ho mai avuto rimpianti.
07 settembre 2008 | url

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