Lun 07 Giu 2010 |
|
Ok, vi confesso una cosa: Oggi avevo voglia di scrivere uno di quei pezzi “uuh”, che trovano da dire e attirano l'attenzione. Ma mi è stato detto che potrei offendere la sensibilità di alcuni sviluppatori o utenti di una nota Distribuzione, e ferire i loro teneri sentimenti non è per niente la mia intenzione. Per carità! Io non voglio far rosicare nessuno! Motivo per il quale, questa volta mi limiterò ad elogiare e basta. Chiedo venia, non sono più abituato.Perché usare Archlinux? Perché Arch diversa da altre distribuzioni? E sopratutto, facciamo il discorso più generale: In cosa si differenziano le distribuzioni GNU/Linux? Cos'hanno di diverso le une dalle altre? Dunque, partiamo da questa premessa - tratta dal forum di Arch – scritta un giorno da Berseker: Il succo del discorso comunque, è che le distribuzioni sono soltanto un modo diverso di impacchettare il pacco, che comunque resta pressapoco uguale per tutte quante.Questo concetto, d'altronde è stato espresso da Mark Renton nel discorso iniziale del film Trainspotting, ecco la locandina: Parole molto sagge e di gran convinzione. Che Mark Renton fosse nerd oltre che eroinomane lo sapevamo, ma che cazzo sto dicendo? Comunque, quel che ci vogliono dire Berseker e Mark è che, in effetti, io posso fare le stesse cose con Opensuse, Fedora, Ubuntu, Pardus, Arch ecc... Posso avere Kde o Gnome e far funzionare allo stesso modo Firefox. La differenza sta nel quando e in che modo mi danno “il pacco”. Cioè il sistema. Ci sono distribuzioni che ti semplificano la vita. Queste ti offrono il pacco pronto, anche se c'è sempre qualcosa da aggiustare, ma diciamo che in linea di massima io ho tutti i programmi installati e il desktop configurato per poter essere utilizzato decentemente. Tra queste distribuzioni troviamo Meego, Linux Mint, Ubuntu, openSuse, Mandriva, Fedora(?). Più vado avanti meno semplici diventano e più hanno bisogno di essere aggiustate o ritoccate. Invece ci sono le distribuzioni non user-friendly e tra queste troviamo, Archlinux, Debian Squezze, Slackware, Gentoo, per citare le più famose. In cosa consiste essere non user-friendly? e quali sono i vantaggi o svantaggi? Gli svantaggi gli avete capiti, non ti danno il pacco pronto ma te lo devi far da te.
Perché uso ArchlinuxArch è bella perché ti permette di decidere ogni cosa. La difficoltà sta nel capire come funziona e nell'ambientarsi. Ma per questo ci sono le Wiki - sempre aggiornate - che rispetto ad altre famose distro quelle di Arch sono tenute e aggiornate molto bene. Invece per quanto riguarda certe caratteristiche tecniche, c'è ne sono tante, ma ne menzionerò solo due che mi bastano e avanzano: AUR e il fattore Rolling Release. Cos'è AUR?È una sorta di repository fatto dagli stessi utenti. Grazie a questo sistema io posso utilizzare software impacchettato e caricato da chiunque si sia degnato di farlo, e in questo modo ho a portata di mano tanti programmi, alcuni introvabili – per questioni di tempo - su altre distro. Ma AUR non è solo questo, è possibile votare questi pacchetti per fare in modo che essi vengano inclusi nei repository ufficiali... Democrazia, meritocrazia ed anarchia insieme? Rolling ReleaseSignifica che non esistono rilasci a tempo determinato, né tra 6 mesi, né tra 12 né tra 2 anni. Semplicemente la distribuzione è costantemente aggiornata con le ultime versioni dei pacchetti. La installate una volta e vi scordate di come si fa! Sembra che Ubuntu stia per diventare mezza rolling, nel senso che Firefox, ad esempio, verrà aggiornato costantemente senza dove cambiare rilascio. Ottima scelta, per lo meno, certi programmi, dovrebbero essere aggiornati e non aspettare 6 mesi per avere la nuova versione. Non vi pare?
