Gio 10 Lug 2008 |
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| Non mi piace fare le crociate in genere, figuriamoci se le faccio contro un sistema operativo. C'è sempre il rischio di scivolare nell'integralismo più sfrenato e perdere di vista (giuro che questa non è voluta) il senso reale della discussione. Però, non essendo un santo, anche a me capita a volte di perdere la pazienza. Niente di socialmente pericoloso, intendiamoci, ma come capita alle formiche, sporadicamente succede che nel mio piccolo mi scatti l'incavolatura (giusto per restare nel politically correct). Questa volta, a far traboccare il proverbiale vaso è stato nientepopodimeno che il Vicepresidente di Microsoft, Brad Brooks. Il vice-leader di BigM in occasione della conferenza annuale dei partner Microsoft non è andato per il sottile e oltre a sparare cannonate ad alzo zero contro la rivale Apple, ha pontificato che Windows “è l'unico vero linguaggio universale, più parlato perfino del cinese e dell'inglese (...)”, tesi avvalorata, a suo dire, anche dalla propria figlia che amorevolmente lo rassicura con un commovente “papà, la verità ci rende forti”. Ora, ritenersi depositari della verità e detentori di un linguaggio universale (ancorché dalla grammatica blindata e sconosciuta) ha più il sapore della paura delirante che di una vera e propria strategia di marketing. In ogni caso, fatti suoi e del gigante di Redmond. Invece, la cosa che più di altre mi ha mandato in corto-circuito il sistema nervoso centrale è stata la dichiarazione secondo la quale Vista e Windows sono fatti per "essere compatibili con tutta la vostra vita". Cosa vuol dire che un sistema operativo è compatibile con tutta la mia vita? Cosa ne sa il signor Brad della mia vita? Conosce forse le mie abitudini e il mio reddito? Allora, caro il mio Brad mi dica: è compatibile con la mia vita il “suo” costoso sistema operativo dopo che ho pagato l'affitto, il mutuo dell'auto, le bollette di acqua, luce, gas, rifiuti, telefono? È compatibile con il concetto di concorrenza dover comprare un computer con già installato un software che pago, ma non userò mai? Non le sembra che nella vita di tutti i giorni, anche lei si arrabbierebbe se comprando un rasoio dovesse obbligatoriamente acquistare anche un'unica marca di schiuma da barba? Poi, in definitiva, una vita compatibile con i sistemi informatici, che sono anche mezzi di relazione fra le persone, non dovrebbe essere basata sulla libertà di scelta? Una scelta autodeterminata in riferimento alle proprie esigenze, convinzioni, possibilità? Gliene dico un'altra, signor Brad non crede che un software compatibile con la mia vita debba permettermi di “andare alla posta” senza imbottirmi di vaccini antivirali? Oppure, riuscire a scaricare la modulistica pubblica (che paghiamo tutti, compatibili e non) in formati aperti e non proprietari? E ancora, che compatibilità è dover cambiare computer ad ogni rilascio di nuova versione del sistema operativo? Francamente, viste le temperature di questi giorni, credo di essere più compatibile con il mio frigorifero che con Windows. Commenti (7)
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Teo
said:
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... Per la cronaca. Ieri ho acquistato un nuovo notebook da dell. Per lavoro. Ebbene. Lo volevo acquistare senza Vista. Fra l'altro avevo letto molto delle tendenze di dell verso il mondo linux. Errore. Il notebook arrivera' con Vista e non è possibile evitarlo. L'unica cosa che posso fare è chiedere, con una trafila burocratica che nessuno fara' mai, un rimborso con una speciale modulistica. Sapete cosa vi dico... Andate tutti a fanculo! |
vallum6
said:
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... Io credo che serva una legge che imponga una configurazione dual-boot ogniqualvolta si vende un sistema operativo proprietatio su un pc. Mentre se il pc viene venduto col solo sistema gratuito, allora il dual boot non è più obbligatorio. |
vallum6
said:
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... Altra cosa spiacevole da me notata, Uso Live.Com, il servizio Microsoft che ti da il blog, jl file hosting fino a 5 GB e l'email. Nel sito c'è abbastanza pubblicità, proposta con garbo, ma sempre pubblicità. Ma quello che non sapevo e che quando invio una mail ad un conoscente gli arriva zeppa di pubblicita soprattutto su Vista. Questo mi irrita: io sopporto la pubblicità perchè sfrutto un servizio, ma chi riceve la mia email, usa altri servizi, perchè imporgli il "pagamento" di un servizio sfruttato da un altro |
Ercole Carpanetto
said:
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... Non riesco a capire se a Redmond si sentono veramente quasi onnipotenti, oppure se la paura gli sta facendo mostrare i muscoli in un tentativo di farsi vedere più forti di quanto non sono: è uscita un'altra notizia in cui praticamente Ballmer dice che secondo Microsoft in fututo tutti gli applicativi diventeranno Webbased e che quindi se cambiano loro tutti dovranno cambieranno in quel senso (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2352199). Vedremo come andranno le cose nei prossimi 3-4 anni, ma credo che lo zio Bill abbia scelto il momento giusto per abbandonare la barca: non penso assolutamente che Microsoft fallira o che nessuno utilizzerà più i suoi prodotti ma certamente assisteremo a dei cambiamenti che potrebbero ridimensionarla e anche di molto, in particolare se dovessimo andare nella direzione prevista da Ballmer (che renderebbe chiara la manovra Yahoo oltretutto); BigM non ha assolutamente le capacità e le infrastrutture al momento per gestire dei servizi online con alto traffico, a differenza di Google ad esempio che offre già gli stessi servizi ed ha una delle infrastrutture internet più avanzate e solide, e andare a sfidare un qualcuno in un terreno che conosci poco è sempre poco vantaggioso. |
Antonio Cantaro
said:
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... Io non sono un esperto in storia, ma penso che basti riflettere un attimo e guardare col la mente dal lontano passato verso noi: assiri e babilonesi, egizi, greci, romani ed i più vicini, Napoleone e Hitler. Tutta gente che pensava di avere il modo in pugno. Per tutti il massimo dello splendore è stato l’inizio della fine. L’universo intero s’espande ma poi si contrarrà fino all’implosione. Che dire? Di sicuro, neppure l’impero “Microsotf” può sottrarsi a questa legge universale. Non posso conoscere i tempi, ma l’epilogo si! Saluti a tutti, Antonio Cantaro. |
Elisa
said:
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... C'è una cosa che in pochi sanno e che è un chiaro sintomo della fine dell'impero Microsoft, non sono riusciti a sfondare in Africa sulla quale invece avevano puntato moltissimo. Si moltiplicano infatti gli Stati che adottano ufficialmente sistemi open source al posto dei costosissimi sistemi proprietari. Ancora qualche Stato (Nigeria etc. etc.) ovvero qualche ministro, accettano i "regalini" che arrivano da Redmond e concludono contratti di fornitura software ma sono davvere sempre di meno. Proprio la Nigeria ha buttato al vento 120 milioni di dollari quando poteva avere la stessa cosa a costo zero, oltrettutto per acquistare una versione minimale di XP Forza Africa |
Ercole Carpanetto
said:
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... Questa dell'Africa è una notizia fantastica: se popolazioni che si avvicinano all'informatica scelgono consapevolmente di non utilizzare prodotti closed source significa che il nostro modello è valido e non potrà che diventare quello vincente in futuro. Oltretutto oltre all'Africa anche nazioni del Sud America come il Brasile stanno muovendosi nella stessa direzione. Ho letto detrattori del modello opensource che dicevano che viene fatto perchè non avendo soldi da investire piuttosto che niente meglio poco: ma la realtà non è quella (come tu ben sai Elisa) siccome Microsoft offre licenze a prezzi pressochè nulli; fortunatamente la scelta è di tipo più profondo, anche se Microsoft regalasse le licenze alle scuole e ai governi non lo farà ai cittadini, che non potendosi permettere costose licenze si ritroverebbero nell'impossibilità di utilizzare in modo legale i software che hanno imparato ad usare a scuola. Un grande applauso ai governi lungimiranti dell'Africa e del Sud America |
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