Alan dove sei, ti copio malissimo? Sono a casa. Oh Pedro ti arrivo anche così? Sei in mezzo al QRM ma mi arrivi. Oh, avete sentito tutti eh? Messo così arrivo a Savignano! |
Ma dove cazzo ti sei infognato Alan? Mi è caduta l'antenna, sono a casa, adesso esco con la rete del letto! Te sei fuoti come un coppo! Con quanto R.O.S. esci? Ah non lo so, però il baracchino scotta da bestia! Oh Pedro senti... Erre, dimmelo. Te ci sei domani sera a Bellaria? Ero giù anche stasera, perchè? Voglio fare una cazzata, mi voglio attaccare al cavalcavia e vedere dove arrivo! Ci sono sì cazzo! se rimedi un accordatore porto il Typhoon. Ci facciamo un giro in banda laterale se lo porti! Si però bisogna accordarlo bene, costa una cifra e mi tira il culo cuocere i finali! Non ci avete capito niente? era un dialogo tra CB. CB, ovvero Citizen Band, gli 11 metri, la 27 Mhz o come preferite chiamarla voi. Era l'epoca dei baracchini, quando ci si teneva in contatto via radio, quando i telefoni cellulari li usava solo il capitano Kirk, quando internet non era neppure un'utopia. Ah, giusto per completezza dovete sapere che poi lo abbiamo fatto veramente. La sera successiva abbiamo attaccato il cavo coassiale al cavalcavia della strada statale N.16 Adriatica a Bellaria Igea Marina e lo abbiamo usato come antenna. Un esperimento mal riuscito, una pessima idea ma comunque divertente. Del resto non era importante il risultato, quanto l'essere stati i primi imbecilli a concepirlo e metterlo in atto. Comunicare attraverso la radio è sognare ad occhi aperti: ti arriva solo la voce, e tu cerchi di dare un volto a quella voce, catturandone le sfumature, interpretandone il tono, l'inflessione, la cadenza. Quando poi la curiosità reciproca ha il sopravvento (possono passare mesi, anni, può non accadere mai) ci si accorda per fare un "verticale". Cos'è un verticale? Ma insomma, un po' di fantasia, dovete entrare nello spirito della cosa. Un verticale è quando due o più CB si incontrano faccia faccia. In verticale per l'appunto! Un buon CB che si rispetti ha anche una buona dose di carogna addosso. Ed ecco che un invito troppo repentino ad un incontro in verticale è spesso preludio di bidone imminente. Un CB navigato lo sà e se fiuta la fregatura, forte dell'esperienza e della sua carogna, è lui per primo che tira il bidone per non essere bidonato a sua volta. Ma sono solo gogliardate alla "Amici miei", non c'è mai vera cattiveria nel dare un bidone. Ci si sfotte un po' e tutto finisce a tarallucci e vino. Tra CB non esiste distinzione nè di età, nè di sesso, nè di alcunchè possa creare discriminazione. Tra CB non esiste formalismo, ci si dà del tu sempre e comunque, anche se dall'altra parte c'è il Presidente della Repubblica a modulare con te. I CB che modulano in barra mobile si spalleggiano e corrono sempre in aiuto se chiamati e se nei paraggi. L'etere aveva le sue leggende viventi. Ricordo il "grande vecchio" della frequenza, il Petrosino da Cesena. La sua voce suonava alle mie orecchie talmente anziana che mi sono sempre immaginato dall'altra parte un antico signore dai modi aristocratici e gentili. Non ho mai conosciuto il Petrosino in verticale e non ho neppure mai conosciuto nessuno che lo abbia conosciuto. Brillante il Petrosino. Fresco nei pensieri, sempre attento sul canale e fermo, ma pacato, nel gestire la ruota. Sarei e sono rimasto ore ed ore in macchina ad ascoltare le sue ruote notturne. Infiniti ping pong che portavano ad albeggiare. Era il Maurizio Costanzo dell'etere ma con una piccola differenza rispetto all'originale: non ti rompeva le palle e non era soporifero. E se poi volevi intervenire per dare un saluto alla ruota o semplicemente per far sapere che anche tu eri lì e che ti accontentavi di starli ad ascoltare, bastava attendere lo stacco tra un intervento e l'altro, prendere bene il tempo (ci vuole tecnica), aprire per un istante il mike, dire "break" e attendere pazientemente il successivo stacco. Sarebbe stato lui, in qualità di padrone di casa, a stoppare la ruota dicendo "ho sentito un break, mandiamo avanti il break, poi riprendiamo la ruota". In frequenza ti scegli tu il nome. E quel nome ti resta appiccicato finchè campi. E' fuori discussione cambiarlo se non ti piace più o ti pentito della scelta, non farlo, ti prenderebbero per il culo finchè campi e continuerebbero a chiamarti col vecchio nick. In frequenza non si raccontano segreti, non si parla alle spalle, non si argomenta di cose private, perché la frequenza ha sempre entrambe le orecchie ben aperte, soprattutto quando è silenziosa e non senti volare neppure una mosca. In frequenza vige un linguaggio gergale che và imparato. Và imparato per rispetto nei confronti di coloro che a suo tempo lo hanno imparato. In frequenza vige una sola regola imperativa, assoluta e non scritta: rispetto reciproco e democrazia. Perchè la frequenza è libera, perchè la frequenza è di tutti e per tutti. Quando le chat avevano le ruote, il nostro social network correva lungo un esile potente stilo di ferro, con la punta rivolta verso il cielo.
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