E probabilmente, nella maggior parte dei casi, sarà sempre più leggera – e quindi veloce – di altre distro, dato che sei TU a decidere cosa installare, e di solito uno sceglie di installare solo quel che li serve. Su Ubuntu, ad esempio, molti spendono tempo per personalizzare il sistema, ottimizzarlo togliendo servizi, usando scorciatoie o stronzate varie. Poi ognuno è libero di usare la distro che vuole, di certo quando il tempo e la voglia di smanettare scarseggiano è più logico installare una distro più comoda. Non vedo niente di sbagliato. Purtroppo però, distro come queste ricevono critiche infondate da blog o persone che non le hanno mai provate. Molte volte mi tocca leggere sui forum o sentire che “Arch fa schifo perché devi compilarti tutto” e “Arch non è stabile perché è una rolling release”. Non è vero, i pacchetti vengono testati da persone competenti e rilasciati pronti per essere installati. Sono del parere che per parlare di altre distro prima bisogna provarle, per lo meno per un po' di tempo, e se ti ho invogliato a provare questa distribuzione allora ti lascio qualche link utile Arch Linux wiki ufficiale Commenti (41)
![]()
Ancestralelf
said:
|
|
... Parlo per esperienza personale, ho 16 anni e da 4 sono su linux (ho avuto la possibilità di apprendere da esperti in famiglia ), Archlinux è la migliore distribuzione che abbia mai provato. 2 anni su ubuntu, 1 su debian, 1 mese fedora, 1 mint, 1 mandriva e cosi via... 2 giorni su Archlinux.. Sono gia convinto. Beh come detto nell'articolo non è open-friendly e per i niubbi, la prima installazione (come lo è stato per me e per tutti credo) NECESSITA del wiki ma una mezz'ora in piu per ampliare le proprie conoscenze e per formare un sistema aggiornato, scattante e ottimizzato non viene ripagata? Io penso proprio di si e sono convinto che la stragrande maggioranza dei nuovi utenti linux che hanno installato Archlinux con wiki saranno poi in grado di capirne il funzionamento, a differenza dei molti concorrenti.. Ciao |
dieghen89
said:
|
... Belle parole, bell'articolo Santiago! Hai detto tutto ciò che era da dire p.s. prima che passi berseker si qua, togli quella R prima della k dal suo nome perchè ci tiene |
Davide Pedrelli
said:
|
... Capire è importante. Altrettanto importante è capire che c'è chi non ha voglia/tempo/predisposizione a capire. E, credetemi sulla parola, la maggioranza degli esseri umani è, informaticamente parlando, "incapace". E nonostante questa sciagura, vive e respira ancora. Santiago e Ancestralelf, anche voi (come me) fate parte di una qualche maggioranza di "incapaci". Magari non in ambito informatico, ma in altri certamente sì. E allora qual'è il punto? Il punto è che forse, e dico forse, sarebbe il caso di smettere di farci, tutti, immancabilmente, delle pugnette mentali sul cosa è meglio o cosa è peggio. Concentriamoci piuttosto sulla sensibilizzazione all'uso di Software Libero, piuttosto che gareggiare, come ragazzi di primo pelo, a chi ce l'ha più lungo. |
Federico
said:
|
... Non conoscendoti, non sapendo come la pensi al riguardo cercherò di commentare il generalmente possibile, rispondendo al messaggio che è effettivamente arrivato a me. E allora qual'è il punto? Il punto è che forse, e dico forse, sarebbe il caso di smettere di farci, tutti, immancabilmente, delle pugnette mentali sul cosa è meglio o cosa è peggio. Chi sta gareggiando? Intendi forse che dovremmo smettere di "gareggiare" per diffondere una filosofia GNU/Linux che non sia ormai bacata (e non cito niente e/o nessuno)? Credi che le "pugnette" mentali ( ) siano sbagliate? Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, e io personalmente esercito questo diritto molto spesso. Grazie alle pugnette mentali, ai commenti, ai pareri e ai consigli degli utenti, informaticamente incapaci, come dici tu, o capaci, che nascono comunità come quella di Arch o di Ubuntu. Perche fregandosene, accettando passivamente o contestando le scelte di Canonical (nel contesto ubuntu, che va obbligatoriamente citato, essendo questa la distro piu diffusa), utenti navigati continuano a dare supporto a nuovi linuxiani. Ed è forse a questi utenti che hanno conosciuto linux dagli albori (forse per problemi d'età non ne faccio parte) dici di non farsi pugnette mentali su cosa è giusto o sbagliato? Poi vorrei precisare la mia visione sull'in-capacità informatica. Ognuno ha gli strumenti per imparare. Quello che intendi tu, o almeno lo spero, è la voglia di sbattersi citata da Santiago, che è personale, e non può essere indotta da nessuno. Però se non ci fosse chi si sbatte continuamente per la comunità nessuna distro, piu o meno potrebbe essere friendly. E qui chiudo |
