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22

Giu

2009

Rompiamo il silenzio PDF Stampa
Scritto da Sergio Gridelli   
Se qualcuno si chiedesse ancora che razza di mondo stiamo costruendo, probabilmente troverebbe una risposta pressoché definitiva in una recente sentenza di un Giudice di Pace della provincia di Pavia.

Ai bambini dell'asilo nido di Stradella è stato intimato di non fare rumore e di giocare in silenzio. Nel nome della legge, ovviamente.

Non spetta di sicuro a me un'analisi pedagogica sull'insulsaggine di questo provvedimento, ma non posso non porre l'accento sui tanti “divieti” che colpiscono le giovani generazioni. Non lo dico in quanto rappresentante della categoria, del resto con la mia età sono da tempo ampiamente “classificato” fra i cosiddetti adulti, ma perché mi pare esserci una strisciante volontà di inertizzare la componente più vitale della società.

Quando si vieta di giocare a pallone nei cortili, di saltare i gradini con lo skateboard, di sedersi sulle panchine dei parchi come uno meglio crede, di fare le buche sulla battigia, di costruire i castelli di sabbia, di cantare o anche solo chiacchierare sotto le finestre dei palazzi, rimane unicamente una cosa: guardare la televisione.

La televisione addomestica e rende mansueti. La “scatola parlante” ha tutte le soluzioni e impedisce di porsi domande. E un potere in cui nessuno fa domande è un potere eterno.

La scoperta della vita passa attraverso lo “smontaggio” fisico e mentale delle cose che ci circondano. Solo smontando il nostro ambiente esistenziale possiamo davvero dire di conoscerlo e di possederlo fino in fondo. Io, e tutti quelli del Commodore 64, veniamo da un'epoca in cui per fare funzionare questa macchina straordinaria era necessario “aprirla”. Anche senza un cacciavite, anche solo con lo scervellarsi per fare una routine dentro un listato.

Oggi, la WII è troppo “complicata” per metterci le mani e capire come fa a funzionare un joystick senza filo. Tuttavia, il problema non è insito nella difficoltà tecnica, ma nel condizionamento mentale cui sono sottoposti i ragazzi di oggi. Da questa generazione, figlia del “non toccare” e del “non sporcarti”, potrà svilupparsi solo una classe dirigente che darà “per scontato” che esista un solo sistema operativo, che non metterà mai in discussione l'ordine costituito, che non penserà mai a nessuna alternativa rispetto al “si è sempre fatto così”.

Gridare, saltare, “fare casino” nel rispetto del patrimonio di tutti, per i ragazzi è essenzialmente un fatto biologico. Impedirlo, come sempre più spesso si sta facendo, è come togliere l'acqua ad un pesce. Il "gatto" ringrazierà, ma la matrix che ci stanno costruendo addosso non troverà più nessun Eletto in grado di salvarci.

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Commenti (5)add comment

CarloZ said:

...
Mi trovo d'accordo, mano a mano che le generazioni si susseguono vengono sempre più addomesticate nel nome della comodità; per fare un altro esempio la mia è stata una delle ultime generazioni di bambini che al pomeriggio si ritrovavano in tutta libertà ai giardinetti per fare casino e passavano il pomeriggio a scorrazzare in bici, a molti genitori di oggi questo sembrerebbe assurdo. Il lavaggio del cervello operato dai media li ha convinti che con i tempi che corrono guardare la tv e giocare alla playstation è molto più sicuro (e comodo per chi non deve preoccuparsi di controllarli o istruirli), pazienza se poi diventano dei disadattati o dei rimbecilliti.....
22 giugno 2009

Santiago said:

...

"La televisione addomestica e rende mansueti. La “scatola parlante” ha tutte le soluzioni e impedisce di porsi domande. E un potere in cui nessuno fa domande è un potere eterno."


concordo, vi consiglio questo frammento di un'intervista a Pasolini 38 anni fa:

" nel momento in cui qualcuno ci ascolta dal video, ha un rapporto da inferiore a superiore, il che è profondamente antidemocratico… "
23 giugno 2009 | url

Kalle said:

...
Cari Sergio e Carloz, se i bambini sono disadattati o imbecilli non è certo perché non fanno casino all'asilo, forse è più perché ragionano come voi. LA TV può essere intrattenimento o (raramente in Italia) formazione, ma non sposterei l'argomento della discussione: è solo una questione di educazione. Non farei neanche troppo riferimento al passato ("ai miei tempi si stava meglio, quando si stava peggio"), ma prenderei la sentenza come un segno dei tempi.
19 febbraio 2012

Sergio Gridelli said:

...
@Kalle
Se non l'hai già letto, ti consiglio "cattiva maestra televisione" di Karl Popper.
Per il resto, ammesso che tu non ambisca al modello Metropolis di Fritz Lang, credo fermamente nel "casino" di un bambino di due anni come una necessità inalienabile e a fondamento della sua creatività. La democrazia comporta anche questi passaggi che, per quanto possano essere "fastidiosi" per qualcuno, sono sempre meglio delle storiche marce dei piccoli balilla.
21 febbraio 2012

tangram said:

...
"La televisione addomestica e rende mansueti. La “scatola parlante” ha tutte le soluzioni e impedisce di porsi domande. E un potere in cui nessuno fa domande è un potere eterno".

Non mi trovo del tutto d'accordo. La TV propone film d'arte, documentari scientifici, programmi di medicina che ti permettono di entrare in sala operatoria, documentari storici. Tutto sta nel sintonizzarsi sul canale giusto: se guardi i telefilm (o peggio i talk show e le telenovelas) non cresci; ma già se guardi il TG o un programma politico di approfondimento la "crescita personale" comincia ad essere visibile. Forse la TV è stata troppo demonizzata, dovremmo demonizzare il telespettatore: "Aargh guardi SanScemo? Ma sei stupido o ti sono scaricate le batterie del telecomando?"

smilies/cheesy.gif
26 febbraio 2012

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