Gio 31 Lug 2008 |
|
| Ho provato OpenSUSE 11.0 (versione a 64 bit). Tutte le grandi distribuzioni forniscono sistemi a 64 bit stabili e affidabili (Ubuntu, Kubuntu, Fedora, Mandriva, OpenSUSE). Ma di OpenSUSE avevo sentito parlare molto bene su "Distrowatch Weekly Review" e volevo proprio testarla. In più Angelica (la nuova "addetta alle pubbliche relazioni" di "Ubuntu Iacta Est", foto sotto) ![]() teneva molto a OpenSUSE e, con quel fisico (a metà fra Jessica Rabbit e Wonder Woman), non ha avuto difficoltà a convincermi. Siccome ad Angelica Windows non piace, ho dovuto sostituire il consueto dual-boot "Windows + Linux" con un "Kubuntu + Opensuse". Sulla prima partizione primaria (sda1) ho messo la swap di Kubuntu (dimensioni massime pari al doppio della ram installata), sulla seconda partizione primaria (sda2) ho messo la "root" (la partizione principale) di Kubuntu, ed il resto del disco era vuoto e pronto per Opensuse. Installazione fase 1 Ho inserito il DVD di installazione e ho riavviato il sistema. Mi ha accolto la classica schermata verde (esteticamente molto accattivante) e io ho scelto Installation. Poi ho dovuto indicare lingua e tastiera. La schermata successiva "Modalità di installazione" mi chiedeva se volessi riparare una installazione precedente o installare da zero, ed io ho scelto Nuova Installazione. Dopo la consueta impostazione del fuso orario (eccezionalmente ben curata dal punto di vista grafico), ho dovuto scegliere l' ambiente desktop fra Gnome, KDE 3.5.9, KDE 4.0 e XFCE: e ho scelto KDE 3.5.9. Poi si passa al partizionamento del disco rigido. Per realizzare il partizionamento manuale (invece dell' automatico) ho fatto click su Modifica Configurazione delle Partizioni. Ho cancellato tutte le partizioni estese (sda3, sda4 e sda5) che il "partizionamento automatico" aveva già predisposto e ho impostato una sola partizione primaria (sda3) dedicata alla "root" di Opensuse: per quanto riguarda la swap, Opensuse userà la sda1 (in comproprietà con Kubuntu). Ho formattato la sda3 in formato EXT3 con mount point / e le ho assegnato la metà del disco rigido che era inutilizzata. Poi si arriva alla configurazione degli utenti del sistema. OpenSUSE sceglie un approccio "tipo Ubuntu", cioè non viene creato il classico root e il classico utente normale, ma solo l'utente normale dotato di una password di root (che verrà richiesta quando si faranno operazioni potenzialmente pericolose o delicate). La sequenza di avvio predefinita è 1) Opensuse, 2) Opensuse safe mode e 3) Kubuntu (ma facendo click su Avviamento posso impostare la sequenza di avvio come voglio). Installazione fase 2 (selezione software da installare) Ho scelto di installare i seguenti gruppi di software: Strumenti Console, Ambiente Runtime a 32 bit (per far funzionare le applicazioni che girano solo a 32 bit), Sviluppo di Base, Sviluppo KDE, Ambienti di Sviluppo Integrati (KDevelop, Eclipse, Netbeans, Anjuta, eccetera), Sviluppo Java (ma c'è anche Python, Perl, Ruby, eccetera), Sviluppo del kernel Linux, Sviluppo Web. Quando ho finito di selezionare i gruppi, faccio click su Installa e finalmente parte l'installazione vera e propria. Primo impatto col sistema Il desktop è davvero curato nei minimi dettagli e ha un aspetto pulito e professionale: ![]() Il kernel è il 2.6.25.5. Lo schermo viene impostato alla risoluzione massima per un 17 pollici LCD (1280x1024): quando provo a ridurre la risoluzione, mi accorgo che è (stranamente) impossibile modificarla. I fonts sono però molto nitidi e ben leggibili anche ad una risoluzione così alta. Quando voglio cambiare la dimensione dei caratteri all'interno di una finestra, ricorro alla combinazione di tasti CTRL + per ingrandire e CTRL - per rimpicciolire (i menu della finestra rimangono molto piccoli ma comunque leggibili). Per quanto riguarda le prestazioni, Opensuse 64 bit usa 207 MB di RAM all'avvio, che salgono a 313 MB non appena si avvia Firefox. In generale il sistema sembra consumare meno memoria rispetto alle release precedenti ed è anche più veloce. ![]() Il menu in basso è il classico kickoff SUSE (comodo quando si installano molte applicazioni) e, nella sezione Computer, la voce Installazione del Software permette l'accesso al gestore dei pacchetti YAST2. Quest'ultimo non è molto intuitivo per i principianti: c'è una semplice casella Cerca in cui digitare il nome del pacchetto desiderato, che verrà poi visualizzato con tutte le informazioni utili nel riquadro grande a destra. Per poter vedere tutti i pacchetti installabili (e già installati) con le informazioni sulle funzionalità, e scegliere tranquillamente quelli che mi servono, devo ricorrere ad un piccolo trucco: nella casella Modalità di Ricerca