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Dom

22

Nov

2009

Una semplice "cromatura"
UIELinux Blog - Novità dal Web
Scritto da Davide Pedrelli   
E' interessante notare come oggi, grazie all'importante, imponente sviluppo del Software libero, nessuno progetti più nulla di nuovo o quasi. Chiunque voglia creare un "prodotto" personalizzato non deve fare altro che prendere il lavoro degli altri e usarlo.

Questo di per se non è un male, anzi, fa parte della filosofia stessa che muove la comunità del Software Libero. Il problema nasce quando si perde di vista l'obiettivo finale della condivisione del software e cioè l'arricchimento globale della comunità.

Ho tentato di provare Chrome OS, il "nuovo" sistema operativo gratuito creato da Google. Non ci sono riuscito. Non riesco ad andare oltre la maschera di Login. Ad ogni modo sulla rete se ne parla a tal punto che un test casalingo è quali irrilevante.
Chrome OS è l'ennesima distro GNU/Linux basata sul lavoro di sviluppo della comunità che ruota attorno a Canonical. Alla base c'è Ubuntu, evirato di tutto ciò che Google ritiene, dal suo punto di vista, non funzionale/utile.

La logica di Google è che per poter usare un PC non serve installare alcun programma, è sufficiente il "suo" Chrome OS e il "suo" browser Chromium, interfacciati e costantemente connessi ai "suoi" servizi web.
Nessun supporto per dischi fissi ma solo unità SSD, nessuna possibilità di installare software aggiuntivo, solo software fruibile via web.
Per il suo sistema operativo serve hardware strettamente selezionato da Google e non un PC qualunque.

Di fronte ad un simile progetto credo di non essere il solo a pensare che la filosofia originale che muove il Software Libero, qui, sia lontana anni luce.

"Eh ok, ma Google vede lungo. Se ha fatto una cosa simile significa che il mondo va in quella direzione." Può essere.
Personalmente sono convinto che Google, con l'immenso potere acquisito sul campo, sia nelle possibilità di orientare il cambiamento in prima persona. Se sarà così, dubito che l'immensa azienda Google metta al centro dei suoi disegni il benessere della comunità. Prima viene sempre il business.

Vi lascio con un'altra riflessione che mi ronza in testa.
Skype, proprio in questi ultimi giorni, ha annunciato il rilascio dei sorgenti (solo per ambiente Linux) dell'interfaccia grafica del suo famosissimo client VoIP. Diventerà possibile scrivere una nuova interfaccia grafica per Skype.
Sarà un caso che Crome OS non utilizzerà altri software oltre al suo browser?

           

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Commenti (4)add comment

edoardoo said:

m
Io non penso che ci si debba allarmare così tanto. Chrome Os è ancora in pre alpha penso, quindi dovremo aspettare il rilascio perlomeno della release candidate. Comunque, è un altro modo di vedere le cose. Un modo di vedere un OS non per un pc ma per un netbook. Rendere un netbook avviabile in pochi secondi, per fare quello per cui è stato progettato, ovvero andare su internet. Poi niente ti vieta di fare doppia partizione e mettere un ubuntu e un Chrome os, in questo modo quando hai bisogno solo di interet usi Chrome, altrimenti usi ubuntu.
Un'altra cosa, dove hai letto che chrome deriva da ubuntu? Non mi sembra che ci sia molto di derivato. Alla fine hanno preso un kernel, ci hanno fatto girare sopra un motore grafico (non credo nemmeno sia xorg),un browser ( mettici dentro java flash e compagnia bella) e un gestore di connessione wireless. Penso che la vera rivoluzione sia stata il server grafico (che dio solo sa, se lo avessero riscritto a modo, quale benficio porterebbe alla comunità). Ti prego di chiarirmi la derivazione da ubuntu(fonte), sono curioso.
Il fatto poi di usare programmi solamente google, beh , questo mi fa pensare... Alla fine rimane sempre e comunque codice libero, chiunqe ha la possibilità di prenderselo e schiantarci dentro il modo di farci girare quello che vuole, anche IE se proprio ti vuoi fare del male! Abbi pazienza e fiducia, sparare prima di vedere il risultato non è mai un bene.
22 novembre 2009

Davide Pedrelli said:

...
- Da un lato c'è il codice che è OpenSource e questo è sicuramente un vantaggio per la comunità.
- Dall'altro posso accedere solo a software in remoto, chiuso e non controllabile.
Non posso installare ciò che voglio perché il sistema me lo vieta.
Tutti i miei dati vengono mantenuti in remoto e a causa di questo ne perdo il diretto controllo. Che poi siano criptati non mi rende più tranquillo, dato che l'accesso ad essi è subordinato ad una semplice coppia utente + password. Sappiamo bene quanto mediamente "robusti" siano i login!

E' evidente che il vantaggio di avere questo codice sorgente tra le mani è ben poca cosa rispetto agli svantaggi pratici che si ottengono nell'usarlo quotidianamente.
La bilancia è squilibrata dalla parte di google, a danno della comunità.

Ponendo come obiettivo finale il massimo vantaggio per la collettività, ChromeOS fallisce miseramente.


Qui trovi i riferimenti che cerchi
22 novembre 2009

Sergio Gridelli said:

...
@edoardoo

Per quanto riguarda la "derivazione" da ubuntu, qui trovi qualche elemento:
http://guiodic.wordpress.com/2009/11/20/google-chrome-os-ovvero-ubuntu-castrata/#more-1516
22 novembre 2009

Santiago said:

@edoardo
Sbagli su molte cose, ad esempio usa Xorg e poi non è vero che niente ti vieta di fare doppia partizione. Ho visto la presentazione ufficiale, quando un giornalista gli domando per il dual boot hanno detto che non erano interessati perché vogliono ChromeOs come sistema core del pc. Quindi i netbook venduti con chromeOS sopra non saranno dual boot, anche perché il firmware che avranno sarà customizzato da google.
23 novembre 2009

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