Nicolò
said:
|
... Per me Arch è Dio. Ovvio, per un niubbo è improponibile ma se uno capisce qualcosa è davvero Dio. E, hai ragione, metà dei post su linux-feed che leggo sono del tipo "modificare questo su Ubuntu", "aggiungere questaltro su Ubuntu", noi di Arch siamo al livello successivo... è poco ma sicuro. Io ci sono rimasto, ancora quest'inverno che l'ho provata (prima in VB, e il giorno dopo era già installata e funzionante nella sua partizione dedicata), innanzitutto per le configurazioni... caxxo, non c'era niente e ho semplicemente aggiunto quello che mi serviva... (e solo quello!) E poi, abituato come ero a tutti quei boot grafici... il mio l'ho orgogliosamente tenuto testuale. Ora mi ritrovo delle volte "se devo fare le cose in fretta" a uscire dal run-level 5 e ritornare al 3 in riga di comando (se devo programmare vi per scrivere mplayer per la musica e w3m se devo controllare dei riferimenti) Devo dire che Arch è sì più veloce, ma mi ha anche fatto abbandonare completamente la mentalità della "GUI". Per chi lo diceva, non è un "gareggiare" è solo dire la verità, un sistema fatto ad-hoc è inevitabilmente meglio di uno preconfezionato, è come mettere a confronto un vestito fatto su misura e un vestito comprato in negozio (di marca finché vuoi, ma mai come uno su misura) |
Sergio Gridelli
said:
|
... In psicologia, è noto da tempo il principio di coerenza. Una sorta di matrice evolutiva che comincia a svilupparsi già nei primi mesi di vita degli esseri umani. In larga misura. si tratta di "atteggiamenti" vantaggiosi. Ma siccome il principio ha valenza sempre, è stato più volte osservato come, in virtù della coerenza, le persone (tutte, anche noi) lo "rispettino" anche quando diventa controproducente per sé stessi. Cioè. pur di mantenere fede al patto di coerenza si persevera in prese di posizione che hanno conseguenze del tutto negative. Se affermo pubblicamente (ma, anche il proprio dialogo interiore ha il suo peso) che è bellissimo fare il bagno in mare a febbraio, continuerò a tuffarmici tutti gli anni con evidente pregiudizio per la mia salute. La coerenza è più forte della razionalità. Ora, posto che i sistemi operativi "dovrebbero" essere un mezzo e non un fine (uso il condizionale perché mi è parso di leggere che per qualcuno siano addirittura un totem cui idolatrarsi), ognuno li utilizzerà per i suoi scopi. Coerentemente, se la questione di "vita o di morte" è guadagnare qualche decimo di secondo al boot. si userà la distro più performante per questo obiettivo. Se, come nel mio caso, si tratta di un uso professionale in ambito content editing, importa molto di più non doversi preoccupare di "costruirsi" il sistema su misura. Mi pagano per quello che produco, non se trascorro le mie giornate a leggermi qualche centinaio di post se fare o non fare l'aggiornamento di turno. Detto questo, non ho nulla in contrario con chi lo fa (e nemmeno sputo sopra alle distro che usa), semplicemente c'è chi usa GNU/Linux in maniera autoreferenziale (per studio, cazzeggio, sperimentazioni personali, etc.) e non gli cambia nulla se succedono dei "guai" (per carità, tutto risolvibile, ma occorre certamente del tempo) e chi con questo sistema operativo ci lavora. |
shad
said:
|
... la soluzione è installare chakra linux e rifinirlo quel pochino che serve, cosi eviti l'installazione da zero, e ti mette comunque il minimo, hai il DM, app sensate, sistemi 2 righe in rc.conf sei good to go |
Nicolò
said:
|
