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Ven

06

Mar

2009

E' pericoloso aver ragione quando le autorità costituite hanno torto PDF Stampa
Scritto da Sergio Gridelli   
Mirco:
Ho appena letto questo articolo e mi è subito venuto in mente l'intervento di Sergio alla presentazione di Bellaria.
A quanto pare la pirateria non basta più. Ora chi scarica un film da Bittorrent aiuta il terrorismo.

Mi chiedo che cosa si inventeranno dopo di questa. Forse passeranno allo sterminio di massa.

Davide:
A costo di apparire cinico, credo che il problema, oltre allo snaturamento della parola "pirateria", stia anche nell'inquadrare correttamente il concetto di "terrorismo".
Cosa è terrorismo?
- buttare bombe
- ammazzare/mutilare/affamare/schiavizzare le genti
- piegare il potere ufficiale usando la violenza
- insinuarsi nelle istituzioni con mezzi illeciti
potremmo aggiungere altro? Probabilmente sì.

E' meno terrorista una multinazionale del farmaco che impedisce la cura dell'AIDS a chi non può pagare per lo sfruttamento di un brevetto? E' meno terrorista solo perché usa le pillole al posto delle bombe?
E' meno terrorista il comportamento dei vari membri dell'MPA, che fanno profitto schiavizzando il lavoro dell'ingegno altrui.

Terrorismo è anche far passare il concetto:chi scarica è un pirata. Pirata = Malvivente. Malavita = Terrorismo.

Sergio:
Ci sono due modi per limitare la libertà di espressione delle persone.

Il primo consiste nel favorire l'ignoranza (nel senso di mancanza delle basi culturali). Ciò trova un terreno fertilissimo nella “televisione cucuzzara” dove viene costruita magistralmente la cosiddetta agenda degli argomenti che verranno poi amplificati nella varie sedi (famiglia, luogo di lavoro, bar). La sovraesposizione dei vari Cogne ed Erba (con tutto il rispetto per le rispettive tragedie umane) finisce per determinare una specie di permeabilità rispetto a temi ben più stringenti come, ad esempio, la manipolazione dell'informazione.

In secondo luogo, quando il potere avverte l'avvicinarsi della propria agonia, vengono messe in atto strategie di limitazione delle libertà fondamentali, prima fra tutte quella di espressione.
Internet fa paura in egual misura alla dittatura cinese e alle cosiddette democrazie occidentali per il semplice fatto che non è controllabile. Come si sa, la libertà è parente stretta della verità e la “casta” teme il giorno in cui qualcuno griderà che “il re è nudo”.

Non è casuale che l'informazione degli old-media non perda mai occasione per definire internet un mezzo pericoloso. La pedofilia, le truffe informatiche, gli shock da videogames, sono gli argomenti prediletti quando si parla di internet. Tuttavia, non bisogna nasconderselo, hanno una presa fenomenale su larghi strati della popolazione.

Oggi, nell'era della comunicazione, se un manager (e vi assicuro che ne ho sentiti diversi con le mie orecchie) dicesse che nel suo ufficio non ha il computer, state pur certi che si farebbe tutte le “porte a porte”, i “matrix”, i “costanzi show” e compagnia cantando, passando per uno che ha capito tutto, quasi un semi-dio. Poi magari, dopo qualche settimana, lo arrestano per aver adescato dei ragazzini.

Si usano le parole senza capirne il senso. Si confonde il supporto con l'intelligenza che esso stesso veicola, si parla di pirateria senza sapere che è una forma di lotta armata e non un comando per fare il download anche in violazione del diritto d'autore. Veniamo indottrinati da concetti astrusi come quello di “guerra preventiva” e ci convincono che è necessaria per non fare la guerra.

Ci vogliono far credere che il software (musica, film, foto, libri, poesie, ricette, algoritmi, ricerca, etc.) non sia cultura, ma solo un prodotto di mercato, come una scatoletta di tonno o il tetrapack del latte.

L'ignoranza è il principale business su cui si basa il mondo. Fino a quando ci sarà qualcuno che ci dirà cosa è giusto sapere e imparare, non saremo mai liberi.

Carlo Gubitosa, nel suo straordinario libro “Elogio della pirateria”, fa una premessa rivoluzionaria:
“Ogni stagione della storia ha le sue religioni e le sue eresie, e spesso sono proprio gli eretici e i criminali a strattonare la civiltà per costringerla a compiere un salto in avanti. Basta pensare al segno lasciato nel mondo da 'delinquenti' come Gesù di Nazareth, Socrate e Galileo Galilei, tutti e tre processati per bestemmia contro gli dei del loro tempo. Gesù ha liberato lo spirito, Socrate l’intelletto e Galileo la scienza: chi è che oggi sta provando a liberare l’informazione e la cultura? ”

Buon hacking a tutti!



Scusandoci anticipatamente della qualità audio (la prossima volta faremo meglio), vi auguriamo una buona visione.






Commenti (1)add comment

Elisa said:

...
persone attive? UUUUUUAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH smilies/grin.gifsmilies/grin.gif bellissimo l'esempio.

Comunque....essere "pirati" significa anche ricercare il delinquente e punirlo e non necessariamente essere delinquenti. A volte occorre delinquere (in senso buono) per salvaguardare il Diritto
09 marzo 2009 | url

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