Mer 23 Giu 2010 |
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Un evergreen del dibattito tecnologico è rappresentato dall'effettivo bisogno (esistenziale?) di nuovi “meravigliosi” prodotti proposti dal mercato. Se ci avete fatto caso, da un po' di tempo si parla solo di Apple e delle sue “trovate”. Già questo fatto, da solo, dovrebbe fare riflettere sull'efficacia della comunicazione della mela morsicata, Infatti, la strategia di Cupertino ha già raggiunto l'obiettivo: chi comunica, esiste.
Altro discorso, appare scontato dirlo, riguarda invece la capacità di suscitare nuovi bisogni “indispensabili”. E' il caso dell'ultimo nato in casa Apple: l'iPad.Per non finire anch'io risucchiato dal girone infernale del “è inutile, fa schifo e non lo comprerò mai!”, provo ad usare il grandangolo cercando di allargare, se possibile, la visione sullo scenario che ci circonda. Dando per scontato che si tratta di un oggettino chiuso e, per di più, senza porta usb (cose “fondamentali” per amanti, come noi, del free software e per geek nemmeno tanto evoluti), mi interessa sopratutto mettere a fuoco il suo uso sociale, prima ancora che informatico. In primo luogo una considerazione generale o, se si vuole, di carattere “evolutivo”. Le tecnologie informatiche si trasformano e con esse muta anche il nostro rapporto con esse. Il mio primo approccio con un computer “vero” (salto il rapporto morboso con il C64) è stato con un desk tower i286 che aveva una sua scrivania dedicata (già, a quei tempi si vendevano, anche per uso domestico, mobili fatti apposta per i computer. Roba da non credere!). Senza che ce ne siamo quasi accorti, più o meno silenziosamente, oggi i computer fissi sono praticamente spariti dagli scaffali dei pc-store e anche (sebbene più lentamente) dagli uffici. In una parola, la mobilità ha imposto nuovi paradigmi di utilizzo delle macchine informatiche o, come ho chiamato altre volte, info-domestici. Dunque, si va nella direzione di una fruizione pressoché continua e davvero “intima” del computer. Infatti, il personal computer non è mai stato così “personal” come in questi ultimi tempi. Dagli smartphone tutto fare ai pc portatili (sempre più portatili) si può dire che ci si muova costantemente con l'ufficio appresso. Tuttavia, ed ecco la seconda questione, non è solo un fatto professionale. Le relazioni, di fatto più liquide e virtuali, “impongono” una presenza connettiva pressoché continua. Tolti gli usi ludici, in pochi credevano veramente che il pc in casa potesse diventare davvero uno strumento per aiutare i figli nello studio (i casi sono sporadici) o la moglie in cucina per consultare le ricette sul web (in questo caso, le percentuali sono prossime allo zero). Poi, sono arrivati i social network e il mercato dei computer è cambiato. Oggi, la maggioranza delle persone (esclusi noi che ancora ci intendiamo di kernel, mi si passi la battuta!) compra un notebook per “andare” su Facebook. Come dire, c'è un motivo vero e attuale per fare un acquisto di quel tipo. E l'iPad soddisfa in pieno la “necessità” di essere costantemente presenti ai nostri 5.000 amici di FB. Ecco allora che tutti i discorsi sulle prestazioni, sul prezzo, sul software blindato, sull'hardware poco performante, cadono. L'iPad è un oggetto di design, dà sensazioni emotive che vanno al di là delle sue stesse carenze tecniche, è bello (de gustibus) e, non ultimo, è intuitivo. Almeno, per tutta una schiera di utilizzatori cui non frega un fico secco di cosa ci sia dentro. Forse, e lo dico più a naso che per esperienza diretta, l'unica limitazione per il popolo “dell'accendo e navigo” risiede nella “scocciatura” di doverlo attivare tramite iTunes da un altro pc, o Mac che dir si voglia. Come sempre succede, anche il lancio dell'iPad ha avuto il suo corollario di crociate denigratorie e, senz'altro, questa impenetrabile cassaforte (sia software che hardware) offe molti motivi per criticarla. Ma, a questo punto una domanda: se il gioiellino fosse tutto open e free lo compreremmo