... @Sergio: Io invece ho letto tutto il tuo post (anche se mi sento ignorante perché non ho assoluamente capito cosa c'entrano i primi paragrafi con gli ultimi due) Allora, verissimo come il male che di "guai" possono capitanarne (dato che Arch equivale più o meno alla squeeze di Debian) ma io dopo cinque mesi che uso e abuso questa distro non ne ho avuti "ne avevo di più su Ubuntu che non faceva quello che volevo io...". *incrocio le dita* Se mai dovessi metter su un server, probabilmente Arch sarebbe una delle ultime spiagge, ma a livello desktop mi sento di dissentire. 1° Quando sei tu a costruire l'OS pezzo per pezzo, sai esattamente quali pezzi ci sono, come usarli, i limiti e le potenzialità (cose che per quanto uno voglia, su una distro pacchettizzata non si conoscono appieno) 2° Quando conosci il tuo OS, il lavoro che ci devi sbrigare lo esegui in modo bene o male più efficente |
Doc
said:
|
... Perché inserisci Debian Squeeze fra le non-user-friendly? In cosa differisce Debian Squeeze, da, per esempio, Debian Lenny o Debian Etch o che so io? Cf. http://www.debian.org/releases/ Ribadisco un concetto: precisare meglio il concetto di user-friendly! Debian è meno user-friendly di altre distro, come utuntu, perché PUÒ essere più difficile configurare il sistema per la propria macchina; perché non offre drivers ATI o nvidia impacchettati caldi per le versioni di sviluppo (unstable o testing), ma solo per le stables, imponendo all'utente la necessità di una compilazione, che però è MOLTO ASSISTITA e QUASI a prova di niubbo. Tuttavia, una volta installata e configurata, non si deve fare altro che usarla, godendosi i benefici di circa 30000 pacchetti preimpacchettati caldi. Sicuramente, però, Debian è infinitamente più semplice di una Slack o di una Gentoo o anche della stessa Arch. P.S.: Debian, a differenza di tutte le altre, supporta tutte le architetture. La puoi installare anche nei frigoriferi! ![]() ![]() ![]() ![]() |
Davide Pedrelli
said:
|
... Dal mio personale punto di vista, tutta questa discussione è orientata a far discutere di aria fritta e rifritta esclusivamente i cosiddetti non niubbi. Tra l'altro ci vorrebbe un post ad-hoc per analizzare questo ingiusto appellativo (niubbo) affibbiato ai novizi dai cosiddetti "esperti". Tornando a questa inutile discussione su chi ce l'ha più duro, dovreste, anche solo per poco tempo, avere a che fare con gli utenti, quelli veri. Quelli che ti pagano per ottenere un sistema operativo che funzioni, ma soprattutto che loro possano usare senza difficoltà. Mi ci sono voluti due giorni per fare una migrazione con i controcazzi da Windows a Ubuntu (controcazzi = pianificazione + setup del sistema + ricerca delle giuste applicazioni + configurazione applicazioni + migrazione dei dati e della posta). Provate ad installare (e configurare a misura di cliente non esperto) Arch o altre distro "dure" e a farvi pagare (il giusto) per il tempo che ci spendete. Provate poi a spiegare al cliente che per ogni piccola modifica deve rivolgersi a voi perché lui è un niubbo non esperto. L'alternativa è che si prenda un periodo di aspettativa dal lavoro per leggersi le wiki. Potreste anche avere fortuna, se il cliente è un cassaintegrato. Abbiate il buon senso di capire che siete (siamo?) delle mosche bianche e che l'utente medio è di un diverso colore. |
Federico
said:
...In ambito informatico, e in particolare nel gergo di Internet o nell'inglese dei teenagers, il termine informale inglese newbie (letteralmente neofita) indica una persona inesperta di un certo contesto che mostra l'intenzione a migliorarsi. Il termine (che viene sfruttato anche in una grandissima quantità di varianti quali niubbo, gnubbo, newb, noob, nabbo, niubie) è particolarmente usato nelle comunità virtuali in rete come forum, blog, newsgroup o applicazioni di social networking ma spesso viene confuso come sinonimo di "noob". In realtà, infatti, "noob" - e così i suoi derivati per assonanza (come "gnubbo", "nabbo", etc...) - non deriva dal termine inglese ""newbie"" [1], bensì ha una connotazione