Ven 26 Giu 2009 |
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| Ricapitolando. Internet non piace alla casta politica e questo l'hanno capito anche i sassi. Il problema non è di natura tecnica o, almeno, non solo. La questione è fondamentalmente legata all'impossibilità di controllarlo nel senso orwelliano del termine. La rete è anarchica per definizione dal momento che chiunque può intervenire con i propri pensieri e le proprie idee. Per chiarirci, internet non è il TG1 dove basta metterci un Minzolini qualsiasi per avere la certezza matematica che non verranno mai divulgate notizie “scomode”. Cosa sta succedendo? Nulla di sconvolgente, tutto perfettamente in linea con gli antichi propositi della nostra classe dirigente (lo ripeto per l'ennesima volta, anche l'opposizione è colpevole) di instaurare una dittatura “democratica”. Questa volta ci tocca parlare delle "Nuove disposizioni per la tutela del diritto all'oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale" (Disegno di Legge n. 2455 – Relatore On. Carolina Lussana). In sostanza, con un'artificiosa quanto pretestuosa volontà di garantire la riservatezza delle informazioni riguardanti persone soggette ad indagini giudiziarie, si cerca di imporre alla rete di dimenticare. In pratica, ogni pagina web (siti di informazione professionali o blog non fa differenza) dovrà essere rimossa quando "sia trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, decreto di archiviazione o sia intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione" o "due anni se è intervenuta o se è stata dichiarata una causa di estinzione del reato o della pena". La “genialata” si presta almeno a due prospettive di analisi. Prospettiva tecnica. Come al solito la miopia è davvero strabiliante. Infatti, se la proposta verrà trasformata in legge, questa sarà cogente solo sul territorio giuridico della nostra penisola. Quindi, le informazioni, i dati, le immagini presenti su server o siti in hosting registrati in paesi esteri non possono sottostare a quel tipo di provvedimento. Potrà avere qualche effetto, peraltro tutto da verificare, sulla responsabilità di un cittadino italiano che registra un dominio in uno stato estero. Ma se i dati che il provvedimento vuole interdire sono su hosting esteri e il proprietario è straniero, nulla può essere fatto. E anche i fatti di questi giorni (escort e dintorni) stanno a dimostrare come quello che avviene in Italia venga seguito con molto interesse oltre i confini nazionali. Visto lo stato pietoso del nostro apparato di informazione giornalistica, mi verrebbe da dire che i fatti più imbarazzanti vengano seguiti “prevalentemente” all'estero. Di converso, anche filtrare le ricerche di Google mi pare alquanto complesso, a meno che non si voglia importare in Italia il modello Cina. Anche se ho il sospetto che qualcuno lo desideri intensamente. Per altra via, non esiste il concetto di internet così come viene indicato nel disegno di legge. Semplicemente perché internet non esiste. Non è un luogo fisico, nessuno ne detiene la proprietà giuridica, non è un soggetto. Internet, mi ripeto, è un luogo di comunicazione o, se si vuole, un mezzo (come potrebbe essere l'aria nelle relazioni umane) che consente lo scambio di informazioni. Prospettiva sociale. Sotto questo profilo le cose sono sicuramente più preoccupanti. Ammesso e, ovviamente, non concesso che il disegno di legge abbia qualche fondamento, perché non estendere il principio anche alle biblioteche, alle emeroteche, ai ritagli di giornali conservati da ognuno di noi? E già che ci sono voglio esagerare (anche se la realtà, da quando mi ricordo, ha sempre superato la più fantasiosa delle mie immaginazioni), perché non proporre un piano di massa di sterilizzazione della memoria della popolazione? Con una iniezione da 10 ml potrebbero resettare i nostri ricordi dell'ultimo anno, con il vantaggio di non sapere nulla della moralità della nostra classe politica. Con una dose più massiccia, potrebbero addirittura farci dimenticare tutto il XX secolo e i totalitarismi che l'hanno accompagnato. Mi sbaglio, o siamo già sotto trattamento? Commenti (0)
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