o, comunque, ci faremmo un pensierino? Io, e credo tanti altri (assumendomi la totale responsabilità di millantare le loro decisioni) rispondo di sì. Sì, perché il concetto di libertà passa anche attraverso il superamento di luogo fisico e deputato per specifiche funzioni. Scambiarsi conoscenza, quando si vuole e dove si vuole, è una frontiera che non può lasciarci indifferenti. Così come, allo stesso modo, il superamento del digital divide non è solo un fatto tecnico, ma comprende a pieno titolo anche l'accesso di più persone possibili a quell'universo di sapere rappresentato dalla rete. In sostanza, credo che il buon vecchio Steve ancora una volta abbia visto giusto. Di certo, come è successo per tutti i prodotti Apple, anche l'iPad verrà perfezionato e migliorato. In ogni caso, già oggi, possiamo dire che il guru della mela morsicata rende attuale l'ossimoro della realtà arricchita. Una realtà che, indipendentemente dalle nostre convinzioni, ci costringe a considerarla sempre più come parte integrante della nostra quotidianità. Commenti (9)
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Stefano Teodorani
said:
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... Che dire. Bellissimo articolo. Condivido totalmente (come peraltro ben sai) la tua lucida analisi. Personalmente, seppur amante del pinguino, non posso non rendermi conto di come ancora una volta Jobs abbia capito le esigenze della gente comune. Noi "informatici" siamo troppo coinvolti dal dettaglio tecnologico fino al punto di dimenticarci che non tutti sono come noi. E' proprio vero. Spesso per vedere bene le cose bisogna allontanarsi un po'. La grandezza di persone come Jobs è proprio quella. Pur essendo molto bravi tecnicamente, riescono a capire quali siano le esigenze delle persone. |
Pixel
said:
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... Lucida e brillante esposizione: se potessi lo prenderei, ma siccome "non potessi" non lo prenderò. Notavo anche il modo in cui Apple pubblicizza i propri prodotti (se ne discuteva l'altro giovedì al Mapaleo): nessuna caratteristica tecnica, nulla di niente, solo ed esclusivamente una o più frasi che inducano l'utente a dire |
Pixel
said:
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... ... uhm.. c'è un bug... quello che si scrive tra freccette non viene mostrato ... comunque, la conclusione era: ..."cavolo non ci avevo pensato, per fortuna che c'è Apple che soddisfa le mie esigenze".. P.S. riprova del bug (ho scritto prova tecnica, ma prima di prova tecnica) |
Davide Pedrelli
said:
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... Se me ne capiterà uno tra le mani (Teo quando lo compri?) sarò naturalmente curioso di provarlo. Di comprarlo non se ne parla, nonostante mi renda perfettamente conto che può essere un oggettino anche comodo, ad esempio sbragato sul divano a cazzeggiare su internet. Probabilmente sono troppo amante della libertà, quella che si apprezza con GNU/Linux. Non riesco a farmi piacere la logica di usare la chiusura hardware e software facendola passare per semplicità di utilizzo. Non riesco neppure a farmi piacere un'azienda (Apple) che, con slogan ad effetto e manifestazioni di entusiasmo palesemente fuori misura, ti serve minestra riscaldata facendola passare per nouvelle cuisine. Ne venderanno tanti di sti gingilli @Pixel Hai ragione, il gestore dei commenti tenta di interpretare le freccette come se fosse codice HTML. Poi ovviamente si incarta. |
Giorgio Beltrammi
said:
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... Mah, a me l'IPad non piace per la sua inutilità, mentre dico proprio quello che mi viene a proposito di iPhone. Mi piace da bestia e ne vorrei tanto uno. Lo so, forse ci sono degli smartphone migliori, ma a me quello piace assai e non sono in grado di fare tanti ragionamenti. So solo che se avessi i soldi, lo comprerei subito. Merito di Jobs, di Apple (che poi è la stessa cosa), delle sue caratteristiche, non so, e non mi interessa. Del fatto che faccia tendenza non me ne frega nulla e il fatto che sia chiuso ancora meno. E' bello, è fatto bene e basta. Non ho pensato al fatto che Jobs avesse capito i bisogni della umanità in connessione, ne sono rimasto folgorato. Dell'iPad, anche open source, non me ne frega niente e non riesco a pensare al fatto che Jobs è un incanta popoli. Forse lo è, ma credo che non si incanti nessuno se quel nessuno non vuol farsi incantare. Jobs ha solo colpito nel segno un popolo di incantati (e in questa qualità metteteci tutti i significati che volete). Grazie di questa bella discussione :-) Ciao |
GM
said:
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... Se fosse open e free non lo comprerei ugualmente: senza usb, troppo grande, troppo fragile, poca autonomia, mi fanno schifo le ditate sullo schermo, costa troppo per quello che fa. È uno dei tanti bisogni indotti: solo marketing. Ribalto la domanda all'Autore: perché lo prenderesti se fosse open e free? La spiegazione che hai dato nell'articolo (superamento del luogo fisico deputato all'uso del pc) sarebbe sufficiente se non fossero stati ancora inventati i vari notebook, netbook e smartphone. |
Marco Sgarzi
said:
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... Ieri sera sono andato di nuovo a provare l'oggetto in questione... L'ho fatto con un occhio critico diverso dalla prima volta, in questa cosa mi ha aiutato la lettura dell'articolo, dei commenti e delle varie risposte alla mailing list... Il mio giudizio non e' cambiato riguardo l'Ipad, continuo a credere che sia inutile e che non lo acquistero', gia', non lo acquistero' io e sottolineo io, perche' e' fuori dalle mie aspettative, dal mio utilizzo, dal mio budget, dal mio pensiero... Io pero' non sono il target mirato da Steve... L'Ipad e' solo bello (forse), fa tendenza... Nessuna delle persone che ho visto affascinate davanti alla "mirabolante tavoletta" e' interessata alla benche' minima cosa che riguardi hardware o software... Tutti li' ipnotizzati, estasiati dal poter fare con le dita su uno schermo cose "incredibili", esattamente come tante scimmie di qualche telefilm... L'eta' media delle persone presenti nel negozio non tocca i 20 anni, pochissimi adulti davanti alla tavoletta (io tra quelli)... I commenti degli utilizzatori? - Fantastico! guarda posso allargare le immagini...; - Bello, e' come il mio Ipad ma piu' figo...; ... Le domande ai commessi? - Hey, posso anche andare su facebook?; - Posso anche chattare?; ... Sicuramente questo Ipad e' una genialata del marketing e come tale sara' destinato a spopolare. @Sergio Complimenti, l'articolo e' bellissimo... |
Claudio Magnani
said:
...Tutti hanno provato a commercializzare (ben prima di Apple) i tablet pc.Apple ha avuto solo l'intuito di renderli usabili e desiderabili da una folta schiera di utilizzatori... Se in parecchi hanno provato a introdurre sul mercato i tablet pc, ma con scarso risultato, allora significa sostanzialmente due cose, e cioè che la Apple sforna prodotti qualitativamente migliori e poi perchè il marchio Apple fa tendenza. Oltra alla qualità, quindi, risalta il marchio fondato da Steve Jobs. E' un po' come Gesù, prendono tutto quello che esce dalle sua bocca come parole di santità. Il problema è che Gesù, a mio sapere, è santo, mentre Jobs... Non discuto la qualità, l'usabilità o altro dei prodotti Apple. Discuto la modalità di marketing...un po' egocentrici e smisurati, tendenti al superfluo. Basta pensare, che nei giorni di uscita dell'iPad, centinaia e centinaia di persone facevano la fila davanti agl'Apple Store. Alcuni perfino dormivano fuori coi sacchi a pelo la notte precedente solo per la smania di comprare l'iPad esattamente il giorno ufficiale di uscita sul mercato del prodotto in questione. Ora ditemi, queste persone non sono forse maniaci e ossessivi del marchio Apple? Le risposte, a mio parere, sono due: O sono ossessionati davvero, o vengono ossessionati(incantati) dalle parole di S.Jobs. |
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