negativa; letteralmente, infatti, "noob" identifica "un soggetto neofita che, al contrario del ""newbie"", non ha la minima intenzione di migliorarsi". Pertanto, "noob" ha una connotazione derisoria o dispregiativa; ""newbie"", d'altro canto, non può avere un'accezione negativa. Occorre precisare, infine, che il "newbie" non va confuso con l'utonto (contrazione di utente e tonto) per lo stesso motivo sopracitato. Non copio anche la sezione usi, sappi però che viene utilizzato da molti in senso derisorio e dispregiativo ma nel mio caso ci tengo a precisare, non è cosi. Newbie è diventato ormai un altro sinonimo di inesperto nel dizionario di molti, e finche resta solo un sinonimo non è nulla di ingiusto e/o offensivo. |
Federico
said:
|
... ah Federico=Ancestralelf, per evitare equivoci, mi sono tregistrato e non mi fa piu usare il nickname |
Pixel
said:
|
... Il post di Santiago ed i commenti a seguire si possono riassumere come una conversazione tra un costruttore di auto radiocomandate ed un appassionato di auto radiocomandate. Il costruttore acquista la materia grezza e dopo molte ore di lavoro potrà mostrare il frutto del proprio lavoro: perfetto, funzionale magari un po' bruttino esteticamente ma sicuramente performante, in quanto il nostro personaggio avrà reperito ed assemblato i componenti a lui più congeniali e specifici per lo scopo che si prefigge di ottenere. L'appassionato di radiomodelli entrerà in un negozio specializzato ed acquisterà il miglior prodotto che le sue finanze gli permettono. Entrambi raggiungeranno il proprio obbiettivo: divertirsi! Il primo perchè si divertirà nella costruzione dell'auto, il secondo perchè si divertirà nel comandare la propria vettura sulla pista di turno. È probabile che l'appassionato si esalti a tal punto da diventare costruttore mentre il costruttore difficilmente diventerà appassionato in quanto il proprio scopo è costruire e non usare. Il punto non è chi ha torto o ragione, ma semplicemente lo scopo che ognuno di noi vuole ottenere da un determinato prodotto. Davide ha ragione e condivido il suo ragionamento al 100% (esperienza simile fra sabato e domenica ), ma anche Santiago ha ragione: siete due facce della medesima moneta. Io ho smesso di guardare "sotto al cofano" perchè trovo più divertente e produttivo usare il PC ed i suoi applicativi piuttosto che cercare ottimizzazioni particolari o funamboliche installazioni, considerando anche il tempo disponibile sempre più risicato. Siccome c'è ancora molto da fare dal lato usabilità ed altrettanto c'è da fare per scardinare questo nostro sistema che si basa su prodotti informatici che vincolano utenti ed amministrazioni su scelte a scadenza, preferisco ridurre al minimo il tempo richiesto dal PC per aggiornamenti, configurazioni e quant'altro ed impiegare le ore risparmiate per andare a qualche incontro su come migliorare l'usabilità o semplificare ulteriormente le operazioni a carico dell'utente. Fabio |
eriprando
said:
|
... L'ecosistema "Linux" e' apparentemente diviso fra distribuzioni "user-friendly" e distribuzioni "non amichevoli per l'utente". Al gruppo "user-friendly" possono ascriversi Ubuntu, Mint, Mepis, Pardus, Opensuse, Mandriva, PclinuxOS e Fedora (spero di non essermene scordata qualcuna); mentre nel gruppo delle "non facili" troviamo senz'altro Arch, Gentoo, Slackware, eccetera. Ho scritto "apparentemente diviso" perche' in realta' Linux ha bisogno delle une e delle altre. Chi non ha voglia di imparare si butta sulle "user-friendly". Chi ha voglia di imparare, lascia uno spazio libero sul disco rigido e sperimenta con Gentoo e Arch. Le distribuzioni "facili" non sotraggono spazio alle "difficili", le une non escludono le altre. Semplicemente si crea un processo di selezione naturale che permette ai piu' curiosi e preparati di approfondire le loro conoscenze, mentre lascia ai piu' pigri (o a quelli che hanno meno tempo libero) la possibilita' di usare un sistema operativo affidabile e gratuito senza tanti problemi. E questo e' un grande vantaggio (che i sistemi proprietari non hanno). |
Stefano Teodorani
said:
...