devo scegliere Usa wildcard (caratteri jolly come * o ?) e nella casella Cerca devo inserire * (asterisco, cioè tutti i pacchetti). Fatto questo, si ottiene qualcosa di più semplice da usare, ossia una finestra con tutti i pacchetti disponibili elencati a destra (da poter selezionare o deselezionare, a seconda che si voglia installarli o disinstallarli): ![]() La cosa, a mio parere, dovrebbe essere impostata così di default: il principiante, per molto meno di questo, abbandona. Dopo aver addomesticato Yast2, seleziono per l'installazione: Audacity, Blender, Dia, Eclipse*, Festival, Filezilla, Flac, Gimp, Gnash (flash plugin opensource), Gnome System Monitor, GnuChess, Grip, Gstreamer-plugins*, Gwget, Inkscape, Istanbul, OpenJDK 6 (clone open source del "Java Development Kit della Sun" che gira anche a 64 bit), Krusader, Netbeans, HTop e QCad . Va anche detto che Yast2 è un pò lento (come tutti i package manager che usano i pacchetti RPM). Supporto multimediale Lame (l'encoder audio MP3) non è disponibile nei repository standard (ma c'è oggenc che è anche migliore), il formato MP3 è supportato solo in lettura. Devo associare a mano gli MP3 con Amarok, e il decoder per il formato MP3 viene installato automaticamente dal Web, appena si fa "doppio click" su un file MP3. Purtroppo l'MP3 è un formato proprietario e per non pagare le licenze (pensate che i diritti per i formati proprietari MP3, WMA, DIVX ammontano a circa un terzo del costo di un lettore DVD da tavolo) bisogna fornire il supporto per "vie traverse" (tipo la "Community Information" di Opensuse). Dovremmo proprio toglierci il vizio di comprimere l'audio in MP3, sarebbe meglio usare il formato OGG (e il formato XVID per il video): quando usi un formato proprietario ne diventi schiavo. Ma procediamo. Amarok (stranamente) ha l'equalizzatore disattivato (deve trattarsi di un piccolo bug che sarà corretto sicuramente con gli aggiornamenti automatici). Io allora installo l'ottimo Audacious come sostituto per i formati audio, e tutto funziona bene (Audacious è molto simile a XMMS e Winamp, ed ha il supporto per le skin). I formati video MP4, XVID e DIVX (gli ultimi due hanno estensione .AVI) vengono visualizzati tramite Kaffeine (che riproduce senza problemi anche i video flash .FLV catturati su YouTube). Browser e Internet Sono disponibili Firefox, Konqueror e Opera (quest'ultimo, nella versione 9.51, non funziona bene). Io scelgo di puntare su Firefox (che visualizza senza problemi i filmati Flash) ed aggiungo le estensioni DownThemAll (download manager) e Video Downloadhelper (per catturare i filmati di YouTube). Ho scelto anche di disattivare l'estensione Beagle (impostata di default) perchè temo che rallenti inutilmente la navigazione, indicizzando di tutto e di più: anche col gestore dei pacchetti ho eliminato sia il pacchetto Beagle che il pacchetto Kerry. Ma dove ha la testa tutta questa gente che passa il tempo a cercare i files, sparpagliati disordinatamente in cartelle di nome "X34ztR", ed ha bisogno di tutti questi motori di indicizzazione che mangiano solo cicli di CPU? Sono domande che rimarranno senza risposta. Riassumendo Sono rimasto positivamente colpito dall' ampia disponibilità di software; ho molto gradito anche la traduzione degli Help delle applicazioni (F1) in un buon italiano (stesso dicasi per i menù e le finestre di dialogo). La veste grafica mi sembra la più elegante fra le distribuzioni Linux (superiore anche a quella di Sabayon). L'installazione è abbastanza facile (anche se non facilissima). OpenSUSE ha ridotto i consumi di memoria ed aumentato la velocità. Il riconoscimento hardware è buono. I menu sono ben organizzati. Solo il package manager Yast2 è un pò lento e poco intuitivo nell'uso. OpenSUSE, nel complesso, si conferma come distribuzione numero 2 (dopo Ubuntu e accorciando le distanze rispetto a quest' ultima). Voto: 8,5/10. . Commenti (1)
![]()
Christian Galeffi
said:
|
|
... Bella recensione Per precisione, per vedere tutti i pacchetti (installati e non) non è necessario usare wildcard ma basta selezionare da filtro > Gruppi di pacchetti e poi Tutti i pacchetti. (giusto per non far abbandonare il principiane ). Se il package manager di Yast2 ti sembra lento vuol dir che è la prima volta che usi openSuSE, la 10.3 era 5 volte più lenta . Questo per dar ancora più rilevanza al gran lvoro che è stato fatto dalla 10.3 alla 11.0. Ciauz |
Lascia la tua opinione
| < Prec. | Succ. > |
|---|
About
Community
Commenti
Tags
Utenti On-Line
55 visitatori online
Utenti : 170
Contenuti : 91
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 196730
Contenuti : 91
Link web : 58
Tot. visite contenuti : 196730

Articoli archiviati





.png)

).
.
