Sab 29 Gen 2011 |
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Giornata interessante. Si è pensato che ripetere l'esperienza "sabato, sede, saraghina, cazédi e zambéla" sarebbe anche bello. Siamo stati proprio bene. Nonostante la mancanza di ciambella e saraghina.
Ci attrezzeremo. Venendo ai test,
iTalc funziona bene. Egregiamente bene con una rete LAN 10/100. Ha ragione Gallo quando dice che la rete gigabit per iTalc è una cagata. Quindi, dato che la rete gigabit l'ho proposta io, per la proprietà transitiva, io ho detto una cagata. iTalc funziona al meglio quando i PC lavorano tutti alla medesima risoluzione video. Le presentazioni sui client andranno tutte a schermo pieno. Cosa che non accade se si lavora con risoluzioni promiscue. Lo stesso discorso vale per il tele controllo dei client. iTalc va sistematicamente a culo quando in rete locale c'è anche il PC di Bosi. In realtà non è tanto colpa del PC, quanto dell'utente Bosi. Non lasciate MAI la cartella video condivisa: la biscia, rapida ci scivolerà dentro e lancerà uno streaming video attraverso la LAN. La rete si siede. Anche iTalc si siede educatamente assieme a lei. iTalc non basta. Per pensare di lavorare bene, in un'aula informatica GNU/Linux serve anche NFS. Un'idea semplice e allo stesso tempo efficacie per implementare NFS l'ha avuta Teo. Installare sui client il servizio NFS-Server e rendere disponibile verso il PC del docente (il server iTalc) le cartelle di lavoro, ad esempio le scrivania di tutti i client. Per montare i percorsi, ogni docente potrà comodamente eseguire un proprio script creato ad-hoc, rendendo immediatamente disponibile lo scambio di file client-server e viceversa. Si sente la mancanza della birra. Però si sta bene. Anche perché Bosi ha spento il PC. Ha un impegno altrove. Gli si vuole bene ed è per questo, non per altro, che lo si lascia andare senza trattenerlo oltre. Il montaggio dei percorsi dei client sul server va bene e funziona bene. Bisogna però considerare che allo spegnimento delle macchine, sul server non resta assolutamente nulla dei dati condivisi e questo è, più che un problema, un limite. La soluzione potrebbe essere implementare su ogni utente docente del server un sistema di sincronizzazione automatica e autonoma dei dati condivisi. Altre idee/soluzioni sono sempre bene accette. Tanto per non smentirmi, avrei pensato a un lavoretto da far fare a Fabio, il maestro Gambero. Un'applicazioncina made in UIELinux di supporto al docente. Ma di questo ne vorrei parlare a voce, con Fabio, quando si presenterà l'occasione. Sono un po' stanchino. P.S. Il server iTalc con tanto di monitor LCD, tastiera e mouse è rimasto in sede, accanto a quell'ammasso di hardware con dentro WindowsXP. Speriamo vadano d'accordo. Commenti (1)
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Volpe Alessandro
said:
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... Per il problema che non restano i dati condivisi... si potrebbe attrezzare un piccolo NAS a cui tutti, client e server, possano accedere. Li i dati sarebbero e resterebbero. Col bonus che se si disponesse di macchine omogenee si potrebbe anche prevedere un bel boot da lan per facilitare la loro gestione e limitare le possibilita' di manovra da parte degli utenti ( si potrebbero anche limitare l'accesso alle unita' ottiche e il mount di chiavette USB per migliorare la sicurezza generale). |
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