Queste parole le vorrei aver dette io. Comunque leggetevi questo post di piu' di un anno fa dal vecchio sito di pollycoke: http://pollycoke.net/2009/02/16/ma-non-odio-archlinux/ |
Federico
said:
|
... Bel post di pollycoke La tua citazione è azzeccata, sono appena tre giorni che sono su Arch e mi sento gia un po così lol. Sarà forse lo sbattersi per avere un sistema del genere (quasi perfetto) che rende lo stesso un qualcosa di Elite, di superiore. O quantomeno questo è quello che provo usando questa distro... |
Stefano Teodorani
said:
|
... Sono venuto a sapere che santiago non scrivera' piu' post. Mi dispiace che una notizia del genere non sia stata data in mailing list. Potete leggerlo qui: http://pollycoke.org/pollycoke...albox/3583 |
Stefano Teodorani
said:
|
... Se non sbaglio hai gia' qualcosa del genere no ? Comunque l'idea e' ottima |
Stefano Teodorani
said:
|
... No Ho scritto "Mi dispiace che una notizia del genere non sia stata data in mailing list." Ciao |
Giorgio Beltrammi
said:
|
... Io amo follemente la pappa pronta, poi scarto quello che non mi va giù e aggiungo quello che mi gusta. In fondo faccio il percorso inverso e non potrei fare altrimenti. Se uno ha delle limitazioni hardware che fa? Sceglie la pappa che gli fa funzionare quello che gli serve. La questione del sapere o del non sapere è in funzione di e deriva dalle proprie necessità. Io posso connettermi a internet solo con il cellulare/internet key. Ubuntu/Mint mi permettono di farlo anche senza installare nulla (quindi nel momento che li installo non ho bisogno di connessione), mentre Arch - la tanto decantata God Save The Arch, ma anche la venerabile Slacky o la cervellotica Gentoo - non mi consentono di farlo; ergo a me serve la pappa pronta (Ubuntu/Mint) poi a queste tolgo quello che non mi interessa e disabilito ciò che porta via risorse inutilmente. Viaggiano da paura (dopo il trattamento, che con Arch si fa prima) e a me serve un sistema che mi faccia lavorare senza dovermi curare più di lui che del mio lavoro. Successivamente installo quello che manca (come si fa con Arch), ergo ho un sistema Linux-based prestante e bellissimo. All'inizio si parlava della pacchettizzazione del pacco. C'è chi parte dagli ingredienti del contenuto, fino al pacco completo. Io prendo il pacco completo e poi vado a influire sugli ingredienti del contenuto, che differenza fa? Alla fine, pacco, pacchettizzazione, sintonizzazione, scelte, usi e costumi, vengono soddisfatti ugualmente, ma almeno possiamo scegliere come fare, da altre parti il pacco viene dato senza neanche poter capire con cosa è fatto e cosa contiene e a me sembra importante rimarcare questo fatto a tutti quelli che si avvicinano a Linux/BSD. Ciao e e grazie della discussione :-) |
borgio3
said:
|
... Certo, si chiama ArchBang ed è un liveCD installabile con Openbox. E' in inglese e lo conosco molto poco, ma si installa facilmente. http://www.archbang.org/ Ciao :-) |
Lascia la tua opinione
About
Community
Commenti
Tags
Utenti On-Line
43 visitatori online
Utenti : 169
Contenuti : 89
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 172858
Contenuti : 89
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 172858





In conclusione, se sei curioso, ti piace smanettare e vuoi imparare allora ti straconsiglio Arch. Ne varrà la pena perché, in fin dei conti, Arch è quello che tu vuoi che sia. Inizi da un terminale nudo e finisci per avere un desktop leggero con Openbox, oppure un desktop bellissimo con KDE.

), Archlinux è la migliore distribuzione che abbia mai provato. 2 anni su ubuntu, 1 su debian, 1 mese fedora, 1 mint, 1 mandriva e cosi via... 2 giorni su Archlinux.. Sono gia convinto. Beh come detto nell'articolo non è open-friendly e per i niubbi, la prima installazione (come lo è stato per me e per tutti credo) NECESSITA del wiki ma una mezz'ora in piu per ampliare le proprie conoscenze e per formare un sistema aggiornato, scattante e ottimizzato non viene ripagata? Io penso proprio di si e sono convinto che la stragrande maggioranza dei nuovi utenti linux che hanno installato Archlinux con wiki saranno poi in grado di capirne il funzionamento, a differenza dei molti concorrenti..

